Siamo solo noi

asia-argento-rino-barillari-1024992L’uso di hashtag furbetti, ormai è chiaro, serve a starlette o attrici dimenticate o mai ricordate per ottenere ancora un minimo di ribalta o qualche contrattino qua e là. #MeToo, di base, serve a quello, ai livelli più bassi (a quelli più alti, come si è visto, serve per condizionare la politica e il potere), e tavolta pare anche che abbia risvolti letali di cui non si parla, impegnati come si è a presentare condoglianze forse non troppo appropriate. Utili allo stesso scopo sono anche le variazioni sul tema, purché al centro ci sia in ogni caso la difesa della donna “inquantodonna”, e la condanna del maschio dedito alla sopraffazione.

Ed è così che il Vasco nazionale prova a uscire dal viale del tramonto inventandosi un bel #We2 da lanciare nell’arena dei social. Appare allora in un video dove legge stentatamente un comunicato di puro femminazismo preparato chissà da chi e i cui contenuti si possono facilmente immaginare: le donne sono vittime e dovrebbero essere intangibili; gli uomini sono dei mostri, devono smetterla di abusare delle donne e recuperare la propria dignità. Tramontata la stella del Pietro Grasso sempre scusante, sorge (anzi tenta di risorgere) la stella Vasco Rossi, con un uguale carico di excusationes non petitae.

Vasco_1989Di primo acchito l’istinto è quello di rispondere a Vasco citando il titolo di una nota canzone del suo collega Marco Masini, ma sarebbe superficiale. Meglio è fare un breve excursus su chi sia la persona che legge quel comunicato e che si fa paladino del nuovo hashtag femminista. Trattandosi di un cantante che, oggettivamente, ha fatto la storia della canzone italiana, il punto lo si può fare solo citando, in ordine sparso e andando a memoria, alcuni dei suoi contributi a favore della causa femminista:

“E’ andata a casa col negro, la troia…”, Colpa di Alfredo, dall’album Colpa d’Alfredo, 1980.

“Appena ti prendo da sola, ti taglio la gola”, Ti taglio la gola, dall’album Cosa succede in città, 1985.

“Stai come ancora un po’, soltanto un attimo: ti pagherò”, Dormi dormi, dall’album Cosa succede in città, 1985.

Gabri, canzone di un adulto che fa sesso con una ragazzina, dall’album Gli spari sopra, 1993.

Delusa, canzone che allude allo scambio sesso-carriera tra le ragazzine di Non è la RAI e Gianni Boncompagni, dall’album Gli spari sopra, 1993.

“Vorrei possederti sulla poltrona di casa mia con il rewind… lalalalala, fammi godere”, Rewind, dall’album Canzoni per me, 1998.

Standing ovation, canzone dedicata all’erezione maschile, dall’album Stupido hotel, 2001.

Intendiamoci, una persona può anche ravvedersi nel corso della vita, rivedere le proprie posizioni e il proprio approccio, per carità. Ma di solito ciò avviene gradualmente, con un percorso interiore tormentato e in genere molto privato. Il salto invece appare, per il nostro Vasco, parecchio ampio e “curiosamente” reso pubblico. Insomma dai, è un po’ come se Francesco Guccini invitasse pubblicamete ad aderire a Forza Nuova, per intenderci… E visto l’uso furbetto degli hashtag e quanto è redditizio oggi associarsi ai diktat di Rosa Nostra, viene da pensare che o a breve uscirà un nuovo disco o ci saranno nuovi concerti del Blasco. Quale migliore marketing gratuito di un bell’allineamento alla fuffa dominante?

vasco_fammi_godere_675Ebbene, caro Kom, noi uomini per bene che non abbiamo alcun motivo per sentirci in colpa o scusarci rispediamo il tuo appello al mittente. Ovvero a te e a chi ti ha scritto quel testo senza senso. Chiaro, non abbiamo la potenza di fuoco mediatica che hai tu. Se non bastasse, abbiamo pure tutti i media contro. Ma è così da sempre per le persone normali e per bene, mentre i fenomeni da baraccone inevitabilmente attirano l’attenzione. Dal basso della nostra posizione mediatica, e dall’alto della nostra posizione etica, io dunque propongo a tutti i lettori di questo blog di leggere e sottoscrivere, semplicemente commentando questo articolo, il contro-appello che mi ha fatto pervenire Rino Della Vecchia da Belluno. Lo trascrivo pari pari qui di seguito. Chi è d’accordo lasci un commento e condivida questo mio articolo o copi-incolli ovunque possa il testo di Rino Della Vecchia. Insomma, come si dice: facciamolo girare. Per dire a Vasco e a quel gran pezzo d’Italia che ora gli va dietro sbavando sul suo hashtag: la maggioranza degli uomini e dei padri veri, quelli con una dignità, un onore e la schiena dritta, e con essi le donne per bene che non cedono al piagnisteo interessato del femminismo contemporaneo, SIAMO SOLO NOI.

Fronte del Rifiuto
Manifesto degli innocenti
(contro l’appello di Vasco)

Sotto le nobili vesti di un generoso e cavalleresco appello agli uomini leali e benevolenti,
motivato da ineccepibili ragioni, argomentato con incontrovertibili considerazioni sulla dignità della donna, sul suo diritto all’autodeterminazione e alla intangibile sovranità sul suo corpo, l’appello di Vasco e dei cofirmatari presuppone ed esige l’autodafé dei loro congeneri, chiamati a condividere la colpa di una corresponsabilità che li inchioderebbe – finalmente – ad una vergogna collettiva.
E’ una chiamata di correità che estende agli innocenti i torti dei colpevoli, invito esplicito al riconoscimento di una responsabilità che deriverebbe dalla sola casuale appartenenza ad un sesso. Quello prevaricatore.
Sotto le più elevate motivazioni, dissimulato all’ombra delle migliori intenzioni, si esige dagli uomini il riconoscimento di un debito collettivo, storico e universale, si sollecita la denuncia della propria interiorità. La condivisione di un’infamante vergogna. Il tradimento della propria anima. Inespresso, ma implicito, il sospetto su coloro che rifiutassero di aderirvi o avessero obiezioni da contrapporvi.

Ma esistono uomini liberi e forti, serenamente fieri di sé, senza colpe e senza vergogna, che rifiutano alla radice la criminalizzazione del proprio sesso, non disposti a tradire la propria innocenza e ad irridere alla propria dignità.
Uomini che non pagheranno, giacché non hanno debiti,non si pentiranno, in quanto non hanno colpe,non si vergogneranno, perché non hanno imbarazzi.
Uomini decisi a proteggere la sacralità della propria essenza, la dignità della propria anima. Intangibile.
E’ per costoro la chiamata, l’invito a resistere in questa Alleanza del No, in questo Fronte del Rifiuto.

Primo firmatario: Rino Della Vecchia – Belluno


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20 commenti

  1. Riporto su questo articolo perchè Rino dalla Vecchia mi ha contattato ed abbiamo creato un hastag #frontedelrifiuto con questa chiosa scritta da Rino Manifesto degli innocenti
    Contro l’appello di Vasco #We2 – La talpa della vergogna
    Sotto le nobili vesti di un generoso e cavalleresco appello alla lealtà degli uomini, motivato da
    ineccepibili considerazioni sulla dignità della donna, sul suo diritto all’autodeterminazione, alla
    intangibilità del suo corpo, l’appello di Vasco invita tutti i maschi all’autodafé, pressandoli a condividere
    la colpa di una corresponsabilità che li inchioderebbe – finalmente – ad una vergogna collettiva.
    Chiamata di correità che estende agli innocenti i torti dei colpevoli, ammissione di una
    corresponsabilità derivante dalla sola casuale appartenenza ad un sesso. Quello prevaricatore.
    Sotto le più elevate motivazioni, all’ombra delle migliori intenzioni, si esige dagli uomini il
    riconoscimento di un debito collettivo, storico e universale, li si sollecita a vergognarsi di essere tali. A
    condividere un’infamante vergogna. A tradire la propria anima.
    Esistono però uomini liberi e forti, serenamente fieri di sé, senza colpe e senza vergogne, che rifiutano
    la criminalizzazione del proprio sesso, decisi a non tradire la propria innocenza, a non vilipendere la
    propria dignità.
    Uomini che non pagheranno, giacché non hanno debiti,
    non si pentiranno, perché non sono rei,
    non confesseranno, in quanto non hanno colpe,
    non si vergogneranno, perché non hanno imbarazzi.
    Decisi a proteggere la sacralità della propria essenza, la dignità della propria anima. Intangibile.
    E’ per costoro la chiamata, l’invito a resistere in questa Alleanza del No, in questo Fronte del Rifiuto.
    Rino Della Vecchia – Belluno

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  2. Condivido e firmo. Ci sarebbe molto da dire sui Vasco. Una sola cosa: la cultura dello sballo, la vita “esagerata”, ossia priva di ogni limite etico, non possono che portare a simili esiti. Nessuna razionalità, nessun senso della storia, nessun tentativo di riflessione aprrofondita, nessuno sforzo di oggettività. Solo i luoghi comuni ripetuti ossessiovamente dallì’immensa potenza dei media mainstream. Povero Vasco, come sei malridotto, ammesso e non concesso che prima fossi “benridotto.”

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  3. Anche Vasco ce lo siamo giocato.
    Intendiamoci, non che la cosa mi stupisca, poiché sostengo da una vita che il problema numero uno degli uomini sono gli stessi uomini.

    E ovviamente non posso che condividere il magnifico manifesto di Rino.

    Sandro Desantis – Terni

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  4. Firmo anch’io, anche se sono donna.

    Rita Vergnano

    Grazie Rino . da “Questa metà della Terra”

    “Certo, non partiranno per questa guerra salutati dalle lacrime delle mogli e delle fidanzate, dallo sventolio dei cappelli dei reduci e con nel cuore la certezza di combattere per una causa giusta: no, questa volta l’obiettivo consiste precisamente nel conquistare il diritto di affermare che la causa è giusta. Svincolati da ogni ideologia, da ogni filosofia, da ogni dottrina che li renda strumenti di fini estranei alla loro autoaffermazione, combatteranno per la salvaguardia della maschilità nel mondo, cioè per se stessi. Non per Dio e per la Patria, per il Re e la Nazione, per la Giustizia e la Libertà, per i Padri e le Colline Nere: solamente per se stessi. Se da questo deriveranno vantaggi per il mondo, o almeno per l’Occidente nella forma di un riequilibrio delle forze e dei poteri capace di garantirne la durata, tanto meglio per tutti, ma non sarà questo il loro scopo perché non saranno più al servizio di alcuna causa che non sia quella della propria realizzazione. Tutto questo dovrà accadere prima che nel loro cuore si spenga l’ultimo slancio e che la loro anima si perda nel deserto del Niente”

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  5. Solo una nota aggiuntiva.

    Noto che tra i sostenitori del video-appello ci sono anche Fiorello, Vergassola, e Gabriele Salvatores, il presunto molestatore sessuale della Trevisan. La Travisan non ha niente da dire?

    E il Blasco, ad accompagnarsi a certi personaggi? Perché non anche Weinstein, allora?
    Siamo ben oltre la farsa…

    A proposito della Trevisan sul recente lutto che ha “devastato” la Argento: “ennesimo atto patriarcale di una società che non vuole donne libere”.

    http://www.linkiesta.it/it/article/2018/06/11/bourdain-suicida-per-colpa-di-asia-argento-una-tesi-mostruosa-segno-ch/38404/

    Cosa viene dopo la farsa…?

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  6. Firmato…
    Lo ascoltavo poco. Non lo ascolterò più del tutto.
    Ricordo anni fa una sua intervista in cui si bullava di avere avuto stormi di groupies ai suoi concerti.
    Ora fa la morale sessuale al mondo intero.
    Un classico.

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  7. Vecchio rammollito di un Blasco… gli spari sopra fischiano per te…

    “Ed è sempre stato facile fare delle ingiustizie
    Prendere, manipolare, fare credere
    Ma adesso, state più attenti
    Perché ogni cosa è scritta
    E se si girano gli eserciti e spariscono gli eroi
    Se la guerra poi adesso, cominciamo a farla noi

    Non sorridete, gli spari sopra sono per voi
    Non sorridete, gli spari sopra sono per voi”

    Tra l’altro rubacchiata a questi qui… 😛

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