La pedofila di Bergamo: narrazioni a confronto

pedofilia-ok_2405078Ho atteso una settimana per cercare di monitorare per bene le coperture date alla storia della professoressa pedofila di Bergamo, che ha irretito e abusato di un tredicenne suo allievo. Un fatto scoperto proprio nel giorno in cui conoscevo personalmente due uomini devastati da una falsa accusa di pedofilia, da cui sono stati entrambi scagionati dopo un vero calvario giudiziario e umano. La storia di uno di loro, Pasquale, l’ho raccontata venerdì; l’altra potrebbe avere esiti più ampi di un articolo sul mio blog, vedremo. Il caso della professoressa di Bergamo è giunta propizia, insomma, e mi permette ora di fare un po’ il punto sulla vicenda e soprattutto su come essa è stata comunicata. Per riuscirci è essenziale fare un paragone con una vicenda simile ma dove il pedofilo sia uomo.

Dunque i fatti: Bergamo, lei quarant’anni, divorziata, due figli, professoressa, irretisce un proprio allievo di tredici e ci imbastisce una “relazione”, chiamiamola così, che naturalmente ha anche ampie implicazioni sessuali. I reati prefigurabili sono diversi, i più rilevanti dei quali sono pedofilia, violenza sessuale, abuso su minori, circonvenzione di incapace. Tanto per gradire. E non sono sospetti, non ci sono indizi: la donna è stata prima intercettata poi colta in flagrante. Se esiste una giustizia in Italia, dovrebbe passare l’anima dei guai, perdere il lavoro e passare un bel po’ di tempo in carcere. Il ragazzino invece, se mi si passa la battuta, adesso potrebbe ambire a una futura Presidenza della Repubblica francese…

minacce bambiniFatto similare: Partinico, settembre 2017, un professore di 47 anni viene colto in una relazione con una sua allieva di 16 anni. Età un po’ diverse dal caso di Bergamo, ma i reati sussistono ugualmente, non si scappa. I due si scambiavano messaggi, avevano imbastito una vera e propria relazione, che naturalmente includeva il sesso. Anche l’uomo, come la professoressa di Bergamo, finisce subito ai domiciliari, e nulla si sa del procedimento a suo carico, che dovrebbe, a rigore, essere severo come quello della professoressa.

Non mi interessa, almeno per il momento, seguire i due iter giudiziari, se mai si avrà notizia del loro esito. Mi interessa confrontare come le due notizie sono state date. Non solo per misurare la già scontata diversità dei pesi e delle misure, ma anche perché le modalità di comunicazione anticipano già sia il tipo di pressione che i media eserciteranno sui giudici, sia la linea di difesa che verrà assunta dai due accusati. Vediamo dunque una rassegna partendo dal caso di Bergamo.

ADN Kronos, agenzia di stampa, ci tiene a mettere in luce i sentimenti genuini della donna e le sue intenzioni più che serie. Chiamarsi “fidanzata” significa promettere nozze, e giustamente in questo caso tale serietà merita il titolo:

adn

Per il Corriere della Sera non si tratta di un caso di pedofilia o abuso su minore, ma di una “storia”. E ancora viene messo in luce il sentimento puro, quasi sacro, che la donna portava verso il bambino e con cui lo portava a far sesso nella sua auto. Ah no, questo nel titolo non viene detto…

corriere

L’Huffington Post non si discosta dall’impostazione degli altri titoli, però vuole essere più preciso rispetto all’età del ragazzino minorenne: non ha tredici anni, come dice l’ADN Kronos, ma ben quattordici!

huff

Con Repubblica le cose non cambiano. Non c’è traccia di reato nella titolazione, né una semplice e fredda sintesi dei fatti. C’è una “storia proibita”, che fa subito venire in mente la nobiltà di Romeo e Giulietta e poi, per controbilanciare, una nota di colore: la signora non ha freni inibitori. Dai è una maialona, che sarà mai di così grave?

rep

La Stampa si allinea agli altri media mainstream, ancora parla di “relazione”, ma vuole distinguersi nella citazione degli SMS che i due si scambiavano: ti amo, certo; sono la tua fidanzata, senza dubbio; però anche “mi manchi”. Quanta tenerezza, quanta svenevolezza, quanto amore frustrato, maledizione!

stampa

Mi soffermo solo sui titoli per non farla troppo lunga. Se ci si addentra nel testo degli articoli si capisce già che quello del “sincero innamoramento” della donna è il punto centrale di ogni narrazione. I suoi sentimenti travolgenti, quali solo una donna può provare, in termini di purezza assoluta, l’hanno indotta, lei madre di due figli e con un matrimonio alle spalle, a innamorarsi di un suo allievo tredicenne. Quando una donna ama, ama senza condizioni, si dice. E si dirà anche in tribunale, magari accompagnando questa dichiarazione shakespeariana con qualche referto psichiatrico che dimostrerà come alla donna manchi qualche rotella. Il giudice si intenerirà? Se la berrà? Vedremo, ma potrei farci su una scommessa…

E il nostro amico professore 47enne di Partinico com’è stato trattato dai media? Vediamo. Il Corriere della Sera, di cui riporto anche il sommario, parla di un prof “tradito” dalle chat: cioè stava facendo una cosa brutta, e la stava facendo di nascosto, per questo è stato sgamato dagli scambi di messaggi. Maledetto maiale. Si dice: aveva una relazione. Un cavolo, nel sommario si chiarisce che era solo una storia di sesso e che, guarda un po’, la ragazza poverina era fragile e lui se n’è approfittato. Sto stronzo.

maschiocorriere

Il Fatto Quotidiano, tenendo fede al suo nome, si attiene ai fatti: si tratta di sesso, punto e stop. Già che ci sono, per dare una spintina al loro giustizialismo di base, tolgono anche un anno alla ragazza, ma soprattutto l’uomo, l’orco, viene “incastrato” come il peggiore dei criminali.

maschiofatto

Il Messaggero si adatta alla semplificazione: sparisce la “relazione” e la raffigurazione resta quella di un quarantasettenne bavoso che ci prova con una quindicenne, e per questo viene arrestato.

maschiomessaggero

Palermo Today, quotidiano attivo proprio nel territorio dove è avvenuto il fatto, dà un resoconto più ampio, con qualche retroscena. Ne riporto titolo, sommario e immagine a corredo. Di nuovo qui il professore viene “incastrato” come un fottuto criminale a caccia di solo sesso. Poi nel sommario si torna a parlare di relazione, ma è un riferimento blando, subito superato dalla foto di una ragazza disperata. D’altra parte è stata abusata da un pedofilo, ha motivo di essere disperata. O no?

maschiopalermo

Il poco conosciuto sito “Ideazione News” è l’unico che si lascia andare, probabilmente a caccia di consensi e di più click, ed espone esplicitamente il titolo che anche tutte le altre testate probabilmente avrebbero voluto pubblicare, ma a cui hanno rinunciato perché un minimo, ma proprio minimo di decenza ancora rimane, forse. Qui la storia è squallida e sessuale (ma anche “sentimentale”…). Che altro dire?

maschioideazione

Insomma sempre lì siamo, non ci si muove: attenuanti, linea di difesa, quasi un’assoluzione ci sono già, se a commettere una mostruosità è una donna. Aggravanti, condanna preventiva e gogna sono sempre pronte, se a commettere la stessa mostruosità è un uomo. In entrambi i casi, però, per la legge italiana, si tratta di pedofilia, abuso su minore, violenza sessuale, circonvenzione di incapace. In entrambi i casi si tratta di una relazione sentimentale e sessuale, per quanto possa esserlo con due minorenni. In entrambi i casi ci sono riscontri difficilmente smentibili (nel caso di Bergamo addirittura c’è flagranza). Quello che resta nelle zucche dei lettori però è una versione molto chiara della realtà: donna ok, uomo no. Una è innocente fino a prova contraria, l’altro colpevole.

La lettura completa degli articoli, che invito tutti a fare, rivela ancora di più questa chiave di lettura. E si può tranquillamente verificare come, in un caso come nell’altro, manchi all’appello l’unica cosa degna di essere approfondita: il trauma dei due giovani. Fossero consenzienti o meno, sono stati costretti dall’instabilità di due adulti a bruciare tappe che non andrebbero bruciate, ad accartocciare la propria infanzia e a sacrificarla sull’altare di pulsioni adulte che non conoscono, se non molto parzialmente. Qualcosa che si porteranno addosso e dentro per sempre e che li condizionerà, non credo positivamente, per tutta la vita. Mettendo al centro loro, come dovrebbero essere, la comunicazione mediatica non risulterebbe così strabica, faziosa e strumentale. I lettori non lo sarebbero di conseguenza perché non assorbirebbero cliché che non hanno ragione d’essere. Insomma sarebbe un mondo migliore, per tutti. E forse è un mondo di merda anche perché i media si guardano bene da narrazioni equilibrate.


bannerpromominiwp

32 commenti

  1. Di insegnanti donne che irretiscono gli imberbi della classe c’è ne sono quasi quanto prof uomini che si approfittano di studentesse a cui sono appena spuntati i seni (taccio sui rapporti tra insegnanti e pupilli/e dello stesso sesso, uscirei fuori tema).
    Tutti da ragazzi avremmo voluto farci la prof bona e nel caso fosse successo sarebbe stata vissuta come manna dal cielo.
    Peccato che diversi studi dimostrino che qualche dannetto già nel medio termine può essere causato da tali rapporti.
    Spesso accade che l’adolescente non riuscirà più a confrontarsi sentimentalmente con le ragazze coetanee e finirà per cercare sempre donne mature di cui sarà succube e delle quali sarà un mero toyboy. Raggiunti i quaranta la situazione precipita: l’uomo si sveglia perché maturo anche lui ed entra in crisi. Arrivando a casi limite in cui… andrà alla ricerca dell’innocenza perduta, se capite la metafora.

    Piace a 1 persona

  2. Abusatrice di minore* Non e’ detto sia pedofila, non tutti i pedofili agiscono o guardano pedopornografia e non tutti gli abusatori di minore sono necessariamente pedofili. Demonizzare quelli che non fanno male a nessuno, non serve a niente. Tra l’altro qui al piu’ sarebbe hebephilia/pederastia

    Mi piace

  3. Comunque sia, in un certo senso, è chiaro che vi siano delle differenze.
    Per esempio, a scuola noi ‘minorenni’ avremmo voluto eccome farci svezzare dalla professoressa di inglese, tanto per dirne una. Magari.
    Mentre per una ragazza ci sono altri timori, tipo che resti incinta.
    Ad ogni modo, il fatto che il ragazzino avesse 13 anni e che la ragazza ne avesse 15 non sono fatti isolati: infatti, sarebbe bastato che la ragazza avesse avuto davvero 16 anni per far decadere ogni ipotesi di reato.
    Per esempio, Berlusconi a 70 anni andava con Ruby, che si spacciava più grande di quel che era, tipo 17 anni (che guarda caso è superiore ai 14 anni che è l’età minima del ‘consenso’). In altre parole, puoi avere anche 101 anni e andare con un 17enne, se non c’é prostituzione non c’é nemmeno reato.
    PERO’, nel caso dei due prof, la cosa non si poetva fare perché: per avere un rapporto consensuale accettato legalmente, il ragazzo/a deve avere almeno 16 anni SE il patner è un prof/professoressa.
    ”In Italia è legale avere un rapporto sessuale con un minorenne (ragazzo o ragazza) a condizione che abbia almeno:
    14 anni nella generalità dei casi;
    16 anni se l’altra persona è un ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, o altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza.” (CAPITO?!?!?!? è legale fare sesso pure con il genitore!!!!!!)
    Detto questo, comunque sia, complimenti per la ricerca di come la stampa ha dato le notizie, in ogni caso sbilanciate in una direzione sola.

    Mi piace

    1. “…sarebbe bastato che la ragazza avesse avuto davvero 16 anni per far decadere ogni ipotesi di reato”: no, perché la signora era l’insegnante del ragazzo. In questo caso il reato c’è. Come nel caso dell’allenatore o del catechista.

      Mi piace

  4. dal punto di vista psicologico e antropologico non concordo col “trauma” del finale dell’articolo.
    vorrei proprio vedere quanti/e adolescenti si masturbano pensando di fare sesso con adulti, io lo facevo e tutti i miei amici lo facevano. vorrei anche vedere i siti porno che frequentano.
    io se a 13-16 anni fossi stato iniziato da una bella “signora” le avrei dato una medaglia e fatto edificare un monumento.
    quando avevo 20 anni subii una tentata violenza da parte di una cugina 12enne (scappai a gambe levate).
    boh, ma dove siete cresciuti?

    per il resto concordo con l’articolo.

    Mi piace

    1. E’ chiaro che non riesci a separare la dimensione delle fantasie e dell’autoerotismo e quella dell’approccio fisico reale. Molte donne fantasticano sull’essere violentate, che facciamo, deubrichiamo lo stupro ad una mera realizzazione di una fantasia erotica più o meno latente ? Tu faresti un monumento e daresti una medaglia ad un un bel signore che “iniziasse” tua figlia tredicenne ? No ? E perché una donna si ? Robe da pazzi

      Piace a 2 people

        1. Non te ne frega nemmeno della disparità di trattamento uomo/donna per il medesimo reato, sarebbe “postmodernismo femminista radicale” anche questo immagino, facciamo le Leggi ad interpretazione del tuo sentire sulla diversità o meno tra maschi e femmine nel farsi sco**re dai professori. Grande

          Mi piace

    2. 1) Un bambino di 5 anni andrebbe col primo sconosciuto, se quello lo porta al luna park e i genitori non vogliono. E gli farebbe un monumento pure lui, ma tutto ciò è irrilevante: è sequestro di minore con aggravante della minore età, punto. I reati devono essere definiti oggettivamente, basta con questa storia del “sentire”. Se un masochista gode nel farsi strappare un braccio, se lo faccio vado in galera lo stesso, e ci mancherebbe altro.
      2) La tizia non è una “signora”, ma la sua professoressa. Qui non si tratta di due sconosciuti che si incontrano per strada e si innamorano perdutamente nonostante la differenza di età, ma della tutrice del ragazzo che si è biecamente approfittata di lui. È molto facile, infatti, per chi è in posizione di autorità (ance morale), avere un grosso ascendente nei confronti di un minore, proprio perché, appena entrato nell’adolescenza, è preda di istinti che inevitabilmente lo confondono (nessuno “nasce imparato”). È esattamente perché a 13 anni tutti vorremmo essere iniziati da una bella signora, che chi gode di autorità sui ragazzi NON DEVE PERMETTERSI DI APPROFITTARNE. Stessa cosa a sessi invertiti, sia chiaro: e infatti, se un prof di 40 anni va a letto con l’allieva tredicenne nessuno si preoccupa se lei era innamorata (e spesso lo è, eccome se lo è). Cosa correttamente recepita nell’ordinamento giudiziario ma, purtroppo, non più dal comune sentire. Mala tempora currunt, è proprio il caso di dirlo.

      Piace a 1 persona

    3. Eh, caro mio, è la sindrome dei film con la FENECH!
      Io ricordo ancora con nostalgia la bella professoressa di inglese, e ce n’erano altre che se avessero fatto un fischio, ci saremmo concessi eccome.
      Penso che sia così anche per qualche professore ‘bbbono’ agli occhi delle ragazze, però ovviamente la cosa viene biasimata di più dai giornalistoidi.
      Ed è strano, visto che quando c’é una storia acclarata un uomo che ha una donna di 10 anni più giovane è ganzo (tanto tocca a lei farsi 15 anni di vedovanza in termini statistici, no?), mentre se è lei che ha un patner di 10 anni più giovane è una str…za che se la fa coi ragazzini.

      Mi piace

      1. Leggo i vostri commenti ma mi pare che siate più ansiosi di giustificare il professore siciliano ed esibire il testosterone adolescenziale che sarà poi l’inizio della nostra rovina.
        L’articolo verse SOLO sul diverso trattamento di due casi SIMILI. Scusate ma uno uguale uguale non l’ho trovato… Restiamo sul pezzo magari?

        Piace a 1 persona

      2. Sicuro ? Sicuro che una donna che va con uno più giovane non sia “emancipata” ed un uomo che “se la fa” con una donna più giovane venga definito ganzo ? O piuttosto un maiale immaturo, quando non un pedofilo ? Perché tipo un Vincent Cassel, reo di avere una fidanzata VENTENNE e con tutte le sue cose a posto, è stato definito esattamente così, un “pedofilo” dalla masnada di commentatrici e commentatori che pascolano nei social…

        Mi piace

    4. La prima immagine erotica che ricordo, erano i culetti delle ballerine brasiliane del video della Lambada. A quei tempi, non immaginavo neanche cosa avessero tra le gambe, tanto che pensavo al culetto ballonzolante, e tanto mi bastava. Se costretto, seppure da quelle belle ballerine, avrei avuto un moto di ripulsa iniziale per quella cosa “umidiccia”. Che roba è, perché dovrebbe piacermi? Come cambia il cervello e la psiche crescendo, eh? Questo perché i bambini, gli adolescenti, devono avere il giusto tempo di crescere, di crearsi proprio immaginario erotico, una propria sessualità, senza costrizione da parte di un adulto, che non sta lì a fare un piacere a loro, a “svezzarli”, ma a soddisfare se stessi. Non è un atto di amore. Purtroppo, anche la narrazione maschile sul sesso è femminocentrica, come se vantare maggiore esperienza, maggiore coinvolgimento, e soddisfazione, anche quando non sarebbe il caso, fosse una sicura garanzia per lei. Le pugnette non sono sesso, semmai servono a crearsi un proprio immaginario erotico. Tanto è vero che nessuno usa contraccettivi davanti ai porno, non se ne preoccupa, perché non stai facendo sesso.

      Mi piace

  5. Io la ringrazio semplicemente per aver sollevato un tema tabù – l’abuso sessuale agito da donne su minori – che per il mondo dell’informazione italiana non esiste.

    Mi piace

  6. A me avrebbe fatto un po’ schifo quella cosa “umidiccia” a tredici anni. A tredici anni era più importante la partita di calcetto con gli amici che la fidanzatina. E smettetela di giustificarvi con la Tradizione, che vi piace solo quando pensate vi conviene, conoscendola solo per una falsa narrazione. I nonni a 40 anni erano già vecchi, tutto doveva essere fatto prima.

    Piace a 1 persona

  7. E quindi anche per Renata vale la doppia morale. Una donna di 40 anni che fa sesso con un ragazzino di 13 anni lo ‘svezza’ manco lo stia facendo passare dal latte materno alle pappine, un uomo che fa la stessa cosa con una ragazzina di 13 anni la stupra. Per me possono andare nella stessa cella per il massimo di anni previsto dal nostro ordinamento

    Piace a 3 people

    1. Se sei un professore può configurarsi l’abuso di potere. Al di là dell’opportunità di una persona matura (uomo o donna) di avere una relazione con un adolescente…

      Mi piace

          1. Il dato numerico sarebbe corretto (l’età del consenso in Italia è fissata a 14 anni), se solo non fosse un prof (o un tutore), in quel caso è comunque reato, anche se non di pedofilia

            Mi piace

            1. Va bene tutto. Ma non dimentichiamo che l’articolo non è giuridico. Si occupa di come i media trattano casi simili ma con autori diversi per genere. Se poi il reato del prof era più lieve, lo sbilancio nella narrazione mediatica è ancora più grave.

              Mi piace

          2. a naso. Vista la diversità nei giornali (uno dice sedicenne e uno quindicenne), molto semplicemente potrebbe essere che la ragazza (o nel caso, inverso, questa volta, fra l’attribuzione al ragazzino di 13 o 14 anni) non avesse ancora compiuto i 16 anni ma ci fosse vicina. E’ reato, chiaramente, perché la legge fissa il paletto del reato di sesso consenziente fra minore di anni 16 e tutore o responsabile al compimento degli anni. Per dire fra.. 13 anni e mezzo, per cui chi vuol far apparire “meno grave” la cosa ne attribuisce 14 anni o chi la vuol fare apparire più grave 13.

            Mi piace

            1. In generale, il punto dirimente è quello dell’età: un prof non può fare sesso con un minore di anni 16, per questo hanno arrestato entrambi, specie se il minore ha meno di 13 anni, nel qual caso il patner non può averne più di 16.
              Poi è probabile che vi siano anche altre aggravanti, per esempio se la ragazza è stata riconosciuta psicolabile questo potrebbe configurarsi come abuso in altri ambiti, tipo circonvenzione d’incapace o simili. Tutto molto discutibile, ovviamente, del resto per capire a che punto di bassezza si mette la stampa basti ricordare la Pettenello e come è stata data la notizia della sua assoluzione dal Corriere del Tirreno.

              Mi piace

  8. I nonni e i bisnonni italiani venivano da ragazzini “svezzati” sessualmente da prostitute o da “signore “ che si prestavano volentieri a farlo e venivano chiamata con ironici e compiaciuti sorrisi “navi scuola”. E’ nella tradizione

    Mi piace

    1. Erano prostitute pagate a prestazione, non “signore che lo facevano volentieri”, e quei posti si chiamavano case di tolleranza o più volgarmente bordelli. E ci si andava al compimento della maggiore età. Stia sicura che nessun tredicenne veniva accompagnato dal padre o dallo zio a farsi violentare dietro compenso come una sorta di rito di iniziazione. Purtroppo questa è la forma mentis che porta al doppiopesismo nei confronti dei reati, specie sessuali, commessi dalle donne, “sono gli uomini che lo vogliono, a loro piace” (alle donne il sesso fa schifo invece ?), quindi tutto sommato il reato ha un peso minore azi, il reato non esiste proprio. Che al ragazzino piacciano le attenzioni libidinose della prof o meno, tu stai violando la Legge e devi essere giudicata come sarebbe giudicato un uomo per il medesimo reato, STOP.

      Piace a 3 people

      1. Ché poi forse è raro il caso della ragazzina tredicenne che si innamora del prof? E se quello ci prova non fa forse sesso “consenziente”? Però solo nel caso dei maschi si dice “ma a lui è piaciuto, è una cosa diversa”, “che culo, fosse capitato a me ahahah”.

        Piace a 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.