STALKER SARAI TU

32 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

donna_insegnanteTroppe donne in cattedra? – Dice: gli uomini sono tutti violenti, molestatori, stupratori, oppressivi e chi più ne ha più ne metta. D’accordo, facciamo che sia così (anche se ovviamente non è vero). Una ricerca europea dice sostanzialmente che questo accade anche perché ci sono troppe donne che fanno il (comodo) mestiere di insegnante. Questa prevalenza femminile in cattedra trasmette ai giovani discenti la persistenza di uno stereotipo. Boh, può darsi, ma mi pare un po’ superficiale come conclusione. Diciamo piuttosto che i bambini, i futuri uomini, sono fin dalla nascita circondati da donne. La mamma, anzitutto, e questo è ancor più vero se i genitori sono separati. Le baby-sitter sono di genere sempre femminile. All’asilo e alle elementari trovare un maestro uomo è ormai difficile come trovare un politico onesto. E più si avanza nella carriera scolastica più si ha a che fare con insegnanti donne. Insomma che, a conti fatti, questi maschi-mostri di cui tanto si parla tanto sembrano il prodotto, più che di una cultura patriarcale, di un effetto rovinoso dell’educazione e della presenza femminile nel loro periodo di prima formazione. La verità è che nella stragrande maggioranza dei casi gli uomini sono persone normali, per bene. E questo nonostante la pesantissima presenza femminile nella loro esistenza, che sia fuori o dentro le aule scolastiche.

persone_reginaLa caratura femminile – Molti hanno buon gioco, consultando questo blog, a farmi passare per misogino. In realtà semplicemente mi guardo attorno e osservo e noto che effettivamente uomini e donne hanno una diversa caratura nelle cose, sia nell’agire bene che nell’agire male. Soprattutto nel male le donne sembrano distinguersi, quando ci si mettono, per perfidia e disumanità. Come disse una volta il profeta Louis C.K.: “l’uomo magari ti taglia un braccio e lo getta nel fiume ma ti lascia intatto come essere umano, la donna invece ti caga nel cuore”. Esempi di cotale caratura femminile si hanno per esempio nel caso di Regina, bellissima giovane di Albano Laziale, schiavizzata, torturata, fatta prostituire, picchiata e ustionata da un’amica (chissà cosa avrebbe fatto fosse stata una nemica…) solo per motivi di invidia. O ancora nel caso della ragazza americana che mente al fidanzato dicendo di essere incinta e, non sapendo come risolvere l’inghippo, pensa bene di invitare un’amica incinta davvero, la uccide soffocandola, le apre la pancia, estrae il feto e, al ritorno del fidanzato glielo mostra: “ecco, ora siamo una famiglia“. A corredo di questa inumanità tutta femminile c’è spesso la totale imbecillità dell’uomo manipolato dalla donna: il fidanzato, infatti, invece di chiamare subito la polizia e spedire la pazza in manicomio, le fa da complice cercando di occultare tutto. Carature nettamente diverse, ma stessa destinazione: il carcere.
P.S.: A questo proposito, una lettrice che su Facebook ha condiviso la pubblicità della mia indagine conoscitiva sulla violenza verso gli uomini, ha ricevuto da un’altra donna un commentino niente male, di cui mi ha mandato lo screenshot:

vari_commento

Be’, che quel sondaggio lì desse un sacco fastidio alla “sorellanza” già lo sapevo. Ma fa comunque sempre una certa impressione osservare una donna quando diventa disumana (ha anche femminilizzato “pezzo” in “pezza”, la Boldrini sarebbe fiera…).

persone_keithE si nota fin dal principio – Ma è un fatto di natura, che le donne, quando decidono di essere cattive, lo siano in questo modo così stronzo e perfido? Non è forse questa vitaccia e questo mondaccio maschilista e oppressivo che le rende così, per un normale istinto di autodifesa? E’ una bella domanda, a cui parrebbe però piuttosto facile rispondere guardando cosa è accaduto al tredicenne Keith in Colorado. In compagnia con amici e amiche di scuola, cambia per gioco la foto del proprio profilo social e ci mette quella di un ragazzo nero. Le fanciulle della comitiva, non si sa perché, iniziano a dargli del razzista, lì e pure a scuola. Dove però la cosa monta a dismisura. Il gruppetto di fanciulle ha visto la reputazione del povero Keith distrutta dalla comunità scolastica e, avide di cattiveria, hanno pensato bene di portare tutto su un livello più alto. Così l’hanno accusato di molestie sessuali. Keith, normale ragazzo americano dagli ottimi voti, è stato arrestato a scuola, ammanettato e fatto accomodare in lacrime in un’auto della polizia di fronte a tutti. Pochi giorni dopo i genitori di una delle accusatrici hanno chiamato i genitori di Keith dicendo che la molestia era avvenuta sugli spalti di una partita di football. Peccato che quel giorno sugli spalti ci fosse anche la madre di Keith, e che i due fossero stati sempre vicini. Be’, dice la madre della compagna, forse sarà stata un’altra partita. Forse… ed ecco la vaccata. Il #MeToo interiorizzato fin da adolescenti, ad assecondare una sorta di malizia innata. Con un tredicenne per bene che ora rischia due anni di riformatorio. No, direi che non si tratta di stronzaggine imparata da adulti e per difesa, è proprio nel DNA. Coraggio Keith.

Ma anche quando sono grandi – Dicevo nello scorso minestrone degli i-Phone troppo grandi per essere impugnati dalle donne. Eppure sono strumenti preziosissimi, capaci di salvarti reputazione e altro. Qui una giovane cheerleader americana chiama il 911 denunciando di essere stata aggredita dal compagno (botte, mani al collo, dice…). Gli agenti arrivano, pronti ad ammanettare il giovane che, seduto a terra, sfinito, porge il suo i-Phone all’agente: “ho filmato tutto”, dice. L’agente guarda e prende atto dalle immagini che la giovane denunciante aveva massacrato il ragazzo a calci, pugni, graffi, cercando poi di inguaiarlo con false accuse.

Le manette così scattano, però per lei. Insomma, tranne il finale (purtroppo), una storia più che consueta…

varie_bambinaC’è un giudice a Roma – Non ne ha parlato nessuno, sebbene si tratti di qualcosa di particolarmente significativo, in questo periodo di discussioni su separazioni e affidi, ma a Roma, Tribunale Civile, c’è un Giudice (maiuscola non casuale) che il 18 giugno scorso ha emesso una sentenza chiara chiara, la n.12394. Dice: “l’obbligazione gravante sui genitori per il mantenimento della prole nasce per il solo fatto di averla generata e l’obbligo di mantenimento sussiste anche a carico del genitore disoccupato, rilevando anche la sola capacità lavorativa generica”. Piuttosto chiaro, direi. Hai fatto un figlio? Lo devi mantenere senza se e senza ma, solo per questo, perché è al mondo, perché è tuo dovere, tua responsabilità. Questo significa che, a meno che tu non sia su una sedia a rotelle (e forse anche in quel caso), devi trovarti un lavoro purchessia, senza cercare di vampirizzare l’ex marito con cui hai deciso di non avere più nulla a che fare. Chi dunque starnazza dicendo che il DDL Pillon penalizzerebbe le donne prive di reddito se ne faccia una ragione: non è la legge a imporre che ci si deve rimboccare le maniche, ma la giurisprudenza, sulla base del semplicissimo fatto che la prole l’avete generata ed è vostro dovere mantenerla. Punto e via in marcia senza tante storie.

ragazzo-tristeE ce ne vorrebbero di più così – Il saggio magistrato romano purtroppo è una mosca bianca nel panorama nazionale e non solo. Come dite? Nadia Somma su Twitter ha detto che in realtà la coda alle mense Caritas è delle madri separate e non dei padri? Non ho visto questo illuminante contributo, la fanciulla mi ha bloccato su quel social (eheheheh…), ma se me lo dite ci credo. Sarà la stessa Somma a non credere invece ai dati non solo della Caritas, ma anche della sua omologa britannica o di quella spagnola. Tutte d’accordo nel dire che il sistema è impostato in modo tale che se una donna si trova in una qualunque difficoltà, ha a sua disposizione una pletora di paracadute o scialuppe di salvataggio e assistenza. Se le difficoltà le ha l’uomo, e sono innumerevoli tra violenze, false denunce e tribunali con giudici ben diversi da quello di Roma, be’ si arrangi. Dice: ma non capita spesso che gli uomini siano vittime di abusi, violenze, povertà. Balle: meno tutele hanno e più le violenze aumentano. Un circolo vizioso, sconosciuto e misconosciuto grazie alle trombonate dilaganti sulla violenza e la discriminazione contro le donne. E mica lo dico io, lo dice la BBC.

Valfrutta fa rima con boicotta – La società Valfrutta, produttrice di succhi di frutta, conserve e affini, ci tiene a far sapere, attraverso i suoi tappi, qual è il suo concetto di famiglia: due bimbi e un genitore. Uno solo. Indovinate quale…

grafica_valfrutta

Non ve lo devo far notare io: negli scaffali dei supermercati le diverse marche di succhi di frutta e affini sono tante, tantissime. Ecco, non so voi, ma io d’ora in poi eviterò attentamente di acquistare prodotti Valfrutta. Almeno finché non avranno risposto in modo soddisfacente alla mia richiesta:

grafica_valfrutta1

Non sarebbe male, in attesa, che anche altri chiedessero alla società bolognese lo stesso tipo di chiarimenti.

Edit: poco dopo sul profilo Valfrutta appare questa nota:

social_valfrutta

Ok, grazie. Attendiamo di vedere la nuova collezione per ricominciare a comprare i prodotti Valfrutta. Intanto magari pensarci prima alle cose non guasterebbe.

grafica_naveAl mio segnale scatenate la ceretta – Metti un  videogioco di quelli tosti, di guerra, strategia, colpi di spada e lancia, corpo a corpo, sangue, sudore, sporco. Quelle robe che piacciono a noi maschiacci insomma. Se poi ambientato nell’antica Roma ancora di più, ci viene subito in mente Massimo Decimo Meridio, la sua virilità, il suo eroismo. Giochi che talvolta piacciono anche alle ragazze, niente di male. Alla fine sono solo giochi. Eppure non sono esenti nemmeno loro dall’inquinamento culturale del politically correct da un lato e dell’isteria antisessista dall’altro. Case di produzione di videogames terrorizzate di essere accusate di discriminazione e perdere un bel business così hanno l’idea di inserire in scenari bellici storici nientemeno che generalesse in armatura. Una roba antistorica, anti-logica, anti tutto. E, come sempre accade con la spazzatura ideologica senza fondamento, tutto risulta poi un boomerang: valanghe di recensioni negative sul gioco in questione, costringendo la casa di produzione di Total War Rome II a far marcia indietro, rendendo le generalesse un’opzione e non più un’impostazione di default. Ipotizzerei anche uno scenario più realistico per loro: le generalesse al tepidarium che fanno il bagno sparlando delle amiche mentre i mariti si sbudellano sul campo di battaglia.

persone_pozzettoTaaaac! – Dopo l’oscar Sean Penn negli USA e Marco Giallini in Italia, anche un gigante storico della comicità e del cinema nostrano, il leggendario Renato Pozzetto, dice la sua, senza citarlo direttamente, sul #MeToo e le fanfaluche connesse: “io non ho mai visto donne molestate. Anzi. Si capiva che molte ragazze si avvicinavano a te, cercando di conoscerti, per mettere un piede nel mondo del cinema”. E giustamente aggiunge che queste fanciulle, quand’anche carine e affascinanti, perdevano ogni appeal una volta chiarito che il loro scopo era usare chiunque fosse disponibile per favorire la loro carriera. Caro Renato, ieri perdevano fascino, ora queste sanguisughe in autoreggenti sono eroine. Come sono cambiati i tempi, vero?

persone_zanzaOnore a Zanza (e alla sua bella morte)Maurizio Zanfanti è morto nella sua Rimini, settimana scorsa. Noto con il soprannome di “Zanza”, era diventato famoso fin dagli anni ’70 come simbolo della maschia italianità, della potenza seduttiva maschile latina, tanto da attirare sulla riviera romagnola eserciti di straniere desiderose di testare il prodotto. Fiumane di donne che hanno preso piacere da lui, regalandogliene altro in cambio. Mai alzato un dito contro la femmina, il Zanza, se non per procurarle piacere e coinvolgimento. Un maschio italiano, insomma. Impunito quanto vuoi, ma un buon vero maschio italiano. Chissà quante di quelle signore che gli si sono rivolte oggi predicano a figlie e nipoti i dettami del turbofemminismo del nuovo millennio, per cui già uno sguardo è molestia… Ma che importa, tanto, dopo aver blaterato, sempre da uno Zanza andranno, loro, le figlie e le nipoti, per godere della bellezza della relazione istintiva eppure rispettosa e mai violenta. Oppure odieranno e sparleranno per invidia di quelle abbastanza belle e vere per poter avvicinare uno Zanza con successo. Una bella vita quella di Zanza. Una di quelle che, portata fino alla fine, si conclude con una bella morte. Zanza infatti è morto subito dopo aver fatto l’amore in auto con una 23enne dell’est Europa, a 63 anni suonati e tenendole la mano teneramente. Onore a te, Zanza, anche se un pretuncolo della tua zona ti ha negato il funerale in chiesa. Spero che non ti annoierai in paradiso, in mezzo ad angeli assessuati.


varie_indagineuomo

Compila il questionario:

http://www.sondaggio-online.com/s/7524a20

85 thoughts on “32 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Però a me la storia che ci sia una predisposizione media innata per il genere non mi convince più di tanto. Se davvero la pecentuale delle donne interessata dalle scienze pure od applicate nel mondo occidentale è così bassa per fattori di predisposizione allora non si spiega perchè in paesi come l’Iran le donne costituiscono il 70% dei frequentanti dei corsi STEM. In pratica un ribaltamento totale delle nostre classifiche che si verifica anche in altri paesi islamici.

  2. il prof. Strumia ha commesso in buona fede il grave errore di non azzerbinarsi, in un consesso scientifico, decantando le lodi di qualche collega. Avrebbe ricevuto alla fine un fantastico zerbino rosa 🙂
    Ogni tanto pure io fingo di lodare in modo magniloquente delle mie colleghe: di solito ci credono. Anzi, si imbrodano tutte e si imbarazzano, trattandosi di vere vanitose narcisiste . Neppure immaginano che le sto prendendo per i fondelli da ore.
    a parte il povero Strumia, caduto sulla strada della discriminazione a causa di un paio di affermazioni più che ovvie,
    segnalo che stavolta è capitato a Ivan Cattaneo.
    Il maturo cantante si è azzardato a nominare il nome di Dio invano, che è peccato mortale nel clima da neobigottismo di stampo #metoo.
    L’incauto ha pronunciato in TV la parola “stupro”; ma tutto questo deve essere criminale 🙂 da
    parte di un uomo, dato che ormai che pronunciare quel termine occorre il lasciapassare del D.I.RE.,
    di alcuni blog ultras tipo abbatto i muri e, forse, una bolla papale. Alla faccia dell’art. 21 Costituzione.
    Stiamo messi bene…
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/27/grande-fratello-vip-ivan-cattaneo-rifiutare-una-donna-e-peggio-che-violentarla-il-cantante-ora-e-a-rischio/4653222/

    1. l’incauto ha detto che per una donna essere rifiutata da un uomo è peggio che essere violentata. Se non ti accorgi da solo dell’imbecillità e della gravità di tale affermazione ti compiango

      1. signor Paolo/Ned, figurati se vado a replicare alle tue facezie, spammate qui o su qualche paginetta misandriaca con pezze di appoggio di pentitismo maschile.

        Fatti una vita e stacca il cellulare.

      2. E’ un’esagerazione voluta, ma spiega un concetto sostanzialmente vero: in genere una donna vive il rifiuto maschile come una violenza vera e propria.
        In casi limite l’affermazione è certamente vera: una donna che è stata spesso rifiutata dagli uomini difficilmente si sentirà stuprata se passa la notte con uno quando è così sbronza da non poter intendere e volere – tecnicamente è stupro ma difficilmente per lei sarà stupro.
        Tu non lo capisci perché non hai mai rifiutato una donna in vita tua, e non hai visto la reazione.
        Tanto per farti capire: se una si sente attraente, si mette in tiro, entra in un locale e nessuno ci prova con lei, già il solo fatto che nessuno ci abbia provato con lei equivale, per un uomo, ad averci provato con tutte le donne del locale ed essere stato respinto da tutte. Eleva al cubo e viene fuori lo stato d’animo di una che viene respinta direttamente dopo che si è fatta avanti lei o, apriti o cielo, dopo che lui l’ha “sedotta” ma poi lui ha cambiato idea.

  3. comunque se avete ragione voi e la maggioranza degli uomini non è portata “per natura” a scegliere l’insegnamento il divario uomini-donne nell’insegnamento scolastico lamentato da eric lauder come un vulnus gravissimo, non si sanerà mai. Dovreste spiegarglielo

    1. Non ha importanza: sarà sufficiente riportare la figura paterna al ruolo che gli spetta.
      È una anomalia anche delegare l’educazione agli insegnanti.
      Comunque Ned stai spammando su questo blog in maniera indecente con le tue stronzate: è difficile saltare i tuoi commenti perché sotto ce n’è un altro e poi un altro. Fatti anche una vita.

      1. ma quale figura paterna! Non hai letto quel che ha scritto Sandro? Noi siamo identici agli altri primati pertanto la femmina accudisce i cuccioli mentre il maschio pensa solo a fare la lotta contro altri maschi e a fecondare quante più femmine possibile, se ne frega dei cuccioli! Lo dice la scienza! (sono sarcastico, ovviamente)

        1. Quanto sei irrimediabilmente scemo. Ma che ci stai a fare qui? Io sto qui perché credo nella causa. Tu che cavolo vuoi?

    2. I casi sono due:
      O donne e uomini sono uguali.
      O gli uomini non sono portati per insegnamento-lettere-lingue e pertanto le donne non sono portate per matematica-logica-fisica
      Nel primo caso debbono esservi sia quote rosa ovunque che quote azzurre ovunque. NOTO CHE MANCANO LE QUOTE AZZURRE.
      Nel secondo caso le quote rosa non sono necessarie e quasi tutte le quote azzurre non sono necessarie ma restano necessarie: quote azzurre nell’insegnamento primario e secondario) perché le donne non possono insegnare ai maschietti (essendo diverse) OPPURE educazione separata sino ai 18 anni 8che nel caso di diversità sarebbe l’ideale).

      Dimmi se qualcosa non ti è chiaro.

  4. piuttosto Stasi sono meravigliato da te: mi era parso di capire che tu fossi nettamente contrario a coloro che sostengono che l’essere uomo o donna implichi una differenza nelle capacità ematiche o intellettive, giustamente bollavi come sessiste queste affermazioni. Giutamente bollavi come sessista chiunque sostenesse che una donna fosse più brava o più portata di un uomo in una certa professione solo perchè donna. Hai cambiato idea?
    Pensi che le donne siano biologicamete portate all’insegnamento nelle scuole (e tutte quelle che picchiano i bambini allora?) e gli uomini alla rierca n? perchè questo è sessismo ed è falso.

    1. Caro giovanotto, quotidianamente impegnato a “difendere” il sesso femminile dagli attacchi degli “sporchi maschilisti misogini”, non ci vuole molto a capire che tu, delle intrinseche differenze esistenti tra i due sessi, non sai praticamente nulla.
      Dunque: in questi ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
      Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.
      La sua concentrazione determina l’aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
      Il testosterone mascolinizza l’organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell’individuo) e mascolinizza anche il cervello.
      Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
      Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
      In presenza dell’ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l’uccello comincia a cantare.
      Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.
      In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
      Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l’ormone è una sostanza che ne altera la mente.
      Lo stesso vale per gli esseri umani.
      In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
      La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.
      Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po’ di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
      Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d’amore.
      Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l’aspetto e l’atteggiamento femminile.
      Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effeminati.
      Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
      Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state “maschiacci” da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.
      Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.

      1. Questo è quanto scrissi in altri lidi virtuali oltre dieci anni fa.
        ————————-
        Nel 2001 una riunione dei rettori di nove università americane d’élite chiese “cambiamenti significativi”, come destinare sovvenzioni e borse al personale docente femminile, riservare ad esso i parcheggi migliori nel campus e garantire che la percentuale di donne nel corpo docente corrisponda a quella delle studentesse.
        Ma in queste storie di messaggi negativi, barriere invisibili e pregiudizi sessuali c’è qualcosa di strano. Il metodo scientifico consiste nell’avanzare ogni ipotesi che possa rendere conto di un fenomeno ed escluderle una dopo l’altra conservando soltanto quella giusta. Gli scienziati apprezzano chi è capace di elaborare spiegazioni alternative e da chi sostiene un’ ipotesi ci si aspetta che confuti le altre, anche le più improbabili. Eppure, nei dibattiti in ambito scientifico è raro persino che si menzioni un’alternativa alla teoria delle barriere e dei pregiudizi. Una delle eccezioni è una scheda che accompagnava nel 2000 un servizio di “Science”, in cui veniva citata una relazione presentata alla National Academy of Engineering da Patti Hausman, studiosa di scienze sociali:
        >>>
        La domanda sul perché le carriere nel campo dell’ingegneria non vengano scelte da un maggior numero di donne ha una risposta piuttosto ovvia: perché a loro non piacciono. Ovunque si guardi, si troveranno molte meno donne che uomini affascinate da ohm, carburatori e quark. Rifare i programmi di studi non mi renderà più interessata a imparare come funziona la mia lavapiatti.
        >>>
        Una eminente ingegnere, seduta fra il pubblico, denunciò immediatamente quest’analisi come “pseudoscientifica”. Ma Linda Gottfredson, esperta di letteratura sulle preferenze vocazionali, fece notare che Hausman aveva i dati dalla sua parte:”In media, le donne sono più interessate a trattare con le persone e gli uomini con le cose”.
        I test vocazionali indicano anche che i ragazzi sono più interessati a occupazioni “realistiche”, “teoriche” e “investigative”; le ragazze a occupazioni “artistiche” e “sociali”.
        Quelle di Hausman e Gottfredson, però, sono voci isolate. Il gap fra i sessi è quasi sempre analizzato nel modo seguente: ogni squilibrio fra uomini e donne in materia di occupazioni e retribuzioni è prova diretta di pregiudizi sessuali, se non nella forma di aperte discriminazioni, in quella di messaggi scoraggianti e barriere invisibili. La possibilità che fra uomini e donne vi possano essere differenze che influiscono sui lavori che svolgono e su quanto guadagnano non può essere menzionata in pubblico, perché danneggerebbe la causa della parità sul lavoro e gli interessi delle donne.
        E’ questa convinzione che ha fatto sostenere a Friedan e Clinton, per esempio, che non avremo raggiunto la parità fra i sessi finché donne e uomini non saranno ugualmente rappresentati e pagati in “tutte le attività professionali” (quindi anche in miniera…).
        Nel 1998 Gloria Steinem e Bella Abzug, membro del Congresso, in un’ intervista televisiva definirono l’idea stessa di differenze fra i sessi una “scemenza”, una “sciocchezza antiamericana” e quando ad Abzug fu chiesto se parità fra i sessi significasse numeri uguali in ogni campo (quindi anche in fonderia e nei cantieri…), la sua risposta fu:”Cinquanta e cinquanta, assolutamente”.
        Quest’analisi del gap fra i sessi è diventata anche la posizione ufficiale delle università. Che i rettori degli atenei d’élite degli Stati Uniti siano pronti ad accusare i colleghi di odiosi pregiudizi senza nemmeno prendere in considerazione spiegazioni alternative (per accettarle o rifiutarle, non importa), dimostra quanto il tabù sia profondamente radicato.
        Il problema di quest’analisi è che l’ineguaglianza negli esiti non può essere portata come prova di un’ineguaglianza di opportunità, a meno che i gruppi comparati non siano identici in ogni tratto psicologico, cosa che potrebbe avvenire solo se fossimo tabulae rasae (non lo siamo…).
        Ma accennare alla possibilità che il gap fra i sessi sia dovuto, almeno in parte, a differenze fra i sessi rischia di far scoppiare la guerra, specie se a dirlo è un uomo bianco occidentale.
        Chi osa farlo deve aspettarsi di venir accusato di “volere tenere le donne al loro posto” o di “giustificare lo status quo”. Il che non è meno insensato che accusare uno scienziato che studi i motivi per cui le donne vivono mediamente più a lungo (salvo in Paesi come l’Afghanistan, il Nepal e pochissimi altri) di “volere che i vecchi di sesso maschile muoiano”. Lungi dall’essere una manovra architettata dagli uomini per difendere i loro interessi, le analisi che mettono in luce le pecche della teoria della barriera invisibile vengono in larga misura da donne, come Hausman, Gottfredson, Judith Kleinfeld, Karen Lehrman, Cathy Young e Camille Benbow, le economiste Jennifer Roback, Felice Schwartz, Diana Furchtgott-Roth e Christine Stolba, la studiosa di diritto Jennifer Braceras e, con maggiori riserve, l’economista Claudia Goldin e la studiosa di diritto Susan Estrich.

        1. Per approfondire:

          RICH HARRIS, J.,
          Non è colpa dei genitori,
          Mondadori, 1999.

          BLAFFER HRDY S.,
          Mother Nature. A History
          of Mother, Infants and
          Natural Selection,
          Pantheon Books, New York, 1999.

          GEARY D. C., Male,
          Female: the Evolution of Human
          Sex Differences, American
          Psycological Association, 1998.

          FAUSTO-STERLING A.,
          Sexing the body. Gender
          Politics and the Construction of
          Sexuality, Basic Books, 2000.

          HINES M., Brain Gender,
          Oxford University Press, 2003.

          BUSS D. M., The Evolution of
          Desire: The strategies of human mating,
          Non Basic Stock Line, 2003.

          BLUM D., Sex in the Brain.
          The Biological Differences between
          Men and Women, Viking Press, 1997.

          DOMURAT DREGER A.,
          Hermaphrodites and the Medical Invention
          of Sex, Harvard University Press, 1998.

          LEHRKE R., Sex Linkage of Intelligence.
          The X-Factor, Praeger, Westport, Connecticut, 1997.

          1. Sandro, lascia che ti ringrazi per i tuoi interventi, articolati, fondati, argomentati, scientifici, affascinanti. Una boccata d’aria fresca. Col tuo permesso vorrei pubblicarne uno il penultimo, sul blog. Dimmi tu se a nome Sandro, uno pseudonimo, il vero nome, come vuoi tu. Scrivimi pure a stalkersaraitu@gmail.com

            1. In merito aggiungo dell’altro.

              1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell’uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.

              2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.

              3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch’essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nell’amigdala nel sistema limbico del cervello.

              4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l’ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei “maschiacci”, giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l’equivalente di polluzioni notturne.

              5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un’operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
              L’esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.

              6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l’altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l’X ereditato dalla madre, l’Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l’aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall’evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all’uno come all’altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
              E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l’hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l’hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d’accordo con gli altri.

              In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.
              Piaccia o meno.

              1. “I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell’allevamento dei figli.”

                se le cose stanno così i giudici fanno benissimo ad affidare i pargoli a mamma! Perchè dovrebbero darli a un aggressivo iper-competitivo e che tendenzialmente pensa solo a scopare in giro? Stasi, perchè non protesti contro quello che dice Sandro? Che fine fa la bigenitorialità?
                La realtà è che Sanro fa neurosessismo, a parte partorire e allattare al seno un padre umano può fare quello che fa la madre; tra cervello maschile e femminie non ci sono differenze significative nè c’è differenza nell’intensità del desiderio sessuale. Leggete Cordelia Fine che ha smentito molte balle che vengono spacciate per scienza
                https://en.wikipedia.org/wiki/Cordelia_Fine

                1. Eh già, Cordelia Fine… la quale afferma che tutti gli scienziati che hanno fatto ricerche che dimostrano che tra i due sessi esistono delle differenze innate, hanno sbagliato. Tutti. E hanno fatto questi errori grossolani perché sono sessisti. Ed infatti la suddetta sostiene che tutte le differenze derivano dai pregiudizi sociali di genere.

                  Capirai che novità, caro giovanotto ultra femminista…
                  Roba del genere la leggevo già quando tu eri ancora in fasce. (*)

                  ————————

                  (*) Leggi qua:

                  Gli istinti non creano costumi; i costumi creano istinti: i presunti istinti degli esseri umani, infatti, sono sempre appresi, mai originari.
                  ELLSWORTH FARIS (1927)

                  I fenomeni culturali non sono sotto nessun aspetto ereditari, ma tipicamente e senza eccezione acquisiti.
                  GEORGE MURDOCK (1932)

                  L’uomo non ha natura; quello che ha è storia.
                  JOSE’ ORTEGA Y GASSET (1935)

                  Con l’eccezione delle reazioni istintoidi degli infanti a repentine sottrazioni del sostegno e forti rumori improvvisi, l’essere umano è del tutto privo di istinti. L’uomo è uomo perché non ha istinti; perché tutto ciò che è ed è divenuto l’ha appreso, acquisito, dalla sua cultura, dalla parte dell’ambiente prodotta dall’uomo, da altri esseri umani.
                  ASHLEY MONTAGU (1973)

                  Si è costretti a concludere che la natura umana è incredibilmente malleabile, tale da adattarsi infallantemente, con aspetti contrastanti, a condizioni culturali in contrasto.
                  MARGARET MEAD (1935)

                  Gran parte di quella che è comunemente detta “natura umana” è meramente cultura passata per un setaccio di nervi, ghiandole, organi sensoriali, muscoli, ecc.
                  LESLIE WHITE (1949)

                  Le nostre idee, i nostri valori, i nostri atti, perfino le nostre emozioni sono, come lo stesso nostro sistema nervoso, prodotti culturali fabbricati usando tendenze, capacità e disposizioni con cui siamo nati, ma ciò non di meno fabbricati.
                  CLIFFORD GEERTZ (1973)

                  Anche l’antropologo Loren Eiseley, scrisse:
                  La mente umana, con la sua indeterminatezza, con il suo potere di scelta e di comunicazione culturale, è prossima a sfuggire al cieco controllo di quel mondo deterministico con il quale i darwinisti avevano inconsapevolmente incatenato l’uomo. Le caratteristiche innate imposte a quest’ultimo dagli estremisti della biologia si sono sbriciolate. Wallace vedeva giusto quando diceva che con l’avvento dell’uomo l’evoluzione di parti era divenuta in notevole misura qualcosa di superato, che ora era la mente l’arbitro del destino umano.

                  Il Wallace menzionato da Eiseley è Alfred Russel Wallace (1823-1913), che scoprì la selezione naturale contemporaneamente a Darwin e si allontanò poi da quest’ultimo sostenendo che la mente umana non poteva essere spiegata con l’evoluzione e doveva essere stata progettata da un’intelligenza superiore. Assolutamente convinto che la mente umana potesse sottrarsi al “cieco controllo di un mondo deterministico”, Wallace divenne uno spiritista e passò gli ultimi anni della sua vita alla ricerca di un modo per comunicare con le anime dei defunti.

                2. Ned, già che ci sei leggi questo libro, non fosse altro per il fatto che è stato scritto da una donna…(Louann Brizendine)
                  E siccome per te la parola femminile vale cento volte di più di quella maschile, faresti bene a fargli una sbirciata…

                  https://www.ibs.it/cervello-dei-maschi-libro-louann-brizendine/e/9788817034807
                  >>>>
                  Descrizione
                  L’amore, il sesso, il tradimento, la paternità: non sono solo il carattere e le circostanze sociali, ma anche e soprattutto i geni e gli ormoni a determinare cosa succede nell’universo complesso e affascinante che è il cervello maschile. La neuroscienza ha scoperto per esempio che gli uomini usano circuiti cerebrali alternativi rispetto alle donne per elaborare informazioni connesse a difficoltà emotive: ecco perché, davanti alle lacrime di lei, la mente di lui attiverà il processo “soluzione del problema” e non quello “comprensione e consolazione”, e cominceranno a volare le stoviglie. La risonanza magnetica evidenzia che nel maschio l’organo sessuale recepisce l’attrazione più rapidamente del cervello: se lei è abbastanza vicina, può quindi accorgersi che gli piace un attimo prima che se ne accorga lui. Ricerche sui topi hanno decretato che esiste un ormone della monogamia: se lui tradisce non è colpa solo di “quella scostumata”. Con molti esempi concreti tratti dalla sua lunga esperienza di neuropsichiatra, Brizendine svela finalmente i segreti dell’organo maschile più incompreso. Che non resta immutato dall’infanzia alla vecchiaia: il cervello inondato di testosterone dell’adolescente è molto diverso da quello di un neopapà, addolcito da un’incursione di ormoni femminili, ma anche da quello di un innamorato o di un pensionato.
                  >>>>

              2. spesso accusate le donne di volere l’emancipazione quando fa loro comodo mentre invece se si separano vogliiono dipendere economicamente dall’ex marito e tanti saluti all’emancipazione .

                Si potrebbe dire lo stesso degli antifemministi. Ecco cosa pensano gli antifemministi finchè lui e lei sono sposati:” uomini e donne hanno cervelli diversi! Le donne sono portate ad accudire i bambini non sono abbastanza agressive e competitive per fare carriera, mentre gli uomini sì, grazie al supremo testosterone possono combattere e avere successo sul lavoro quindi l’uomo deve fare carriera e la donna a casa, al massimo può fare la maestra d’asilo,la domestica, l’infermiera o la segretaria del capo uomo”

                ma non appena lui e lei si separano ecco che gli antifemministi si scoprono grandi sostenitori dell’uguaglianza assoluta tra i sessi: “papà e mamma sono uguali! Anche il papà deve accudire il bambino! La mamma vada a lavorare! Anche le donne possono fare carriera! la madre faccia carriera! Si guadagni il pane! Come? Non ha fatto carriera perchè è rimasta a casa o ha chiesto un sacco di part-time per poter stare dietro ai cuccioli mentre il marito si dedicava al lavoro? E chissenefrega!”

                insomma decidetevi perchè non si può essere tradizionalisti e anti-tradizionalisti a giorni alterni

                1. Sono tutte cazzate che ti inventi tu.
                  Strumia ha detto questo:
                  La maggioranza delle donne sono più portate per le materie umanistiche, la maggioranza degli uomini sono più portati per le scienze dure.
                  “Maggioranza” non significa tutti, di nuovo: Pareto, 80:20.
                  Non si parla di competitività.
                  Inoltre: preferiresti un Presidente del Consiglio con laurea in Fisica Nucleare/Matematica o in Filosofia/Storia? Ci sta che il secondo/la seconda possa essere meglio in quel ruolo, c’è da mediare con persone, enti, forze politiche, forze sociali, mica da fare calcoli matematici molto complessi…

                  Un ragazzo di 12-13 anni ha più bisogno del padre che della madre.
                  Mio figlio ne ha 14, è arrivato a casa mia oggi e tornerà dalla madre domenica sera, e NON è il mio week-end: come farà, povero pacco postale?
                  Non so, intanto il pacco postale si è fatto la valigia e si è spedito da solo.
                  Forse sopravviverà…

      2. non ho capito. Stai dicendo che tutte le donne scienziate da Marie Curie a Rosalind Franklin, a Margherita Hack fino alla vincitrice del Nobel di oggi , tutte compresa una mia amica che studia fisica all’università (e non è un maschiaccio) hanno disfunzioni ormonali? Soffrono di un eccesso di testosterne o di ormoni simili al testosterone? Perchè non è affatto così

  5. Tornando al discorso sulle scelte di genere in ambito pubblico … un mese fa e’ stato scelto il nuovo responsabile del festival del cinema di Locarno, ed e’ stata scelta una donna; un giornalista ottuso ha avuto la faccia tosta di chiedere ad un membro della commissione se fosse stata scelta una donna proporzioni quanto donna … la risposta lapidaria fu “…assolutamente no!…”; forse la scelta e’ stata fatta perché’ l’unica candidata aveva titoli superiori a quelli dei suoi colleghi maschi, ma ho il sospetto che sulla scelta del comitato sia pesato il terrore, forse neanche a livello cosciente, di quello che sarebbe potuto capitare loro se avessero scelto un uomo …. viva il libero mondo occidentale dove ognuno può ‘ esprimere il proprio pensiero senza preoccuparsi delle conseguenze …. il caso strumia vi dice niente …?…

  6. E ti pareva che capivi qualcosa?

    Strumia ha detto che a fronte delle sue maggiori qualifiche sono state invece scelte due donne. Chiunque dotato di un minimo di concetto di equità e giustizia dovrebbe essere dalla sua parte, in quanto è lui che ha subito una ingiustizia. Egli, non trovando altri luoghi di ascolto, ha creduto evidentemente di denunciare il misfatto così.

    Bravo, creativo, coraggioso: sei il mio eroe.

    Ciò premesso, questa discriminazione istituzionale detta “positiva” (come ossimoro equivalente a dire “uno stupro in allegria”) sarebbe a riparazione di una presunta segregazione di genere che vede le femmine sotto rappresentate in ambito scientifico.

    Si chiede Strumia: saranno pur libere le donne e gli uomini di scegliersi il proprio futuro? Perché l’unica teoria deve essere che le donne sono discriminate? Perché non può essere che scelgono liberamente p.es. di insegnare (dove sono sovra rappresentate e nessuno dice niente) sentendosi più realizzate in quel ruolo?

    Aggiungerei anche: perché tutti riconoscono con facilità le differenze fisiche tra maschi e femmine ma all’improvviso arrivati al collo decidono che più su siamo uguali identici indifferenziati etc?

    Salvo poi ovviamente che le donne sono più intelligenti, più empatiche, più forti, il maschio sostanzialmente inutile etc.

    Tutta roba che si legge e sente quotidianamente sui media che si autodefiniscono liberal, antirazzisti, di sinistra, buoni bravi e belli.

    Strumia è uno scienziato: si fa domande e non dà nulla per scontato.

    In Svezia la segregazione di genere è la più alta: come mai? come se lo spiega la teoria para scientifica detta correttamente mainstream?

    Siamo scienziati o caporali?

    Ma che te le spiego a fare a te queste cose: è come dare le perle ai porci. Hai portato le pantofole a Ricciocorno?

    1. Affermare che qualcuno è più portato per le materie scientifiche solo perchè ha il pene e non la vagina è una cavolata sessista come è una cavolata sessista affermare che qualcuno è più empatico solo perchè ha la vagina e non il pene. Strumia ha detto una cavolata sessista (tra l’altro oggi il Nobel per la Fisica è adato a tre scienziati tra cui una donna). E non centra nulla con le libere scelte di carriera e inclinazioni professionali delle persone

        1. quindi ci sono decenni di studi antropologici che dimostano che Fabiola Gianotti, Rosalind Franklin, Sophie Germain e le scienziate donne sono in realtà uomini travestiti? Ci sono decenni di antropologia che dimostrano che le donne sono più empatiche per biologia? Non credo che l’antropologa Margaret Mead sarebbe d’accordo

          1. Come sei fastidioso quando fai così, Ned… E’ naturale che l’antropologia (e anche il semplice buon senso) parli di fattori tendenziali. Come ogni scienza umana, non taglia con l’ascia le questioni. Ci possono essere donne portate anche più degli uomini alle questioni scientifiche e uomini portati più delle donne alle relazioni umane. Si parla di inclinazioni tendenziali dell’uno e dell’altro genere che, essendo diversi, possono tendenzialmente avere inclinazioni diverse. Dai su, non farmi perdere tempo…

            1. quindi se qualcuno afferma che secondo fattori tendenziali (e con tutte le eccezioni del caso, senza negare che ci siano anche uomini portati ecc..) le donne sono maggiormente portate all’insegnamento tu non salterai su facendo l’elenco di tutte le maestre picchiatrici?

              1. Assolutamente no. Le maestre picchiatrici sono, vivaddio, un’eccezione. Le conteggio per mera provocazione verso chi conteggia i “femminicidi”. L’uno e l’altro fenomeno sono gravi, odiosi, terribili, non ci piove. Ma entrambi meno che marginali. Gran parte delle donne sono persone per bene, esattamente come gran parte degli uomini lo sono. Nel mucchio ci sono i pazzi/le pazze, i criminali/le criminali, gli stronzi/le stronze, ma la maggioranza non lo è. Ho molto ben presente la realtà delle cose, sai?
                Se non hai ancora capito che il 95% di questo blog combatte la narrazione avversaria usando le sue stesse armi e tecniche (con lo scopo utopistico di far cessare le ostilità), ma con dati e fatti ben più pregnanti e una maggiore consapevolezza della realtà (oltre che uno stile e una caratura immensamente maggiori)… be’, allora davvero il tuo livello è quello del mafioriccio, e oltre non puoi andare.

      1. Se sei convinto che non c’entri nulla buon per te. Tu però vilmente non rischi niente per le tue idee, anzi sei perfettamente prono e funzionale al sistema. E ovviamente sbagli: è noto e dimostrato che le donne hanno maggiori capacità linguistiche, sicché non sorprende siano sovra rappresentate in quelle professioni. A conferma, il premio Nobel per la fisica di quest’anno è solo per un terzo donna. A me non sorprende, perché non ho mai detto che non possono esserci donne geniali, solo che nel complesso saranno naturalmente sotto rappresentate in ambito scientifico, così come sono sotto rappresentati gli uomini in altri campi. La mia convinzione non esclude fisici donna e poliglotti uomini. Mi sembra semplicemente assai piu difficile dimostrare che per forza devono essere 50 e 50 altrimenti è discriminazione… dove è scritta questa legge della Natura? È soltanto un diktat femminista senza alcuna sostanza, che sopravvive anche grazie a maschiettini come te. Nel dubbio io dico: lasciamo che la gente scelga liberamente cosa vuol fare da grande.

      2. Strumia ha fatto affermazioni sensate e condivisibili.
        ———
        (tra l’altro oggi il Nobel per la Fisica è adato a tre scienziati tra cui una donna).
        ———-
        E quindi?
        Dall’ultima volta che una donna vinse il Nobel per la fisica sono passati 55 anni.
        Quello che a te non è chiaro è che a cambiare sono le percentuali.
        Ad esempio: chi è che impedisce alle donne di studiare la matematica?
        Ovviamente nessuno.
        Eppure, guarda un po’, la Medaglia Fields – ovvero il Nobel per la matematica – è stato quasi sempre vinto da uomini.
        https://it.wikipedia.org/wiki/Medaglia_Fields
        L’unica eccezione è rappresentata dall’iraniana Maryam Mirzakhani, prematuramente scomparsa poco più di un anno fa (Teheran, 5 maggio 1977 – Palo Alto, 15 luglio 2017).
        https://it.wikipedia.org/wiki/Maryam_Mirzakhani

      3. Guarda, te lo spiego una volta sola.
        Regola di Pareto, 80:20.
        Tutti i nostri problemi nascono dal fatto che le persone si dividono in due categorie:
        Quelli che pensano che il 100% delle donne sono così e il 100% degli uomini sono cosà.
        Quelli che pensano che uomini e donne sono uguali in tutto.
        Esempio pratico, che evidenzia discriminazione contro le donne:
        La famosa ricerca: il 75% degli uomini accetta una proposta sessuale da una sconosciuta, lo 0% delle donne accetta proposta sessuale da sconosciuto. Si intende proposta “al volo”, non con un po’ di preparazione fosse pure di solo mezz’oretta di chiacchierata.
        Secondo certe femministe le due percentuali dovrebbero essere identiche, entrambe al 75%.
        Secondo certe altre femministe e praticamente tutti i tradizionalisti-conservatori gli uomini dovrebbero scendere allo 0% come le donne.
        Sbagliato, regola di Pareto, 80:20.
        Gli uomini dovrebbero stare all’80% e le donne al 20%.
        Quindi c’è un’enorme pressione sociale che spinge le donne dal 20% allo 0%.
        La differenza tra 80% e 75% degli uomini si spiega di conseguenza: un 5% di uomini, sapendo giustamente che nella società attuale nessuna donna offrirebbe sesso così, pensa che ci sia la fregatura, che sia una ladra o cose simili.

        Spiegazione anti-femminista che riconosce la discriminazione femminile.
        Quando c’è va riconosciuta.

  7. Strumia non poteva non sapere che rischiava la sua carriera accademica. Se si è esposto è perché con tutta probabilità qualcosa sta cambiando: prime avvisaglie della valanga!

    1. Strumia lo ha scritto nell’ultima slide che rischiava la sua carriera universitaria, e lo ha detto alla conferenza
      Eccole qui le slide, guarda cosa scrive nell’ultima
      https://drive.google.com/file/d/1c_NyUhOZ8erdqU2AGZJZtNfFeA91Kefj/view
      Non sono però così ottimista su una “valanga” in arrivo, magari fosse così.
      Io mi riterrei fortunato se vedessi la valanga tra 20 anni, o perlomeno riuscissi a vederla nel corso della mia vita.
      Sono comunque sicuro che ci sarà.

  8. Alessandro Strumia è il mio eroe.
    Purtroppo lo faranno fuori perché ha detto la verità.
    Vedere il mondo scientifico piegato a 90° al nazifemminismo è tristissimo.

    https://www.repubblica.it/scienze/2018/10/01/news/_uomini_piu_bravi_ma_discriminati_bufera_sulla_frase_del_fisico_italiano_il_cern_si_scusa-207864635/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P11-S1.4-T1

    “Non ho mai fatto discorsi sessisti o discriminato le donne, ho semplicemente presentato una serie di dati, elaborati da ricerche degli ultimi anni, che dimostrano che nella fisica non c’è discriminazione delle donne, nonostante in tante al seminario al Cern abbiano voluto sostenere il contrario”. Anzi, secondo il professore “i numeri oggettivi dimostrano che a livello di assunzioni si richiede agli uomini parametri più elevati rispetto alle donne”. Ciò che critica Strumia è “quella cultura politica, spesso non sostenuta dalle donne, che vuole sostituire la competenza e il merito con una ideologia della parità”. Il fisico pisano, che oggi ha ricevuto tante telefonate “anche da colleghe che lo sostengono” è convinto che “le persone con il confronto capiranno, anche se molte sono chiuse in un errato istinto di autoconservazione”.

    1. Ce ne saranno sempre di più, perché il fatto che si avvantaggino le donne per legge in certi settori ma non gli uomini in altri è una cosa sempre più evidente: vedi la Fedeli che ha messo tassazione ridotta alle ragazze che si iscrivono a materie scientifiche ma NON ai ragazzi in quelle umanistiche, pur con la mancanza di insegnanti uomini che dovrebbe spingere a incentivare i ragazzi a iscriversi a facoltà che danno sbocco nell’insegnamento.
      Anche all’Università di Pisa è prassi ufficiale e ufficializzata che a parità di requisti venga scelta sempre una donna contro un uomo, quindi ciò che ha detto Strumia, che si richiedono agli uomini parametri più elevati rispetto alle donne, è la pura verità.

    2. pare che strumia (frustrato perchè hanno preso per un incarico delle scienziate donne e non lui) abbia fatto riferimento (correggetemi se sbaglio) anche a non so quale ricerca che “dimostrebbe” che le donne hanno “per natura” meno interesse alle materie scientifiche, se l’ha fatto ha detto una cavolata e mancato di rispetto a tante ottime scienziate del pasato e del presente da Rosalind Franklin a Fabiola Gianotti

      1. Le slide sono qui
        https://drive.google.com/file/d/1c_NyUhOZ8erdqU2AGZJZtNfFeA91Kefj/view
        Ha fatto anche il suo esempio, a voce, ma non è nelle slide: ha denunciato pubblicamente il fatto che le colleghe pur avendo meno pubblicazioni e citazioni di lui gli sono state preferite “in quanto donne”.
        Fabiola Gianotti lo ha sospeso senza confutare i suoi dati e neppure analizzarli.
        Non ci sono casi di scienziati uomo di fama che negli ultimi 60 anni abbiano, in Occidente, rigettato tesi e dati perché li ritenevano “offensivi”.
        Quindi Fabiola Gianotti è un elemento di regresso per la cultura scientifica occidentale.

  9. L’ultima parte non la si può proprio leggere, però, quella su Zanza: paradiso con angeli asessuati? Quando mai?
    Ci ritroveremo nella Celeste Benidorm, che è come quella vera di 20-25 anni fa ma senza AIDS né altre malattie sessualmente trasmissibili! 😀
    Ciò premesso.
    Mi fa molto piacere che stai diventando sensibile al tema della preponderanza femminile tra le insegnanti, che è uno squilibrio che va senz’altro corretto. D’altronde ci stiamo sorbendo quote rosa di ogni genere, sgravi all’assunzione di donne “in quanto donne”, corsi finanziati dalle regioni riservati per metà a donne e per metà aperti a tutti (donne comprese nel “tutti”, ovviamente) e probabilmente ulteriori cose simili arriveranno in futuro, che senso ha dunque lasciar correre una situazione come quella nelle scuole primarie e secondarie?

    Simpatica la femminista che utilizza “pezza” invece che “pezzo”, direi che è una bella dimostrazione di violenza femminile, anche se solo verbale.

    1. salve Eric.
      Per corroborare il quadro, ti indico la “Consigliera di parità” o consigliera di pari opportunità.

      Ovviamente si tratta sempre di una donna.
      A cosa serve? Per il momento, dalle mie parti, a coprire un posto di lavoro femminile.
      🙂

  10. quindi gli uomini crudeli sono una esigua minoranza (e fin qui sono d’accordo ma anche le donne crideli sono poche) e comunque saranno sempre meno crudeli di una donna crudele (cavolo! meno male che Hitler, Mussolini, Stalin, Pol Pot, Idi Amin, Osama Bin Laden e Ted Bundy non erano donne. Sennò chissà che avrebbero combinato!), e ovviamente si suggerisce che la crudeltà femminile sia un dato di natura a differenza di quella maschile quasi sempre causata da una donna sconsiderata.
    Caro Stasi, la realtà è che esistono persine crudeli sia uomini sia donne e la crudeltà di una donna non è qualitativamente superiore a quella di un uomo come non lo è la bontà

    1. “Hitler, Mussolini, Stalin, Pol Pot, Idi Amin, Osama Bin Laden e Ted Bundy ”

      tra l’altro faccio notare che alcuni di questi tizi hanno vissuto l’infanzia in periodi e luoghi in cui, madre a parte, le donne che si occupavano dell’educazione erano poche, sono cresciuti in epoche in cui si pensava che la madre avesse il compito sopratutto di tenerli in vita mentre l’educazione vera e propria spettava solo al padre, precettori e maestri di scuola erano maschi in maggioranza, (lo stesso Mussolini ha fatto il maestro di scuola in gioventù) e non mi sembra che questo li abbia resi eno aggressivi

    2. Si sa molto dei volenterosi carnefici di Hitler.. Chissa, perche, i politically correct tacciono sulle VOLENTEROSE carnefici anche se sono passate più di 70 anni… Mai sentito parlare de “la cagna di buckenwald..”?..

      1. sì ne ho sentito parlare andrea. certo che c’erano donne naziste come c’erano donne fasciste ma a comandare non erano loro. Dittatore e gerarchi erano uomini, per la semplice ragione che all’epoca la politica era dominio esclusivo degli uomini (le donne non avevano diritto di voto o votavano da pochi anni). Se poi vuoi farmi credere che il potere di Ilse Koch (la “cagna di Buchenwald” per l’appunto) fosse pari a quello di un Himmler o di un Heydrich..bè scusa ma non è così (tra l’altro il “potere” di Ilse le derivava dal fatto di essere la moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald quindi le derivava dal suo legame con un uomo)

        1. In effetti… a concepire le crudeltà erano gli uomini. Ma a metterle in atto, a sporcarsi le mani, laddove era richiesto di essere spietati, si delegavano le donne. Due forme diverse e complementari di subumanità.

          1. ti contraddici. Non eri tu a dire che mentre gli uomini “si sporcano le mani” e “rischiano” in prima persona quando compiono il male, sono le donne a delegare le azioni crudeli agli uomini? Quando ti ho fatto notare che l’ex uomo di Lucia Annibali non le aveva gettato l’acido in faccia personalmente ma aveva pagato due albanesi hai persino detto “si vede che era effemminato”!
            In realtà i nazisti delegavano uomini e donne; nelle SS le donne facevano le ausiliarie; i reparti delle Einsatzgruppen responsabili materiali delle fucilazioni di massa in Russia e nell’Est Europa erano tutti maschili ovviamente

            1. le donne naziste direttamente responsabili di crudeltà erano le già citate ausiliarie SS (quindi prendevano ordini da degli uomini) che facevano da guardiane alle prigioniere nei campi di concentramento e ci possiamo aggiungere anche la moglie di Goebbels che avvelenò i suoi figli prima di uccidersi, Magda Goebbels fu la donna-simbolo del regime nazista, molto più della decisamente emancipata, per l’epoca, Leni Riefenstahl (che però non ha commesso alcun crimine,ha “solo” celebrato i criminali attraverso film di propaganda esteticamente gradiosi), ma appunto Magda era la “moglie di”.
              Se proprio vogliamo trovare una donna di potere i cui atti possano ricordare quelle di un dittatore dobbiamo guardare al presente: Aung San Suu Kyi purtroppo non si sta dimostrando migliore del regime che l’ha privata della libertà

            2. Capperi, sei diventato un mio esegeta, tieni pure nota di quello che dico… Sta a sentire, provo a fare uno schemino… Quella dell’effemminato era ovviamente una battuta. Uomini e donne sono diversi (te n’eri mai accorto?). Fisicamente e anche sul piano intellettuale ed emotivo. E’ abbastanza evidente che la minore forza fisica porta le donne a servirsi degli uomini (beoti) per azioni criminali. A meno che la persona cui far violenza non sia più debole (bambini, anziani, amiche…). Allora riescono a essere ancora più feroci degli uomini. E non parlo degli atti: la violenza alla fine è tutta uguale. Parlo del movente. Hai presente quella che ha seviziato l’amica “per invidia”? Ecco, questo intendo.
              Al contrario l’uomo, oltre a schiacciare i più deboli, non si sottrae se ha davanti un pari-forza, e anche uno superiore. Queste sono elementi tendenziali connaturati ai due generi.
              C’è stato Mengele e c’è stato Gandhi. C’è stata Lucrezia Borgia e c’è stata Giovanna D’Arco. Il caleidoscopio umano è infinito e si estende con distinzioni spesso riconoscibili tra atti tipicamente femminili e atti tipicamente maschili, nel bene e nel male.
              Il concetto però, non è una gara a chi è più disumano o più buono. Il concetto, che è poi la lotta portata avanti ogni giorno, è proprio la negazione di una maggiore bestialità di uno o dell’altro. Per farlo, demonizzo la controparte come quella fa con me. Stesso campo da gioco. Finché il gioco non finirà. Ma con uno stile e una preparazione che dall’altra parte se lo sognano. Per un motivo semplicissimo: là sono gonfie di contraddizioni e di interessi correlati. Io no.
              Detto questo, ti invito a cercare a ascoltare il podcast di Edoardo Lombardi Vallauri, nella serie “Castelli in aria”, dove parla delle modalità di scelta di uomini e donne. E’ un linguista e un analista sociale molto raffinato. Sono certo che lo troverai stimolante. E forse capisci un po’ di mondo, una buona volta.

              1. anche se ci limitiamo al movente la tizia che ha seviziato l’amica per invidia non è stata meno feroce di Carlo Lissi che ha ammazzato moglie e figli, ha inscenato una rapina e poi se ne è andato al bar a vedere la partita, movente? Si era invaghito di una collega di lavoro (che, beninteso, non lo corrispondeva) e non voleva lasciare la moglie perchè “col divorzio i figli restano”, lo vedi che anche sul movete uomini e donne sono moralmente pari (nel male, in questo caso)

                1. e Lissi, a differenza di altri suoi simili, non ha avuto neanche la decenza di togliersi la vita così ci tocca pure mantenerlo in carcere

                2. Pur essendo entrambi atti criminali orribili, continuo a ritenere il movente “invidia” ben più futile di quello dell’innamoramento. Oh, son fatto così…

              2. anche se ci limitiamo al movente la tizia che ha seviziato l’amica per invidia non è stata più feroce di Carlo Lissi che ha ammazzato moglie e figli, ha inscenato una rapina e poi se ne è andato al bar a vedere la partita, movente? Si era invaghito di una collega di lavoro (che, beninteso, non lo corrispondeva) e non voleva lasciare la moglie perchè “col divorzio i figli restano”, lo vedi che anche sul movente uomini e donne sono moralmente pari (nel male, in questo caso). e Lissi, a differenza di altri suoi simili, non ha avuto neanche la decenza di togliersi la vita così ci tocca pure mantenerlo in carcere

    3. Allora la maggioranza degli uomini escluso te ha una visione distorta della realtà,anche se io trovo tutti pareri concordi in merito.

  11. Queste storie mi fanno sorgere il dubbio che, per non avere problemi con l’altra parte del cielo, sia necessario dare loro ragione, sempre e comunque, e rispettare le distanze di sicurezza, pari a non meno di 3 metri da una lei di turno.. :-/

    1. guarda caro Andrea…dopo il delirio #metoo, con relativa manipolazione delle fasce più deboli della opinione pubblica, è ormai chiaro che qualcosa è saltato. Si è sfaldato quel rapporto di “minima fiducia” che un tempo facilitava le relazioni sociali.
      Può darsi che la distanza di qualche metro sia una buona dose. Il mio modesto consiglio, piuttosto empirico, è di stare molto alla larga da donne ubriache. ???? Sicuramente farà ridere qualcuno o qualcuna, ma già evitare un tête-à-tête
      con donne sbronze, non in grado di prestare alcun consenso anche se ostentano “disponibilità”, può essere un metodo comodo per stare alla larga da guai .
      Uscireste con uno spostata del livello della figlia di Dario Argento ? Basta “studiarla” e guardarla in faccia!

    2. Sarebbe bello se fosse utile.Ma le donne quando trovano un uomo così che gli dà sempre ragione in fondo lo disprezzano,e poi lo rincornano col maschilista di turno.

  12. verissimo, quasi il 70% delle insegnanti delle superiori sono donne,copio e incollo.
    “Nelle scuole dell’infanzia la presenza femminile è difatti un monopolio, secondo gli ultimi dati Ocse, il 97% in Europa e il 99% in Italia. In seguito la percentuale di docenti donne decresce fino alle scuole medie superiori, dove si raggiunge una quota del 67% nell’Ue e del 69% nel Belpaese”
    (fonte Fanpage)
    Il dato è oggettivo, indiscusso. Se si aggiunge che la funzione normativa, cioè le famose regole, è appannaggio delle donne nella famiglia e nelle convivenze, è evidente che un maschio è costantemente in mano alle donne, in una fase assolutamente cruciale della sua esistenza, lo sviluppo psicosessuale (diciamo tra 11 anni e i 17 anni). La curiosità è che le alunne femmine spesso accettano di buon grado e interagiscono meglio col professore maschio. E’ un altro dato di fatto. Tante ex alunne ricordano con vero piacere il bravo prof di storia o di Lettere, serio e corretto.
    Nell’immaginario collettivo vi è invece una “arpia” che sfogava le frustrazioni con voti bassi e bocciature.
    In questo quadro, prosegue la campagna antimaschile che si muove a tutti i livelli della società, dai media
    fino a internet.
    A proposito di social…
    ho parecchi contatti donne insegnati. E’ una lamentala continua sul loro lavoro, dai genitori invadenti ai bambini viziati.
    Stamattina apro il famoso social e vedo un video postato da una maestra . un bimbetto di circa sei anni giocherella
    con una pistola di plastica (un aggeggio colorato di quelli per la primissima età) e si tirà un colpo (innocuo) in
    zona genitale. Commenti e sfottò vari si sprecano, specie da parte delle colleghe della “maestra”.
    Il meme sfottò contro un bimbo fa incetta di condivisioni.
    E se fosse stato un insegnante maschio a tenere una simile condotta social, cosa sarebbe successo ??
    GUAI.

  13. Davide, non so dove hai letto che Creative Assembly (gli sviluppatori di Total War : Rome II) sono tornati sui loro passi. Non è assolutamente così, al contrario hanno affermato di non avere alcuna intenzioni di ripristinare il gioco come era prima. E se a qualcuno non piace, che smetta di giocarci (parole loro).

    Da notare che la maggior parte degli acquirenti del gioco non si stava lamentando tanto per la presenza delle generalesse, quanto per il fatto che fossero in numero enormemente alto rispetto all’effettiva presenza di donne leader del periodo.

  14. Che dire!
    Penso che la donna libera sia molto più pericolosa della donna finemente limitata dalla volontà dell’uomo.
    La libertà è un bene assoluto ma bisogna gestirla con saggezza.
    Non bisogna fare uso della libertà per calpestare continuamente l’ottavo comandamento, la libertà serve per innalzarci su vette più sublimi ma la stessa libertà ci lascia liberi di sprofondare verso l’abisso.
    Se abbiamo la libertà, ed è un bene inimmaginabile, non permettiamo di farne uso per il male, sarebbe meglio che qualcuno ce la rubasse.

      1. NED, stai serena
        Hai scritto quello che hai voluto, quindi sei libera.
        Essere liberi non è sufficiente.

    1. Assolutamente in disaccordo.

      La libertà è assoluta o non esiste. Non si può essere liberi ma “finemente limitati” dalla volontà altrui. Quello che tu chiami “fine limitazione” altro non è che assoggettamento a persone terze. E una donna, qualsiasi donna sia, assoggettata ad un uomo, qualsiasi uomo sia, non è affatto libera.

      Oltretutto, permettimi di dirlo, è pedissequo sessismo. Un conto è prendersela con un “tipo” di Donna, la femminista o la virago che odia gli uomini, o illustrare lo sbilanciamento della nostra società verso i diritti delle donne, ignorando quelli degli uomini e dimenticando che in realtà esistono sono un tipo di diritti, quelli degli esseri umani, indipendentemente dal sesso o dalla razza. Un altro è vedere “la donna” (generale, quindi tutte le donne) come un soggetto da limitare (assoggettare) alla volontà altrui.

      La libertà è giustamente un diritto universale degli esseri umani. Quello che in molti casi manca, è la responsabilità che tale libertà comporta.
      Le false accuse, lo spergiuro, le menzogne non sono un abuso della libertà. Chiunque deve poter avere la libertà di mentire, o accusare falsamente chiunque. Se ne deve però prendere le responsabilità davanti alla legge ed alla società. Se non vuole andare incontro a queste responsabilità, allora non deve mentire o accusare il falso.

  15. ..oops, hai dimenticato la leader di metoo che vuole tornare a x factor, il suo reato ( trombarsi un minore ) mi somiglia a quello degli italiani che fanno turismo sessuale in thailandia, o sbaglio?, ma nel frattempo lei ( che ha ottenuto la defenestrazione di weinstein, dopo aver ammesso di essersi portato a letto il ragazzino ) vuole tornare a x factor!

    1. Sono stufo di occuparmi di Asia Argento, onestamente. Ho visto la foto di Giletti in ginocchio che la consola mentre piange. Sono rappresentazioni del degrado fin troppo manifeste. Al di là di qualche groupie che ci casca, gli spettatori la loro idea precisa se la sono già fatta.

      1. Beh, da Giletti che altro ci si può aspettare, è il femminismo in persona. Aggiungo un commento quasi off topic, ma già che si fa teologia dei playboy (ma perché solo da morti?) Il pretuncolo non poteva fare altrimenti, è il suo mestiere e chi pensa che il Zanza abbia chiuso in bellezza non se la prenda col Padre Eterno se non ci crede!
        Questo invece non è off topic, visto che il tema centrale dei diritti maschili sono le devastazioni del divorzio: le leggi sono la prima cosa, ma uno stile di vita promiscuo (prima o dopo la convivenza stabile) è una delle principali cause della fragilità di coppia, come si legge nei fascicoli giudiziari.
        Senza scomodare illustri propugnatori della corruzione come mezzo di sfaldamento sociale e controllo delle masse, da Saint-Simon a De Sade a Kalergi, solo per citare i “migliori”. Se queste parole vi provocano l’orticaria è proprio perché il pensiero di questi soggetti oggi regna come banalità.
        Un tratto caratteristico del mondo dei diritti maschili è che si vuole la stabilità di coppia col DDL Pillon ma anche l’avventura facile. Niente da dire, sono affari vostri, ma delle due l’una. Scegliete.

        1. Distinguerei tra tradimento una volta che si sono assunti obblighi legali e stile di vita quando si è liberi.
          Ciò che è deleterio è la mancanza di responsabilità verso una persona verso la quale hai deciso liberamente di assumerti delle responsabilità, è questo che bisognerebbe inculcare.
          E’ la differenza che passa tra avere un lavoro a vita tempo indeterminato e essere libero professionista, freelance: nel primo caso è giusto, morale, e anche conveniente, essere fedeli verso il datore di lavoro, nel secondo non ha alcun senso, si va dove arrivano soldi.
          E credo che comunque la si pensi, anche per chi vorrebbe eradicare totalmente ogni forma di promiscuità, il primo passo sarebbe comunque condannare il tradimento all’interno di un rapporto stabile: è un argomento che la gente può recepire senza problemi, e molti già lo recepiscono. Mentre invece se paragoni fare il corna alla/al consorte (con cui magari hai pure prole) a farti una scopata con una tizia rimorchiata in una settimana di vacanza a Ibiza e metti tutto insieme nel calderone “promiscuità” è facile che le reazioni siano nettamente negative, invalidando anche la parte, assai più valida, che critica il tradimento coniugale e nelle relazioni significative.

    2. gli italiani che fanno turismo sessuale in Thailandia di solito stuprano bambine e bambini poverissimi e di età molto inferiore ai 17 anni di Bennett (che non è stato stuprato proprio da nessuno) quindi non è propriamente la stessa cosa

      1. Per il momento la situazione è questa:
        Weinstein non ha abusato di nessuno – lui dice che non ha abusato di nessuno, e non è stato ancora trovato colpevole.
        Asia Argento ha stuprato Bennett: statutory rape, sesso con minore, è la legge in California – Asia Argento ha ammesso di aver avuto il rapporto, non c’è altro da dire.
        Le italiane 50enni che fanno turismo sessuale in Kenya e a Capo Verde invece non stuprano nessuno, perché i ragazzi sono sui 17-20 anni e vengono regolarmente pagati. Però sono delle puttaniere. Anche se in effetti avere rapporti a pagamento con 17enni E’ reato (ma non stupro) per la legge italiana…

        1. salve Eric.
          Mi dispiace parlare della figlia del noto regista horror, ma poichè si trattava della paladina del movimento #metoo
          mettere tutto in sordine può fare un favore alle nazi che ne perorarono la causa.
          Secondo l’ultima versione della spostata, il ragazzo l’ha cercata, è andato a casa sua, gli è zompato addosso
          perchè “intuiva una carica erotica” da parte del Bennet stesso.
          Da notare il differenziale di età tra i due …

          quanto alle appassionate di Capo Verde, probabilmente non si rendono conto dei rischi seri che corrono
          perchè a quanto sembra, il profilattico in mezzo all’Atlantico pare sia un optional …

          1. Si, vabbé, prima dice di non averci mai fatto sesso, poi che l’ha violentata, e nessuna delle due versioni spiega come mai gli ha versato 300.000 euro per star zitto.
            Facciamo una critica costruttiva e femminista:
            “E’ questo il messaggio che vogliamo dare alle giovani donne? Che se uno ti stupra poi tu dovresti dargli 300.000 euro per ringraziarlo?” ????
            La cosa buffa è che io in questi posti da turismo sessuale ci sono stato…con la mia ex moglie, vacanze normali!
            In Thailandia, in viaggio di nozze, allo Shangri-La, la consorte resta giù, e per prima cosa appena siamo soli in ascensore la ragazza che mi accompagna in camera mi spiega professionalmente che lei fa sesso.
            A Capo Verde invece sono due ragazze italiane (sui 30, non tardone, una delle due era pure bella) che pensano bene di chiedere alla mia ex moglie se si unisce a loro che vanno a caccia di baldi giovani locali in discoteca – da pagarsi regalando un cellulare o un orologio, quelle avevano comprato degli orologi apposta. Il problema non è la mancanza di preservativi, che ci sono, è il ghiaccio nelle consumazioni in discoteca: lo fanno con l’acqua locale, che non è potabile.
            In Kenya l’apice, 60enne che spiega alla mia ex moglie come mai è lì, e inizia con “sono una porca…”

        2. bennett non ha stuprato asia argento e lei non ha stuprato bennett. L’idea che mi sono fatto è che hanno avuto un rapporto consensuale e ora hanno entrambi interesse a rinnegarlo lui perchè cerca soldi e notorietà lei per una serie di motivi legali ed etici

          1. La legge in California dice che il minore di 18 anni non può dare consenso.
            Una cosa che noto, sia negli zerbini (in TUTTI gli zerbini) che in alcuni macho vecchio stile (solo alcuni) è l’atteggiamento: “La legge? Me ne frego della legge!”.
            Da qui la mia teoria che tutti questi tizi siano evasori fiscali: se uno se ne frega della legge, evade di sicuro, perché è un bel mucchio di soldi.

  16. hai citato la sentenza del giudice di roma… non ti preoccupare, in appello cambierà tutto, perché è una precisa volontà della magistratura. Ripeto, bisogna far presto con il ddl pillon !!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: