28 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

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28 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

varie_consiglioregionaletaaIl Trentina Alta-Adigia – I consigli regionali, specie nelle regioni a statuto speciale, hanno a disposizione un sacco di soldi, con la competenza specifica di poter decidere come spenderli. Le scelte possibili sono tante, vista l’importanza assunta dalle amministrazioni regionali, ma non mancano le assemblee che assumono decisioni inutili, quando non ridicole. Tra questi vince la medaglia il Consiglio Regionale del Trentino Alto-Adige, che di recente ha stanziato una certa cifra per la stampa di opuscoli informativi in italiano, tedesco, ladino, cimbro e mocheno relativi al modo più corretto per femminilizzare alcuni termini d’uso comune. Cioè per insegnare ai trentini che si può dire soldatamedica e, naturalmente, ministra, e così via. “La parola ha la forza di rappresentare il mondo”, è la giustificazione. In effetti il mondo appare impazzito nella subcultura del politicamente corretto e nella cultura del piagnisteo, dunque un’iniziativa così inutile, infondata, divisiva e dispendiosa è del tutto coerente. Di sicuro i cittadini del Trentino Alto-Adige sentivano il bisogno di vedere i loro soldi spesi in questo modo. Auspice della boiata, la Presidente della Commissione Pari Opportunità, la stessa che nell’aprile scorso aveva cercato strenuamente di opporsi alla iniziativa “Uomini soli” presso Pergine Valsugana, e ancor più alla raccolta dati sulla violenza sugli uomini. La manifestazione poi si tenne ugualmente, ma l’organizzazione rifiutò, e ancora colpevolmente rifiuta oggi, di rendere pubblici i numeri relativi alla raccolta dati. Tutti probabilmente troppo scomodi e in controtendenza per essere divulgati. Io ho provato qualche giorno fa a chiederli di nuovo, senza ricevere alcuna risposta. Se volete provare a insistere voi, l’email di riferimento è info@visitpergine.it

grafica_primadonnaIl “bonus” patriarcale – Nell’aprile scorso il Corriere della Sera ci informava che la disoccupazione era in calo, circa al 10,9%. Una buona notizia se non fosse che il calo ha coinvolto essenzialmente le donne (-3,5%) mentre per gli uomini marameo (-0,4%). Un dato singolare per una società descritta come arcaica e patriarcale dal fronte femminazista. Ancora più singolare se si prende atto che ancora oggi è in vigore un “bonus” assunzioni che taglia a metà i contributi da versare da parte delle imprese che assumano donne o persone oltre i 50. Per logica, visti i dati di aprile, uno Stato equo correggerebbe il bonus per favorire la lotta alla disoccupazione maschile ma… riuscite a immaginare una disposizione di legge del genere? Riuscite a pensare, sebbene sacrosanta, cosa una norma incentivante le assunzioni maschili scatenerebbe sul piano mediatico e, di conseguenza, nell’opinione pubblica? Sì, siaom ancora a questo punto, in questo paese orrendamente arcaico e patriarcale: come non è concepibile che un uomo subisca violenza da una donna, così non è istintivamente accettabile che, pur di fronte all’evidenza della sperequazione dei numeri, esistano leggi incentivanti per soli uomini.

donna_threesomeLe dimensioni delle “risorse” – E’ diventato praticamente un meme la famosa frase di Boldrini riguardo agli immigrati che sono una risorsa per il paese. Un’esternazione che le si è rivoltata contro più di una volta. E a quanto dice Luca Borromeo, escort milanese di lusso, c’è il rischio concreto che quella definizione prenda un’interpretazione specifica e quanto mai realistica. “Migranti mi contattano per dirmi che vogliono lavorare come gigolò o attori hard“, dice a Il Giornale. Evidentemente ritengono che ci sia una grossa domanda delle loro dimensioni più che del loro savoir faire, come sostiene Borromeo stesso, e già in passato in effetti si è saputo di quiete casalinghe e matrone nostrane irresistibilmente attratte dai processi di integrazione innescati dal buon vecchio big black bamboo. Va detto che, vista sotto quest’ottica, la vicenda raccontata da Borromeo spiega l’ampia e positiva accoglienza che le teorie immigrazioniste spesso trovano nel fronte femminile-femminista. Così ampia e positiva da zittirle quando qualche reato sessuale viene commesso da un immigrato, di contro a strilli impazziti se a commetterlo è un italiano. Viene da pensare che le femministe, spesso molto poco brillanti nelle relazioni col sesso opposto, trovino solo nelle risorse una dimensione più soddisfacente del loro desiderio di emancipazione. Chissà…

persone_busiacidoStalking e patologia: l’ho sempre detto – Gli atti persecutori sono una scelta razionale verso un comportamento criminale o sono frutto di un qualche tipo di sindrome psichiatrica? Nel mio libro di un anno fa lo sostengo in modo chiaro, rifacendomi a numerosi e condivisi studi scientifici di settore: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di comportamenti di natura patologica. Che però vengono trattati come meri fenomeni criminali, dunque curati con il tintinnio delle manette invece che, almeno in prima istanza, con qualche bravo psichiatra. Un’evidenza che spiazza molti e mi ha attirato diverse critiche (d’altra parte è oggi di moda mettere in dubbio anche le evidenze scientifiche). Eppure la vicenda di San Donato (MI), che per altro vede protagonista una donna, non fa che confermare la tesi. La 52enne dipendente dell’ENI, dopo aver prima tormentato una collega, ha rivolto le sue attenzioni a un uomo, anche lui collega, perseguitandolo al telefono e tentando poi di danneggiarlo iniettando acido cloridrico nella sua bottiglietta d’acqua, e non per aiutarlo a digerire il pranzo. L’esito sono stati danni fortunatamente non irreversibili per l’uomo, ma quello che risulta già all’inizio delle indagini è che lei era affetta da gravi turbe depressive. Dettaglio che i primi articoli sulla vicenda riportavano correttamente, ma che in quelli successivi viene poi omesso. Forse che collegare stalking e patologia psichiatrica non fa comodo? Edit successivo: il sito Dagospia rivela che la donna aveva la foto del profilo che ho messo anche qui. Non è tragicamente ridicolo?

carabinieri1-klvc--390x180@ilsecoloxixweb_265x122Indagassero su qualcun altro… – So che non ce n’è alcun bisogno, per carità, ma ogni tanto dare qualche dimostrazione del vergognoso doppiopesismo femminile-femminista nella falsificazione della realtà, con la fuffa del femminicidio e dintorni, è sempre utile. Dunque salta fuori miracolosamente la notizia che vicino a Pesaro una donna avrebbe ucciso il coniuge tentando poi, senza successo, di togliersi la vita. La ricostruzione dei fatti, trattandosi di due anziani, non è complicatissima, eppure c’è chi, come tale jasminericcardi, nei commenti all’articolo del Fatto Quotidiano già si mostra certa di ciò che è accaduto:

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Per la serie: le donne sono sempre incolpevoli. Non uccidono mai, non fanno mai del male. E sticazzi, signora Riccardi?

orgasmo-harry-ti-presento-sallyLe ricerche scientifiche, quelle utili – Dice: da giovane volevo fare il ginecologo così sarei stato costantemente a contatto con la gnocca. Poi mamma mi fece notare che avrei potuto avere come pazienti anche donne come la nonna, e allora ho lasciato perdere… Non sapevo che si può ottenere lo stesso quoziente di passera gratis facendo l’endocrinologo e sessuologo medico, magari presso l’università Tor Vergata di Roma. Lì si ha la possibilità di inventare e mettere online l’orgasmometro, ovviamente solo per le donne. Questo ha fatto il professor Emmanuele Jannini: un test dove le donne, in anonimato, sono “libere di dire quel che non pubblicherebbero mai su Facebook”. Ma pensa… Tra le tante lande desolate della ricerca medica, le tantissime patologie che ancora attendono una spiegazione e una cura, il dottor Jannini si è concentrato sull’orgasmo femminile. Vabbè, sono scelte, magari ha davvero un’utilità. Metti che si scopre il modo di produrre elettricità dagli orgasmi femminili simulati: avremmo energia sufficiente per illuminare l’Europa e buona parte dell’Asia. Colpisce più che altro l’uso strumentale che il giornalismo di Repubblica fa di questa ricerca. Dice: gli esiti sono stati pubblicati “dall’importante rivista PlosONE“. Che poi è una piattaforma di peer-reviewed science, dove cioè ognuno pubblica ciò che vuole sottoponendosi alla valutazione degli altri iscritti, chiunque siano. Roba che “The Lancet”, “Annals of Internal Medicine” e “Science” impallidiscono (di vergogna?). Mah… tanta affermazione di autorevolezza, alla fine, è solo per consentire alla pennivendola Elena Dusi, autrice dell’articolo, di affermare che le donne godono come matte anche, anzi soprattutto, senza un partner maschile. Con il positivo effetto collaterale di acquisire un’abilità nelle dita da prestidigitatrice e (volendo essere un po’ complottisti) di alimentare la lobby dei sex-toys. Quando si violenta la scienza allo scopo di affermare un femminismo sterile, autoreferenziale, e di avvelenare ulteriormente le relazioni uomo-donna… Roba da matti.

Un’intervista da leggere – Davide Scapaticci è un amico e una persona che stimo. Chi non lo conoscesse può (anzi deve) leggere l’intervista che ha rilasciato alla rivista online “Pangea”, oltre che mettere un like alla sua pagina Facebook “Cara, sei femminista“. Ce ne fossero come lui. Bravo Davide!



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