Normalità e anormalità: piccola coda di cronaca

todiSfoglio le notizie di oggi e mi imbatto in questa: “Bibliotecaria rimossa, così Todi è diventata la capitale degli anti-gender“. Manco a farlo apposta, proprio di questo parlava il mio articolo di oggi. La cronaca: l’amministrazione comunale di Todi ordina alla biblioteca comunale di escludere o allontanare dalla sezione “libri per ragazzi” i testi che affrontano “tematiche sensibili”, ovvero l’orientamento sessuale. La bibliotecaria si rifiuta e viene trasferita.

La scelta del Comune di Todi ha una valenza politica che va analizzata. Nasce dalla valutazione che talune tematiche non debbano essere prematuramente presentate, qualunque sia la forma in cui lo si fa, a giovani non ancora in grado di elaborarne i contenuti in modo critico ed evoluto. O ancora: il rispetto per la diversità e le minoranze non passa dalla lettura di libri che in modo più o meno larvato cercano di orientare (influenzare? Corrompere?) la visione del mondo di giovani uomini e donne in una fase di crescita molto delicata. Si può essere d’accordo o meno su questa decisione, si potrebbero interpellare studiosi e specialisti di formazione infantile o giovanile e poi formarsi un’opinione sull’operato dell’amministrazione comunale o sulle strategie atte a insegnare il rispetto per l’altro, chiunque esso sia, alle giovani generazioni.

logo-linkiestaInvece no. Il sito che pubblica la notizia, (Linkiesta), non va per il sottile. La decisione del comune di Todi è oscurantista (invece quella opposta è “illuminista”? Perché?), il Comune stesso diventa un coacervo di destra (quindi proteggere i minorenni da condizionamenti prematuri è di destra? Che ne pensa Gaber?). Inoltre, orrore degli orrori, in Consiglio Comunale siede un esponente di Casa Pound. Regolarmente eletto, non sta usurpando il posto a nessuno, ma pare che la democrazia per l’articolista valga solo in alcuni casi. Di contro la bibliotecaria fa mostra, nella sua vita privata, di aderire alle teorie e manifestazioni “gender”, e di voler portare le proprie legittime convinzioni personali nel suo ambiente professionale, dove però dipende da decisioni superiori. Su questo Linkiesta non ha nulla da eccepire.

E così la bibliotecaria diventa un’eroina, mentre Todi diventa una specie di inferno in terra. La narrazione di una minoranza, che va riconosciuta e rispettata ma resta minoranza “innaturale”, stando all’articolo deve potersi imporre e soverchiare decisioni legittime di persone regolarmente elette, le cui idee e iniziative hanno in ogni caso una ragion d’essere su cui occorrerebbe riflettere, in un confronto senza pregiudizi, senza condanne emesse per mezzo di slogan o posizionamenti ideologici dannosissimi. Perché, di questo si dimentica l’articolo citato, al centro di tutto stanno i bambini. Non fazioni di questa o quella parte, ma i bambini, la loro crescita, la loro formazione. Roba delicata, delcatissima, che non può e non deve essere derubricata a un mero conflitto tra botteghe concorrenti.


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Un commento

  1. La situazione è semplice e cristallina.
    Il gender non definisce qualcosa, ma l’assenza di qualcosa.
    E’ evidente.
    —————————————————————
    interazione tra i sessi : definizione di sessualità

    —————————————————————
    assenza di interazione tra i sessi : definizione di gender

    ————————————————————–
    game over

    Mi piace

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