STALKER SARAI TU

31 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

doppio_suicidioI media schizofrenici – Alcuni hanno dissentito da quanto ho osservato nell’articolo di mercoledì, ovvero che i media ultimamente si stanno comportando in modo ondivago nella gestione delle notizie sui conflitti di genere. Forse per la discussione in corso sulla riforma Pillon o forse perché davvero non se ne può più di una narrazione a senso unico, mi è capitato di raccogliere alcuni articoli dove, miracolosamente, l’uomo non era dipinto come un mostro e colpevole a prescindere. Anzi talvolta era la donna o la madre a uscirne piuttosto male. E questo ha del miracoloso, a mio avviso. Qui per esempio si parla dell’ennesimo padre separato che protesta e fa lo sciopero della fame. Certo è un trafiletto, ma sul Mattino, e non è poco. Questo è ancora più notevole: la bambina vuole stare col padre e prende a coltellate la madre, di nuovo su una testata online nazionale. Qui addirittura l’Ansa si muove per dare notizia dell’ennesimo padre separato che si toglie la vita. Notizie di solito segregate in siti o giornali di quartiere. Certo, rispetto al rumore mediatico sulla violenza contro le donne è pochissimo, ma non dimentichiamoci che fino a poco tempo fa sulla versione inversa vigeva il più totale silenzio.

tweet_burioniGiulia Blasi e la supercazzola – Ha infastidito tantissime nazifemministe il tweet dell’immunologo Burioni, secondo cui spesso le donne brutte sono tali perché non curano aspetti essenziali della loro salute. Un’osservazione sacrosanta, se pronunciata da un medico. Anzi un’esortazione positiva a tutte le donne ad avere cura di sé in termini sanitari, per avere riscontri anche estetici. Ma niente, il tweet conteneva alcuni concetti che immediatamente hanno innescato l’ira femministoide. E così tra le tante scemenze dette in risposta emerge Giulia Blasi, che in un articolo dove nemmeno lei sa cosa dire, e si perde quindi in una supercazzola senza capo né coda, dice: “forse quello sguardo maschile a senso unico è frutto di un privilegio e di una condizione di disparità di potere e che non ci va più bene”. Mi aspettavo subito dopo una proposta di abolizione dei ginecologi, ma no, a quello ancora la Blasi non arriva. Per la serie: la realtà è qua e le femministe sono da tutt’altra parte. P.S.: naturalmente Burioni è stato seppellito da una shitstorm tale da costringerlo a cancellare il tweet.

grafica_svizzeraAnche la Svizzera impazzisce – Un po’ in ritardo sui tempi tra i paesi occidentali, anche la Svizzera alla fine cede alla versione più comune, e falsificata, del reato di stalking. Comincia anche nella patria dell’emmenthal, cioccolata, orologi e banche lo smontaggio graduale dello Stato di Diritto, con la decisione del Governo federale di istituire percorsi di maggiore tutela per le vittime di persecuzioni. Il pregiudizio è ovviamente che tutti siano stalker e che le vittime di quel comportamento siano essenzialmente solo donne.  A parte questa falsità, viene introdotto il braccialetto elettronico a carico dei molestatori (non è chiaro se già in fase di denuncia o dopo sentenza di colpevolezza), mentre le vittime verranno totalmente esonerate dal pagamento delle spese processuali. E pensare che, invece, per disincentivare la pratica delle false accuse di persecuzione, bisognerebbe fare proprio l’opposto: raddoppiare le spese per chi presenta denuncia. Ma si sa, gli svizzeri sono un po’ così. Anche a loro, dunque, e mi rivolgo ai maschietti elvetici: benvenuti nella giungla.

persone_huntLe false accuse stimolano la fantasia – Non c’è un’età limite per inventarsi delle accuse e tentare di inguaiare un uomo. Lo sa la dolce nonnina di 87 anni del bresciano che aveva accusato per stupro un romeno di 34 anni, suo vicino di casa. A seguito dell’accusa, l’uomo si è fatto 40 giorni di carcere, salvo poi uscire grazie alla prova del DNA. La signora aveva cercato di incastrarlo, con la complicità del suo arzillo amante di 71 anni, per vecchi screzi condominiali. Bella fantasia, bisogna dirlo: un 34enne che stupra una 90enne. Eppure, ed è lì il problema, i giudici hanno mandato avanti la cosa. Poi uno si stupisce a scoprire che la metà delle accuse di stupro finiscono archiviate o in assoluzione… Ma la nonnina di cui sopra non è la sola a distinguersi per fantasia. La 29enne americana Mary Hunt tiene involontariamente un corso online su come ferirsi da sole e poi denunciare l’ex compagno per violenze. Specie se si tratta di un uomo ricco. Occhio però, i ricchi (e non solo) spesso hanno telecamere di sicurezza in casa, che riprendono tutto. E così Mary Hunt e le sue false accuse finiscono sbugiardate, con una domanda che resta: quante denunce e quante conseguenti statistiche hanno dietro questa stessa fantasia?

persone_pennApplausi per Sean – Per motivi di meriti forse artistici che per mia ignoranza non conosco, l’attore e regista americano Sean Penn gode di un grande rispetto. Si è permesso infatti, durante un’intervista, di criticare aspramente, e con argomenti di fatto non smentibili, il movimento #MeToo. Vero è che esce allo scoperto ora che è stata svelata la natura violenta e fasulla di quel movimento, quindi vince facile, ma c’è di buono che non usa la mano leggera: “credo che il movimento sia sorto solo ed esclusivamente su accuse infondate”, dice senza girarci troppo attorno. L’articolista italiana che ne dà notizia, mastica amaro, ammettendo che in effetti il buon Harvey Weinstein non se la passa poi così male in tribunale. Poi certo, in fondo non manca di citare una tiratina d’orecchi che un’attrice USA dà a Penn, ma di fatto è impressionante che quest’ultimo abbia potuto dire cose del genere senza essere obbligato, dopo cinque minuti, a diramare un comunicato stampa in cui si scusa e si rimangia tutto. Forse si può già ufficializzare, a questo punto: #MeToo è morto (?).

The Place Red Carpet - 12th Rome Film FestMa anche per Marco… – La risposta direi che è decisamente sì, se un attore meno famoso (ma più bravo) di Sean Penn come Marco Giallini si permette di dire, su una testata emblematicamente chiamata “Verità”, che “se è vero come è vero che ci sono degli uomini laidi, ci sono pure alcune donne che si sono fatte pochi scrupoli pur di arrivare. Perché se non vuoi, basta dirlo. E se uno insiste, lo metti in riga con un paio di sberle”. O ancora: ” per colpire gli uomini di m… che approfittando del loro ruolo allungano le mani o peggio, abbiamo avvelenato i pozzi del rapporti tra uomini e donne. Ora se fai una battuta a una donna, devi stare attento perché potresti essere accusato di molestie”. Sissignori, Marco Giallini ha detto tutto questo, messo per iscritto in un articolo. E ancora nessuna Murgia, Blasi, Argento, Boldrini, Zanardo e cosca assortita l’ha appeso a testa in giù su qualche social, blog o quotidiano. Sì sì, cari miei, #MeToo mi sa che è finito. Gaudeamus!

US-IT-LIFESTYLE-APPLELa Apple è fottuta – Mentre gli altri produttori di telefoni si sono resi conto che le dimensioni dei display contano, Apple è rimasta per molto tempo indietro, continuando a diffondere sul mercato prodotti di lusso ma con una capacità visuale limitata rispetto ai concorrenti. Questo fino all’uscita dell’i-Phone Xs Max. Che però ha un difetto: troppo grosso per mani femminili. Pare sia difficile alle fanciulle muovere veloce veloce i pollici per chattare, farsi selfie e quant’altro. Questo ha scatenato l’ira femminista, che probabilmente segnerà la fine della creatura di Steve Jobs. E nel frattempo io faccio di tutto per non scrivere le battute triviali che mi verrebbero automatiche sulla capacità femminile di impugnare cose grosse o sulle possibili forme più comode da dare ai prossimi cellulari per far felici le signore… Dai, resisto e lascio il trivio a voi nei commenti.


varie_indagineuomo

Compila il questionario:

http://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

19 thoughts on “31 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Questo è un vecchio refrain che ciclicamente ritorna sui giornali di sinistra (quelli buoni con tutti tranne se sei maschio).
    Peccato che le uniche società animali “evolute” siano insetti, non mammiferi. Conoscete animali superiori non affetti (è il caso di dire) da dimorfismo sessuale? Io, no. Ma tutto fa a brodo nella propaganda, come ai tempi del fascismo. Neanche a dirlo l’articolo è a firma di una donna, tale Maria Francesca Fortunato (la sfortuna sarebbe incontrarla).

    https://www.repubblica.it/ambiente/2018/09/25/news/termiti_prosperano_anche_senza_maschi-207348691/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P2-S1.4-T1

    1. Questa manco vale la pena di segnalarla all’ordine dei giornalisti. Prima o poi un esercito di termini femmina se la mangerà, come in un vecchio glorioso film horror dei miei tempi…

    2. Più che altro c’è una fortissima vena ideologica e si usano gli animali per portare avanti pura ideologia: ci tengono a specificare che si tratta di “società” dove i maschi non hanno un ruolo e sono superflui. In realtà non sono “società” ma colonie d’insetti.
      La prova è che non citano il caso più clamoroso, animali superiori agli insetti, che si riproducono totalmente senza maschi: le lucertole del genere Cnemidophorus.
      Non lo citano perché loro non stanno parlando di riproduzione senza maschi nel mondo animale: stanno parlando di “società” allo scopo di portare avanti una tesi preconfezionata ovvero che una “società” può funzionare anche senza maschi.

  2. Sono un maschio bianco eterosessuale ma non percepisco alcun privilegio che mi riguardi. Spesso mi chiedo di che Nazione stiano parlando certi scribacchini, di certo non dell’Italia.
    P.s.: Giallini è bravo, ma Penn ha vinto due Oscar…????

  3. Come al solito, il problema non è il problema (detto).
    Loro si lamentano dell’iPhone e noi ci domandiamo cosa può esserci che non va nell’iPhone e come risolverlo, ma a loro dell’iPhone non importa nulla. A loro importa della visibilità che si ottiene attaccando chi (o quello che) è visibile e pretendendo che venga cambiato secondo i loro diktat. Chi chiede scusa e si affretta a risolvere il problema (detto), si dimostra colpevole del reato ascritto. Quale reato? Boh, non importa, l’importante non è neanche che sia colpevole, l’importante è che si dichiari colpevole. Perché a quel punto è colpevole di tutto, e per sempre.

  4. giulia blasi sbaglia semplicemente perchè lo sguardo maschile sul corpo femminile è equivalente allo sguardo femminile sul corpo maschile e non c’è nulla di male

  5. Gli ultimi iPhone X hanno dimensioni differenti, basta maneggiarlo un pochino per scegliere quello adatto, discussione femminile inutile.
    Detto questo, non comprerò mai quel telefonino, non vale per quello che costa, ha un prezzo almeno tre volte maggiorato rispetto al suo reale valore.

  6. Una che usa questi termini :
    “come le orge dei bonobo, appunto: poi all’improvviso eccolo”.

    “Un maschio bianco, etero, sulla cinquantina: l’essere umano più privilegiato che esista”.

    “quello sguardo analitico, che ti pesa e ti misura, decide se sei bella o brutta, stabilisce dei parametri e decide anche come potresti migliorare. Se sei una donna, in ogni momento della tua vita c’è un Burioni che ti guarda.

    “È uno sguardo maschile talmente pervasivo che non ci viene nemmeno in mente di metterlo in dubbio”

    “È una cosa scontata, che le donne siano soggette a questo tipo di esame ogni minuto della loro esistenza, che il loro capitale sociale passi per l’avvenenza, alla quale si devono aggrappare a tutti i costi, perché non hanno davvero altro”.

    “E ora che cominciamo a mettere in dubbio la necessità di questa tensione costante, ora che cominciamo a far presente che forse quello sguardo maschile a senso unico è frutto di un privilegio e di una condizione di disparità di potere e che non ci va più bene, ”

    “rivelato un lato patriarcale del loro pensiero”.
    “E incassano la solidarietà di chi pensa che non ci sia niente di male a dire alle donne che se si curassero di più sarebbero tutte belle. Di chi non si spinge mai a mettere in dubbio la necessità di quella bellezza per la sopravvivenza sociale”. 🙂

    Io partirei dall’ultima frase: esistono cosmetici comprati da milioni di donne, riviste di moda solo per donne, donne che sfilano in tutto il mondo, donne a milioni che guardano in vari modi altre donne, donne che ricorrono alla chirurgia estetica per rifarsi sedere, tette, faccia, labbra, collo e contorno occhi…per CHI è necessaria la bellezza??
    BENE, in questo scenario consolidato da tempo, il problema E’ ….lo sguardo di Burioni.
    A che punto può arrivare l’ideologia femminista che ha intossicato il cervello di molte: vedere la realtà sempre
    secondo una visione ideologica.
    sul resto: non ho notizie delle orge dei Bonobo, forte l’articolista conosce l’argomento
    una donna che si sente guardata in ogni momento della sua vita, compresa pausa pasto e sveglia mattutina
    ha un problema.
    se si parla di tensione, allora occorre una analisi più seria…con uno bravo.
    se si pensa che il potere maschile si eserciti guardando troppo, forse occorre un collegio peritale 🙂
    infine, il richiamo al patriarcato è la ovvia ciliegina sulla torta.

  7. Diletta Leotta sulla decisione di mantenere la sfilata in bikini all’interno di Miss Italia:

    “Non è una concessione al maschilismo. Nel 2018 la bellezza può essere mostrata senza timori. Sempre con eleganza e garbo. Forse quello che deve cambiare è il modo di guardare le donne, che devono essere rispettate sempre.”

    Aiutatemi a decifrare l’elaborato concetto:

    Quanti modi di guardare un bel culo femminile ci sono?
    Con maschio desiderio immagino sia escluso…

    Forse intende dire che dovremmo guardarlo come se lo guardano le donne tra di loro?
    Sicure che vi conviene?

    1. Avevo pensato esattamente la stessa cosa,ma a me piacerebbe che quando pontificano in questo modo generico ce lo spiegassero loro come vogliono essere guardate,non che ce lo chiedessimo noi.Così come quando parlano sempre del fatto che noi dobbiamo rispettare la loro libertà (si parla di donne sposate,fidanzate,accompagnate),ci dicessero chiaramente di che libertà stanno parlando,che avessero il coraggio di dire forte e chiaro che parlano di quella sessuale,cioè del diritto di cornificarci e pretendere che accettiamo le corna con allegria.

      1. La donna è magistra supercazzolae.

        Non dicono mai cosa vogliono esattamente perché altrimenti la pantomima finisce.
        Per non dire poi che dovrebbero prendersi la responsabilità di quello che dicono.
        Succede finanche nei rapporti epistolari, dove pure tutto è scritto.

        La cosa più assurda è la pretesa di spiegarci come dovremmo guardarle, che al contrario scatena il putiferio.
        Ma che ne sanno loro?

        Che ti metti a fare il bikini (che lanci a fare messaggi sessuali) se poi non vuoi essere guardata?
        A miss Italia poi…

        Qualcuno scrisse che il femminismo finirà quando le donne capiranno di essersi date la mazza sui piedi.

        Hanno esteso il concetto di stupro fino a comprendere ogni cosa, poi però per Jimmy Bennet non vale.
        Vale solo per loro. Ma fino a quando? Finché la rotta non si invertirà per forza di cose.

        E vedrete che troveranno il modo di raccontarsela per uscirne linde e pulite, perché la loro psicologia è troppo debole per prendersi la responsabilità dei casini che combinano. Infatti mandano avanti quella massa idiota di cagnolini maschi sottomessi alla Giletti. Finché conviene a loro, ovvio, sennò a cuccia.

        Ma quanto durerà? Quanto scoglionamento dobbiamo ancora sopportare?
        Quando tutto questo impazzimento finirà (perché finirà) facciamo i conti.

        E così rispondiamo alla millenaria domanda: come mai si è preferito caricare i maschi della responsabilità di governare a costo della vita? Perché i testi antichi invitavano i maschi a diffidare delle femmine? Indovinate un po’….

        E’ bastato qualche decennio al femminismo (che è l’ideologia delle donne: perfettamente conforme alla loro psicologia) per cancellare lo Stato di diritto: il valore più alto che a noi è costato milioni di morti, a loro invece è stato donato. Come il diritto di voto: donato alle donne senza che quelle versassero una goccia di sangue.

        Ma come si fa a non disprezzarle dal profondo del cuore?

  8. Ma di Asia Argento a X-factor ne vogliamo parlare? non ho più sky per cui non seguo la trasmissione e quindi non sapevo della sua presenza. Ho visto un video su youtube e ho dovuto chiudere subito. Quella specie di trans con la voce da uomo mi fa vomitare solo a vederla.
    Ogni volta che la vedo penso all’inferno che ha dovuto passare quel poveraccio di Morgan (si, drogato fino al midollo quello che volete, ma persona problematica che ha vissuto sulla sua pelle il suicidio del padre e che tutto si meritava nella vita meno che quella merda di donna che gli ha tolto la figlia per anni)
    Scusa l’Off Topic.

    1. Io l’ho seguita la trasmissione.

      Giletti si è comportato in modo indegno come penso tutti si aspettavano.

      L’intervista (un torchio di due ore) tesa a difendere la Argento e accusare la vittima.

      Tanto che ad un certo punto l’avvocato americano gli dice che non sono i giornalisti a dover giudicare.

      Figura di cacca mondiale che se ci fosse un Ordine dei giornalisti serio…

      Gigantografie di Argento ovunque giustificate incredibilmente con il fatto che in Italia è famosa (giuro non sto scherzando).

      Il pubblico che applaude alle insinuazioni di Giletti.

      Un cameo di Travaglio insolitamente non giustizialista.

      Tre donne a fine puntata chiamate a commentare come già immaginiamo.

      L’unica salvabile, forse, Nunzia de Girolamo.

      Repubblica di oggi che si inventa e istiga un fronte pro Asia.

      Tutto normale, nessuna sorpresa.

  9. “forse quello sguardo maschile a senso unico è frutto di un privilegio e di una condizione di disparità di potere e che non ci va più bene”
    Sarebbe interessante analizzare le origini psicologiche di questa frase, chissà che non esca fuori un quadro patologico di psicosi sessuofobica.

    1. E certo, perché lo sguardo femminile, e ben più critico, cinico e spietato (oltre che libidinoso) sulla figura maschile mica esiste no

      1. Ma scherzi!Quando ci rifiutano è perchè non abbiamo dimostrato “le altre cose” che a parole loro dicono contare in alternativa alla mancanza di bellezza,mica perchè ci scartano a vista,macchè!

  10. Io farei fare a Apple una linea di smartphone Rocco Siffredi e poi vorrei vedere chi non riesce ad impugnare o prendere ‘cose grosse’. W la trivialità! 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: