DDL Pillon e mantenimento dei figli: chiariamo un po’ di cose (1)

soldi-800x495di Francesco Toesca – Come ben dimostrato da Anna Poli nel suo articolo di martedì, il tentativo di intervenire sulla misapplicazione della Legge 54/2006 si scontra con un tipo, e uno solo, di opposizione. Si mette in discussione l’assegnuccio? Forconi in piazza… Oltre a questa presa di posizione, sul tema impera un’enorme confusione. Cerchiamo quindi di fare chiarezza, sia eticamente che tecnicamente, sul punto. Si definisce mantenimento diretto tutto ciò che viene fornito direttamente al figlio quando si trova con noi, e indiretto quando deleghiamo qualcun altro a provvedere, mandandogli i soldi necessari. Nel primo caso, quando il figlio sta col padre paga tutto lui e quando sta con la madre paga tutto lei. Nel secondo caso, uno dei due, oltre a pagare tutto quando il figlio sta con lui,  manda anche un assegno di mantenimento che l’altro gestisce secondo il proprio giudizio. C’è qualcosa che non torna, vero? E non è solo il fatto che uno dei due, solitamente il padre, paga due volte: è proprio il fatto che meno il padre vede i figli e più soldi deve mandare. Si potrebbe obiettare che se sta di più con uno dei due è comunque dovere dell’altro pagare la metà del dovuto. Ma nella realtà non è cosi.

I fabbisogni dei nostri figli e il nostro modo di occuparcene sono una delle chiavi attraverso le quali essi ci conoscono e ci giudicano, e attraverso le quali imparano a relazionarsi con il mondo. Attraverso l’esempio diretto possiamo passargli i valori per noi importanti, anche riguardo alla nostra gestione economica (comprare vestiti firmati o meno, cibo bio o meno, eccetera). Preparare un piatto di pasta a nostro figlio non è uguale a pagargli quello stesso piatto di pasta mentre se lo mangia con la mamma o un panino mentre passeggia con la babysitter. Questo concetto ci è chiarissimo se lo applichiamo a qualsiasi contesto, ma se lo riportiamo all’assegno di mantenimento o all’occuparsi direttamente dei figli, per magia le cose cambiano: viene considerato un padre premuroso e attento quello che manda regolarmente i soldi, mentre se non manda l’assegno il commento che il bambino ascolterà dalla madre sarà: “vedi, tuo padre non si interessa a te, nemmeno ti compra un vestito, devo fare tutto io”.

uomo_padre-e-figlioDunque, dal punto di vista etico, sarebbe opportuno cambiare ottica: un bravo genitore è quello che c’è, di fatto, e non quello che manda i soldi. Un’ottica difficile da affermare anche perché purtroppo i figli riconoscono chi ha provveduto ai loro bisogni mentre si manifestavano: avevo fame e mamma mi ha comprato da mangiare, desideravo un paio di scarpe e mamma me le ha comprate. Che poi quei soldi siano metà di mamma e metà di papà non conta purtroppo nulla, spesso il bambino nemmeno lo sa. Ciò purtroppo ha un peso enorme nella “sfida” affettiva che viene ingaggiata nelle separazioni. Secondo punto molto rilevante è che nel caso del mantenimento indiretto chi gestisce i soldi decide anche come spenderli. E come si decide quanto il figlio costerà al mese? Una quantificazione arbitraria del giudice, sulla base di parametri indefinibili, come è stata fatta finora, obbliga chi manda l’assegno a spese che forse gestirebbe diversamente. Un sistema come il mantenimento indiretto, insomma, non è assolutamente proponibile, perché impone come crescere i figli e cosa dargli sulla base di stime arbitrarie, mettendo in mano queste decisioni solo ad una persona. Tra l’altro una persona della quale, per evidenti motivi, quasi sempre non si condivide più l’approccio.

Ma veniamo a una analisi tecnica: Il termine “assegno di mantenimento” contiene concetti diversi che furbescamente vengono sovrapposti. Anzitutto, mi voglio limitare a parlare dell’assegno ai figli e non quello alla ex moglie. Si noti che i due vengono confusi per vari motivi: 1) tentare di mantenere una dicotomia madre/figli = famiglia vs padre = colui che se n’è andato; 2) per un motivo simile, tutti i bisogni dei figli (vedi la casa familiare) in questo modo vengono a vantaggio della madre; 3) madre e figli risultano la parte debole cui il marito-padre deve provvedere; 4) confermare la figura della madre come preponderante poiché rappresenta il nucleo familiare, la casa, la stabilità, mentre il padre rappresenta la provvisorietà, l’instabilità e l’inaffidabilità. In fondo, accodarsi ai bambini fa sempre un gran comodo. Tolta la maschera a questa falsificazione, ci si può limitare a parlare del mantenimento dei figli, per il quale si riconoscono quattro grandi categorie di fabbisogni:

1) Necessari e quotidiani (casa, bollette, vestiario, cibo, medicine, scuola…).

2) Straordinari, necessari ed inderogabili (un improvviso fabbisogno medico, un incidente. Non si può certo discutere se procedere o no. Chi si trova col figlio deve poter provvedere e chiedere la divisione delle spese).

3) Straordinari, necessari ma derogabili (apparecchio dentale: deve metterlo ma possiamo confrontare più preventivi, o se sono in un momento economicamente pesante il piccolo può aspettare un po’).

4) Opzionali (lo sport, un viaggio, un corso musicale, il motorino o qualsiasi altra spesa facoltativa)

varie_uomosoldiLa legge 54/2006 prevederebbe già il mantenimento diretto ma lascia al giudice la facoltà di stabilire un assegno “perequativo” nel caso di grandi disparità di reddito. Queste disparità di reddito sono però state reinterpretate come disparità di giorni di presenza del figlio, di conseguenza una buona scusa per non applicare il mantenimento diretto.  È ovvio che se il bambino trascorre 6 giorni con il padre e 24 con la madre, le spese dirette a carico dei due non saranno le stesse. Ed ecco il punto centrale: il presupposto fondamentale per il mantenimento diretto è che i tempi siano paritari. Ma finora, è noto, si è continuato ad applicare (illegalmente) un sistema di affido non paritario e di mantenimento indiretto.

Ora, si tratta di capire come potrebbe reggere una impostazione senza scambio di assegni e compensazioni varie, ossia come impostare il mantenimento diretto senza che i figli ci rimettano. Una cosa va accettata: la separazione è la fine di un progetto comune tra coniugi, che riprendono la loro strada indipendentemente uno dall’altra. Retorica scontata afferma che non si separano dai figli, verissimo, ma di fatto la gestione dei figli e della famiglia cambia. Inutile girarci intorno. Aumentano le spese ma soprattutto si riacquista volutamente un’indipendenza nella gestione della propria vita e di quella dei figli. In sostanza, da quel momento uno decide indipendentemente da ciò che pensa l’altro. Il buon senso richiede di cercare il più possibile strade coerenti di educazione, ma da qui a esigere che l’altro si comporti in modo pienamente concordato ce ne passa. Questo recupero della propria indipendenza richiede tassativamente di poter proporzionare il proprio agire verso i figli in maniera autonoma. Ovviamente il figlio frequenterà due ambienti diversi, con valori e disponibilità diverse. Non può essere altrimenti. Probabilmente vestirà in un modo con mamma ed in un altro con papà, ed anche questo purtroppo si chiama divorzio.

grafica_50e50Detto questo, con il mantenimento diretto (con tempi di permanenza paritari e senza assegni), ognuno provvede al figlio quando sta con lui per i suoi bisogno necessari e quotidiani. Il minore non porta valigie, trova tutto da uno e dall’altra, si sposta con i vestiti del giorno, coi quali ritorna, ha due case fornite di ciò di cui ha bisogno. Quando esce per andare a scuola dalla casa di papà, se la gomma si è consumata il papà gliela ricompra. Lo stesso fa la mamma. I libri si comprano ad inizio anno e si dividono, la mensa si decide se è necessaria o facoltativa. Se il papà vuole farlo mangiare a casa e riportarlo a scuola non paga la mensa, e così la mamma; se invece è necessaria si divide la spesa. Sui bisogni straordinari, necessari, inderogabili o derogabili che siano, non cambia nulla: si presentano pezze giustificative delle spese, preventivi e quant’altro, si decide assieme e si divide a metà la spesa, magari adottando il sistema del conto cointestato, dove versare mensilmente dei soldi (magari proporzionalmente) che sono vincolati all’utilizzo solo per questi tipi di bisogni, e che alla maggiore età vanno al figlio. Sarebbe in più un motivo nobile per innescare una “gara” virtuosa. Quanto ai bisogni opzionali, si comunica all’altro il desiderio, se l’altro è d’accordo si dividono i costi in parti uguali o diverse, se l’altro non è d’accordo il primo è libero di provvedere da solo e non può richiedere nulla.

Ci vedete qualcosa di complicato, di assurdo, di impossibile in questo sistema? Io no, a parte l’evenienza che uno dei due genitori sia in reale e comprovata difficoltà economica (di questo si occupa l’amico Davide Stasi nell’articolo associato a questo mio). E se penso che questo semplice sistema risolverebbe migliaia di conflitti e ridarebbe tranquillità ai bambini, vi assicuro che mi sale un gran nervoso per i deliri che sto leggendo in giro, per i contorcimenti e le retoriche di chi ci mangia sopra. Ma soprattutto sapete cosa cambia rispetto all’indiretto? Che il bambino starebbe più tempo col genitore fino a oggi considerato “visitatore”, usualmente il papà. E col mantenimento diretto papà provvede di suo. Tutto il resto rimane invariato. Per la mamma le spese non aumentano. E sapete perché? Perché o finora l’assegno veniva corrisposto per fabbisogni reali, oppure tutto il problema e il terrore era di non perdere soldi che non venivano usati per i figli. Delle due l’una.


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https://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

54 commenti

  1. Purtroppo in fin dei conti leggendo i commenti si nota solo l’odio che si ha contro l’ex perdendo di vista il bene dei propri figli

    Che tristezza e mancanza di maturità ! E poi vogliamo una generazione migliore !! Con quale esempio ?

    Io ho rinunciato a tutto pur di vedere i bambini sereni e felici eppure sono invalida e lavoro come un mulo ma se tornando a casa vedo loro felici il resto non conta

    Prima o poi l’oddio ed il rancore finisce per far vivere male chi di odio vive .

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  2. Ricordo , quando fui denunciato per stalking, la mia ex moglie invece di allontanarsi dalla casa che era al piano sopra di me, mi chiese di aumentare l assegno per la figlia in fase di separazione….Il pericolo sarebbe monetizzabile?!? Questo è il classico esempio per cui una donna puo’ creare i presupposti per avere un tornaconto personale , pococonta la logica , un assegno risolve ogni problema.
    Anche per questo non vogliono rinunciarci, per questo non accetteranno mai questo decreto , in fin dei conti chi rinuncerebbe ad un assegno che nessuno controlla come spendono , ne la reale destinazione, insindacabile e che sopratutto come un entrata ” A NERO” non va a produrre reddito?
    Pagare in maniera equa significherebbe per molte donne iniziare a pagare sul serio la propria parte, andando ad intaccare il proprio stipendio cosi come fa l’uomo….che finora colpevole o innocente …risulta sempre colpevole

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  3. in mezzo a tutto questo marasma di sfoghi frettolosi e convulsi, un solo concetto trovo espresso con naturale trasparenza e genuinità, e però è poetica..”Il nostro sangue invisibile”

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  4. ma poi il 50 e 50 del tempo con i figli è difficile in costanza di matrimonio e dopo la separazione anche per motivi contingenti: c’è gente che lavora di notte, ci sono uomini che fanno i camionisti, ci sono i turisti, ci sono donne e uomini che puliscono le banche, le scuole, gli uffici e tornano a casa alle otto di sera. Non tutti e non tutte lavorano dietro una scrivania o fanno lavori “comodi”, come si fa il 50 e 50 in questi casi? (fermo restando che congedi di paternità non identici ma simili a quelli di maternità aiuterebbero).
    Spero di sbagliare ma mi sembra che a volte i tempi paritetici obbligatori per legge siano calibrati su una coppia di genitori appartenenti alla borghesia medio-alta

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    1. Basta organizzarsi per bene, un po’ di buona volontà ecol tempo la soluzione si trova. Non cercare mille pretesti per attaccare il maschile e lasciare i numerosi privilegi alle tue amichette (che ti deridono e ti disprezzano a tua insaputa!)

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      1. ti ho già detto che l’opinione che le femministe hanno di me non mi interessa. Che ridano di me che mi diprezzino, chissenefrega. Io dico quello che penso e non lo dico per compiacere qualcuno. Spero tu abbia ragione sul “basta un po’ di buona volontà”

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    2. Perché il principio (50/50) esisteva già, ma nessuna l’ha mai rispettato.
      Ragion per cui è necessario e giusto scriverlo a chiare lettere nella legge sanzionando chi non rispetta il principio.
      Chiedersi come questo principio sacrosanto possa essere applicato in casi estremi (p.es. tra due ex molto impegnati) è francamente questione lana caprina.
      Ho visto un artista senza braccia dipingere un quadro con i piedi… troveranno un modo anche le ex coppie.

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    3. 1- Sin qui l’esclusione massima possibile dei padri dal rapporto con i figli è stata motivata e giustificata dal dogma del “Bene dei figli”. Intendendo – per farla breve – che più lontano sta il padre dai figli è meglio è per loro. Infatti da sempre questa è la bandiera contro cui ci si oppone (e ci si è opposti) alle lotte dei separati. Così fu in origine, così fu contro la nascita del congiunto poi contro la legge sul condiviso. E così è ora. Le madri infatti si occupano solamente del bene dei figli, noi invece vogliamo i nostri figli allo scopo di fargli del male. E’ ovvio.
      2- Dai padri non si è voluto mai altro che il denaro.
      3- Logistica familiare: è ovvio che tutto è semplificato nella situazione ideale che è questa: i figli con la madre nella ex casa coniugale, il padre lontano che si limiti a mandare regolarmente il “dovuto” senza interferire su nulla né chiedere spiegazioni. Al limite si prenda i figli solo in agosto quando lei va al mare con l’amante. In questa situazione non ci sono problemi. E’ vero, non ce ne sono.
      .
      Noi invece vogliamo creare un sacco di problemi. E’ vero.

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      1. se lei è separata o divorziata non si chiama “amante” ma nuovo compagno. E tra l’altro non mi risulta che gli ex mariti siano tutti single senza nuove compagne o “amanti” se preferisci .

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    4. Se non puoi fare il 50:50 (che poi è 40:60, 12 giorni : 18 giorni): non lo fai.
      Non è obbligatorio, il DDL prevede che si faccia solo se almeno uno dei due lo richiede.
      Ecco come stanno operando: hanno già diffuso l’idea che il 50:50 sarebbe obbligatorio e rigidissimo, quando invece c’è un 40:60 praticamente facoltativo con suddivisione oraria/giornaliera da stabilirsi dai genitori.

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  5. Purtroppo ognuno di noi ha un caso a sè…c’è da una parte l’uomo che ha problemi con la donna e viceversa la donna avrà problemi con l’uomo… ora però considerando che il 90% delle attuali separazioni sbatte fuori di casa l’uomo e che è a lui che spetta corrispondere l’assegno…questo progetto di legge metterebbe un pochino di parità
    dei diritti di entrambi i genitori fermo restando che se uno il genitore non lo vuole fare creerà sempre problemi sia ai figli che all’ex coniuge…difatti non parliamo di inadempimenti quelli ci saranno sempre…qui parliamo di pari trattamento che è cosa ben diversa

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  6. francesco toesco bella la tua spiegazione ma piuttosto ben mitrata contro le donne.

    1) chi vuol’essere presente c’è nonostante tutto ma si deve impegnare se ha fatto una scelta e non colpevolizzare chi resta
    2) non sempre la casa resta alla madre anzi c’è chi alla madre lascia pure i propri debiti da pagare
    3) + 4) figura debole ? magari più fragile sicuramente ma è quella che comunque sacrifica la sua vita per il bene dei figli mettendo al primo posto il loro bisogno al contrario del uomo che par natura è egoista .
    Falsa maschera? Non è una falsa maschera ! Se i figli non vedono mai il padre presente nei loro bisogni di quale maschera stiamo parlando se la risposata è ” non mi riguarda ” ? E’ colpa della madre ? Ci si ritrova a fare le cose senza i padri per necessità e per dare ai bambini una famiglia e un futuro coprendo anche il ruolo di chi non si vuole prendere le sue responsabilità!!

    E’ facile giudicare !! Ma prima di aprire la bocca è infangare forse ci si deve fare un esame di coscienza !

    Ora capisco che sia il tuo lavoro però cerca di farlo bene non essendo di parte ma dando le informazioni giuste colpevolizzando il colpevole e riconoscere il merito che lo merita !

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    1. Ma non si vergogna nemmeno un po’ ? Come fa a dire che la natura maschile è egoista, perchè quella femminile come sarebbe? Non ha mai sentito di madri che uccidono i figli nei modi più spietati e trovando le scuse più allucinanti o di madri che buttano i figli nei cassonetti o addirittura nella lavatrice? O di quelle che abbandonano i figli e il marito per spassarsela col riccone di turno che cosa mi dice? Il suo femminismo e odio per il maschile è disgustoso.

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    2. Nel 90% dei casi tutto è in mano al genitore collocatario della prole, per prassi giurispudenziale. Poi se vogliamo raccontarci favolette facciamolo pure.

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    3. Inoltre non ho mai sentito di case coniugali assegnate agli ex mariti, tanto è vero che le Caritas sono piene di uomini divorziati e non ho mai saputo di donne barbone, perchè rovinate da un divorzio. E ci mancherebbe pure che qualcuna oltre alla casa non erediti anche il mutuo più gli altri oneri eventuali, ma veramente ci ha scambiato come degli idioti bancomat limoni da spremere? Se noi uomini prima di aprire la bocca e infangare dobbiamo fare un esame di coscienza, lei conti all’infinito prima di sparare sentenze misandriche, non tutti abbiamo l’anello al naso anche se voi donne ne siete convinte!

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    4. “Quanti padri conoscono il numero di scarpe dei figli?”

      Risposta mia: “nessuno dovrebbe. Perché conoscere il numero di scarpe dei figli non è indispensabile, il bambino deve scegliere le scarpe che gli piacciono e provare se calzano bene. Chi si vanta di conoscere il numero di scarpe lo fa perché è abituata a comprarle senza interpellare il bambino e imporgli le sue scelte”.

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  7. Sempre a proposito di distanza tra ex, mi.piacerebbe sentire una buona volta il parere di una madre. Nel caso fosse il padre a portarlo a centinaia di kilometri, come troverebbe giusto regolarsi? La mamma manda l’assegno, vede il bambino qualche giorno al mese, si paga viaggio, ristoranti, alberghi, perde ogni possibilità di interazione con l’ambiente di suo figlio, anche scolastico? Questo fanno i padri a distanza; le madri, che farebbero?

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  8. Centinaia di kilometri? E chi ce li ha portati, li? Babbo Natale o il supremo interesse dei minori ma sottomesso al supremo interesse della madre? Cioè, io faccio una famiglia e dei figli in un luogo, poi li porto via (vedi decreto filiazione) ed uso questa distanza come buona scusa per farmi mandare i soldi, escludere il padre e fare un bel po’ di retorica? Ma guarda un po’, questo bisogno di certezze e luoghi di riferimento dei bambini, che conta solo per i comodi di mammà…

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    1. Modera i toni il lucida-mente !

      E’ il padre che se ne e andato lontano per i comodi suoi ( senza entrare nel personale ) non la madre che ha voluto nonostante tutto mantenere una continuità per i bambini .
      Vedete le ex come delle streghe cattive e non risparmiate i toni ma la realtà va vista caso per caso .
      E’ vero che ci sono delle donne cattive ma nemmeno con gli uomini non si scherza e io ne conosco parecchi casi ;
      la differenza è che noi ci rimbocchiamo le maniche e pensiamo a dare ai figli quello di qui ne hanno bisogno mentre voi vi lamentate e basta – troppe parole pochi fatti ( oltre le denunce ) .

      Io sono convinta che ci sono molte ex famiglie che per un motivo o altro ( senza cattive intenzioni ) si sono trovati nella vita a cambiare città e la mia domanda faceva riferimento proprio a questo.

      certo che dare un giudizio senza essere di parte non è facile ma nemmeno fare di tutta l’erba un fascio non è giusto.

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      1. Signora Elena glielo ripeto: ma non si vergogna nemmeno un po’ di quello che scrive?

        Per prima cosa è il gestore del blog a dire agli utenti di moderare i toni, lei non è nessuno per affermare ciò!

        Siccome parla di non fare di tutta un’erba un fascio e da brava odia uomini continua in maniera più o meno velata a dare addosso a tutti, rispondo ad ogni sua affermazione:

        1) “E’ il padre che se ne e andato lontano per i comodi suoi ( senza entrare nel personale non la madre che ha voluto nonostante tutto mantenere una continuità per i bambini” .

        Io le dico che numerosissime donne se ne vanno irresponsabilmente perchè sanno che la legge non darà mai loro torto, mentre gli uomini prima o poi pagano tutto in casi come questi. Quindi come vede le donne non sono meglio degli uomini, anzi.

        2)” E’ vero che ci sono delle donne cattive ma nemmeno con gli uomini non si scherza e io ne conosco parecchi casi ;”

        Nessuno lo mette in dubbio riguardo gli uomini, solo che noi lo riconosciamo, e inoltre molto spesso sono le donne a far diventare belve uomini docili e innocui.
        E’ la natura umana che è fatta in questo modo e vale sia per gli uomini che per le donne, entrambi siamo capaci di compiere sia il bene che il male.

        3)”la differenza è che noi ci rimbocchiamo le maniche e pensiamo a dare ai figli quello di qui ne hanno bisogno mentre voi vi lamentate e basta – troppe parole pochi fatti ( oltre le denunce )”.

        Falso nella maniera più assoluta e torno a ripeterle ma non si vergogna nemmeno un po’?
        Anche gli uomini si rimboccano le maniche e sono molto più eroici perchè quando vanno in malora non dispongono di tutti gli aiutini e privilegi vari di cui voi donne disponete. Vorrei vedere voi donne sbattute in mezzo alla strada, a dormire al freddo con la pioggia o la neve, per terra con un pezzo di cartone per coperta e in lotta con altri disgraziati per avere una panchina al parco comunale su cui dormire, poi vediamo se non vi lamentate e basta – con troppe parole e nessun fatto!

        Come le ho scritto sopra conti all’infinito prima di sparale grosse

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        1. spiace per te anonimo ma io parlo di propria situazione ed esperienza
          eh no non mi vergogno
          ci si deve vergognare chi fa i figli e poi li abbandona sia uomini che donne
          io non ho alcun beneficio anzi mi tocca pagare pure l’avvocato di mio ex marito perché lui “debole” e per questo ho dovuto fare un prestito. Non penso che 200 euro di mantenimento mensile sia proprio un lusso senza sborsare nemmeno un centesimo per le spese extra ed i figli sono due !! di qui uno alle superiori uno alle elementari con DSA
          che necessita di un percorso specifico ed una figura che lo segui – padre completamente assente.

          valutate caso per caso e non fate sempre le vittime buttando o fango a destra e a sinistra

          non odio i uomini visto che sto per risposarmi ma odio le persone false ed egoiste
          la cosa che mi da più fastidio è il vostro “fare le vittime ” perché le vittime in queste situazioni sono i bambini che vengono usati dai cosi detti “genitori ” per comodi propri – madri o padri di pari merito.

          non sonno femminista anzi ma solo una persona che dice le cose come stanno

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          1. Signora Elena condivido in parte il suo discorso che mi lascia perplesso in 2 punti:
            1) Trovo lei sia una donna decisamente autoritaria e autonoma, per cui non capisco come possa definire il suo ex marito debole. Si renda conto che è nella normale contrapposizione dei ruoli genitoriali, lei invece ne approfitta per generalizzare l’intera categoria. Forse avrebbe dovuto trovate un uomo che le teneva testa.
            2) Nonostante la sua autonomia economica e autorevolezza genitoriale propende per l’assegno di mantenimento definendolo esiguo, per cui presumo che nella sua personalissima e singolare vicenda matrimoniali (simile a migliaia e migliaia di casi) lei propenda per l’uomo babbomat, che poi si sà che coi soldi si appianano tutte le divergenze.
            Grazie per l’outing e quindi per le delucidazioni riguardo il suo proprio modo pregiudizievole che ha voluto sfoggiare quì in modo consapevole e fluente allo stesso tempo, modo di chi come lei tende a generalizzare il l’universo maschile alla stregua di quello economico-servizievole.
            Auguri di buon matrimonio per il nuovo partner, anche per lei se reputa di meritarli.

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      2. Non generalizza, ma vorrebbe farlo e sl pari delle ‘donniste’ frustrate la buttate sul piano del piagnisteo femministA. Se ne faccia una ragione e con gli opportuni distinguo del caso, trovi pace, nuova vita e tanta serenità. I suoi figli lo meritano.

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        1. “molto spesso sono le donne a far diventare belve uomini docili e innocui.”

          certo sempre colpa delle donne, giusto? Un uomo davvero “docile e innocuo” non diventa in nessun caso una belva non contro la madre dei figli che dice di amare tanto, se lo diventa tanto docile non era.
          E poi basta con questa retorica dei “padri separati che dormono per strada” avete talmente gonfiato questo fenomeno che a sentire voi ci dovrebbe essere un ex marito che dorme in macchina o sotto i ponti ad ogni angolo di strada di ogni città occidentale e non è così. La triste reaktà è che quelli che dormono in macchina spesso si sono giocati tutto a poker e alla ex non pasano un centesimo (anche perchè non ce l’hanno più)
          “gli aiutini e i privilegi” ma smettetela! Le donne separate non sono tutte Veronica Lario! Mi spiegate quali privilegi ha la ex moglie di un operaio magari in cassa integrazione che ha fatto la casalinga tutta la vita? quali privilegi ha questa donna? Perchè le ex mogli non sono tutte signore dell’alta borghesia come sembrate credere. La verità è che molto spesso una ex moglie del ceto medio-basso che non ha mai lavorato fuori casa o ha deciso di smettere per star dietro ai pupi non ha reddito proprio, forse solo la casa coniugale e con il ddl Pillon manco quella avrà

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          1. Menti sapendo di mentire. Sei la barzelletta di tutte le femministe e la vergogna di tutti gli uomini per bene rovinati da un divorzio e una moglie in malafede che ha pianificato tutto, anche la rovina dell’ex marito.

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            1. me ne sbatto di ciòche le femministe pensano di me e me ne sbatto di ciò che lei pensa di me. Aspetto di sentire l’elenco di tutti i privilegi goduti da una ex moglie del ceto medio-basso, con basso livello di istruzione che ha fatto null’altro che la casalinga o solo qualche lavoretto di basso reddito e ha un ex marito operaio cassaintegrato. Una donna così soesso aveva solo la casa coniugale, col ddl Pillon manco quella. Le ex mogli caro anonimo, possono essere in buona o in cattiva fede (come molti ex mariti) ma non sono tutte Ivana Trump (come gli ex mariti non sono tutti Donald), non navigano nell’oro

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              1. E allora perchè non navigano nell’oro devono avere la casa pagata dal marito senza nemmeno aver cacciato un soldo? E di quelle in malafede fabbricatrici di false accuse, anche quelle devono avere la casa? Ma che caspita vai dicendo?

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              2. La ex-moglie di ceto medio-basso evidentemente di arrangerà come hanno sempre fatto gli ex-mariti di ceto medio-basso. La cosa incredibile è che ti preoccupi solo della ex-moglie in quanto di ceto medio-basso ma non dell’ ex-marito che nel tuo esempio è un operaio cassaintegrato. Lui come fa? Così fa lei. E’ l’ipocrisia che ha estinto la sinistra (lo dico la ex-elettore).

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                1. “A lavorare”, qualcuno mi spiega quale lavoro può trovare una donna di scarsa istruzione, casalinga, non più giovanissima? Secondo voi può trovare uno stipendio bastante a mantenere se stessa e uno o più bambini?

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                  1. Penso che tu lo fai apposta perchè non hai niente da fare tutto il giorno.

                    Ci sono numerosissimi lavori considerati femminili un tempo tipo fare la sarta, stirare per conto di altri, lavare le scale, lavare i piatti, assistere una persona anziana ecc. ecc. ecc. Solo che le donnine che tu descrivi sono praticamente estinte, perchè si reputano vip in carriera, infatti questi lavori “umili” vengono svolti da rumene, moldave, kosovare, africane, asiatiche, perchè lorsignore le italiane non si abbassano a svolgere mansioni da “pezzente”, a loro modo di dire e “pensare”. Basterebbero un paio di questi lavori part-time ed ecco che le tue “poverine” 700-800 € al mese riuscirebberro a guadagnarli, forse anche di più.

                    Tu queste cose le sai benissimo, è che non sai dove sbattere la testa tutto il giorno.

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                    1. Si ci sono uomini italiani che raccolgono i pomodori e comunque hai chiesto cosa faranno le poverine che divorziano senza diritto al mantenimento, gli uomini non c’entrano un piffero in questo discorso. Continua con le tue figure barbine dai

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                    2. Io non consiglio niente, sono loro a volerlo fare.
                      Ci sarebbero moltissimi uomini italiani a raccogliere i pomodori, sono gli agricoltori a non volerli perchè meno sfruttabili, e comunque (chissà perchè) donne pochissime o niente, e non dire che non è vero.
                      Ecco, preferiscono il posto statale da bidella dove un tempo c’erano anche gli uomini, oggi emarginati per far posto alle tue adorate.

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                    1. il numero di uomini italiani che raccolgono i pomodori è lo stesso delle donne italiane che assistono gli anziani o lavano le scale a pagamento (comunque ho fatto le pulizie nelle scuole come bidello per un periodo e avevo molte colleghe donne e italiane).
                      Il tuo suggerimento alle donne senza reddito di “fare il mestiere più antico del mondo” non lo commento neanche

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                  2. Quando si dice il muro di gomma…
                    Non serve a niente rispondere se non vuoi capire.
                    La domanda è come fa il padre operaio in cassa integrazione (del tuo esempio) a mantenere due case, la ex moglie, i figli e farsi una vita propria senza spararsi un colpo in testa?
                    La domanda è perché dovrebbe mantenere A VITA una donna che non ama più?
                    Trova in te stesso le risposte a queste domande.
                    Poi, come da sempre fa lui, così da domani farà anche lei.
                    Molto semplice.
                    Pensi che le donne non siano in grado di mantenersi da sole?
                    Poi si dice che il femminismo non è il vecchio patriarcato sotto mentite spoglie…
                    Alle donne non serve che tu le difenda: te l’hanno detto in tutte le lingue del mondo!
                    Ascoltale almeno tu che sei femministo!
                    Povere donne.

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          2. Retaggio culturale ottocentesco. Certo che la sua personale storia deve essere stata per lei devastante. Trovi conforto in chiesa dove le medio borghesi come lei cercano consolazione, magari troverà qualche bravo prete pronto a confessarla.

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          3. In pratica per te “se la sono cercata”.
            Un consiglio, Ned: tagliatelo, è il male.

            Un tempo a sinistra si diceva che erano le condizioni a contorno a rendere criminali le persone.
            Infatti nessuno da quelle parti si scandalizza se tra i migranti c’è una propensione a delinquere maggiore.

            Però tutti i sinistri si scandalizzano se uno pensa che i tanti padri che non reagiscono alle angherie della ex, a quelle dei tribunali, a quelle dei mass media, a quelli come te, sono uomini coraggiosi.

            Ho letto e ascoltato talmente tante storie di soprusi sugli uomini da parte delle donne che spesso mi sono chiesto se al posto loro non avrei fatto qualcosa di inconsulto.

            Che muoia Sansone con tutti i filistei.

            Chissà se le cose non migliorano dando agli uomini le stesse attenuanti delle donne.

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  9. tutti i commenti riguardano la spesa e come dividerla
    nel commento leggo “un bravo genitore è quello che c’è, di fatto, e non quello che manda i soldi. ” il che mi pare giusto
    e per chi non c’è ?
    una domanda
    per i genitori che vivono a decine oppure centinaia di chilometri di distanza come va gestita la suola ?
    il bambino deve frequentare due suole ? oppure uno dei due deve farsi centinaia di chilometri per portare il bambino a scuola ? oppure si e costretti a vivere nelle vicinanze ?

    ci sono dei aspetti pratici che non vedo considerati

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  10. Mi trovate pienamente d’accordo però lo si può applicare a parità di stipendio, xké se uno dei due genitori prende meno come viene applicata? Per esempio io prendo un terzo meno rispetto al mio ex di fatto nn potrei in nessun modo riuscire a mantenerli xké o pagherei le bollette o darei loro da mangiare…..nn per questo le ex mogli devono chiedere cifre astronomiche

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    1. (Esprimo qui una posizione personale che non impegna minimamente questo portale, né il suo gestore né i suoi frequentatori. Io solo sono responsabile di questa posizione etico-politica e non mi aspetto che sia condivisa.
      Anzi, al momento è bene che non sia condivisa).
      .
      Cortese anonima, mai, in gioventù avrei pensato di scrivere ciò che le sto per dire. Ma la mia ingenuità, la mia pervicacia nel non voler riconoscere la realtà, alla fine hanno ceduto. Ed eccoci qui.
      .
      Lei pone un quesito ragionevole: come farà la madre che non ha mezzi o non li ha bastanti? Invita con ciò noi, la comunità, la politica a tenere conto di questo fatto. Bene.
      Adesso le rivolgo io una domanda: chi mai, quando mai, dove mai qualcuno si è preoccupato della possibilità o impossibilità da parte degli ex di provvedere al mantenimento dei figli e/o della ex? La risposta è: nessuno mai.
      In mezzo secolo nessuno mai. Ai loro “doveri” gli ex hanno dovuto adempiere in qualsiasi modo nella più solare e beffarda indifferenza della società e delle ex. Rinunciando al rinunciabile, con il doppio lavoro, con le attività gratificanti (se andava bene) o frustranti, trovando reddito in tutti i modi (leciti o illeciti) in ogni luogo ed in ogni forma.
      Nella più smaccata e cinica indifferenza di tutti. Gli ex si sono arrangiati. Non tutti ce l’hanno fatta. Molti si sono tolti di mezzo e riposano da tempo sotto due metri di giusto oblio. Non ho visto lacrime in giro.
      .
      “Come farà una madre che non ha mezzi?” Esattamente ciò che hanno sempre fatto i padri: il possibile e l’impossibile per tirare fine mese. Voi farete ciò che abbiamo fatto noi. L’era del paternalismo, della condiscendenza, della protezione devono finire. Lo stesso destino per entrambi. D’ora in avanti.

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  11. Pienamente d’accordo col signor Francesco Toesca.
    Se il buon senso diventerà legge, a chi spetta risarcire i padri separati di tutto il maltolto, di tutte le sofferenze e di tutte le umiliazioni dall’entrata in vigore della legge sul divorzio? Forse alle ex mogli?

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    1. Non ci sarà alcun risarcimento. Il nostro sangue invisibile, il male immenso che ci è stato inflitto in piena coscienza e con deliberato consenso non saranno indennizzati.
      Li porteremo con noi in silenzio nella tomba, senza aspirare a compensazioni che sarebbero vendette.
      Solo questo: d’ora in avanti la considerazione riversata ai mali femminili da parte degli UU deve essere pari a quella che riserviamo a noi stessi. Nulla di meno ma anche nulla di più.

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  12. Descrizione esemplare nella distinzione tra mantenimento diretto e indiretto. Svelato l’arcano consapevolmente oscurato dal ‘donnismo’ adesso stiamo ad aspettare fiduciosi. Grande Francesco Toesca.

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