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Gli opuscoli del Tribunale dei Minori di Bologna

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varie_opuscoloboLo abbiamo annunciato ieri: gli opuscoli del Tribunale dei Minori di Bologna, autrice Elena Buccoliero, sono un tale parossismo di faziosità da meritare un’analisi a parte. Va ricordato, in questo senso, che gli opuscoli sono reperibili sul sito del Tribunale dei Minori di Bologna, dunque va presupposto che quest’ultimo li condivida nei contenuti, e con ciò rinunci all’equidistanza che gli sarebbe d’obbligo a norma di Costituzione. Invece il Tribunale aderisce alla follia fin dalla strutturazione dei contenuti suddivisa fra donne-madri maltrattate, sempre e a prescindere, e uomini maltrattanti, sempre e a prescindere. Ci si potrebbe fermare qui, ma la lettura dei due opuscoli è davvero rivelante rispetto a un tipo di ideologia che informa di sé un po’ tutti i tribunali d’Italia, con speciale concentrazione là dove la sinistra governa e lascia che si incistino interessi mostruosi sulla pelle dei bambini.

Prendiamo dunque l’opuscolo per gli uomini maltrattanti. Tra le tante bestialità, a pag.4 Buccoliero scrive che: “se la mamma subisce violenza, il bambino ne soffre perché vorrebbe aiutarla e proteggerla”. Certamente. Se invece è il padre, il bambino tendenzialmente se ne fotte, magari ne gode pure, giusto? No, non è così. La visione di un padre umiliato e deriso, quando non oggetto di violenza fisica, è ugualmente destrutturante per un minore. E questo è specialmente vero per quella violenza psicologica strisciante che è un po’ la specialità femminile. Nell’opuscolo però non c’è posto per una verità simile, ma solo per il suo opposto: “In diverse situazioni la violenza fisica è rara o assente ma ci sono continuamente frequenti costrizioni, umiliazioni, urla, insulti, minacce…”. Cioè l’oppressione è solo maschile, e di questo l’uomo “maltrattante” deve farsi convinto, per ragione o per forza. Lo si è visto ieri: la donna che lo provoca è solo una demente ancora un po’ bambina, tutta la responsabilità della reazione sta a lui. Se sbrocca è comunque colpa sua, se ne persuada, punto e stop.


E questo è specialmente vero per quella violenza psicologica strisciante che è un po’ la specialità femminile.


donna_megafonoSi legga bene a pagina 5: “È vero chi le è accanto potrebbe tacere o evitare di dire cose che la fanno stare male. Ma le farebbe piacere un rapporto di coppia basato sulla paura o sulla finzione? Sarebbe sgradevole per tutti, genitori e figli. Non serve dare tutta la colpa a “lei”. Può darsi che la sua partner sia provocatoria, ma è lei a scegliere come reagire. Gli adulti dovrebbero superare il nervosismo”. Dunque, caro lei cui la Buccoliero si rivolge maternamente, fattene una ragione: nella sua logica lei può dirti e farti qualunque cosa. E’ una specie di arpia fuori controllo? Una bambinetta isterica e senza alcuna maturità? Non importa, la responsabilità è tua che devi imparare a trattenerti e a fare autocritica. Lei è legittimata a farti di tutto, tu devi subire e tacere. Sennò ti portiamo via i figli. Senza contare, dice dopo, che se reagisci male il problema sei tu, mica lei che ti provoca in ogni modo. Sei tu e basta. Fatti un esame di coscienza, bestia, che tanto è sempre colpa tua!

A pagina 6 Buccoliero è poi perentoria: “quando la violenza in famiglia è grave il giudice decide che chi fa violenza, generalmente il padre…”. Cioè il giudice cosa decide se Buccolieri ha già deciso che generalmente è il padre? E quel migliaio scarso di uomini condannati all’anno che stanno lì a fare? Semplicemente a sbugiardare questa affermazione, dove si dà per scontato qualcosa che non è assolutamente vero, sotto nessun profilo. E’ solo terrorismo, nonché un tentativo di far sentire in colpa i poveri sfigati che si troveranno costretti a leggere queste porcate. Ma il capolavoro assoluto si trova a pagina 7, dove si contrasta la cosiddetta “cultura patriarcale” parlando di quel tipo d’uomo che vuole la donna a casa ad accudire figli e ambiente domestico. Lì Buccolieri, e viene da chiedersi che rapporto abbia mai con il sesso maschile, fa la dura. Dopo un pippozzo interminabile e fuori dal mondo, declama: “E comunque spetta anche ai padri occuparsi dei bambini e della casa, alla pari delle madri: la responsabilità di prendersi cura ed educare i figli è di entrambi”.


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persone_buccolieroMa dai???? E allora perché quando ci si separa si esige l’affido esclusivo alla madre, camuffato da affido condiviso, con il padre che marca la sua presenza accudente solo pisciando il grano nel conto corrente dell’ex moglie? Il principio che vale quando si sta insieme (sacrosanto), da separati non vale più? Strano, specie scommettendo che Buccoliero è sicuramente tra le maggiori oppositrici di una riforma della disciplina di separazioni e affidi. Non sarà forse che è il soldo a guidare la mano di queste esperte e delle loro tante protette, in attesa dell’usuale vitalizio a carico di un ex tagliato fuori con violenza dalla vita dei figli? Sì, è sicuramente così, altrimenti una siffatta contraddizione, talmente grande da apparire comica, non sarebbe stata scritta su questo opuscolo.

Ci sono altre parti tragicomiche nel testo di Buccoliero. Come laddove dice che è poco male allontanare i bambini dal padre: gli vorranno bene comunque. La magra (e inesistente) consolazione di chi per mestiere aliena e sottrae bambini ai legittimi padri. Ancora più comico quando si citano gli “operatori con una preparazione specifica”. Parte di essa, viene da pensare oggi, è simulare il funerale del padre o indurre falsi ricordi attraverso domande induttive, o definire un minore abusato perché disegna un albero, chiaro simbolo fallico e segno di abuso sessuale. Se la preparazione è quella che emerge dalle intercettazioni di Bibbiano, viene da chiedersi come siano gli operatori non preparati e che cosa avranno vissuto quei poveri bambini. Sullo sfondo la proposta di Giovanni Battista Camerini di una certificazione internazionale per gli operatori dell’infanzia, di tutti i generi, onde evitare sfracelli come quelli operati al Forteto prima e a Bibbiano poi. Gente come Buccoliero & Co. durerebbero un giorno, e forse meno.

varie_bambiviziatoDopo un po ‘ di pubblicità ai centri per uomini maltrattanti, business parallelo a quello dei centri antiviolenza e se possibile ancora più inutile, c’è poi l’esposizione della pedagogia moderna in salsa femminista suprematista e LGBT: “Sono sbagliati tutti quei comportamenti che fanno stare male i suoi figli causando paura, rabbia, tristezza o senso di colpa”. Dunque ai piccoli bisogna evitare ogni trauma, veicolo principale di evoluzione e crescita. E’ la teoria della bambagia, o dell’indebolimento dell’individuo. Togli loro i traumi (guidati dai genitori) relativi alla durezza del vivere, e avrai uomini mosci, fragilissimi, innocui. Un po’ il sogno di questi criminali. Stando alla teoria di Buccoliero non si possono più sgridare i figli, ricondurli alla propria responsabilità o assumere tutte quelle decisioni che in qualche modo si richiamino alla coscienza in formazione del bambino, trasmettendo ad esso valori e principi. No, non si fa. Serve un uomo molle e malleabile, non un aspirante gigante dalla pelle d’acciaio.


Serve un uomo molle e malleabile, non un aspirante gigante dalla pelle d’acciaio.


Seguono altre balle, altre minacce: Buccoliero fa sentire al “maltrattante” il tintinnio delle manette, per poi inserire in coda una lista di centri d’ascolto o centri per uomini maltrattanti che hanno bisogno di clienti per ottenere i milioni di Spadafora e della Regione. Ma se attaccarsi agli uomini, spesso così cocciuti nel loro modo di essere, non servisse, c’è poi anche l’opuscolo per le donne maltrattate. Che è speculare a quello maschile, tratta gli stessi argomenti, ma con un tono diverso. Lì la donna appare come un po’ stupida e stolida di suo, incapace di uscire da uno stato di violenza di cui non si rende conto. E che è colpevole se cerca di ricucire, se non denuncia, se non se ne sta di quanto già deciso a monte dall’ideologia. Rischia di perdere i figli pure lei. Dunque queste minus habentes di donne maltrattate devono svegliarsi, denunciare e imparare a stare sole coi propri figli, e in ogni caso fidarsi dei Servizi Sociali: se sono docili verranno “protette” anche loro da questa cupola stalinista, altrimenti anche loro perderanno i figli. E guai se hanno compassione per il padre alienato: è colpevole a prescindere e deve pagare, il più caro possibile e sotto ogni aspetto. E all’obiettivo ultimo, la distruzione della famiglia, non ci si deve opporre.

persone_morcavalloEbbene queste bestialità settarie, discriminatorie, lontane anni luce dalla realtà non sono in un documento di un movimento femminista qualunque. Non sono le linee guida di “Non una di meno” o similari, non sono una dichiarazione di Boldrini o del movimento LGBT: sono il contenuto di testi presenti nel sito del Tribunale dei Minori di Bologna. Che sa solo il cielo con quale serenità e obiettività abbia giudicato finora i vari casi di bambini in difficoltà o davvero vittime d’abuso. Il resoconto di Morcavallo non lascia ben sperare. Perché cambiano i procuratori, i giudici, i tecnici, ma questo tic mentale sembra permeare in modo indelebile tutto, a prescindere dalle persone coinvolte e dai casi individuali. E’ lo stesso sistema che avallava le procedure di Bibbiano e dintorni, di quel “fiore all’occhiello” che in realtà è risultato velenoso, a partire dal soggetto, il Tribunale dei Minori, che più avrebbe dovuto neutralizzare, con la sua autorevolezza ed equidistanza, siffatte spinte distruttive. Così è a Bologna e così è in moltissimi altri tribunali d’Italia. Si tratta di voler scavare e scardinare, o di lasciare che la sofferenza e il sopruso istituzionale prosegua indisturbato, a partire da opuscoli buoni al massimo per accenderci la stufa.


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32 thoughts on “Gli opuscoli del Tribunale dei Minori di Bologna

      1. effettivamente… da aprile solo adesso lo assegnano? e poi, se lo avevano assegnato in sede referente, perché adesso lo riassegnano in sede redigente ( lo stesso pillon, a proposito dell’affidamento condiviso aveva detto che non c’era differenza tra le due sedi, per inciso so che c’è, maa perché adesso questo balletto’? )

        1. C’è eccome. La redigente ha tempi più lunghi e minore cogenza. E’ il limbo delle proposte di legge. Infatti hai visto la 735, no?

          1. si, difatti… mi sa che anche in questo caso la lega sta facendo la furba e tergiversando, perdendo tempo ad hoc

            1. Credo sia calcolo elettorale. Di fatto ha una pistola in mano, carica, puntata alla tempia del PD. Ma non sa ancora se convenga premere il grilletto o no. Potrebbe essere un boomerang, con la magistratura schierata com’è.
              Al momento sono in ballo future alleanze Lega-FdI e forse Forza Italia (dipende dalla corrente che vince all’interno) e M5S e PD, due alleati naturali.
              La sinistra attacca la Lega in modo trasversale: pettegolezzi mediatici, sfide attraverso le ONG e l’uso politico della magistratura. Non è ancora chiaro se sono attacchi che possano essere efficaci. Di fatto il consenso leghista aumenta ogni volta che il PD prova ad abbatterlo, quindi potrebbe non essere necessario premere il grilletto.
              Ed è molto triste dover ammettere che la necessità di giustizia per fatti mostruosi debba cedere il passo alla convenienza politico-elettorale e a una magistratura deviata.

  1. intanto una cosa è cambiata al tribunale dei minorenni di bologna, i giudici onorari sono diventati esperti privati

  2. …ma se ne parla della indagine di Reggio , anche oggi
    https://www.laverita.info/-2639155453.html?utm_source=sidebar

    (scusate se posto link, poi eventualmente eliminate)

    ne ha parlato pure ieri notte la Sciarelli su rai3 e ha intervistato una signora
    in lacrime a cui vennero levati i figli, con tanto di filmati dell’epoca.
    Una storia che se fosse vera, sarebbe pazzesca.

    Forse è lo stesso caso di sottrazione di cui parla Delpietro sul suo giornale ?
    ieri notte in tv si parlava proprio di psicologa= affidataria

    ciao

      1. …ma anche il Giornale, dai, lo avete citato proprio in un post.
        Piuttosto mi meraviglia il Fatto quotidiano…
        bisogna tempestarli, lo sto facendo da giorni.

        possibile che il clan delle DDF abbia questo immenso potere su Travaglio?

        Mi sembra una storia allucinante, spero di recuperare qualche provvedimento.
        quello che ho visto io su rai3 l’altra notte era da far rabbrividire.
        si citava il PM Forno, che chiese l’arresto della donna alla quale da un
        certo punto in poi, sempre in Emilia, vennero sottratti due figlioletti.
        questa donna è finita in galera, oggi è libera.
        E Forno non è quello del caso Tortora? Ricordo male…

        poi ne hanno intervistato una seconda, rifugiata a Londra, non è italiana
        ma anche lei perse la potestà genitoriale con false accuse
        (si parla sempre del caso dell’indagine di Reggio).
        E’ stata intervistata dalla rai tramite skype inquadrandola via cellulare da Londra.

        1. Ad avere potere su Travaglio non sono le DDF, ma il numero di visite uniche sulle stronzate che scrivono. Buona parte sono di uomini che hanno voglia di indignarsi dietro a una tastiera. Sono anni che dico di non regalargli click o commenti. Don’t feed the troll resta una regola aurea.

          1. vabbe’ Davide, abbi pazienza…non credo che il Fatto si faccia…di oro a forza di click. Ha finanziatori-lettori.
            Al momento Il Fatto mi sembra impegnato sul fronte russo ???? ma non escludo che sulla faccenda degli
            affidi illegali o pilotati, non appena
            avranno notizie, le pubblicherannl
            Non hanno avuto paura di Silvio
            o della famiglia Renzi e dovrebbero
            censurarsi su episodi del genere?
            vediamo

      1. si, una roba così liberticida non si era mai vista… altro che nazismo… e pillon diceva che aveva paura delle femministe…

    1. Bene.
      Vorrà dire che appena passa ripubblico tutta la serie “Donne che odiano le donne”: ove cito pezzi importanti di misandria femminista, semplicemente scambiando “donne” con “uomini”.

      Vediamo cosa fanno…se non è delitto pubblicare SCUM Manifesto di Valerie Solanas, perché mai ripubblicarne dei pezzi in cui nulla si altera salvo scambiare “uomini” con “donne” dovrebbe essere reato?

    2. “…chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio di genere…”

      Andrebbero rinchiusi centinaia di femministi!
      Penso ai libri, ai blog e relativi commenti, ai cartelli nelle varie manifestazioni tipo “nonunadimeno”, alle dichiarazioni televisive; per non parlare – ahinoi! – dei noti manifesti della Regione Lazio.

  3. …anche un po’ ignoranti: il SER.T. da molti anni si chiama SerD, cioè servizio contro le dipendenze
    (che possono essere del tipo droga, alcol, ludopatia, e non solo tossicodipendenza che dava il nome ai Sert)

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