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33 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

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persone_dandiniUna razza, una faccia – Uno degli articoli più letti del blog, tra quelli della scorsa settimana, metteva a confronto il business sull’immigrazione e quello basato sul mito della violenza sulle donne in Italia. Un paragone che ha suscitato molto interesse, proprio per i numerosi punti di contatto che i due fenomeni sembrano avere, con l’unica differenza che uno, il flusso migratorio, è un fatto reale, mentre la violenza sulle donne è un fenomeno volutamente sovrastimato. Su cui nascono, vivono e prosperano diverse persone, famose e meno famose. Di queste ultime ho detto molto: operatrici di centri antiviolenza e loro manager, case famiglia eccetera. Ma anche i “famosi” ci mangiano sopra: a partire da “giornalisti”, autori televisivi e, guarda un po’, anche donne di spettacolo. Secondo Libero una delle portavoce del femminocentrismo nostrano, Serena Dandini, si sarebbe fatta finanziare i suoi spettacoli sulla violenza sulle donne da quel Buzzi di Mafia Capitale che speculava proprio sull’accoglienza agli extracomunitari. Se la notizia fosse confermata, si avrebbe la prova che, come dicono i francesi: tout se tient.

persone_stefaniIl ritorno alla (quasi) normalità – La brava e bella Ministro Erika Stefani si fa promotrice di un ritorno alla normalità. Nelle comunicazioni ufficiali scrive e fa scrivere “il signor Ministro Erika Stefani”. Contemporaneamente sul sito del Governo sono scomparse le diciture “sottosegretaria” o “ministra”. Ugualmente i vari badge e le carte intestate ministeriali, che Boldrini aveva stuprato obbligando alla femminilizzazione dei sostantivi istituzionali, vengono ripristinati alla loro forma originaria e corretta. Un buon passo avanti, sicuramente, che contemporaneamente schiaccia laddove deve stare, in un angolo di irrilevanza politica, l’ex PresidentA della Camera. Ma di strada ce n’è ancora da fare, tuttavia. Il veleno boldriniano circola infatti ancora nel corpo istituzionale del paese, considerato che c’è chi ancora, come il sindaco di Calabritto (AV), Gelsomino Centanni, mette un annuncio per la ricerca di un “assessore donna”. Certo, è stato eletto promettendo una significativa presenza femminile nel suo esecutivo, ma da lì a defecare per l’ennesima volta sull’Art.3 della Costituzione e sul principio del merito, ce ne passa. Si auspica dunque un potenziamento della cura detox contro il virus Boldrini nelle istituzioni.

grafica_paygapLa pietra tombale sul gender paygap – Ora, se sono io a smentirlo, essendo un signor nessuno, capisco che i miei argomenti non valgono granché. Idem per altri studiosi non “accreditati”. Ed è un po’ per questo che il mito assoluto delle differenze salariali uomo-donna continua a resistere e a popolare le chiacchiere vuote di femministe e reggimoccolo di sesso maschile. Stavolta però a dimostrare che si tratta di fuffa è nientemeno che la pubblicazione britannica “The Economist“. Il grafico parla chiaro e, al di là delle buone maniere d’oltremanica, si può tradurre con: se butti tutto nel calderone, per forza c’è il paygap; se fai le cose come vanno fatte senza furberie ideologiche, vedi bene che il paygap è una fantasia malata. Come malati e in malafede sono coloro che ancora ne parlano come fosse cosa vera. Basterà la parola dell’Economist per togliere di mezzo queste fesserie?

logo_termometropoliticoSeparazioni e affidi: circola buon senso – Il noto sito “Termometro Politico” settimana scorsa è uscito con tre preziosi interventi riguardanti la materia delle separazioni e degli affidi dei minori, tema che va per la maggiore ultimamente. Mi preme molto segnalarli, sia per l’autorevolezza dei loro autori sia per il loro contenuto. Il primo parla dell’affido condiviso, a firma Fabio Nestola. Il secondo parla dei delicati meccanismi del mantenimento, a firma Francesco Toesca. Il terzo riguarda l’alienazione parentale, a firma Silvia Marchi. Tre articoli assolutamente da leggere, se ci si vuole chiarire un po’ le idee, al di là dell’inquinamento ideologico e dei vari portatori d’interesse. A questi tre aggiungerei poi la notevole riflessione di Alessandro Simeone su Repubblica, secondo il quale il reddito di cittadinanza potrebbe diventare il meccanismo che elimina gli assegni di mantenimento al coniuge non economicamente autosufficiente. Com’è noto, io sostengo che l’ex coniuge non debba intervenire perequando con proprie risorse una mancanza di reddito di una persona con cui non condivide più nulla, tanto meno l’educazione dei figli. Io sostengo che quel mantenimento dovrebbe essere a carico dello Stato. Ma non attraverso il reddito di cittadinanza, bensì utilizzando le risorse ad oggi inutilmente investite in soggetti rovinosi come centri antiviolenza e case famiglia. Nonostante questa differenza d’idee, va detto che però il Governo forse poco a poco sta arrivando su posizioni corrette e sensate.

grafica_bambinoLa lungimiranza e la forbice (di Roberto Castelli) – In un paese che ha in uso il “baratto” introdurre l’uso della moneta desta preoccupazioni. I cambiamenti rappresentano per l’umanità uno scenario già visto nel corso della storia e dell’evoluzione della civiltà. Il timore ha un suo senso, ogni nuovo gesto comporta preoccupazione. Anche le spiegazioni e le rassicurazioni possono risultare inutili per chi è intimorito e contrario al cambiamento. Ma c’è un ma, i paesi attorno a noi usano di già la moneta e tutto scorre assai meglio. A che serve resistere anche dopo averlo capito? Di che parliamo dunque? Di timori leciti, ma dai quali occorre staccarsi! L’immagine più prossima ad una soluzione, a questo punto è la forbice e con essa ciò che comporta il “taglio”: il separare e l’abbandonare. Separarsi dal vecchio e abbandonare i timori per affrontare un nuovo stadio evolutivo. Solo chi non sa evolversi è destinato all’estinzione sostengono gli zoologi e i biologi, e noi ci rientriamo in pieno come società. E la storia ci insegna che lo sviluppo dell’umanità e della società sono connaturati alla storia dell’uomo. La qualità poi di una società la si misura in termini di serenità e prosperità e quando pensiamo al tema della modifica dell’affido condiviso dei figli che propone il loro posizionamento al centro della coppia genitoriale (cosa normale e naturale) ecco che il dialogo evolutivo incontra le grandi resistenze, tanto più grandi tanto più è arretrata la visione ed il significato di genitorialità in quella comunità o etnia. Noi siamo nella tribù “mammalcentro”, e abbandonare il baratto (status quo) per il denaro, rappresentato dall’affido materialmente condiviso, significa urlare scalciare proprio come fanno alcuni bambini, ma occorre un sesto senso e una capacità immaginifica che permei la nostra mente e ci proietti verso innovativi modelli di serenità. Serenità e pace fra gli stessi genitori e fra genitori e figli. Uno sforzo nello scindere la relazione coniugale da quella genitoriale. E la prosperità intesa come crescita l’abbiamo già davanti agli occhi, osserviamo quei paesi europei come la Francia, il Belgio o la Svezia ad esempio in cui da quasi due secoli prima di noi si trattano questi temi e dai quali traiamo indicazioni, nell’individuare modelli di sviluppo sostenibili. Anche gli operatori del sociale devono a mio parere adoperarsi per essere parte attiva del cambiamento e da protagonisti consentirlo, e assumersi la paternità o maternità di un modo di operare più rispettoso e responsabile nei confronti dei figli dei separati, consentendo loro la serena frequentazione di entrambi i genitori in tempi funzionali e più possibile paritetici e non ultimo, rilanciare la reale emancipazione della figura femminile oggi oggetto di attenzioni ben lontane dal suo reale sganciamento dal ruolo di casalinga. Molti segnali e tutti importanti, ci invitano al cambiamento, dal Consiglio Europeo, alla Società di Psicologia Giuridica, ad oltre una cinquantina di studi medici internazionali che focalizzano lo stato di salute dei figli dei separati, tutti ci dicono la stessa cosa: occorre cambiare. Resistere significa solo allungare il tempo della pena. Le cose devono cambiare e solo questo può favorire un ragionevole futuro, non perfetto ma in fase di perfezionamento costante con approcci progressivi non con l’immobilismo.

1485796621992_1485796636.jpg--foto_rubate_ai_vip__pm_chiede_la_condanna_di_selvaggia_lucarelli__macchianera_e_sonciniLa sceriffa Selvaggia sotto accusa – Ne ho parlato tempo fa: Selvaggia Lucarelli ha il viziaccio di fare lo sceriffo del web. Un atteggiamento orribile, devastante, che non fa onore alla sua indubbia intelligenza. Con il peso incalcolabile della sua potenza mediatica si prende la briga di tanto in tanto di castigare qualcuno che, secondo la sua valutazione, non si comporta bene. Lo mette alla berlina sui suoi social, facendo sentire i propri follower legittimati a trasformarsi in orde di hater che seppelliscono il malcapitato. Il confine tra moralizzatrice telematica e bulla di periferia internettiana così diventa labile, anzi sparisce. Le vittime in genere non possono difendersi e sono costretti spesso a cambiare abitudini di vita. Qualcuno non ci sta e cita in giudizio la famosa influencer. Mi auguro che la denuncia vada avanti e che Lucarelli venga condannata. Perché se usa il suo immenso potere mediatico per attaccare grandi organizzazioni che danneggiano il prossimo (Doppia Difesa, i multi-level marketing), allora combatte da pari a pari e fa un’operazione commendevole. Se se la prende con i microbi e gli sfigati no, allora è il tipico atteggiamento femminile e bullizzante di chi se la prende con i più deboli. Un comportamento poco coerente con chi si fa paladina anti-bulli online.

Pubblicità ribelle – Un’officina di Salerno specializzata in biciclette, mette su Facebook una foto provocatoria: un bel paio di tettone su una bici con la scritta “Da Soloacciaio puoi toccarle”. Il riferimento ovviamente è alle gomme, ai pneumatici. Nel giro di pochissimo il profilo viene preso d’assalto da isteriche peripatetiche che mettono recensioni negative, commenti al veleno, insomma il solito “macello” isterico con accuse di sessismo e balle varie. Il titolare è costretto a cancellare tutto e, ahimè, a fare un lungo video di scuse, dove si cosparge il capo di cenere e manda in fumo quel po’ di buon senso che si cerca di costruire proprio smontando l’isteria di certe interessate snowflakes. Bene, lui il post l’ha cancellato, e io lo rimetto. Lettori da Salerno e dintorni, se volete pneumatici top per la vostra bici o un servizio qualificato, servitevi da “Soloacciaio“. Anche solo per premiare un manifesto così goliardico e simpatico:

varie_soloacciaio

grafica_ninjaPussy turtles – Mi riesce piuttosto difficile trattare questa notizia senza essere ferocemente ironico o senza scadere nel triviale, ma non posso davvero ometterla in chiusura di minestrone… Premessa: la narrazione diffusa dice che gli uomini sul tema sesso sono dei laidi, sporcaccioni, tendenzialmente perversi, dei maiali. Di contro le donne sono più romantiche, vedono il sesso come strumento per esprimere il sentimento e sono immuni da perversioni spinte come quelle dei maschi. Ed è sulla base di questa sciocchezza assoluta che una donna inglese, finita in ospedale lamentando forti dolori addominali, si giustifica con i medici che le estraggono dalla vagina una tartaruga morta dicendo sfacciatamente: “non so come ci si a finita lì…“. No eh?


varie_indagineuomo

5 thoughts on “33 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. 1) “….La brava e BEL ministro Erika Stefani….” e se proprio vogliamo essere dei puritani della grammatica “Il bravo e bel ministro Erika Stefani….”

    2) …il “The Economist” è stato sospeso dal CERN :-))

    3) la donna della tartaruga dovrebbe essere denunciata per violenza nei confronti degli animali perchè sicuramente la tartaruga era viva prima che venisse oggettificata come strumento di piacere.

  2. “il signor Ministro Erika Stefani” mi sembra esagerato, forse Stefani lo fa apposta per far dispetto a BoldrinA e femministe varie: o è “il Ministro Erika Stefani” riferito al titolo o è “la signora Ministro Erika Stefani”
    Il caso spagnolo è un esempio di ginocentrismo al cubo: hanno aperto un’indagine per stupro, quando invece è molto più probabile che sia abuso sugli animali.

    1. @Eric, spiegami cosa è successo in Spagna 🙂 sinceramente non ti ho capito.

      per quanto concerne la Lucarelli, e la sua lingua affilata, pensate ad uno scenario di questo
      tipo. Un personaggio TV, che scrive simil-libri copiati ma fa audience, presenta il seguente nuovo libro
      con una esilarante (?) carrellata di sua ex donne deludenti.
      Dieci piccoli “casi umani” femminili.
      Si presenta in Tv e quell’uomo fa pure pubblicità ad un libro in cui ridicolizza parecchie donne
      senza neppure rendersi conto che è lui a coprirsi di ridicolo, avendo frequentato “simili donne”.
      Il resto scrivetelo/pensatelo voi…buona serata 🙂

      http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/selvaggia-lucarelli-nuovo-libro-casi-umani-tutto-dedicato-agli-uomini-548872.html

      1. La carcassa di tartaruga nella vagina, è successo in Spagna.
        Se una donna si presenta al pronto soccorso con una grave infezione e ha una carcassa di tartaruga nella vagina e dice di non sapere come ci è finita e non sporge alcuna denuncia, è normale pensare che ce l’abbia messa lei. Esattamente come se fosse un wurstel spezzato a metà (non è una leggenda metropolitana, fidati) o un altro oggetto. Quindi indagare per stupro (meno probabile) ma non per abusi su animali (più probabile) indica avere una mentalità che vede le donne come fossero madonne, angeli innocenti: PERSINO in una situazione dove c’è solo una donna e una piccola tartaruga morta probabilmente usata come oggetto per masturbazione, e la donna dice imbarazzata di non sapere niente e non sporge denuncia, si cerca immediatamente di dare la colpa a un uomo senza neppure prendere in considerazione l’ipotesi più ovvia.
        Se abbini una simile mentalità alle leggi anti-violenza domestica (senza presunzione di innocenza e con corti speciali riservate alle donne) che hanno in Spagna, il quadro che viene fuori è che la minaccia maggiore alla vita e alla libertà di un uomo in Spagna è andare a vivere con la donna sbagliata, una che può approfittarsi della situazione. E’ più pericoloso della criminalità o delle delocalizzazioni, date le premesse: l’idea di uno che ti rapina fa quasi sorridere al confronto, capirai, non è un grosso danno, e pure perdere il lavoro e impiegare mesi, o un anno e persino due anni prima di ritrovare un lavoro decente, fa senz’altro meno danno.

  3. quando si parla della Lucarelli occorre mettersi i guanti di velluto, perchè la signora di Civitavecchia è molto permalosa
    e certe volte usa la giustizia a senso unico. Se non sbaglio venne denunciata anche per la invasione della posta elettronica di noti personaggi pubblici anche se non ricordo come andò il processo . Lei poi usa un po’ tutto, capita che
    entra in un bar di Milano, viene notata dalla titolare con la quale ha avuto una grossa diatriba in tema di immagine e che venga cacciata fuori: pronto il suo post di denuncia del misfatto, tutte notizie beat click all’insegna del chi non se ne frega. Epiche le sue lotte contro sesso droga e pastorizia, fino alla pace con calumet firmata dalle opposte fazioni:)
    Proprio ieri se l’è presa con quella povera mamma che si era doluta per l’assenza dei compagnetti alla festicciola del figlio autistico. La donna è stata sostanzialmente accusata di avere imbastito una bufala, e a tal fine la signora giornalista (?) ha usato tutta la bacheca facebook della mamma lombarda. Non si guarda la notizia che magari è vera, ma la bacheca che è solo un prodotto virtuale.
    Questo metodo di tracciare e sondare le bacheche, con lo scopo di trovare la magagna e forse l’apologia di che guevara o di Francisco Franco è un sistema ormai diffuso, anche se la prima è stata la Selvaggia. La regina dello screenshot, estrapolato e portato altrove, in modo tale da essere decontestualizzato. Dubito che sia un sistema regolare, visto che di solito scatena tempeste di merda (mi piace l’italiano) come quelle denunciate proprio su questo sito.

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