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39 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

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LA FIONDA

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varie_spezzatinoIl primato delle donne in cucina – La vulgata dice che le donne sono sempre brave a cucinare, mentre gli uomini in genere sono impediti anche solo a fare un uovo fritto. Poi i maggiori chef del mondo sono tutti uomini, ma vabbè, l’importante è diffondere stereotipi. Certo è che mentre i grandi cuochi uomini si sforzano di inventare innovazioni culinarie, sposando diverse tradizioni gastronomiche, le donne brillano per originalità. Pare che si stia affermando grazie a loro un felice connubio tra cucina e violenza. Ha fatto il giro del web la notizia della fanciulla saudita che, lasciata dall’amante, l’ha ammazzato e ne ha fatto uno spezzatino che ha poi offerto ad alcuni amici operai (coscienza sociale, oltre che perizia macellatoria). E’ passato pressoché sotto silenzio invece, forse perché le protagoniste sono due italiane, l’uso alternativo del cioccolato fondente inventato da una lavorante dello stabilimento dolciario Laica di Arona. Afferrata una barra da un chilo, ha pensato bene di sfracassarla in faccia a una collega con cui stava litigando, per poi infierire sulla malcapitata usando la barra come una spranga, provocandole così un trauma cranico e altre lesioni gravi. Un tentativo sperimentale di farcitura o l’ennesima prova che la violenza prescinde dal genere? Ciò che è certo è che questo caso, essendo di donna contro donna, non finirà nelle statistiche farlocche che ci vengono quotidianamente spacciate sulla violenza contro le donne.

varie_circeoL’ideologia che si appropria di tutto – C’è stata un’epoca della storia umana in cui la diffusione della religione cristiana era talmente capillare e radicata da essersi trasformata in ideologia. Un’ideologia è tale anche perché si appropria di ciò che non è suo al solo scopo di confermare agli occhi degli adepti la propria versione dei fatti. E’ per questo che in molti scritti medievali si sostiene che i grandi scrittori e poeti pre-cristiani nelle loro opere già annunciavano simbolicamente l’avvento del Cristo, cosa ovviamente destituita di ogni fondamento. La civiltà umana si è evoluta, da allora, ma nemmeno troppo, visto che i meccanismi dell’ideologia sono rimasti esattamente gli stessi. Se n’è accorta l’amica Manuela Garreffa che nel suo blog racconta molto bene come l’ideologia rosa si sia appropriata di un fatto di cronaca del passato, il noto “massacro del Circeo” (1975), dando ad esso una lettura basata sulla contrapposizione maschio oppressore-donna vittima. Il tutto contro le evidenze storiche e le stesse dichiarazioni delle persone coinvolte in quei tragici eventi. Avanti così e anche lo sbarco sulla luna o la scoperta della penicillina diventeranno nel paradigma comune segnali del pregresso “patriarcato” e della lotta femminile per l’emancipazione dall’oppressione e dalla violenza maschile. A questo punto tutto è possibile.

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varie_signorislibroLa pallottola spuntata di Crozza – Qualcuno si è sentito in parte risarcito dall’insulto di Angela Finocchiaro grazie all’imitazione di Vittorio Feltri fatta da Maurizio Crozza nel suo programma. Nelle vesti del burbero e franco direttore di Libero, ha sciorinato, in un pezzo del suo sketch, una serie di insulti abbastanza beceri alla comica della “TV delle ragazze”, basati sulla sua bruttezza. Io non mi sono sentito risarcito, per diversi motivi. Oltre al fatto dell’imitazione, che pone un filtro tra il comico e ciò che dice (il significato è: “dico quello che presumibilmente un Vittorio Feltri, non io Maurizio Crozza, sarebbe capace di dire”), si conferma che l’insulto gratuito non fa ridere, anzi risulta piuttosto fastidioso. Non essendo satira, ma anzi macchiandosi di un vago e infantile senso vendicativo, né fa ridere, né dà un senso di rivalsa, ancor più perché basato sull’aspetto fisico dell’avversario e non sulle idee che ha propagandato. Ho pensato guardandolo: no, io non sono così, questa risposta non mi rappresenta. Per rispondere in modo satirico all’infamia della Finocchiaro c’erano mille altri modi più efficaci. A partire da chi avrebbe potuto interpretare quella risposta. Maurizio Crozza è bravo, non c’è dubbio, ma non me la sento di delegare una risposta satirica maschile al marito di una donna, Carla Signoris (straordinaria attrice, per altro), che ha dato alle stampe libri con gli eloquenti titoli: “Ho sposato un deficiente” e “Meglio vedove che mal accompagnate”. Ah, ma è satira, certo…

varie_mortolavoroC’è emergenza ed emergenza – INAIL ha rilasciato i dati sugli infortuni e le morti sul lavoro nei primi nove mesi del 2018. Il computo di chi muore lavorando è arrivato, dato reale e certificato, a 834 persone. Dico “reale e certificato” perché, contrariamente ad altre (ad esempio “femminicidio”), la definizione di morto sul lavoro è univoca, incontrovertibile e universalmente accettata. Curiosamente, ma nemmeno troppo, il rapporto INAIL non specifica quanti uomini e quante donne rientrano nel computo. Unico dato di genere è sull’incremento dei morti: rispetto all’anno scorso gli uomini deceduti sul lavoro sono aumentati di 64 unità, mentre per le donne l’incremento è di una unità. La proporzione fatela voi. INAIL non la fa perché dire chiaramente che il 98% dei morti sul lavoro è di sesso maschile rischierebbe di compromettere la narrazione predominante per cui contano di più le 32 donne uccise dai propri compagni o ex compagni, per cui il “femminicidio” è la vera emergenza nazionale, per cui è fondamentale avere una commissione parlamentare d’indagine sul fenomeno, per cui occorre distribuire milioni di euro a pioggia per contenere il fenomeno. Lo provate anche voi un senso di profondo schifo per tutto questo? Per limitarlo io tenterei di diffondere un hashtag, come fanno sempre loro. Qualcosa tipo: #laveraemergenza, da affiancare al già noto #adessobasta.

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varie_rieti.JPGRieti, un caso da manuale – Tra i tanti che salgono sul carro trionfante del femminismo radicale nazionale e di tutto il business e le clientele che vi circuitano attorno, uno dei più attivi è il Presidente della Regione Lazio Zingaretti. Oltre a twittare e postare robe improponibili tra il 24 e il 25 novembre, sta gestendo la questione centri antiviolenza e case-rifugio nella sua Regione con una spregiudicatezza da manuale. Lo dicono i numeri. In tutto il Lazio sono attivi tredici (dico TREDICI) centri antiviolenza, con undici nuovi (11!!!) in fase di apertura, più sette case rifugio. L’ottava è prevista a Rieti e drenerà subito 170 mila euro di fondi pubblici provenienti dal Dipartimento per le Pari Opportunità (leggi Vincenzo Spadafora, e ho detto tutto…). Più gli altri che arriveranno per tenerla in piedi. A gestire quel bel gruzzoletto ovviamente sarà un’associazione, ovvero un soggetto privo di qualunque obbligo rendicontativo e di qualunque altro requisito o limite di legge, a partire dalla trasparenza. Sentiti alcuni amici di Rieti, pare che nella zona circoli parecchio malumore. Città e aree circostanti sono depresse, avrebbero bisogno di ben altri servizi pubblici: l’apertura dell’ennesimo centro-parassita non piace affatto ai più. Ma si vuole così in Regione, dove dilaga un Presidente che, come già tanti altri politici, si illude possa essere elettoralmente efficace assecondare le velleità espansive della mafia rosa. Come se la cocente lezione di Boldrini, Grasso e di Liberi e Uguali (e sciolti) non raccontasse già abbastanza di quanto ci si possa fidare delle terroriste in gonnella.

logo_twitterLa neolingua passa dai social – E’ ben noto come gli algoritmi che governano i social network siano per lo meno bislacchi. Una foto di Hitler passa tranquilla mentre una donna che allatta viene censurata. Se si pubblica una ricetta a base di finocchi si rischia il ban per “post sessista e omofobo”. Vero è che i discorsi d’odio trovano su quei canali spesso autostrade fin troppo libere e aperte, ma il governo del fenomeno appare peggiore del fenomeno in sé. Il suo effetto, infatti, rischia concretamente di portare a effetti parossistici, come è accaduto su Twitter, dove una femminista ha postato un messaggio tanto semplice quanto vero: “men aren’t women”, ossia gli uomini non sono donne. Che è un po’ come dire che il cielo è blu, l’acqua è bagnata e lo zucchero è dolce. Il social dei cinguettii però non ha apprezzato, ha classificato la frase come “hateful conduct” (condotta d’odio o discriminatoria) e l’ha bandita dalla piattaforma. Preso atto dell’anomalia, si tratta ormai solo di capire se si tratta di disguidi legati ai meccanismi automatici, dunque inevitabilmente un po’ beoti, degli algoritmi, o se c’è dietro un disegno preciso per modificare, attraverso la censura di determinate espressioni e determinati concetti, la percezione e la narrazione diffusa dei rapporti di genere. Io un sospetto ce l’ho.

varie_ruggitoconiglioL’incredulità dei servi – Capita che quando sbatti sulla faccia a un servo, o anche a una vittima della Sindrome di Stoccolma, il suo status di irretito, ipnotizzato, plagiato e sottomesso, questo non ti creda. Il suo stupore risulta quasi buffo: è così convinto che il suo vissuto, la sua percezione della realtà siano corretti che resta di sasso, con gli occhi a palla e ti chiede, a te che gli stai raccontando la verità, se sei serio. Quando questo capita a chi gestisce un mezzo di comunicazione di massa l’effetto tragicomico è ancora più grande. Lo sa un affezionato lettore di questo blog che sul profilo Facebook della nota trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio” ha visto una foto della simpatica Bebe Vio, anche lei coinvolta nella mega-campagna propagandistica sulla violenza contro le donne, giusto il giorno dopo la Giornata Internazionale dell’Uomo. Cui ovviamente la trasmissione non aveva dedicato mezza parola. Sempre su Facebook il lettore fa notare il doppio standard alla redazione, ricevendo la tipica risposta del servo incredulo:

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Già, far notare l’utilizzo ormai istintivo dei due pesi e due misure lascia l’interlocutore attonito. E sorge sempre la stessa domanda: è così perché ormai chi fa informazione si è adattato conformisticamente alla narrazione dilagante acquisendola in modo acritico, o dietro c’è una spinta di altro tipo? Ad esempio l’interesse degli inserzionisti, la ricerca dell’audience? Il botta e risposta che ne segue mostra che in realtà è un mix di entrambe le cose: dabbenaggine e marketing.

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Colpito e affondato. Nella speranza che il coniglio smetta pure di ruggire.


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12 thoughts on “39 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Riguardo Crozza.
    A me sembra del tutto evidente che non si debba/possa scorgere alcuna “risposta risarcitoria” nella sua imitazione.
    (A prescindere dal fatto che io e mia moglie ci siamo divertiti e abbiamo riso di gusto nel vederla.)
    Il messaggio di Crozza, secondo me, è del tutto A DIFESA della Finocchiaro e quasi una presa in giro di cui si è offeso o ha manifestato perplessità.
    Come se dicesse: “Ma come, assistiamo tutti i giorni alle più basse manifestazioni di sessismo nei confronti delle donne (sessismo ben rappresentato, secondo Crozza, col personaggio che lui dipinge attraverso Feltri) e noi uomini ce la prendiamo se, PER UNA VOLTA, una donna fa qualcosa di simile?
    Messaggio del tutto in linea col pensiero filo-femminista, politically correct che è sempre apparso evidente nelle trasmissioni di Crozza.

    1. crozza ha ragione. Da secoli le donne vengono offese facendo riferimento alle loro abitudini sessuali più o meno libertine (cagna, troia, zoccola, figa di legno), forse pure gli uomini che si sono infuriati per lo sketch hanno utilizzato uno di questi insulti verso le donne. Poi a me lo sketch non è piaciuto più che altro per la lamentatio sulle “donne sessantenni invisibili” che in realtà come già detto anche qui, sono invisibili quanto i loro coetanei maschi e va accettato, ma non faccio le barricate per questo

      1. “Da secoli le donne vengono offese facendo riferimento alle loro abitudini sessuali più o meno libertine”
        Si, ma vengono principalmente offese da altre donne, non da uomini.
        Anche gli uomini partecipano, per carità, ma non c’è neppure paragone. E il motivo è molto semplice: un uomo ci guadagna a non fare troppo chiasso se una è libertina, perché gli conviene prima provare a farsela. Una donna invece ha tutti i vantaggi a distruggere immediatamente, con fuoco a piena potenza, la potenziale rivale.

        Quindi insomma: le donne sono in generale dei gran pezzi di merda nei confronti delle altre donne.

    2. oltretutto Crozza come è noto, è sposato con Carla Signoris la quale fa parte del cast della tv delle ragazze (è la “mamma elicottero” fa degli sketch a cui partecipa pure il figlio Giovanni Crozza), dubito molto che voglia attaccare il programma della consorte.

    3. Crozza può continuare a godere nel sentirsi dare del “deficiente” dalla moglie, peraltro eclissata dalla tv.

      Sono gli stessi libercoli anti-maschili in stile presa per i fondelli, quindi la Litizzetto tanto per capirci,
      e mi auguro che ne escano tantissimi di analogo tenore nei confronti delle donne.
      A questo punto non so cos’altro pensare.
      Se la maggior parte dei maschi non si rende conto di cosa sta succedendo, allora la cosa inizia ad essere grave.

  2. Sconsiglio di prendere le parti di Meghan Murphy: nel suo sito le commentatrici sono così “simpatiche” che si sono pure quelle che scrivono che la percentuale di uomini andrebbe ridotta al 20% o meno dell’umanità, per migliorare le cose.

    Qua la signora raccomanda la lettura dello SCUM Manifesto di Valerie Solanas
    https://www.feministcurrent.com/2018/07/29/scum-manifesto-perfect-summer-vacay-read/

    Io non credo che vi sia parte peggiore da prendere che questa, non c’è niente di peggio.

  3. Uno dei maggiori azionisti di Twitter è un magnate saudita, è ovvio quindi che le pubblicità sulla mutilazione genitale femminile normalmente praticata in certe comunità come questa (https://www.dailymail.co.uk/news/article-6188359/Twitter-hit-furious-backlash-Muslim-groups-FGM-video.html) vengano passate mentre battute o opinioni contrarie alla narrativa imperante (inclusa quella transgenderista) siano censurate.
    Il fondatore di Twitter ha anche ammesso di avere un bias filo-sinostrorso durante un’interrogazione al senato.
    La Meghan Murphy è una femminista vecchia maniera, della seconda ondata per intenderci, quella per cui il femminismo era roba for womyn-born-womyn e che vedeva con sospetto i trans. Peraltro sul suo sito (feminist current) ha scritto cose parecchio misandriche e in linea con il pensiero regressista dei SJW che vogliono censurare tutti quelli che la pensano diversamente da loro. Adesso che è stata anche lei vittima di censura e ostracismo si spera che riesca a intravedere il lume della ragione.

  4. Twitter così come google e altri giganti dell’informatica fanno uso dell’intelligenza artificiale, che altro non è che un insieme di algoritmi ch funziona molto semplicemente, dato uno o più input si ha una determinata risposta.
    L’intelligenza artificiale, che molto viene sbandierata, addirittura facendoci credere che supererà quella umana; peccato che questa definizione non ha proprio nulla a che fare con l’intelligenza, è solo un ammasso di definizioni programmate.

  5. ciao . Sarebbe interessante scrivere un libro dal titolo “Meglio vedovO che male accompagnato” e vedere tra la gente
    l’effetto che fa. Come diceva Jannacci.
    Anche io ho assistito alla “solita” retorica del 25 novembre, impostata su social, TV (Parodi e Fazio) e anche radio, in via del tutto
    eccezionale. A me invece fa piacere che un programma simpatico come Il Ruggito abbia parlato incessantemente per
    quindici giorni dello stesso argomento, inviando anche i numeri antiviolenza.
    Peccato che alle donne realmente in stato di subordinazione, vittime di dominazione psicologica,
    manco salta per la testa di accendere la radio, nel loro incubo di una esistenza con poche uscite.
    Peccato pure che ai violenti, questo genere di campagne non fanno nè caldo nè freddo.
    Se fosse stato davvero utile sarei il primo a tingermi la faccia tutta di rosso contro la violenza o tutta di nero contro il
    razzismo, fenomeni che mi disgustano: peccato che questo martellamento mediatico non serva a gestire certe
    situazioni, così’ come l’antifurto non salva l’auto dal furto.

    Poche isolate voci controcorrente si sono mosse on line per segnalare la retorica che sta dietro questa giornata
    contro la violenza maschile per nulla da celebrare, ma sono state voci fuori dal coro.
    Il fenomeno è per fortuna in netto calo, come dimostrato da dati autentici delle questure, ma le NUDM ci hanno
    tenuto a rimarcare che i dati sono sottostimati: quest’anno ci sono passati di mezzo poliziotti (rei di non sapere
    prendere una denuncia, dimenticando che la polizia è strazeppa di poliziotte) e ovviamente anche i giudici,
    coperchio buono per tutte le pentole (rei di lassismo o sottovalutazione del fenomeno; a quando le Corti popolari

    anche io ho visto la orribile immagine del viso della Colasanti, episodio terrificante che impressionò tutti i giovani
    dell’epoca; la vittima uccisa aveva 17 anni. Autori Izzo e un altro che era fuggito in Spagna. Izzo è sempre stato
    fondamentalmente un criminale pazzo (da non confondere con il pazzo criminale): uscito ingiustamente nel 2002,
    uccise altre due donne per uno sgarbo all’interno della criminalità mafiosa. Soggetto inaffidabile, profondamente
    violento, cinico, condannato all’ergastolo e per tutti questi motivi, un pò distante dalla figura della violenza
    domestica e familiare. Da un compagno violento si può fuggire, e probabilmente bisognerebbe anche non farci
    dei figli – se ci fosse un minimo di equilibrio – da un pazzoide come Izzo purtroppo è ben difficile allontanarsi, il malaugurato
    giorno che si dovesse incappare in lui come avvenuto alla Colasanti e alla sua amica.
    Ho visto pure io il post di NUDM, mi è venuto spontaneo scrivere che si trattò di un crimine orribile compiuto da
    sadici perversi, che poco hanno a che fare con la denuncia del 25 novembre,ma penso che il mio parere interessi poco.

    per quanto riguarda la chat del ruggito del coniglio, escludo che siano stati Dose ed altri a rispondere
    più probabile che si trattasse di una addetta della redazione.

  6. Buongiorno. Volevo portare a conoscenza che la “gentildonna” Carla Signoris è stata autrice del libro dal “sobrio” titolo: Meglio vedove che mal accompagnate, edizioni BUr-Rizzoli.

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