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Tanto Spadafora non risponde

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#persone_spadaforaNon molto tempo fa ho provato a contattare l’On. Spadafora, incautamente nominato al Dipartimento Pari Opportunità del Governo, e fin da subito prono ai diktat di Rosa Nostra. Mostrando una discreta maleducazione, oltre che scarsa competenza nella materia che dovrebbe gestire, non mi ha mai risposto. Eppure c’è chi, come Roberto Scurti, continua a provare a scrivergli. L’ha fatto anche di recente, in occasione dell’ennesima buffonata riguardante la violenza sulle donne e i soldoni da dare ai centri antiviolenza. Credo utile condividere con voi la lettera di Roberto anche se, ne sono sicuro, manco a questa risponderà mai.


Onorevole Spadafora, è da un po’ che da privato cittadino rifletto sul tema della violenza domestica, in particolare sulle tutele istituzionali a favore delle vittime. Purtroppo ho notato che l’approccio è marcatamente ideologico e per questo mi sono deciso a scrivere un breve testo in cui spiego le mie ragioni, questo nella speranza di portare all’attenzione della politica quelli che secondo me sono limiti molto gravi.

logo_ankyraL’intesa Stato Regioni sui centri antiviolenza esclude gli uomini vittime di violenza dalle tutele per definizione legale. Occorre mostrare anche un altro effetto tremendo dell’intesa: praticamente, anche se un centro volesse iniziare ad aiutare le vittime maschili, non potrebbe farlo perché sarebbe un utilizzo improprio dei fondi regionali… infatti l’unico centro che aiuta anche gli uomini (Ankyra di Milano) è totalmente di volontariato. Il tutto mi è stato confermato sia dai funzionari della Regione Veneto che dal centro antiviolenza di Vicenza. Inoltre le Regioni persistono nell’esclusione delle vittime maschili anche da tutele antiviolenza diverse rispetto ai centri. Un esempio: nella Regione Toscana c’è la delibera n.400 del 16-04-2018 che esclude aprioristicamente gli uomini vittime di violenza domestica.

So che i fondi pubblici possono essere usati solo per aiutare le donne e che se parliamo di norme che tutelano le donne dalla violenza ( penso a quella per il congedo retribuito dal lavoro) si fa esplicito riferimento ad una certificazione di essere inserite nei percorsi di uscita dalla violenza a cura, guarda caso, dei servizi sociali e dei centri antiviolenza che escludono gli uomini per definizione legale. Nella legge regionale siciliana n. 3/2012 ho notato che si descrive la violenza come solo degli uomini sulle donne e pertanto si stabiliscono tutele indirizzate solo alle vittime femminili. Temo che una legge così formulata escluda a prescindere la tutela degli uomini vittime di violenza, pertanto ritengo di essere di fronte ad una gravissima discriminazione di genere ai danni delle vittime maschili. Temo che questa volta siano danneggiate anche le donne vittime di violenza femminile. Persino il Dipartimento per le Pari Opportunità parla di violenza maschile senza mai citare la gravissima situazione delle vittime maschili, ma considerando gli uomini sempre e solo come carnefici.

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no_violenzaChiarito l’aspetto legale è opportuno analizzare il fenomeno “violenza domestica” anche in termini numerici premettendo che, a prescindere dai dati, sono fermamente convinto che tutte le vittime di violenza debbano essere adeguatamente aiutate. Quando si parla di violenza si cita sempre quella sulle donne come se fosse una categoria a parte, considerata dall’opinione pubblica più grave e diffusa. Le dichiarazioni dei politici, delle istituzioni e dei media contribuiscono a formare questo pregiudizio: non è difficile infatti reperire appelli contro la violenza maschile sulle donne e, se si consultano i siti istituzionali ( Ministero dell’Interno, Polizia di Stato, Senato della Repubblica, ecc ) o il sito dell’Istat questo tema è sempre presente con tanto di indagini dedicate, di iniziative istituzionali e di fondi pubblici investiti a senso unico.

Cosa ancora più preoccupante è che si identifica la violenza nel sesso maschile responsabile, secondo questa narrazione, di frequenti e sistematici abusi nei confronti delle donne. Non a caso si parla sempre più spesso di “rieducazione del maschio” e di “violenza di genere”… non c’è nulla di più falso! Trent’anni di ricerche mostrano che c’è simmetria di genere nella violenza domestica e come la mentalità tradizionale abbia gravemente sottostimato la violenza sugli uomini (della quale addirittura si ride) generando situazioni a dir poco paradossali: in Italia ha più tutele un uomo violento o “a rischio” di violenza che un uomo abusato!

survive-institute-crime-statisticsA causa di questi pregiudizi nel nostro paese non esistono studi validi sulla violenza domestica che contemplino le vittime maschili e, persino l’Istat, conduce indagini che riguardano solo le donne impedendo quindi di fare confronti tra i due sessi. Per questo motivo la totalità di studi che mostrano simmetria di genere nella violenza sono esteri. Tra questi quello che meglio potrebbe descrivere la situazione italiana è uno studio europeo sulla violenza nelle coppie di giovani cittadini comunitari e che comprende anche studenti italiani. Come si può leggere nel Briefing Paper 2 la violenza che subiscono i ragazzi è comparabile a quella subita dalle ragazze.

Distinti saluti, Roberto Scurti


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One thought on “Tanto Spadafora non risponde

  1. La legge regionale 3 della Sicilia si contraddice da sola:

    1. La Regione riconosce che ogni forma o grado di violenza contro le donne costituisce una violenza di genere e una violazione dei diritti umani, dell’integrità fisica e psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità della persona.

    2. Ai fini della presente legge, per violenza di genere si intende qualsiasi forma di violenza rivolta contro le donne in ragione della loro identità di genere.

    Al punto 1 dice che qualsiasi forma o grado di violenza contro le donne costituisce una violenza di genere, al punto 2 dice che è violenza di genere solo quella rivolta contro le donne “in ragione della loro identità di genere”.

    Poi viene la mia parte preferita, la famosa Violenza ECONOMICA:

    Nella violenza di genere sono comprese la violenza sessuale e qualsiasi forma di persecuzione o violenza fisica, psicologica ed ECONOMICA che un uomo esercita su una donna in ambito familiare o lavorativo.

    “Ambito familiare o lavorativo” significa che se un pazzo misogino si mette ad aggredire donee – e soltanto donne, sconosciute per strada o nei locali allora NON è violenza di genere.

    Praticamente hanno creato una definizione di violenza di geere che include tutte le forme di violenza TRANNE la violenza di genere.

    Complimenti, si vede lontano un miglio che è fatta unicamente per dare potere alle donne in famiglia e al lavoro, e che non c’entra niente con la violenza motivata da misoginia (ovverosia violenza contro una donna solo “in quanto donna” e non contro quella specifica donna in quanto è tua moglie e ti rompe le scatole oppure è la tua collega e ti vuole passare avanti).

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