Dati e false accuse: un circolo vizioso

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LA FIONDA

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di Fabio NestolaFalse accuse a pioggia, più di una al giorno sono solo quelle documentate, cioè riportate dai media (dunque tutte le altre si possono solo stimare proporzionalmente) dall’inizio dell’anno. Due considerazioni. La prima: finisce sui media (locali ovviamente, sui network nazionali per queste piccolezze non c’è spazio) solo una minima parte di assoluzioni, proscioglimenti, archiviazioni. Perchè?

Le notizie vengono raccolte dai piccoli cronisti locali presso commissariati di Polizia e stazioni dei Carabinieri, quindi lo start-up dell’iter giudiziario viene documentato integralmente. Però gli stessi cronisti locali non possono, ovviamente, seguire nei tribunali, per mesi o anche per anni, ogni singola vicenda per conoscerne gli sviluppi.
Spesso la notizia del buon esito per l’indagato innocente viene fornita proprio dal suo legale ai media locali, che talvolta ne riportano anche il nome. E’ una buona pubblicità, a maggior ragione tenendo conto della diffusione sul territorio locale. Quindi viene riportata la notizia della denuncia per maltrattamenti, stalking eccetera, ma è molto raro che venga riportata quando emerge l’infondatezza.


E’ su questa anomalia che si innestano le mistificazioni.


La seconda: l’impatto fuorviante sui dati e sulla percezione collettiva. Ci sono 10.000 denunce  (un numero a caso) che finiscono tutte nel conteggio che crea allarme sociale, anche se poi la percentuale di fondatezza si aggira attorno al 10-20%. Lo dichiarano le operatrici di giustizia, avvocatesse, sostitute procuratrici, psicologhe forensi, con particolare riferimento alle denunce strumentali che nascono nel contesto separativo. E’ gravissimo che esista un 10-20% di denunce per fatti penalmente rilevanti, però l’80%  di fatti irrilevanti non viene stornato dal totale allarmistico.

Insomma alla fine 10.000 erano e 10.000 restano. D’altronde sarebbe impossibile correggere i totali su base annua, le assoluzioni documentate quest’anno riguardano denunce presentate nel migliore dei casi nel 2019, se non anche 2018, 2017, 2016. Nessuno si prende il disturbo di rivedere i numeri degli anni precedenti, che ormai hanno contribuito a creare allarme anche se poi i dati, alla verifica della magistratura, non hanno corrispondenza con la realtà. Questa, tra le altre, è una delle più gravi anomalie del sistema istituzionale di rilevazione dei dati su questa materia. Ed è su questa anomalia che si innestano le tante mistificazioni che conosciamo.


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