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Affidi illeciti in Val D’Enza: liberiamoci dal Male

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varie_bambinodi Francesco Toesca (Presidente “LUI – Lega degli Uomini d’Italia“) – Bibbiano sta succedendo ovunque in Italia da vari decenni. E’ un paradigma, un sistema ben collaudato di business sui bambini. Una Tangentopoli con vari soggetti istituzionali, professionali e politici coinvolti e/o compiacenti e/o quantomeno impreparati o addirittura incompetenti. Un sistema di corruzione con metodi e percorsi ben codificati, che in molti stiamo ricostruendo e portando all’attenzione da vari anni, con scarsissimo successo. Il che significa che le implicazioni e le responsabilità sono molto ampie e le coperture ben strutturate, tali da riuscire a reggere anche allo scandalo di intercettazioni indiscutibili quali quelle di Bibbiano e mettere in moto una serie infinita di meccanismi di difesa (silenzio dei media, strumentalizzazione delle responsabilità, minimizzazione, difese politiche per compagni di partito, tentativi di silenziare la protesta).

Esattamente come Tangentopoli, ha responsabilità gravissime in varie strutture e in singoli personaggi. Ma fermarsi alle mele marce senza capire come abbiano potuto mangiare sulla pelle dei bambini è sbagliatissimo, poiché lascerebbe intatto tutto il sistema che permette appunto il proliferare di responsabilità individuali. Possiamo quindi dire che il sistema istituzionale (tribunali, ordini professionali, servizi sociali, avvocatura, psicologi, forze dell’ordine, magistratura) non è vaccinato, non sa proteggersi dal proliferare di tali abusi. A dir bene, gliel’hanno fatta sotto al naso, il che è gravissimo proprio per il suo ruolo di controllo, a dir male è stato lasciato spazio a questi criminali per connivenza o correità. Il che è altrettanto gravissimo e merita un’analisi dettagliata e profonda. Premetto che la mia analisi va ben al di là delle responsabilità individuali e penali, da accertare poiché, essendo indiscutibili le prove che i fatti siano accaduti, la questione va vista innanzitutto dal punto di vista morale, etico, deontologico, umano e appunto ne vanno capiti i meccanismi, che prescindono da chi abbia commesso gli abusi per concentrarsi sul come sia possibile che qualcuno abbia avuto tale potere.

varie_minaccebambiniEsattamente come Tangentopoli dunque bisogna capire il sistema, mentre si puniscono i responsabili di uno dei contesti nei quali questo sistema ha agito indisturbato. Se non se ne colgono i meccanismi e non si mettono in atto difese e cambiamenti nei sistemi, gli abusi sui bambini continueranno indisturbati. Partiamo dalla constatazione che un sistema si regge se accontenta e foraggia vari contesti. Se a giovarsene fossero solo appartenenti a una categoria, le altre sarebbero più reattive: dunque è la commistione di vari interessi di vari appartenenti alle categorie (in questo caso del diritto famigliare) che rende possibile un sistema di così vasta scala. Dunque: sono gli avvocati? Gli psicologi? I magistrati? I giudici onorari? Gli assistenti sociali? I centri antiviolenza? Le case famiglia? I responsabili di questo malaffare appartengono spesso a tutte queste categorie, in una commistione di interessi e di collaborazione a delinquere che ha bisogno della collaborazione di tutti gli stadi del processo della giustizia famigliare. Singoli, ovviamente. O raggruppamenti, come associazioni, onlus, centri antiviolenza.

Ora, le responsabilità sono individuali e non vanno accusate intere categorie, ma di certo tali categorie devono avere degli antidoti, delle reazioni etiche e deontologiche tali da essere le prime a identificare e colpire i criminali al proprio interno. Se intere categorie di operatori del diritto di famiglia non si accorgono di questi abusi, quantomeno hanno una responsabilità morale enorme, poiché sono proprio loro che dovrebbero vigilare. E lo stesso vale per le istituzioni statali: se un tribunale per i minorenni non ha gli strumenti per accorgersi che ci sono interessi economici enormi che portano a incanalare bambini verso strutture che ci lucrano, addirittura con percentuali abnormi e coinvolgendo  sempre gli stessi esperti, be’ mi spiace dirlo ma si tratta di un tribunale quantomeno incompetente, miope, ed andrebbe riformato di sana pianta.

191763_20121011_bambino_cittadellaQuando una pacifica provincia, additata come modello sociale di riferimento, con percentuali di criminalità bassissime, produce centinaia di casi di presunti maltrattamenti ai minori e quindi si rende necessario un intervento così massiccio di allontanamento dalle famiglie, un tribunale serio che si trova questi numeri anomali indaga anzitutto sugli operatori ai quali sta dando incondizionata fiducia, e di conseguenza cerca di appurare almeno come mai ci sia un tale fenomeno (ovvero se sia inventato ad arte) di disagio sociale e non si ferma al “togliamo i bambini dalle famiglie problematiche”. Un tribunale serio va a vedere perché ci sono così tanti casi familiari e perché c’è qualcuno che li sta togliendo a centinaia. Per quanto riguarda gli ordini professionali, invece, è la tolleranza zero, l’immediata radiazione senza se e senza ma di soggetti abusanti che infangano la onorabilità di tutti gli altri che ne qualifica la statura deontologica e morale. Attendere gli esiti giudiziari sui singoli senza prendere una posizione morale netta verso certi metodi (che ripeto non sono in discussione: sono stati ampiamente provati, si tratta solo di capire chi lo abbia fatto), è appunto una posizione troppo ambigua.

Altro punto fondamentale è analizzare il legame tra Bibbiano e il sistema separativo, giacché la breccia che apre alle istituzioni lo spazio per sottrarre i bambini è il conflitto genitoriale. Rarissimi sono difatti i casi dove la famiglia è unita e senza problemi interni. La porta si spalanca quando la famiglia stessa, o uno dei due genitori, si rivolge (con fiducia o con pretese personali) alle istituzioni. Se i soggetti ai quali si sono rivolti sono in buona fede, si ottengono degli aiuti, ma se sono in malafede, ecco che il baratro è lì davanti. Non esiste un meccanismo di controllo che impedisca a qualche operatore in malafede di approfittare della situazione. Ma vediamo nel dettaglio quali sono gli step procedurali che hanno permesso a soggetti criminali di arrivare a tanto.

  • Tra due litiganti il terzo gode: il conflitto porta soldi e potere agli operatori del settore. Dunque incentivare il conflitto è un ottimo modo per lucrare. E come si alimenta il conflitto? Creando arbitrariamente delle ingiustizie, ossia favorire uno e penalizzare l’altro. Senza i due litiganti non c’è un terzo che gode, e senza ingiustizie non c’è conflitto. La parità genitoriale, e più in generale l’equità e la giustizia, spengono il conflitto e di conseguenza il lucro. Le disparità quindi vengono fortemente accentuate, in barba anche alla legge, per creare litigi nei quali gli operatori poi sguazzano. Si favorisce un genitore e si massacra l’altro per portare all’esasperazione il conflitto. E’ logica, non sono mere supposizioni. E quale genitore si favorisce? La madre. Sarebbe socialmente improponibile favorire il padre, dandogli casa, mantenimento e figli. Mentre è perfettamente accettato che si faccia alla madre.

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  • I conseguenti vantaggi che vengono proposti alla madre da parte delle istituzioni (in generale, indipendentemente da buona o mala fede, le istituzioni favoriscono la madre) sono un patto col Diavolo: io ti riempio di vantaggi e tu mi permetti di mettere piede in casa tua e di avere voce in capitolo sui tuoi figli. In questo passaggio si annida tutta la connivenza tra il pianeta delle madri separate e le istituzioni. Do ut des.
  • Il padre è messo in posizione di impossibilità di proteggere i propri figli (spesso addirittura se stesso) e di avere qualsiasi spazio di manovra nelle operazioni di gestione del conflitto, della famiglia, della separazione. La madre è sotto l’ala protettrice dello Stato e degli operatori pagati profumatamente: da lei stessa, dal padre, dallo Stato, dai finanziamenti pubblici. Il padre così non è più un soggetto con voce in capitolo, anzi è il bersaglio di tutta l’operazione: deve sostituire lo Stato quanto ad assistenza dell’ex moglie, non può decidere niente sui figli, è dipinto come colpevole e quindi inascoltato.
  • Le madri si illudono che quella protezione dello Stato sia disinteressata: in realtà è un piede nella porta. Da quel momento il processo di trattamento dei figli è potenzialmente in mano alle istituzioni.
  • grafica_separazioneQuelli trattati dai servizi sociali sono nella stragrande maggioranza casi dove è appunto la famiglia o uno dei genitori stessi ad aver richiesto un intervento. Va da sé che più questo intervento è pretestuoso (false accuse, tentativo di risolvere un conflitto a proprio vantaggio), più la responsabilità morale del soggetto è forte. Di fatto, si tratta di una esposizione dei propri figli a un sistema raramente indolore, che in ogni caso porterà un esito pesante sulla psiche dei bambini. Un’esposizione alla quale bisognerebbe imparare a ricorrere solo nei casi veri e gravi e lasciare perdere i propri vantaggi personali. E questo sia detto nel massimo rispetto delle procedure “sane”, la stragrande maggioranza, che hanno comunque un forte impatto sui bambini. Studi scientifici hanno ad esempio provato che il percorso di accertamento di eventuali abusi sessuali sui bambini ha una conseguenza traumatica identica a quella degli abusi stessi. Ciò significa che un percorso di intervento in una famiglia deve essere sempre prudente, dettato da verità e misurato, sia da chi lo richiede che da chi lo mette in essere.
  • L’intervento delle istituzioni a questo punto può configurarsi in varie forme: dal semplice processo separativo alla protezione della madre e dei figli in strutture, alla (spesso conseguente) permanenza dei soli figli in tali strutture, all’affidamento leggero o pesante, all’adozione. Sia chiaro: le soluzioni adottate saranno misurate e adeguate nel caso di operatori competenti e moralmente limpidi, ma nel caso di operatori in malafede possono risolversi facilmente in provvedimenti mirati al lucro e devastanti, a questo punto fuori dal controllo della madre stessa, prima soggetto collaborativo e poi estromessa. Questo perché non è più nel controllo dei genitori decidere delle sorti dei propri figli. In quest’ottica il proliferare di testimonianze di madri con figli sottratti dalle istituzioni è da inquadrarsi, nella stragrande maggioranza delle volte, in casi iniziati con promesse di vantaggi alla madre (protezione e favori economici nella separazione) e poi sfociate in impossessamento dei bambini. E di questo troppe madri si rendono conto troppo tardi. Questo le assolve dalla responsabilità morale? A mio avviso no.
  • varie_bambinoarrabbiatoE’ in questa fase (ossia l’avocatura a sé delle decisioni genitoriali da parte delle istituzioni) che intervengono una serie di soggetti di vario interesse e dove il malaffare può trovare spazio. Operatori pagati per seguire le sorti dei bambini (e più li spostano e più ci guadagnano, con perizie, percorsi psicologici, sovvenzioni alle case famiglia da loro stessi gestite, assistenza durante le fasi di affidamento ed adozione), operatori con conflitti di interesse (giudici onorari gestori di case famiglia o che effettuano a pagamento seminari e corsi di formazione in centri antiviolenza dai quali poi provengono casi assistiti dagli stessi operatori da loro formati e sui quali devono dare pareri, ONLUS che forniscono perizie pagate profumatamente, servizi sociali gestiti con metodi di abuso di potere o interessi personali), ideologie varie (gender, affidamenti illegali a coppie omosessuali, favoritismi per simpatie politiche).

Ora, visto che il grande assente è proprio la tutela vera del bambino, e Bibbiano lo conferma, sono io a porvi una domanda: se vi dicessero che il pilota dell’aereo sul quale state per decollare è un bravissimo capitano di petroliere, vi fidereste? E’ comunque un comandante, no? Se il chirurgo che deve operarvi al cuore fosse in realtà un eccellente dentista? E’ pur sempre un medico! Io direi che non è la stessa cosa e saremmo scellerati se confondessimo le due specializzazioni. E allora, se vi dicessi che deve essere reso necessario un percorso di specializzazione in Diritto di Famiglia e minori per tutti gli operatori, che non è ammissibile rivolgersi a un noto avvocato che ieri ha vinto una importante causa di lavoro e però “fa anche divorzi”, che è inammissibile che magistrati arrivino nel tribunali dei minorenni provenendo dai fallimenti giudiziari o dal diritto del lavoro, che psicologi si occupino di tutto lo spettro delle problematiche esistenziali ed “anche” di appurare se un bambino è stato vittima di maltrattamenti? Come si può accettare che non esista una abilitazione specifica per trattare materie così delicate come la famiglia e i bambini? Come mai esiste un giuramento etico e morale come quello di Ippocrate per i medici, una piena assunzione di responsabilità comportamentali verso la professione medica e non esista un corrispettivo nel campo della giustizia familiare?

varie_famigliaDa padre, da cittadino, da studioso della materia, visto che il caso Bibbiano ha sollevato il coperchio della fogna e che è appurato che il malaffare può tranquillamente annidarsi e trovare campo di azione all’interno delle istituzioni, e che le stesse hanno enormi difficoltà a difendersene, esigo che si impari da questo caso ciò che c’è da imparare. Ascoltare i genitori coinvolti che da anni ed anni denunciano queste situazioni e che finora non sono stati ascoltati, eliminare le ingiustizie separative perché sono il nido per gli abusi, istituire una specializzazione obbligatoria e un meccanismo di controllo serratissimo e periodico sull’operato degli addetti, un continuo riscontro con dati statistici reali, e infine un meccanismo che premi le regioni virtuose non in base ai casi risolti togliendo i bambini ma in base alla pace sociale e familiare, con sussidi diretti alle famiglie in difficoltà e non alle case famiglia, vero obiettivo da rincorrere ad ogni costo. Una regione, una provincia, una nazione sana è quella che risolve i conflitti e le difficoltà dei propri cittadini, non una dove i bambini vengono strappati a mamma e papà.


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3 thoughts on “Affidi illeciti in Val D’Enza: liberiamoci dal Male

  1. Hanno talmente voglia di imparare che il PD si è auto assegnato la presidenza della commissione d’inchiesta che dovrà indagare su questi terribili fatti. Un paradosso incredibile, giacché i “democratici” hanno membri coinvolti nello scandalo. E nessuno, dico nessuno, ha sottolineato ed obiettato sul chiaro conflitto di interessi.

  2. Complimenti al post.
    Secondo me i tribunali non dormono ma sono conniventi con il sistema marcio.
    L’obbiettivo di queste atrocità è la manipolazione mentale di soggetti deboli come i bambini verso ideologie moderne e per fare questo è necessario allontanare e depotenziare il soggetto più critico, il padre, la madre invece, seppur adulta rimane un soggetto facilmente influenzabile e non ostacolante allo scopo.

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