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Affidi in Val D’Enza: elettroshock ministeriale o no?

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varie_cervelloTalmente assente è stata la copertura giornalistica e mediatica sui fatti degli affidi in Val D’Enza, che normali cittadini, magari esperti in materie specifiche, sono costretti ad andarsi a cercare approfondimenti, notizie, verifiche, condividendole poi sul web. E’ il caso ad esempio di Silvana De Mari, psicologa, scrittrice e blogger, molto discussa per le sue posizioni sull’omosessualità, ma non per questo priva della dignità di dire la propria opinione. Specie se essa scaturisce da ricerche che i media dovrebbero fare, se avessero un approccio cristallino verso la vicenda (cosa che, com’è noto, non è). Uno dei lati più oscuri della vicenda “Bibbiano”, come viene brevemente chiamata da tutti, è se gli abusologi e fuffari assortiti assoldati dai servizi sociali deviati della Val D’Enza abbiano usato o no elettroshock, impulsi elettrici o altro di innocuo sui bambini. Subito si è parlato della prima evenienza, poi fortunatamente smentita. Qualcuno, tra Open di Mentana, testata prima stitica sulla vicenda e ora improvvisamente divenuta logorroica, parla di Neurotek, uno strumento comunque non previsto dal nostro sistema sanitario e che può procurare una pressione psicologica impropria sui bambini. E’ saltato fuori allora l’innocuo metodo EMDR, che non ha a che fare con l’elettricità, ma con vibrazioni materiali e movimenti oculari. Il suo utilizzo, che pare sia molto efficace, deve essere preceduto da un complesso corso di specializzazione, che rilascia anche una qualifica riconosciuta a livello internazionale. Chi la applica deve poi essere iscritto a un albo specifico. De Mari, che conosce la materia, è andata a chiedere alla dottoressa Isabel Fernandez, presidente della Società EMDR se gli psicologi della onlus Hansel e Gretel avessero fatto quel corso, avessero la certificazione e fossero iscritti. Risposta: manco il corso base di EMDR hanno fatto e non sono iscritti all’associazione EMDR. La domanda sorge spontanea dunque: che cavolo hanno fatto ai bambini della Val D’Enza al centro dell’inchiesta, che per altro non sono più sei ma ben settanta?

Quale che sia la risposta, c’è un’altro soggetto non giornalistico né inquirente che è andato a pescare un’informazione non poco irrilevante: l’associazione “Non si tocca la famiglia” nota ha scoperto che la onlus Hansel e Gretel risulta presente nella piattaforma “SOFIA” del Ministero dell’Istruzione, ossia nella banca dati che elenca gli enti accreditati dal Ministero stesso per la formazione delle competenze del personale scolastico. Difficile capire come una onlus il cui nome appare implicato in moltissimi casi tragici avvenuti negli ultimi vent’anni sia accreditata presso un Ministero. Ancora più inspiegabile è che l’accreditamento non sia stato subito sospeso al momento della scoperta dell’indagine in corso, quanto meno in via cautelare. Sta di fatto che, pur essendo accusata di atti e fatti vicini al mostruoso, attualmente l’organizzazione di Claudio Foti può ancora essere chiamata a fare formazione agli insegnanti dei nostri figli. Poi ci si stupisce se nei campi estivi (sempre emiliani) si festeggia il gaypride vestendo i maschi da femmine o chiamando drag queen a leggere favole equivoche e soprattutto incomprensibili a quell’età. Di fatto, la presenza della onlus di Foti tra gli enti accreditati del Ministero dell’Istruzione conferma quell’assalto dell’ideologia gender o più genericamente anti-famiglia al comparto dell’educazione delle future generazioni ipotizzato da Elisabetta Frezza.


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12 thoughts on “Affidi in Val D’Enza: elettroshock ministeriale o no?

  1. http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/346098.pdf
    da pagina 1 a pagina 26 sono le disposizioni Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta
    sulle attivita` connesse alle comunita` di tipo familiare che accolgono minori. Disposizioni
    in materia di diritto del minore ad una famiglia
    esaminiamole con attenzione, si parla anche di una modifica del 333 cc, parliamone ed esaminiamolo

  2. Ciao, non so come sia potuto accadere, ma ho sbagliato pagina! Mi viene da ridere, scusami, ti chiedo di cancellare i miei commenti che non sono destinati al tuo articolo. Perdonami due volte davvero

  3. Questo articolo è di un infantilismo imbarazzante, mi ricorda l’andazzo di quando Falcone è stato lasciato solo (e per piacere non mi si venga a dire che non si possono paragonare i due giudici). Il giornalismo dovrebbe essere una cosa seria, non una infarinatura imbarazzante di gossip e scopiazzature. Parlo da sinistra, quindi non sono certamente affezionata a Meloni e compagnia. E parlo da garantista, strenua sostenitrice del principio di non colpevolezza fino al terzo vedo di giudizio della suprema corte di Cassazione. Però credo che solo chi ha difetti di vista e poca propensione all’approfondimenti possa ridurre tutto a questioni legate a povere guerre politiche. Perché non vai a cercare i nomi dei vari psicologi di una città qualsiasi, o dei vari assistenti sociali e fai un controllo nelle liste dei giudici onorari dei relativi tribunali dei minori? È troppo faticoso per quello che a me sembra un tifo tipico dello stadio? Perché non ti ascolti le puntate dedicate alla vecchia indagine intitolata “Veleno” di Pablo Trincia? E, ancora, perché non vai a sentire cosa dice uno degli indagati sull’uso di quella apparecchiatura, vietata nell’uso in Italia? È da ultimo, ma non per importanza, come mai non vai a guardare gli interrogatori da golpe ai bambini o le testimonianze dei genitori ingiustamente accusati? La difesa della magistratura non può avere luogo solo a seconda della “partita” che stai guardando. Cos’hai da perdere a essere un po’ più professionale? Infine, ti chiedo di non diventare come quelli che critichi, perché il passo è breve. Stiamo parlando di minori, di bambini indifesi e di cifre raccapriccianti sulla questione degli affidi familiari, non di fantasie. Un’ultimissima cosa, un consiglio spassionato: raccogli dati, applicati un poco, sia sui numeri inquietanti degli affidi in Italia che sull’emoraggia economica per mantenere certe “sacche” di “professionisti”. Ce la puoi fare e magari un giorno ti beccherai anche un premio per quell’onestà che in questo momento non fa parte del tuo modo di scrivere. Non prenderla male, in me c’è assoluta buonafede. Una passante

    1. Ehm. Gentile Passante, ho idea che tu non conosca i miei articoli e il mio modo di lavorare… Guarda un po’, se ripassi, di buttare un occhio anche ad altri articoli. Vai su “archivio” e vedi un po’ come lavoro. Poi se mai ne riparliamo, ok?

      1. Sì, ma ho come l’impressione che sia capitata su quell’articolo e basta, non abbia guardato altro.

  4. A lei e suo marito come vennero presi i bambini?
    Prima erano stati portati via i due figli di mio fratello, e io mi ero tanto battuta contro questo fatto terribile. Già altri sette piccoli del paese erano stati presi, prelevandoli di notte nelle case o al mattino a scuola, tutti bambini che, dopo ore e ore di sedute con quegli operarori, iniziavano prima ad accusare i propri genitori, poi a tirare in ballo altri bambini e altre famiglie. La notte del 12 novembre 1998 stavamo tutti dormendo quando all’alba suonarono alla porta. Sette agenti mi dissero di stare tranquilli perché non c’era alcuna accusa contro di noi, non eravamo indagati, ma dovevamo portare subito i quattro figli in commissariato. La più grande aveva 11 anni, la più piccola 3. Delfino si svegliò e si vide il letto circondato da agenti. Ci fu letto un testo che non capivamo, che parlava di tombe, cimiteri, sangue, orge e messe nere… In commissariato la psicologa Valeria Donati portò da una parte me e Delfino, mentre i nostri figli restarono con una sua collega. Da quel momento non li vedemmo più. Oggi la più piccola ha 24 anni, la più grande 32, rovinati per tutta la vita, ancora affidati alle “cure” degli stessi esperti di allora, ancora convinti di aver fatto quelle cose atroci. Tra gli arrestati ora c’è proprio Claudio Foti, il responsabile di Hansel&Gretel.

    Già venti anni fa Avvenire denunciava il metodo con cui i vostri bambini vennero sottoposti a lavaggio del cervello. Di recente sono diventati pubblici tutti i video degli incidenti probatori… Con che cuore li ha guardati?
    Si vedono i bambini durante le audizioni protette a Modena, mentre devono rispondere alle domande del gip Alberto Ziroldi, che aveva nominato come periti proprio le psicologhe Cristina Roccia, allora moglie di Claudio Foti, Sabrina Farci e Alessandra Pagliuca, tutti di Hansel&Gretel. Uno dei miei figli parla come un automa, «in cimitero squartavamo i bambini e bevevamo il sangue», a domanda risponde che lui stesso ne ha uccisi cinque, per tre volte a settimana. Dice che papà andava a prendere le vittime col pullmino della parrocchia e io alla fine pulivo da terra il sangue. Possibile che questo bastasse per mandare decine di persone in galera e i nostri figli in affido? Nelle loro povere menti verità e suggestioni indotte si fondevano: Delfino spesso aiutava in parrocchia e davvero prendeva e portava i bambini delle varie famiglie, e magari prendeva a bordo i nostri figli, se erano stati bravi. Io davvero dopo le feste di carnevale o del patrono pulivo i coriandoli e rassettavo il teatrino [Da “Avvenire”]

  5. il video di Morcavallo e’ del 2015
    https://youtu.be/wwl6_n7ygb4

    ma ancora prima, nel 2013, quando era giudice minorile a Bologna, fu il primo a parlare
    di affidi illegittimi. Una sola voce contro
    tutti.
    Cacciato? Sostanzialmente si oppure e’
    stato isolato e fatto dimettere
    Mi pare che avesse ragione da vendere…

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