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Solite storie di media e potere

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varie_manipolazionemediadi Giuseppe Augello – Il modo in cui i governi e le istituzioni orientano i media risponde a sofisticate tecniche di manipolazione, frutto di studi specialistici psicologici e sociali, oltre che di tecniche di comunicazione di massa. Spesso i meccanismi di orientamento agiscono all’insaputa degli stessi giornalisti, secondo una metodica da veri e propri manuali di guerra. Facciamo un esempio. Il modo in cui i giornali riportano le notizie è generalmente e mediamente di un’uniformità sconcertante. Le notizie di cronaca sulle crisi nelle varie aree del mondo, così come quelle riguardanti ad esempio la condizione delle donne nel mondo o la violenza sulle donne, sui grandi quotidiani, non solo nazionali, come potrebbero essere “La Repubblica” o “Il Corriere”, ma anche internazionali, come il Times, il Wall Street Journal, piuttosto che il Frankfurter Allgemeine Zeitung, o Le Monde, sono praticamente le stesse, così come delle grande reti televisive. E’ impressionante ad esempio notare, da noi,  la grande uniformità dei notiziari televisivi di RAINews24 e SkyTg24. Al  variare del mezzo mediatico, quasi a prescindere dal colore politico, la narrazione è la stessa. Non solo in un paese, quindi, ma in quasi tutti i paesi del mondo occidentale, i fatti di cui si parla tendono a essere sempre gli stessi. Ma, essendo migliaia le notizie di agenzia battute ogni giorno, come è possibile che avvenga ciò?

Avviene grazie agli “Spin Doctor”. Dalla primigenia funzione di orientare con tecniche specialistiche le campagne elettorali dei grossi personaggi politici, queste figure di cui si comincia a parlare da alcuni anni, si insediano nei palazzi del potere costituito per raccontare la verità del potere. Che diviene quella che il pubblico riconosce sempre uguale e ama di più sentirsi dire. Questo ha un effetto devastante su quella credibilità istituzionale di cui tanti amano riempirsi la bocca. Lo Spin Doctor comincia ad adottare le stesse tecniche delle campagne elettorali, con metodica parzialità, tendendo a manipolare, e non rispettando l’oggettività dell’informazione.  Qualcosa che sfugge alla coscienza pubblica e anche dei giornalisti. Oggi le fonti privilegiate delle notizie, il 70, 80 per cento delle volte, non è occasionale o di una delle numerosissime agenzie nel mondo, ma è interna alle istituzioni. E quando si uniscono le tecniche della comunicazione con le conoscenze della psicologia si crea quella che è una autentica arma di distruzione di massa delle coscienze e delle intelligenze, oltreché della verità.

varie_spindoctorI giornalisti hanno un atteggiamento tendenzialmente conformista. Data la notizia, essi tendono a replicare quella che ritengono sia l’opinione condivisa e istituzionalmente corretta. E le notizie che appaiono sui più grossi quotidiani internazionali, supponendo la credibilità di una grossa testata, cadono in basso in quella che è una vera e propria piramide dell’informazione, verso le testate minori ma più numerose. L’opinione che passa è quella legittimizzata. Un’epidemia, una crisi militare, un movimento di rivoluzione in una certa parte del mondo, come una catastrofe, si propagano quasi simultaneamente dalla cima al basso della piramide. Lo Spin Doctor, che risiede in cima alla piramide perché è dentro alle istituzioni, conoscendo le tecniche di creazione e diffusione delle notizie, scegliendole arbitrariamente, riesce a dar loro il taglio voluto, che è quello consono ad orientare utilmente le opinioni della massa dei fruitori e in definitiva degli umori sociali.


I giornalisti hanno un atteggiamento tendenzialmente conformista. Data la notizia, essi tendono a replicare quella che ritengono sia l’opinione condivisa e istituzionalmente corretta.


Gli Spin Doctor, di qualunque sesso siano, riescono in tal modo ad orientare le masse anche, ad esempio, verso un allarme sociale in realtà inesistente, creando le condizioni per la generazione di un movimento verso realtà politiche meglio gestibili e funzionali al sistema economico imperante. E si determina che la notizia di un “femminicidio” su scala nazionale sia più importante e più appetibile di quella di un morto per altre cause, principalmente se di sesso maschile. Altro esempio tipico è l’utilizzo distorto di quella fabbrica di dati che è l’ISTAT. Le cui indagini statistiche sono in realtà normalmente commissionate da organi politici e governativi. Manipolati i numeri e giocando con le percentuali, si creano quelle notizie che riportate dai media di maggiore diffusione si moltiplicano a cascata verso quelli meno diffusi ma più numerosi, attraversando quasi indenni il filtro che avrebbe dovuto essere costituito dalla diversa coscienza e cultura giornalistica di tutte le redazioni.

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varie_conformismoSe le rivolte della primavera araba, o quella degli “arancioni” della Ucraina in chiave antirussa, come movimenti di liberazione, o la notizia della invasione del Kuwait da parte dei soldati iracheni che ponevano le mani dei bambini nei tritacarne, vengono subito riportate allo stesso modo da tutti i media del mondo, ciò avviene perché il conformismo giornalistico mondiale riprende e diffonde la notizia così come apparsa in cima alla piramide, così come si è voluta farla apparire senza, in genere, una vera indagine approfondita e una critica seria. Che avrebbe potuto ad esempio mettere in dubbio da subito la spontaneità di certe esplosioni sociali, che sono state rivelate molto tempo dopo essere in realtà appoggiate e finanziate da veri e propri centri di potere economico mondiale.

E’ qui che entra in gioco il “frame”. Una cornice che viene creata e si impianta sulla base dei valori comuni. Creato questo meccanismo, tutto ciò che rientra dentro questa cornice rafforza e rassicura su quella che è la percezione del mondo da parte di ogni individuo. Le notizie che escono da tale cornice si tende a scartarle, o a minimizzarle, o a riportarle all’interno modificandone il taglio. Sia che si parli ad esempio di utilità sociale della moneta unica, sia che si parli di dogmi religiosi, sia che si parli di equality gender o protezione sociale della donna tutto ciò che non risponde al “frame” viene ignorato, anche se l’evidenza dovrebbe portare quantomeno a porsi delle domande. Così ponendo in mano al pubblico la notizia che rende l’informazione consona ad un effetto rassicurante sul target imperante di convinzioni si rafforza il frame, anziché dare ai cittadini gli strumenti per capire autonomamente e indipendentemente quale sia la realtà intorno a loro.

varie_donnasoldiUn “frame” di secolare patrimonio dell’umanità voleva che si ponesse l’uomo in posizione di procacciatore di risorse per la famiglia tramite il mantenimento della madre cui a sua volta era demandato l’accudimento dei figli. L’ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro, costituiva una condizione di rottura, che però è stata prontamente assorbita nell’ambito della nuova cornice dell’utilità della presenza femminile di massa nel mondo dell’economia mercantile e consumistica. Il nuovo frame, delinea un modello di emancipazione del ruolo della donna che attinge a una serie di privilegi tramite una protezione sociale che ricalcava quella storica prima assicurata dall’uomo. La famiglia cosiddetta patriarcale si trasformava in società patriarcale protettiva della donna. La frantumazione delle famiglie conseguente ha creato una serie di cittadini meno protettivi nei confronti della discendenza, ma più attaccati al modello della società dei consumi.


La frantumazione delle famiglie conseguente ha creato una serie di cittadini meno protettivi nei confronti della discendenza, ma più attaccati al modello della società dei consumi.


La pressione fiscale che un tale modello impone, mette a dura prova le capacità del sistema, dove in capo al sesso maschile ricade il peso della protezione economica della donna. E mentre la carenza di risorse da destinare a tale scopo  ha avuto come effetto la diminuzione delle nascite, in capo all’uomo-individuo è stata fatta ricadere la responsabilità della carenza di protezione della donna. E’ la nuova cornice della violenza dell’uomo sulla donna. Ogni notizia deve rientrare nel nuovo “frame”, i “femminicidi” tendono a mantenere lo squilibrio tra i sessi, mentre le notizie della violenza femminile non vengono prese in considerazione. La varietà di genere rende liberi, la famiglia organica e naturale no.

persone_pillonUn progetto tendente ad equiparare i compiti e le risorse di ambedue i genitori va combattuto e scartato perché non funzionale allo status quo. La tecnica di demonizzare il primo firmatario per ridicolizzare il suo DDL viene messa in campo in modo efficientissimo. Distrutta l’immagine dell’uomo, financo con la condanna a favore di una associazione di gay, è archiviata la sua idea di legge per la famiglia. Fatto ciò, è facile imbastire una serie di bugiarde affermazioni sugli effetti nefasti su donne-e-bambini-vittime-di-violenza basate sul niente, perché nessuno ha letto il DDL ma tutti conoscono il senatore ormai appeso per il collo mediaticamente. E’ l’inganno della macchina del consenso le cui rotative girano a pieno regime. Internet ha un po’ sconvolto le conoscenze sulle manipolazioni mediatiche. Il risveglio potrebbe essere prossimo. Gli occhi potrebbero riaprirsi sgranandosi ancora in tempo. E’ ora di demistificare la mistificazione. Il dibattito è aperto.

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One thought on “Solite storie di media e potere

  1. Come sempre da “incorniciare” gli articoli sul tuo blog Davide, complimenti all’autore.
    Il problema è che la massa pur essendo cosciente di questa informazione drogata non riesce, o comunque ha grosse difficoltà ad attingere alla vera realta, per cui non riesce a mutare la propria coscienza e rimane incatenata. Speriamo nella rete.

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