29 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

varie_urinaE io ci piscio sopra – Nel Regno Unito l’isteria della tutela della donna va a gonfie vele, fino a raggiungere estremi che solo un popolo che guida dalla parte sbagliata della strada e non ha il bidet può arrivare. Mentre infatti fa scalpore in tutto il paese il video di una ragazza che piscia su un barbone (uomo naturalmente) per poi bruciargli il giaciglio, il parlamento britannico ha in discussione una legge rivoluzionaria. Se approvata, qualunque atto giudicato criminale contro una donna diventerà un “hate crime”, un crimine d’odio, espressione di misoginia. Non è cosa da poco: una pacca sul culo, a quel punto, non sarà solo un gesto stupido e molesto, da punire come tale a norma di legge, ma sarà equiparato a un atto di “razzismo”. Dunque sanzionato con maggiore severità. Se la legge passerà, d’ora in poi quando una British young girl piscerà in testa a un uomo, si potrà al massimo dire che a Londra piove un sacco. Ma occhio a farle l’occhiolino, potrebbero condannarvi come criminale di guerra.

asia-argento-e-jimmy-bennett-1051720Asia Argento “pedogate”? – Sì, esatto, “pedogate” hanno iniziato a chiamare negli USA la vicenda Argento-Bennett. Non foss’altro, là spesso non hanno paura di chiamare le cose col proprio nome. Perché pare che la fidanzata dell’ex amicona di Argento, Rose McGowan, in questo intreccio da psicodramma di “amiche” che si tradiscono per un brandello di notorietà, abbia dichiarato che l’attrice italiana scambiasse foto hard con il pischello già quando questi aveva 12 anni. Perché sì, ok, a 17 sei già sviluppato e hai le tue voglie, come hanno tenuto a sottolineare le femministe nostrane. A dodici però no, cribbio. Poi, certamente, la versione è che la Argento abbia sgridato il precoce ragazzino per quelle foto un po’ eccessive, ma chissà. Tutto è avvolto nella nebbia, come sempre accade quando di mezzo ci sono persone che vivono in un mondo parallelo, quello rasente lo star-system, dove la regola principale è che uno sbrana l’altro appena può. Però chissà se la nuova strategia d’attacco di Argento non derivi proprio da questa fuga di notizie che, di certo, la metterebbe in una posizione tutt’altro che comoda. Roba che Weinstein risulterebbe un pivello dilettante.

varie_raiEd ecco mamma RAI – Mentre navigo su Twitter alla ricerca di follie (vedasi i prossimi due articoli di questo minestrone), la home mi avvisa di due appuntamenti televisivi importantissimi. Lo fa tramite l’account di RAI 3, una volta nota come “TeleKabul”, oggi forse ribattezzabile “TeleRosa” o “TeleDonna”. La notizia è che da domenica torna “Amore Criminale” con Veronica Pivetti, storie di donne vittime di amori tossici, avvelenati da uomini brutali. Retwitto subito commentando: “Puro e semplice terrorismo di genere. Siete corresponsabili e mandanti morali della liquefazione delle relazioni di genere e di una conflittualità uomo-donna che sta raggiungendo il parossismo. Vergogna”. Lo penso veramente, anche perché sono reduce da un’analisi approfondita degli esiti di quel terrorismo (di nuovo vedasi i prossimi due articoli). Il bello è che non solo non ricevo risposta, ma sempre RAI 3 mette il carico da undici, e poco dopo posta un altro annuncio: “solo imparando ad amare se stesse si può sopravvivere ad una relazione pericolosa, il racconto di sette donne sopravvissute a relazioni pericolose. Sopravvissute con Matilde D’Errico”. A ridaje. Altro programma, previsto subito dopo quello di Pivetti. Una stagione di indottrinamento su scala nazionale già impostata, insomma. Replico anche in questo caso il mio messaggio. Perché tutto ciò mi preoccupa profondamente, lo ritengo decisamente sbagliato. Per i motivi che qui di seguito vi vado a spiegare…

persone_williamsRifiuto delle regole, sopraffazione, terrore – In queste tre parole si può sintetizzare l’effetto della narrazione degli equilibri di genere portata avanti da mamma RAI così come dai vari influencer e politici in ogni sede. Due esempi recenti: agli US Open di Tennis Serena Williams riceve suggerimenti dal suo coach. Cosa vietata dal regolamento. L’arbitro la penalizza di un punto, perché così dicono le regole. Quel complesso di norme che, nel femminismo contemporaneo, vanno bene fin tanto che risultano vantaggiose, ma che vanno sovvertite se diventano d’ostacolo. Ecco dunque che Williams, già in affanno nel match, va a protestare e dice all’arbitro che è un ladro. Mica robina da poco: un ladro. Per tutta risposta l’arbitro le ha tolto pure un game. Williams così, seguita poi a ruota dalle sue sodali sui media, ha perso il controllo e l’ha buttata sulla discriminazione di genere. Mi ha ricordato Boschi quando, frantumata da Travaglio, ha provato a salvarsi in corner allo stesso modo. Ma per Williams è diverso: una campionessa, in uno sport come il tennis, dove l’esito deve essere schiacciante per determinare la vittoria, poteva stringere i denti e recuperare. Invece ha preferito il piagnisteo, la rivendicazione e la sovversione delle regole: “fossi stato uomo non sarebbe successo”, dice. Balle, scuse. Ma il femminismo e le accuse di discriminazione di genere ora servono a questo e anche ad altro. Ad esempio a ingenerare terrore, in particolare negli uomini, in particolare al lavoro. Ne parla un libro: gli uomini sono terrorizzati a fare mentoring o assistere o essere amichevoli, perfino a tenere la porta aperta, alle colleghe. Terrorizzati da una possibile accusa di molestia sessuale. A questo parossismo si è arrivati, sull’onda del terrorismo di genere. Effetti che si possono vedere ancora più da vicino, leggendo il prossimo brano del minestrone.

A tu per tu con il delirio – L’indottrinamento serve per dare alle persone che lo assorbono strumenti fissi per la lettura della realtà e un vocabolario sempre uguale per descriverla. Lo psicovirus del femminismo imperante fa questo, con il supporto fondamentale dei media. Induce in persone potenzialmente normali, donne e uomini, una sorta di psicosi e una paura costante di quello che viene identificato come nemico dall’indottrinamento stesso. Si tratta di pulsioni talmente innaturali, così prive di riscontri nel reale, che chi se ne fa dominare finisce per vomitare odio e livore in quantità troppo parossistiche per essere sostenibili. Alla fine loro stessi hanno una guerra dentro: da un lato c’è l’indottrinamento e i suoi dogmi, dall’altra c’è la banalità della realtà dei fatti. Due elementi che fanno a pugni, fanno star male, fanno sentire sradicati, fuori dal mondo. Ma è difficile liberarsi dal virus. Di recente, e a questo voglio dedicare il resto del minestrone, ho avuto modo di guardare al microscopio questo fenomeno, tentando di instaurare un dialogo con alcune ragazze su Twitter. Di seguito ricostruisco com’è andata, con qualche commento. Il punto di partenza è uno sbocco violentissimo di odio:

tweet_1

Rispondo con grande pacatezza, chiedendo alla fanciulla se per caso non stia esagerando e dicendole che tutto quel livore mi pare innaturale. Non fa in tempo a rispondermi che si inserisce una seconda interlocutrice:

2

Decido allora di “vedere”, come si dice a poker, e le chiedo gentilmente di raccontare una di queste sue esperienze traumatizzanti. Questa la risposta:

3

Al di là delle imprefezioni grammaticali, che pure denotano una struttura intellettuale complessiva non particolarmente evoluta, è da notare il richiamo d’appartenenza. Dice che se un giorno sarò donna, capirò. Mi verrebbe da dirle la stessa cosa, ipotizzando una sua trasformazione in maschio, magari in cantiere o a combattere in una zona di guerra, ma non voglio polemiche, cerco di proporre una lettura ragionevole dei fatti. Il ragazzo, le dico, non ha commesso alcun reato. Al massimo è stato un po’ buzzurro. Ma magari era una persona del tutto per bene che ha provato un approccio, un corteggiamento. La risposta è lunare:

5

Sì, per me è normale che un uomo approcci una donna. Lo si può fare in modo poco raffinato o molto raffinato, dipende. Ma una molestia o una violenza sessuale sono diversi da un approccio un po’ “gallesco” verso una bella donna. Questo per lei è inconcepibile: l’attenzione è centrata sul mio pene e, comincio a pensare, sulla sua invidia per non averlo.

Capisco già a questo punto che margini per un confronto tra la loro lettura psicotica della realtà e la mia lettura banale e ordinaria non ce ne sono. Prevale una furia incontrollata che le muove ad avere paura del maschio purchessia, coerentemente all’indottrinamento ricevuto, e quindi a odiarlo, disprezzarlo, demonizzarlo. Mi limito allora a dare in un tweet una versione semplificata di questo concetto. Dico loro che, se la prendessero un po’ più bassa, loro stesse vivrebbero meglio. E che per ogni buzzurro o stronzo che hanno incontrato nella loro vita, ci sono almeno cento altri uomini che nello stesso momento stavano facendo i compiti o giocavano coi figli, amavano la moglie o la compagna, lavoravano per mantenere la famiglia, accudivano la madre malata.

Niente da fare. I miei tentativi di ragionare pacatamente su una logica contraria al loro indottrinamento ha già dato il via a quello che gli inglesi chiamano “triggering”, l’innesco della bomba. Che scoppia in sequenza con interventi anche di una terza ragazza. Questi i contenuti del profluvio.

6

4

7

8

Io, ve lo giuro, non ho espresso nessuno dei concetti che loro snocciolano con così tanto disprezzo. Non mi sono fatto detentore della verità, ho proposto pacatamente un’altra lettura. Non ho detto che l’uomo ha diritti sul corpo della donna, né che sono visionarie. Non ho dato lezioni di molestie, né dato consigli sul vestiario o sugli orari d’uscita. E soprattutto non ho 50 anni, ne ho 44, cribbio!

Nonostante tutto questo, il soliloquio tra di loro è proceduto con la forza di una valanga. Ho provato a interporre un “ma io non ho detto questo…”, che però è stato totalmente ignorato. E’ difficile da rendere qui, a freddo. Si è trattato di una vera escalation di furia e odio espressa parlandosi addosso a suon di slogan e luoghi comuni. Una recita autocompiaciuta, che alla fine sono solo rimasto a guardare, allibito e, lo ammetto, anche un pelo spaventato dalla profondità del vuoto di quegli abissi mentali. Finché una di loro non ha iniziato un altro resoconto, che già mi pareva interessantissimo:

9

Dopo questo tweet però non ha più continuato. Forse messa KO da un colpo apoplettico per overdose da livore. Non sapremo mai quale grave violenza ha dovuto subire davanti a quel locale. Forse un cameriere le ha detto gentilmente che, essendo bella, le avrebbe dato la priorità al primo tavolo che si fosse liberato. Forse le si è rivolto chiamandola “bella signora”. Forse, per lenire l’attesa, ha preso un fiore da un tavolino e gliel’ha regalato. Perché queste sono violenze belluine di noi maschi, secondo la chiave di lettura di queste creature perse in un mondo immaginario che è stato loro inculcato da quell’informazione discriminatoria e falsa che così spesso denuncio su questo blog.

Intendiamoci, non giudico queste ragazze delle minus habens. Anzi, è proprio perché credo siano persone senzienti e forse intelligenti che mi impressiono tanto nel vederle così intrappolate in un qualcosa cui, ci metterei la mano sul fuoco, non credono davvero neppure loro. Fanno esercizio di femminismo estremo perché questo dà loro una parvenza d’identità. Ma si vede, si sente che sono panni in cui stanno scomodissime, perché non c’è un criterio che sia uno tra quelli dettati dalla loro dottrina che trovi una corrispondenza nel reale. Si capisce che non gli torna il non vedere attorno a sé niente che somigli nemmeno lontanamente al quadro fosco del mondo in generale, e di quello maschile in particolare, che gli è stato trasmesso. Sono profondamente insoddisfatte e infelici per la conseguente incapacità di vivere nel mondo reale e di avere relazioni normali col prossimo. Ho pena per loro, ma nel senso più umano e amicale che possa esserci. Mi dispiace quasi dover essere loro avversario ma, come si dice, è il medico pietoso che fa la piaga purulenta. Curata la piaga, però, qualcuno prima o poi dovrà rispondere di questa psicosi dilagante. Spero prima che poi.

P.S.: se a qualcuno venisse in mente di andare a cercare su Twitter questo mio “dialogo”, magari per identificare e andare a rompere le scatole a queste ragazze, ebbene NON LO FACCIA. Anche per questa ragione ho cancellato dal mio profilo tutti i miei interventi che possano far risalire ai loro account. Lasciate perdere, non saranno le vostre risposte sferzanti sui social a risvegliarle dall’incantesimo-incubo in cui sono finite. Ci penserà (in realtà ci sta già pensando) la vita. Dunque: state al vostro posto. Grazie.


grafica_SST

22 commenti

  1. “…accudivano la madre malata”:E io aggiungerei:”…o centinaia che sono stati trattati con disprezzo,ridicolizzati,criminalizzati,mentre esprimevano i loro sentimenti onesti e le loro buone intenzioni di uomini normali che cercano di stabilire relazioni vere e sincere con le donne”.

    Mi piace

  2. E’ da notare che l’articolo di Martin Daubney e il libro a cui si riferisce sono dell’ottobre 2015: oggi la situazione, a seguito di #metoo, è MOLTO peggiorata. Anche se dovessimo ipotizzare che tanto Daubney che l’autrice del libro nel 2015 avessero un po’ esagerato, oggi, a seguito di #metoo, la situazione è necessariamente quella descritta da loro, se non peggio.
    Mi ha fatto ridere leggere lo scambio che hai avuto con le ragazze su tweeter: ho avuto una fortissima sensazione di deja vu, è successa la stessa identica cosa a me, quattro anni fa, in altra lingua e paese più “avanzato” femminismo. Se tradotto, lo scambio è quasi una copia carbone, con giusto qualche differenza: quelle si misero a parlare di molestie per strada e di disparità salariale anziché di femminicidio, e invece che limitarsi a un piccolo accenno ai “50enni” cominciarono a dire cose strane su quelli che secondo loro sarebbero i difetti del copro dei 40enni (tipo: incontinenza – non ho mai sentito di 40enni incontinenti, ma tant’è…).
    Non credo che questa cosa passerà, anzi. Ho il sospetto che l’eccezione siano stati gli ultimi 50-60 anni nei paesi occidentali, nel resto del mondo e in tutte le epoche, da sempre e ovunque, le donne hanno sempre avuto problemi ad essere approcciate da uomini sconosciuti: probabilmente è la nostra percezione che è sbagliata, siamo noi (sono tuo coetaneo) ad essere nati e vissuti in un’eccezione storica, e queste ragazze stanno probabilmente solo seguendo la loro natura, “rimettendo le cose al loro posto” per così dire. Non che mi dispiaccia più di tanto: significherebbe che quello che ho fatto quando avevo 20-25 anni, e moltissimi altri hanno fatto come me, è stato un unicum, un’eccezione, nella Storia 😀

    Mi piace

  3. Davide, chiama quelle zoccole represse col loro nome: minus habens. La deficienza non ha genere e tu hai fatto troppo il cavaliere. Così pur involontariamente generalizzi, chissà cosa ne dice la signora Poli 🙂 …

    Mi piace

  4. In merito a ” a tu per tu con il delirio “..Per evitare guai quando incrocio una donna in strada guardo sopra la sua testa, non sia mai che pensi le stia facendo i raggi x ….inoltre credo che per gli uomini onesti anche in italia non ci sia più ‘ speranza ..ho partecipato ad un convegno di 3 giorni dei ” terziari benedettini”, relazioni interessanti, ma anche lì si e’ parlato della violenza di genere, ovviamente a senso unico … eppure nel vangelo e’ scritto: ..”avete inteso che fu detto ai vostri padri non uccidere, chi avrà ucciso Sara’ sottoposto a giudizio . Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello, stupido, sarà sottoposto al Sinedrio, e chi gli dice, pazzo, sarà sottoposto al fuoco della geenna..” ..morale: si uccide una persona, anche solo con le parole .. quante ne sono state sparate dall’altra meta del cielo ?? ..in mo!ti casi certe santarelline andrebbero indagate per istigazione al suicidio … 8 suicidi su 10 sono di uomini ..lo dice l’Istat ….Rainews del 15 febbraio 2017 ..(anche se nel trafiletto dell’articolo si citano solo 5 casi : 4 riguardano donne, chissà come mai ..)

    Piace a 1 persona

  5. Quello che le donne (in grandissima parte) non capiscono – meglio: si rifiutano di accettare – è che se non fosse per il desiderio che la bellezza dei loro corpi provoca in un uomo (= non esistesse tale desiderio), nessun maschio, o quasi, se le filerebbe né sentirebbe il bisogno di aver a che fare con loro.
    Che poi è la condizione in cui vive la maggior parte dei maschi nel corso della propria vita.
    Ecco, quello dovrebbero provare.
    Istantaneamente rivaluterebbero la propria attuale condizione di essere desiderate e cercate, passando sopra a qualche svantaggio che ciò inevitabilmente comporta.

    Piace a 2 people

  6. “se a qualcuno venisse in mente di andare a cercare su Twitter questo mio “dialogo”…”
    Per quanto mi riguarda non c’è proprio pericolo.
    Ho già dato:
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2018/07/23/te-la-sei-cercata/comment-page-1/#comment-36962
    E qualcosa vi ho già raccontato:
    https://stalkersaraitu.com/2018/08/28/donne-che-odiano-gli-uomini/
    Quando esistono invasate convinte di argomentare in questo modo:
    “Ogni due giorni un maschio, un tuo simile, uccide una donna.”
    Sarebbe facile e logico rispondere:
    “Nel mondo ogni minuto, o giù di lì, un essere umano, quindi un tuo simile, ammazza, o tortura, o deruba, o truffa (ecc…, ad lìbitum) un altro essere umano.”
    Lo capirebbe? No, la sua mente rifiuta di capìre. Si incaponisce, cerca un’altra strada (metodo: “E allora le fòibe?).
    Non se ne esce più.
    …………..
    “Dice che se un giorno sarò donna, capirò. Mi verrebbe da dirle la stessa cosa, ipotizzando una sua trasformazione in maschio, magari in cantiere o a combattere in una zona di guerra, ma non voglio polemiche…”
    Non è tanto il non voler polemiche; è che qualunque cosa tu possa dire è perfettamente inutile.
    Stessa interlocutrice esaltata:
    “ancora stai qui a parlare attaccandoti, adesso, all’annetto di campeggio spesato, da qualche anno diventato solo potenziale?”
    Ecco, dài, facciamo cambio e l’annetto di campeggio spesato (naja), però, te lo fai tu, come l’ho fatto io.
    Poi mi vieni a raccontare (se sopravvivi), come è stato divertente essere stata costretta a passare ore e ore, per giorni e giorni, immobile a temperature sotto zero, cercando di non guardare l’orologio, perché il tempo non ti passa mai, mentre il gelo ti fa tremare ogni singola fibra del corpo fino a provare dolore.
    E fortuna che eravamo in tempo di pace!
    DIALOGO IMPOSSIBILE.

    Mi piace

  7. Serena Williams e Asia Argento incommentabili.
    Anche le deliranti su Twitter lo sarebbero, ma vorrei far notare che siamo alle solite, cioè che se tu uomo ci provi non va bene perchè sei troppo gentile nell’approccio, perchè un approccio gentile non è virile e dunque non sei eccittante e risulti noioso e banale. Se invece approcci in stile “galletto” dalla auto come il ragazzo menzionato dalla delirante sei un cafone che manca di rispetto alle donne, se provi una via di mezzo non va bene lo stesso perchè non sei nè carne nè pesce, insomma qualunque approccio è sempre sbagliato. Ma di farsi avanti loro col ragazzo che a loro piace togliendo di mezzo qualsiasi equivoco o fraintendimento manco a parlarne. Alla faccia dell’emancipazione femminile. Se poi nessun uomo prende più l’iniziativa allora fuori la solita tiritena che gli uomini sono sfigati frosci non ci sono più gli uomini di una volta e blablabla all’infinito.
    Questa è la realtà dei fatti.

    Mi piace

    1. È uno dei classici esempi dell’incoerenza femminista, del suo solito gioco delle tre carte, ma in realtà è lucida questa follia. Il loro scopo infatti non è fare in modo che i maschi smettano di far loro la corte, cercarle, approcciarle, ma da una parte avere sempre la via di fuga pronta dalle proprie responsabilità (se le piaci l’approccio va bene ed è tutto ok, se non le piaci, subito o dopo alcuno o anche tanti incontri, è perché sei un rozzo maschilista sessista fasciopatriarcale) dall’altra affinché tu maschio fai sempre il primo passo (ci mancherebbe che rischino loro) perché altrimenti nessuna si accorgerà mai di te(*), ma devi sentirti in colpa per questo, così sarai sempre in loro potere: se fai qualcosa di sbagliato, succede un equivoco, fai un cazzo di errore (nessuno è perfetto) o semplicemente non le piaci lei, anzi Ella, può giudicarti e condannarti come Nemico della Donna. Non rischi solo il due di picche, ma la lettera scarlatta, la designazione a maschilista, la damnatio memoriae.

      (*) Ovviamente con l’eccezione dei superfighi da copertina. Ma l’obiettivo di tutta l’operazione è l’uomo medio, quello normale, che ambisce alle piccole belle cose della vita. I VIP, i vincenti sono esclusi e non a caso non c’è attore, sportivo, grande o medio giornalista che non dia sempre ragione al femminismo e anzi non infierisca sul maschio (rigorosamente “italico”).

      Mi piace

        1. Ma la continuazione alla storia del locale c’è stata, ho letto i commenti che vi siete scambiati quel giorno. Strano tu non abbia visualizzato. In pratica liberatosi un tavolo si sono accomodate ma uno degli occupanti (a suo dire) che si erano alzati è tornato indietro e si è accomodato con loro. Dicendo che se volevano il tavolo dovevano passare la serata con lui. Mentre partiva il cicaleccio contro questo esempio di patriarcato, si è liberato un altro tavolo e loro si sono spostate e lui è rimasto palesemente imbronciato a fissarle tutta la sera. Eh sì eh, un vero esempio di violenza, essere guardate mentre si è in un locale pubblico, magari in tiro, dove circola gente poco sobria (nel senso alcolico del termine). Roba che in confronto il mostro di Rostov era una lavandaia.

          Mi piace

          1. Sì, me lo sono perso. Forse mi hanno bloccato, non so… Però grazie per aver completato la narrazione. Una violenza e una sopraffazione partriarcale così nauseabonda non l’avevo mai vista… dai, hanno ragione loro!

            Mi piace

    2. Concordo perfettamente.La verità è che loro vivono ormai lacerate tra quello che gli dice la loro natura femminile e quello che gli indottrina la sovrastruttura culturale femminista.In una parola:non sanno più neanche loro cosa vogliono.

      Mi piace

  8. “Serena Williams riceve suggerimenti dal suo coach. Cosa vietata dal regolamento. L’arbitro la penalizza di un punto, perché così dicono le regole.”
    Per amor di precisione ( o chiamala pure “pignolerìa”, non mi offendo)…
    Per “coaching” ha ricevuto un “warning”: non si viene penalizzati sùbito di un punto, alla prima infrazione; si viene semplicemente “avvertiti” che alla prossima…
    Infatti la “prossima” (=successiva) è la distruzione della racchetta da parte di S.W. (to be penalized for racket abuse: notare l’ironìa del termine: “abuse”!)
    Ecco quindi la penalizzazione di un punto.
    Il passo successivo è il “penalty game”, terza infrazione che è consistita, appunto, nelle offese all’arbitro.
    Oggi è stato comunicato l’importo della multa che dovrà pagare: 17.ooo dollari (sarà la sua rovina economica 🙂 ).
    Posso aggiungere che Fognini, l’anno scorso, per aver dato della “troia” “pompinara” all’arbitro donna, si beccò una multa molto più salata e l’esclusione dai succesivi tornei Slam (se ben ricordo), pena poi ridimensionata, considerandola come una “condizionale”.
    Vale a dire che tornerà a essere ripristinata la pena maggiore se “non farà il bravo”.
    Il comune sentire, nei forum di tennis, pare essere che gli insulti di Fognini*** siano più gravi, perché “sessisti” (e ti pareva!).
    Non so, se mi dessero della pompinara e della troia risponderei: “Embè? Che c’è di male? La troia è una professione leggittima e molto redditizia. (Sto quasi progettando di farlo come secondo lavoro). I pompini fanno parte di un’attività sessuale piuttosto consueta e parimenti legittima. Dispiaciuto perché non li faccio a te? Rasségnati!”
    Se mi dicessero “culattone” o “impotente”, darei parimenti risposte adeguate.
    E, francamente, mi verrebbe pure da ridere.
    Se invece mi si dà del “ladro” e del “bugiardo” con riferimento all’ attività professionale che sto svolgendo in quel momento (l’arbitro), allora sì che riterrei l’offesa gravissima.
    *** In realtà l’arbitro non poté rispondere proprio nulla, perché quegli insulti (di Fognini) non li sentì nemmeno.
    Non le furono diretti personalmente, ma pronunciati da lui fra sè e sè (e in Italiano).
    La denuncia fu fatta in séguito da chi (non ricordo chi), avendo visionato la registrazione e grazie alla notevole sensibilità dei microfoni posti in campo, udì e comprese quelle parole.
    ……..
    (Già… il sessismo…).

    Mi piace

  9. E’ la società dell’individualismo sfrenato: qualunque cosa che non mi va bene deve essere soppressa, deve essere la realtà che si deve conformare a me e non viceversa! E’ la tipica psicosi e si sta diffondendo a macchia d’olio, grazie alla tv, ai social, ma la causa principale è la scuola e la società che ormari si sono completamente liquefatte, citando Bauman.

    Mi piace

  10. Serena William patetica, le giornaliste, che l’hanno sostenuta nel dopo conferenza stampa, patetiche.
    Ha pure rovinato la festa a Naomi Osaka che aveva vinto il suo primo grand slam per le sue stupide sceneggiate.
    Sei stata bastonata per bene dalla tua avversaria e te ne esci con la storia sui diritti delle donne, che pessima figura.
    Il fatto che Serena abbia fatto questa uscita così infelice, in un contesto dove non c’entrava assolutamente nulla, mi fa pensare che le donne sono abituate a credere che possono urlare queste menate in ogni ambito e ricevere sempre applausi.

    Piace a 1 persona

    1. “le giornaliste, che l’hanno sostenuta nel dopo conferenza stampa, patetiche.”
      Fossero solo “le giornaliste”…
      Anche Wilander (risulta sia maschio, o no?), per dirne uno, ha tentato di giustificarla.
      Insomma, siamo sempre lì…

      Mi piace

  11. Che pena quelle ragazze. Quando avranno finito di sputare sui connazionali che osano fargli un complimento per strada e si ritroveranno sole, la loro scelta sara’ tra un vibratore e una delle “risorse” che sono certa difendono a spada tratta e gli fara’ capire cos’é la violenza, quella vera.

    Mi piace

      1. Anonimo ha detto:
        10 settembre 2018 alle 10:56
        Le donne non si trovano mai sole. Il mondo è pieno di tappetini.

        Infatti.
        Oggi (al peggio non c’è mai fine) :
        http://www.livetennis.it/post/300686/la-wta-si-schiera-a-favore-di-serena-williams/

        Fortunatamente la maggior parte dei commentatori si rende conto dell’assurdità della cosa.
        Utile, poi, l’intervento misandrico di quella che “odia gli uomini”, tanto per rimarcare (come se ce ne fosse bisogno!) quanto si possa scendere in basso.

        Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.