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Bibbiano: la foglia di fico del codice degli appalti

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varie_bambinoNon c’è bisogno di sottolinearlo ulteriormente, se ne sono già accorti tutti: c’è uno sforzo congiunto da parte di vari soggetti orientato a sminuire o far dimenticare gli orribili fatti di Bibbiano. I media, obbedienti cani da compagnia (tranne qualche rarissima eccezione), sono stati i primi, relegando la notizia in pagine sempre più interne o pubblicando sul web articoli scritti allo scopo dichiarato di smorzare l’indignazione montante. Articolesse a base di: non era elettroshock ma una terapia riconosciuta, solo un disegno di un bambino è stato contraffatto, tutti innocenti fino a prova contraria (il che è pur vero, ma dovrebbe valere sempre e per tutti). La politica, con l’eccezione, va detto, di Fratelli d’Italia, segue a ruota, sparando in giro, come i sottomarini che non vogliono essere silurati, falsi bersagli, quasi tutti imperniati sulla SeaWatch3 e il suo capitano, la composizione della Commissione Europea, fino alle penose, è il caso di dirlo, polemiche sull’invidia del pene degli italiani rispetto agli africani. Una cortina fumogena atta essenzialmente a distaccare i vagoni del Partito Democratico dalla locomotiva impazzita di Bibbiano e della sua amministrazione.

Anche il fronte variegato del femminismo suprematista e degli LGBT, dopo un primo shock per essere stati presi con le mani nelle mutande e nel cervello dei bambini, hanno ripreso vigore, e ora spargono pernacchie e “cosa vuoi che sia” a chiunque utilizzi l’hashtag #Bibbiano, riuscendo anche a recuperare, con un’oggettiva faccia tostissima, le critiche alla bigenitorialità e all’alienazione parentale. Il tutto con la sicumera di chi sa già che i fattacci sono destinati a finire seppelliti. Un sentore che diventa fortissimo seguendo le modulazioni dell’approccio dei magistrati inquirenti: partiti lancia in resta, nel corso dei giorni hanno gradualmente rallentato il loro abbrivio, facendo dichiarazioni o assumendo decisioni sempre più prudenti. Prima si dichiara che non si effettuava alcun elettroshock ma solo scariche elettriche (che poi non era vero neppure quello). Poi si evita la detenzione ad alcuni operatori “perché troppo turbati per subire la carcerazione” (ma il loro turbamento evidentemente è conforme al ruolo di assistenti sociali, psicologi e quant’altro…). Infine fior di GIP e PM si sperticano a reti unificate per specificare che gli amministratori locali coinvolti, ovvero il sindaco di Bibbiano e due ex sindaci della zona, sono indagati solo per violazione del codice degli appalti. Ovvero: nulla sapevano degli abusi, hanno solo gestito le partite di alcune esternalizzazioni in modo non conforme alla normativa. Roba di patrimonio, di soldi, insomma: con gli abusi sui bimbi non c’entrano nulla.


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varie_giudiciSi dice che i magistrati che stanno seguendo il caso siano dell’area di “Magistratura democratica”, quella di riferimento della sinistra nazionale. E che dunque presumibilmente abbiano ricevuto o stiano ricevendo pressioni per sgonfiare il caso (d’altra parte il pregresso del GIP incaricato parla piuttosto chiaro), o addirittura siano portati dalla propria “appartenenza ideale” a derogare ai doveri del mestiere di ricerca della giustizia. Sarebbe umanamente comprensibile: perseguire chi ha contribuito a darti la collocazione che hai non dev’essere facile. Tuttavia, cedere a questo tipo di arrendevolezza da parte di un magistrato resta un atto mostruoso sotto tutti i profili. Certo è difficile, a meno che non lo si colga in flagrante, accusare un amministratore pubblico di reati specifici diversi da quelli puramente amministrativi. E’ sensato immaginare che i sindaci sotto accusa non partecipassero alle sedute manipolatorie, non intervenissero nel decidere a quali coppie squilibrate affidare i bambini, dopo averli strappati a famiglie normali. Ugualmente è pensabile che essi mettessero la firma su incarichi e appalti di cui conoscevano la natura impropria, che fossero coscienti degli “spezzatini” illegali fatti su grosse partite di denaro, e che lo facessero con la piena consapevolezza di favorire qualcuno al posto di qualcun altro. Dunque passi: il PD “istituzionale”, in questa vicenda potrebbe annoverare al massimo qualche mariuolo o qualche amministratore incompetente, uno dei tanti, per cui non c’è da stupirsi, né da attribuire a un singolo partito la responsabilità delle mostruosità che, secondo la magistratura e le prove raccolte, sono state commesse ai danni di famiglie normali e bambini del tutto sani.

Tutto regolare dunque? No, affatto. Per due semplici motivi. Il primo, ben spiegato nel recente articolo di Elisabetta Frezza, è che tutto l’accaduto ha un’ispirazione ideale ben circoscrivibile e individuabile nello stream finto umanitario della sinistra contemporanea. Se dunque quella istituzionale è solo scorretta o ladra, a determinare le infamie di Bibbiano è stata la sinistra ideale con tutto il suo cascame di soggetti disturbati e intrisi d’odio per l’istituzione famiglia, l’uomo in quanto uomo, ancor più se padre, e quegli aborti mancati che sono i bambini. Ma non deve esserci nulla di sminuente nelle accuse puramente amministrative ai sindaci del PD anche per un secondo motivo: è vero che il codice degli appalti è stato pensato per evitare pratiche corruttive o di mala gestione del denaro pubblico, ma esso contiene in sé anche un valore qualitativo dei servizi che possono essere resi a un’amministrazione. Seguendo il codice in modo conforme, una pubblica amministrazione si assicura di fare il possibile per ottenere dall’esterno il servizio migliore, come tale selezionato dalle ordinarie regole della concorrenza. Chiaro non si può avere certezza che il fornitore scelto sia il migliore, ma le procedure previste aiutano molto. Ci si chieda: se invece dei vari “spezzatini” e trucchetti assortiti a Reggio Emilia e dintorni si fosse seguito regolarmente il codice degli appalti, il servizio per i minori sarebbe stato attribuito ugualmente ai soggetti che poi hanno operato con l’insensatezza che si sta riscontrando? Diciamo che le possibilità si sarebbero ridotte di molto. Sarebbe potuto magari emergere un outsider, qualcuno non collegato con la solita ghenga, magari indisponibile a starsene delle follie dell’imperatrice Anghinolfi, risparmiando la valanga di sofferenza distribuita invece dalle accolite di volti noti implicati in questa faccenda. In altre parole: d’accordo, gli amministratori pubblici sono al massimo colpevoli dal lato penale per mala gestione. Oltre al fatto che non potevano non sapere cosa accadeva al di là dei papiri amministrativi che firmavano (e se non lo sapevano sono amministratori irresponsabili), in realtà loro, anche loro, anzi forse soltanto loro è la responsabilità morale a monte per tutto quello che è accaduto. Una responsabilità morale che non si paga in tribunale, ma che non va dimenticata, perché il luogo della riscossione, in questo caso, è la cabina elettorale.


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8 thoughts on “Bibbiano: la foglia di fico del codice degli appalti

  1. oltre a quello che ti ho scritto,prima leggete anche quest’articolo
    http://www.reggioreport.it/2015/03/pagliani-un-caso-politico-giudiziario-il-pm-mescolini-e-stato-capo-ufficio-del-sen-roberto-pinza-pd-vice-ministro-del-governo-prodi/
    mi sa che del rio a bordo della sea wacht qualcosa c’entra con bibbiano
    si tratta di un magistrato schierato la cui nomina è avvenuta il 01072018 l’inchiesta è iniziata in quel periodo dal pm salvi

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