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Il customer care di San Valentino

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uomo_freddoFesteggiarlo o no? Usare l’occasione per confermare al proprio o alla propria partner di amarlo, o evitare trattandosi dell’ennesimo trucco per farci spendere inutilmente soldi? E’ il grande dilemma di ogni anno a San Valentino, occasione buona per donne e uomini per lamentarsi o consolidare la propria relazione con gesti e regali affettuosi. Certo è che, a ben guardare, l’idea che si tratti di un modo per svuotare le tasche della gente non è poi così infondata. Se n’è accorto un lettore che su Facebook è incocciato in una pubblicità del servizio offerto dal sito “Lettera senza busta”. La pubblicità raccontava la storia, palesemente inventatissima, di tale Alessandro, che dimentica di fare il regalo alla compagna la quale, per reazione, lo sbatte fuori di casa, al gelo e alla neve. A corredo una foto (palesemente falsa) di Alessandro intirizzito e umiliato. Segue un testo didascalico: mai dimenticarsi, poi la paghi, eccetera eccetera. Il lettore non ha resistito e ha mandato un messaggio abbastanza chiaro al sito:

Credete di essere simpatici con questa storiella di merda? Sì? Invertite i generi, poi ne riparliamo. Non festeggio San Valentino e se anche fosse non lo ritengo l’ennesimo onere maschile. E sicuramente non usufruirò più del vostro servizio, sessisti misandrici.

Una reazione di pancia, un po’ sopra le righe, effettivamente. Probabilmente il prodotto di un eccesso di frustrazione per l’ennesima rappresentazione deteriore dell’essere uomo. Buon senso e “customer care” avrebbe dettato al sito “Lettera senza busta” di rispondere in modo garbato o di non rispondere affatto. Invece ha risposto. Così:

Vada a farsi ricoverare in una clinica psichiatrica. E siamo noi che NON vogliamo che lei utilizzi più il nostro servizio.

Guai a toccare il marketing che prende di mira le donne, ne deriverebbe una perdita incalcolabile. E così anche il customer care va a farsi benedire. E buon San Valentino a tutti.

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12 thoughts on “Il customer care di San Valentino

  1. Mi intrometto a distanza di tempo visto che sono entrato per caso in questo sito.
    Io, premetto che sono un cliente del sito letterasenzabusta da circa 3 anni e non voglio essere di parte.
    A me hanno sempre risposto più che cortesemente addirittura il giorno di ferragosto dell’anno scorso e anche un paio di domeniche alle undici di sera, quindi sul loro customer service non ho nulla da dire.
    Certamente hanno risposto un po’ pesantemente, ma proviamo un attimo a metterci nei loro panni.
    Fanno un post su Facebook, divertente tra l’altro e non si può negarlo per pubblicizzare il loro servizio di invio fiori.
    E si sentono rispondere che hanno fatto una storiella di merda e che sono dei sessisti misandrici.
    Io credo che in questo caso sono stati anche gentili, se capitava a me o a tanti di voi che commentate qui, sicuramente avremmo risposto in un modo molto più pesante e più maleducato.

    PS: chi commenta cosi un semplice post pubblicitario, forse ha davvero qualche problema.

    1. Fallo tu. Sono serio. Hai presente quelle lunghe filippiche dove dici sempre quanto è vergognoso e inaccettabile che una persona uccida un’altra persona dopo aver detto che l’amava, e se l’ha fatto allora non l’amava davvero… Ecco una cosa così, ma su questo fatto di cronaca. Primi due paragrafi sintetizzi la vicenda poi fai le tue riflessioni. Massimo una pagina di word. Ci stai? Ripeto: sono serio.

      1. ma infatti questa donna non amava davvero quell’uomo ed è orrendo ciò che ha fatto, te lo posso dire tranquillamente ora. E non ho mai detto che le donne non sono capaci di azioni crudeli o non sono ossessionate dal possesso, ho detto che nella minoranza di persone che uccidono l’ex partner gli uomini sono numericamente di più, non ho mai detto che le donne sono assenti da questa minoranza di assassini, anche loro possono uccidere (o far uccidere)

        1. Sì, ne abbiamo già parlato: maggioranza della minoranza, fermo restando che i casi di uomini uccisi da donne su commissione (quindi da altri uomini) resta e resterà sempre un mistero. E fermo restando che non è il caso di fare la gara a chi fa più morti ammazzati.
          Quindi l’articolo non me lo fai…

          1. se ci tieni davero te lo faccio ma non scriverei nulla di diverso di quanto ho già scritto nel post precedente, quindi a cosa serve?

            1. Un articolo ha maggiore visibilità, ovviamente. E con altrettanta ovvietà, come linea editoriale, non pubblicherei un articolo dove si dice che la maggioranza della minoranza, eccetera eccetera. Non per censura, ma perché è un dato poco rilevante, a meno di non enfatizzare che si tratta di un fenomeno quantitativamente irrisorio, e perché è un dato privo di contrappeso, proprio perché non si sa quanti uomini vengano uccisi su commissione o in modo che non lascia traccia.
              Detto questo, se vuoi, fallo.

        2. Le donne sono la stragrande maggioranza dei perpetratori tra gli omicidi che utilizzano veleno.
          Perché non ci chiediamo il perché? E’ una differenza di genere importante? E’ sintomo di una velenosità intrinseca insita nel genere femminile, magari dovuta al ruolo di genere?

          No, non ci deve fregare, perché la stragrandissima maggioranza delle persone non commettono omicidi, e pertanto le donne sono:
          La grande maggioranza nella sotto-minoranza (omicidi con veleno) nella piccolissima minoranza (persone che commettono omicidi).

          Stessa cosa per il “femminicidio” – gli uomini sono:
          La maggioranza (non grandissima, circa il 70%) nella sotto-minoranza (omicidi di partner o ex-partner) nella piccolissima minoranza (persone che commettono omicidi).

  2. La parte buffa è che i soldi ci sono, ma non li vogliono, preferiscono rinunciarci per i loro “alti ideali”: i loro “alti ideali” sarebbero ribadire che un uomo deve poter essere buttato fuori di casa se si dimentica San Valentino, ma non una donna, sarebbe “viulenza”.
    E’ come la Gillette: ha perso il 7% delle vendite, globalmente (di più nei paesi anglosassoni), ma non importa, guadagnare è secondario, l’importante è “aprire delle conversazioni su quanto siete stronzi e su quanto è bello buttarvi fuori di casa”.

    Intanto però la Egard orologi con uno spot fatto a costo zero (lo ha assemblato il proprietario della compagnia in poche ore dopo aver visto quello della Gillette) ha così tanti ordini che non riesce a stargli dietro: l’80% degli orologi in listino sono “sold out” e stanno disperatamente cercando un modo per produrne di più perché non erano equipaggiati per affrontare una domanda moltiplicata per 10 volte.
    A loro i soldi non fanno schifo, il fetish di dare addosso ai clienti non ce l’hanno, preferiscono che i clienti comprino.

    Vedremo alla lunga chi ne uscirà meglio, è sempre così: si può discutere all’infinito dei pro e contro, ma alla fine si guardano i risultati…

  3. Ah beh, hanno capito proprio tutto questi qui, di come si trattano i clienti. Non dureranno a lungo.

    P.S.: io mi sono limitato a mandarli a cag**e.

    1. Più che altro è la dimostrazione, l’ennesima, che la vagina conta più dei soldi – infatti si dice che i soldi non hanno alcun significato senza la vagina.
      La persona che ha risposto al cliente chissà quante volte si sarà solertemente piegata a 90° per incrementare il profitto, ma in questo caso gli hanno toccato la cosa più sacra: il supposto diritto di chi possiede una vagina a fare ciò che vuole, compreso distruggere la vita altrui.

      E’ per quello che posso pubblicare impunemente questa roba:
      https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/02/14/women-who-hate-women-a-constructive-criticism-to-the-female-condition-donne-che-odiano-le-donne-10a-puntata-critica-costruttiva-alla-condizione-femminile/

      Lo ha scritto una donna degli uomini, io mi limito a scambiare “donne” e “uomini” nel testo (più qualche eventuale modifica secondo la regola del minimo intervento per farlo suonare logico, tipo sostituire “fare sesso” con “fare shopping”) – per cui è tutto a posto e tutto uno splendore, è una critica costruttiva, è ironia, eccetera: tutte le giustificazioni date al testo originale si applicano anche a questo, è la parità baby…

  4. Che facce da culo quelle del cosiddetto “customer care” di “Lettera senza busta”, proprio persone di merda.
    Speriamo che chi ha scritto la risposta vada a dormire sotto un ponte, non merita altro.

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