STALKER SARAI TU

46 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

persone_renziIl Bomba sfacciato – Dalle nebbie in cui la storia l’ha relegato di tanto in tanto si rifà vivo Matteo Renzi, l’ex Presidente del Consiglio della legislatura forse più nera tra quelle avute in Italia in termini di propaganda e iniziative contro gli uomini. Sotto il suo governo milioni di euro pubblici sono confluiti a centri antiviolenza e case famiglia, tra i peggiori portatori d’interesse nella guerra al “maschio” nonché ideatori di false accuse. Sotto il governo Renzi il reato di stalking è stato parificato ai reati di mafia e la propaganda antimaschile, attraverso personaggi come Maria Elena Boschi e Laura Boldrini, ha dilagato come non mai. Durante l’ondata culturale di quella legislatura di “centro-sinistra”, se così vogliamo chiamarla, il #MeToo ha dettato legge, distruggendo persone, carriere, reputazioni tramite accuse a mezzo stampa e mai con processi. Matteo Renzi ha partecipato a questo scenario, talvolta attivamente talvolta lasciando fare. Non mi risulta che abbia mai speso una parola per quell’unico che in Italia è stato perseguito penalmente, il regista Fausto Brizzi. Nonostante questo, di fronte alla notizia del suo proscioglimento definitivo, ha avuto la faccia di legno di twittare così:

DxrWh6OX0AAhDBF

persone_kavanaughVi ricordate di Kavanaugh? – Brett Kavanaugh era il giudice indicato da Donald Trump per la Corte Suprema. Una nomina sgraditissima dalla componente “radical” (partito democratico o sinistra americana in genere) che, per ostacolare la decisione, ha utilizzato una delle sua tante armi a disposizione: il #MeToo. Così è saltata fuori un’ex compagna di scuola del giudice, tale Christine Ford, a giurare (ma soprattutto a spergiurare) che trent’anni fa Kavanaugh l’aveva ubriacata e stuprata. I media, non paghi della batosta presa alle ultime presidenziali, ci hanno costruito sopra un caso internazionale, che ovviamente in poche settimane si è sgonfiato: Kavanaugh viene confermato alla Corte Suprema e tanti saluti. Ma l’ex compagna di scuola non era l’unica ad accusare il giudice. Tale Judy Munro-Leighton si era accodata, avanzando uguali accuse. Settimana scorsa è stata messa a processo da un giudice americano per calunnia e ostruzione al Congresso degli Stati Uniti. Motivo? Lei stessa ha ammesso di aver accusato Kavanaugh sia “per attirare l’attenzione”, sia per ostacolare la sua nomina alla Corte Suprema. Di fatto, ha dichiarato, non ha mai incontrato Brett Kavanaugh in vita sua. Questi due fenomeni da baraccone, Ford e Munro-Leighton (e pare stia saltando fuori una terza falsa accusatrice), vanno ringraziati, e con loro la sinistra americana: sono queste cannonate che hanno sbriciolato il soffocante muro del #MeToo. Non resta che attendere e auspicare una condanna esemplare per la calunniatrice, e ulteriori vittorie elettorali schiaccianti del trumpismo che spazzino via l’ideologia tossica che l’ha ispirata.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_mazzaLa solidarietà femminile col colpo in canna – Maria Teresa Trovato Mazza era un’agente penitenziario di stanza al carcere femminile della Giudecca, a Venezia. Viene trovata morta in un’ascensore: colpo di pistola alla tempia. Tutto viene archiviato come suicidio. Ma qualcosa non torna. Maria Teresa aveva notato qualcosa che non andava: traffico di cocaina in carcere organizzato dalle colleghe, si dice. A svelarglielo, alcune detenute. Fiera del proprio compito, aveva chiesto un colloquio con i suoi superiori per denunciare i fatti, ed è proprio questo che alla lunga ha gettato più di un’ombra sull’ipotesi del suicidio. Che nel caso, dicono i parenti della vittima, potrebbe essere stato indotto da minacce e pressioni psicologiche delle colleghe colpevoli del traffico di cocaina. Qualcuno ipotizza addirittura che in quell’ascensore sia avvenuta un’esecuzione e non un suicidio. Quella di “Sissy”, così era chiamata la donna, è una vicenda assolutamente da seguire, per due ragioni essenzialmente: lei rappresenta l’altezza morale di chi svolge il proprio lavoro con rigore, e se le ipotesi che circolano risultassero vere, si avrebbe una prova ulteriore del fatto che la violenza, compresa quella feroce, non è prerogativa maschile, ma alligna anche ampiamente nella “sorellanza”.

persone_stinchelliDon Giovanni si mangia il #MeToo – Quando il movimento d’opinione criminale (sia il movimento che l’opinione) noto con l’hashtag #MeToo spadroneggiava nella narrazione globale, molte sono state le mostruosità compiute per adeguarvisi e per attirare attenzione e pubblico. La musica lirica, la più alta espressione artistica mai concepita dall’uomo, non ha fatto eccezione. E così abbiamo avuto rappresentazioni femministe della “Carmen” di Bizet e altri abomini simili. Oggi il #MeToo è morto, vivaddio, e la lirica si prende la sua rivincita grazie al noto regista Enrico Stinchelli. Intervistato dal Corriere della Sera, mette in chiaro che nel capolavoro di Mozart le vittime non sono le donzelle furbe e approfittatrici che cercano di sfruttare il potere di Don Giovanni, ma lui stesso, che da costoro viene perseguitato fino alla noia. Senza più paura di venire crocifisso in piazza pubblica, Stinchelli dichiara apertamente di stare dalla parte di Don Giovanni: “sprofonderà all’Inferno come da copione, ma troverà delle belle diavolesse con cui spassarsela”. Finalmente una boccata d’aria, di arte, di spirito e libertà, oltre che di rispetto per capolavori assoluti. Curioso e buffo però come i media fatichino da matti ad adeguarsi al ritorno alla normalità. Il Corriere titola: “#MeToo per Don Giovanni denunciato dalle sue donne”. Sottotitolo: “Rilettura femminista”. Che è l’esatto contrario dell’impostazione di Stinchelli. Ma che importa la coerenza? Al Corrierone interessa portare sull’articolo i click delle donne, in modo da mostrare loro la montagna di pubblicità di cui l’articolo è circondato. A riprova che quanto detto qui non solo è vero, è sacrosanto.

varie_parkingrosaIl buon senso tedesco – Dal 2016, annus horribilis del politicamente corretto orientato al colore rosa, ovunque in Europa si sono diffusi i parcheggi riservati alle donne presso centri commerciali, multisala, stadi ed altro. Motivo: disincentivare gli stupri dando alle fanciulle i posti auto più illuminati e vicini agli ingressi. Solitamente sono anche parcheggi più grandi di quelli “per maschi”. La cosa non è piaciuta al 26enne tedesco Dominik B. Bayer, studente di giurisprudenza. Arrivato ad Eichstätt, in Baviera, non ha trovato un buco per la sua auto e ha visto i molti posti liberi “per signore”, dove gli uomini non possono parcheggiare, pena una multa. Così è ricorso al tribunale regionale, che gli ha dato ragione. Quei parcheggi sono discriminatori in base al genere, cosa vietata dalla costituzione tedesca. E lo sono in due modi: verso gli uomini, tanto per cominciare, ma anche verso le donne, che quei posteggi riservati implicitamente catalogano come incapaci di provvedere a se stesse. Buon senso, puro buon senso teutonico. Ora, provate a traslare lo stesso buon senso verso tutta l’altra montagna di privilegi femminili (quote rosa, gratuità sanitarie, scontistica universitaria, eccetera…).

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_KorczakKorczak, la sua mascolinità tossica e il patriarcato – Alla mascolinità tossica, concetto ora di moda, ho dedicato un articolo qualche giorno fa, dimostrandone con pochi numeri tutta l’insensatezza. Assieme ad esso si associa anche il concetto di “patriarcato”, inteso come impostazione storicamente data a tutte le società per favorire la componente maschile e opprimere quella femminile. Uno scenario che, se fosse vero, avrebbe fatto emergere e passare alla storia diverse eroine disposte a immolarsi per l’emancipazione, soprattutto avrebbe reso l’uomo un privilegiato. Invece, caso strano, la storia abbonda di eroi nella quasi totalità di sesso maschile. Persone che si sono immolate come probabilmente poche donne avrebbero avuto l’istinto di fare. E’ il caso di Janusz Korczak, la cui storia ho letto recentemente. Cercatene il nome su Wikipedia o, più facile, qualche docufilm su YouTube. Dopo di che rispondete a questa domanda: era davvero un’epoca storica di patriarcato? La sua è stata davvero mascolinità tossica?

persone_desoleLa toppa che peggiora il buco – Settimana scorsa ho scritto su un pubbliredazionale che pubblicizzava il centro antiviolenza sardo “Prospettiva Donna”. In esso dichiaravo che la sua presidentA, Patrizia Desole, era stata “trombata” alle elezioni comunali di Olbia. Mi cospargo il capo di cenere: era un’informazione inesatta. Desole è stata eletta al consiglio comunale. Dunque per lei il trampolino del centro antiviolenza, quella specie di passe-par-tout capace di catapultare dal nulla alle istituzioni, ha funzionato alla perfezione. In realtà non abbastanza, se il soggetto in questione è divorato dall’ambizione: nel verificare se Desole era stata eletta o no, mi sono imbattuto in un documento legale dove il centro Prospettiva Donna, insieme ad alcune cittadine cagliaritane complici, risulta aver fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la composizione della Giunta comunale. Le nomine non avrebbero rispettato le norme sulle “quote rosa”, e da lì il ricorso. Respinto malamente dal tribunale, per diversi motivi, tutti riportabili a un solo concetto: i centri antiviolenza non sono fatti per fare politica, ma per scopi statutari ben diversi. Il tentativo di Desole di entrare anche in Giunta usando il grimaldello dell’antiviolenza così è fallito, tra le sue mille proteste farcite di retorica e voli pindarici sul nulla (cioè sulla Convenzione di Istanbul). Si è dovuta accontentare della vice-presidenza del Consiglio Comunale. La sua iniziativa legale e la risposta del tribunale sono un po’ la dimostrazione definitiva che ciò che dico da tempo sui centri antiviolenza è tragicamente vero. Non a caso la signora in questione ora prova la scalata alla Regione Sardegna: due poltrone sono sempre meglio di una e il trampolino dell’antiviolenza che almeno serva a spingere in alto, sempre più in alto…


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

21 thoughts on “46 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Stasi, per curiosità, questa teoria delle inclinazioni diverse (utilissima per tenere le donne in posizioni economiche, sociali e professionali subalterne) vale solo per uomini e donne? Anche i neri hanno inclinazioni diverse dai bianchi secondo te? Così tanto per sapere.
    Perchè c’è pure uno scienziato premio nobel (bianco ovviamente) James Watson che afferma che i neri sono meno intelligenti dei bianchi (“lo dice il DNA!”). Ecco, il fatto che lo affermi uno scienziato non cambia il fatto che è una balla

  2. Ma se una è cicciona e col peso che ha ha poco equilibrio e distrugge i tacchi a spillo, che dovrebbe fare secondo te?
    E’ normale che loro provino la supercazzola per aumentare il loro valore sessuale, magari su qualcuno funziona pure.
    Lo fanno anche per le donne in menopausa, che biologicamente sono assai meno attraenti in quanto non fertili: ti dicono che se non le trovi attraenti sei “sessista”…

    1. ognuno ha il diritto di trovare attraente quel che vuole. Quella oarte el femminismo che dice che devi trovare attraenti le donne obese sbaglia di grosso, ci sarà a chi piacciono ma nessuno può essere obbligato a provare attrazione. Vale anche per gli uomini obesi.
      Ed è ovvio che un corpo giovane e sano, maschile o femminile che sia, sia più attraente di un corpo decrepito vale per uomini e donne e va accettato. Una persona di 50 anni che non sia la Bellucci o Clooney è meno attraente di una persona di 20. Quella parte del femminismo che contesta questo non accetta la realtà. Non ho mai avuto nessun problema a dirlo.

  3. “caso strano, la storia abbonda di eroi nella quasi totalità di sesso maschile. ”

    di sesso maschile esattamente come quasi tutti carnefici (con eccezioni lo so, adesso qualcuno mi tirerà fuori Maria Tudor la Sanguinaria o le ausiliarie delle SS che comunque esercitavano la violenza contro altre donne) contro i quali gli eroi come Korczak si sono battuti e immolati. Per essere un eroe o un criminale, un salvatore di vite umane o un carnefice bisogna stare in una posizione che te lo consente, e in questa posizione, per ragioni storico-sociali ci si sono trovati più spesso uomini che donne.
    se fosse confermato che la poliziotta è stata uccisa dalle colleghe si confermerebbe che le donne sono moralmente pari agli uomini anche nel male, cosa che io non ho mai negato

    1. LO SAPEVO!!! Lo sapevo troppo che avresti commentato su Korczak, l’ho messa quasi apposta quella notizia… cani di Pavlov proprio.

    2. “di sesso maschile esattamente come quasi tutti carnefici”

      “che le donne sono moralmente pari agli uomini anche nel male”

      Costituzionalmente ipocrita, dalle ossa alla pelle.

      1. nessuna ipocrisia. Come ho detto prima, occupare posizioni di potere e di responsabilità rende più “facile” comportarsi da eroe, da vigliacco o da carnefice a seconda della propria indole e/o delle circostanze , e quel potere decisionale è stato negli ultimi secoli più spesso in mani maschili che femminili (ed è quindi ovvio che eroi, vigliacchi e carnefici siano più maschi che femmine numericamente), e quando è stato in mani femminili si sono comportate nel bene e nel male come gli uomini perciò dico che sono moralmente pari

    3. Ned.
      Concordo con la visione che Stasi ha di te: intelligente e bravo nelle argomentazioni.
      E il post che hai scritto è interessante: ammetti tranquillamente di sapere che anche le donne possono essere violente ma sembra tu abbia una spiccatissima tendenza al voler vedere gli uomini quasi esclusivamente sotto un profilo negativo, che sia esso plausibile o no.

      Inoltre, cosa necessaria da dire visti i tuoi atteggiamenti passati, qui non si sta facendo a gara a dire chi è più buono di chi: siamo in un periodo storico in cui l’immagine dell’uomo ha subito e subisce tutt’ora pesantissimi attacchi mediatici. Dove l’abbondanza di luoghi comuni e falsità sugli uomini sono tanto elevati da essere diventati quasi legge non scritta in certi ambiti.
      E siti come questo sono scritti in maniera tale proprio da far ricordare alla gente, almeno quelli che li legge, come stanno davvero le cose in tale ambito.

      E per rispondere al tuo post, beh, hai ragione. In parte. E’ vero che la posizione, a seconda di chi la ricopre, è un determinante, anche se non sufficiente, nell’ agire come eroe o carnefice. Ma dimentichi una cosa molto importante: c’e una vera e propria spinta sociale differente a seconda che uno sia uomo o donna. Troppo spesso alle donne viene insegnato quanto la loro mera esistenza sia importante, tanto che in situazioni pericolose la maggior parte pensa a salvare la propria pellaccia. E nessuno ci vede nulla di male, nemmeno se i propri egoistici tentativi per salvarsi hanno causato danni ad altri. Agli uomini, al contrario, viene di fatto insegnato il concetto che la loro vita è sacrificabile, che sia per un bene superiore o meno. Già questo dà una mentalità più propensa verso l’aiuto altrui. E se un uomo provasse a salvarsi nella stessa maniera egocentrica descritta prima verrebbe stigmatizzato socialmente, ancora più grave se il suo modo di comportarsi ha causato danni collaterali.

      Spero di essermi spiegato a sufficienza

      1. “ma sembra tu abbia una spiccatissima tendenza al voler vedere gli uomini quasi esclusivamente sotto un profilo negativo”

        non è così, è solo che quando leggo un articoli o commenti (ultimo quello di Giuseppe sotto il post su Ermete) in cui si suggerisce che gli uomini che uccidono la ex moglie sono dei poveretti che hanno visto il loro angelo mutarsi in diavolo e quindi una responsabilità più o meno grande ce l’hanno le donne uccise (perchè hanno chiesto il divorzio, perchè hanno fatto le corna, perchè erano certamente arpie che volevano soldi e casa ecc..), quando leggo questo la mia coscienza va in subbuglio non posso evitare di intervenire (è un riflesso condizionato, Stasi ha visto giusto, ma se volete saperlo mi succede anche quando leggo un articolo femminista dove si dice che i tacchi a spillo sono il burka occidentale, anche l’obesità è bella e roba simile intervengo dove posso anche contro quel tipo di fesserie, però anche qua: “tacchi a spillo burka occidentale” e “obesità bella” sono fesserie e stop, mentre dire che chi uccide la moglie è un poveretto e che la donna uccisa era un diavolo in vesti d’angelo è più grave nella mia scala di valori).

        “tanto che in situazioni pericolose la maggior parte pensa a salvare la propria pellaccia”

        la maggior parte? Certamente non le donne di Rosenstrasse

        https://www.ilpost.it/massimocirri/2014/02/27/protesta-antinazista-rosenstrasse/

    4. “se fosse confermato che la poliziotta è stata uccisa dalle colleghe si confermerebbe che le donne sono moralmente pari agli uomini”

      Balle, diresti che è un’eccezione.
      E le donne in genere, pur con varie eccezioni, non sono affatto moralmente pari agli uomini: sono più ciniche e mancano di etica.

        1. quel che dici non è vero ma ammettiamo che lo sia. Ammettiamo che, per natura, le donne siano (tendenzialmente) davvero più ciniche e più vili degli uomini, meno etiche e con molto meno senso dell’onore. Tu, Stasi, dici di batterti per una nuova alleanza tra uomo e donna, ma come puoi pensare di allearti con persone tanto infide? Persone ciniche, che mancano di etica e senso dell’onore (secondo la vostra idea) , è ovvio che queste persone tradiranno qualunque patto di alleanza alla prima occasione, non puoi allearti con gente che ritieni falsa (o “tendenzialmente” falsa), non puoi allearti con gente di cui non ti fidi a meno che non dobbiate entrambi fronteggiare un nemico comune, ma un’alleanza simile è destinata a dissolversi dopo la sconfitta di quel nemico come si è dissolta quella tra USA e URSS dopo aver debellato il nazismo . Nel vostro film uomini e donne sono nemici eterni con gli uomini nella parte dei “buoni” e le donne “cattive”, una visione speculare a quella del femminismo estremo contro cui vi battete. Tra nemici non può esserci una alleanza duratura ma solo temporanea, tregue più o meno lunghe, un “patto di non aggressione” destinato prima o poi a rompersi. Oggi mi sono buttato sui paragoni storici, la storia è un’altra mia passione.
          Davvero Stasi come puoi dire che sogni un nuovo dialogo, una nuova alleanza tra uomini e donne quando per te le donne sono in maggioranza e tendenzialmente ciniche, infide, mancanti di etica e onore? E’ ovvio che un simile “alleato” va tenuto sotto controlo se non sottomesso, e allora che alleanza è?

          1. Mi sono fermato alla quarta riga. Troppo facile. Uomini e donne sono diversi, vivaddio. Dove non arriva uno arriva l’altro. I pregi che non ha uno li ha l’altro, così come i difetti. La nuova alleanza si basa sul reciproco riconoscimento degli uni e degli altri. E sul fatto che insieme si sopravvive e si vive meglio, proprio perché ci si completa. Se invece si spende il tempo a rinfacciarsi i difetti o a vantarsi dei propri pregi, ci si infogna in un circolo vizioso e improduttivo. N’est-ce pas?

            1. tu pensi che ci siano pregi e difetti “tendenzialmente” maschili diversi dai pregi e difetti tendenzialmente” femminili. e quel “tendenzialmente” ti serve a confermare la tua idea davanti a quegli uomini e a quelle donne che non incarnano la tua visione delle cose (“sono eccezioni”). Per me invece esistono solo pregi e difetti umani,uomini e donne hanno un anatomia diversanon pregi e difetti diversi. Io credo che ci siano donne disonorevoli e vili come ci sono uomini disonorevoli e vili, e ci sono donne di grande etica come ci sono uomini di grande etica e il cinismo non ha genere come non lo ha il suo opposto
              Continuo a non capire come fai ad allearti seriamente con chi ritieni cinico e con meno etica e onore di te. E se credi che la maggioranza delle donne sia disponobilead allearsi con chi le ritiene, solo in quanto donne, mancanti di etica e onore (mentre gli uomini in quanto tali sono campioni di etica e onore) ti sbagli di grosso

              1. Non le ritengo “mancanti”, bensì “meno portate”. E lo sono, per biologia, per evoluzione. Niente di male, tutto normale. Le insegno io come funzionano quelle cose lì. E lei mi insegnerà le innumerevoli di cui sono deficitario io. E insieme spacchiamo il culo al mondo.

                1. quindi tu le insegni l’etica e l’onore (che senza di te lei non potrebbe mai scoprire in sè) e lei ti insegna tenerezza e compassione (che senza di lei tu non avresti mai scoperto in te)? E’ una visione complementare e in apparenza idilliaca, una visione non priva di fascino ma è reazionaria al fondo e parte da una premessa “biologista” sulla personalità di uomini e donne che non condivido
                  Tu ti basi sul fatto che uomini e donne abbiano biologicamente virtù e vizi diversi, tesi che io nego alla radice. Una donna compassionevole non lo è in quanto femmina ma in quanto quella specifica persona è compassionevole (come potrebbe ache esserlo un uomo), lo stesso dicasi per donne non compassionevoli. Un uomo tenero e compassionevole non è uno che si è “femminilizzato”, è uomo quanto uno che non lo è affatto.
                  Noi due partiamo da presupposti diversi e inconciliabili

                  1. Non virtù e vizi diversi. Inclinazioni diverse. E questo è stato scientificamente provato, che tu sia d’accordo o no.
                    Per il resto, come si dice a Buckingham Palace, mi hai rotto il cazzo, con me non attacca.

                    1. la teoria secondo cui le donne sarebbero meno inclini al senso etico è un ottimo pretesto per negare loro posti di responsabilità e potere in ambito politico, economico o scientifico e per relegarle nei ruoli tradizionali. Gli uomini che per inclinazione naturale sono etici devono giustamente stare a capo delle aziende, degli Stati, di tutto, mentre le donne se proprio vogliono lavorare facciano le dattilografe e le segretarie del capo (tenute sotto sorveglianza perchè non c’è da fidarsi delle femmine!)
                      Sei un reazionario

      1. “Balle, diresti che è un’eccezione.”

        siete voi quelli che quando vedono un uomo o una donna la cui personalità, le cui scelte non corrispondono alla vostra idea di come è un uomo o una donna, dicono che è un’eccezione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: