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37 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

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LA FIONDA

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142100038-025a3a1e-8749-4322-b7b1-cfc4f069ab68Le orribili discriminazioni all’asilo – Partanna, Sicilia: il Consiglio Comunale approva “La Carta dei diritti della bambina”. Sì, bambina, al femminile. Perché si sa che negli asili la femminilità non viene valorizzata, le bimbe ricevono il 37% in meno di pane e marmellata rispetto ai maschietti (si chiama merendina-gap), per non parlare dei casi in cui i bambini danno bacetti indesiderati o dicono che quella o quell’altra bimba sono le loro “fidanzate”, il tutto senza consenso delle interessate. Un cittadino, esterrefatto per l’assurdità dell’iniziativa, manda una PEC all’Assessore competente:

Promuovere la parità di genere compiendo attività discriminatorie di genere è, per dirla in breve, combattere la violenza di genere promuovendola. Si chieda l’assessorA Cangemi e tutto l’entourage promotore e collaborativo, se i bambini di genere maschile si siano sentiti discriminati da questa iniziativa, visto che il fine è la parità tra i generi. Chiedo io invece all’AssessorA Cangemi se e quanti soldi pubblici sono stati ricevuti dal Governo centrale a seguito dell’iniziativa della ‘Carta dei Diritti della Bambina’ Partanna (Trapani). Saluti. Alessandro Martorana

L’AssessorA risponde ad Alessandro con questa lettera, un ammasso di supercazzole che non danno alcuna risposta di merito, limitandosi a riprendere pigramente il comunicato stampa usato per reclamizzare l’ennesima iniziativa discriminatoria contro il maschile. La lettera risponde nel merito solo alla questione soldi pubblici, dicendo che non se ne è utilizzati. Sarà vero? Questa sciocchezza della “Carta dei diritti della bambina” si coniuga con altre iniziative: convegni, marce, apertura di sportelli e centri d’ascolto. Qualcuno pagherà pure per realizzarle. Importante è capire se saranno soldi pubblici, sottratti ad altre priorità ben più concrete, o meno. Non so perché ma, nonostante le rassicurazioni dell’assessore (o forse proprio per quelle) io scommetto di sì.

I problemi di Londra – A proposito di amministratori locali lungimiranti e sensibili ai veri problemi della propria comunità municipale, si segnala nientemeno che il Sindaco di Londra, Sadiq Khan. Pur governando una città importantissima, con una molteplicità di problemi complessi legati alla criminalità, al traffico, al pericolo terrorista, ai servizi sociali, rilascia su Twitter una dichiarazione dove espone quali sono le sue priorità:

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Ossia: la maggioranza di quelli che editano i lemmi della Wikipedia è composta da uomini, e questo fa sì che i profili dedicati a donne siano sottorappresentati (dice lui). Dunque chiama i londinesi ad attivarsi affinché lo sbilancio venga riequilibrato. Questo accade quando la “questione femminile”, diventata ormai coltellino multiuso, viene usata come strumento per distogliere l’attenzione pubblica dalla propria incapacità politica e amministrativa.

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Crederci sempre, anche oltre i confini della realtà – La “questione femminile” è diventata così prioritaria, così ossessivamente presente, da entrare nel vissuto interiore di un numero spropositato di persone. Ed è entrata così profondamente da diventare una vera e propria religione in certi casi. Come i credenti pensano che esistano davvero gli angeli o il demonio o Dio, così il femminismo radicale induce le persone a credere a determinati fatti anche quando non sono avvenuti. Per esempio, l’americana Tatiana McGrath commenta così su Twitter la notizia che una delle accusatrici del giudice Kavanaugh ha ammesso di non aver mai incontrato l’uomo e di averlo accusato di stupro per attirare l’attenzione su di sé:

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Tradotto: “Cazzate. Solo perché non si sono mai incontrati, questo NON vuol dire che che Kavanaugh non l’abbia stuprata”. Segue il noto hashtag: “credere alle donne”. Giuro, ha scritto questo, fatevelo tradurre da altri se non ci credete. Siamo alla follia, sono d’accordo. Ma il grave non è la singola pazza che ha trasformato un mito in una personale alienazione mentale. Il grave sono i 550 retweet e i più di duemila like. Senza alcun argine, sarà questa generazione a gestire il potere nel futuro, e che già lo sta gestendo, bisogna che questo sia chiaro a tutti.

La rivoluzione linguistica – Il livello di alienazione è tale da aver invaso anche il linguaggio comune. Ormai “maschile” o “maschilista” sono sinonimo automatico di biasimevole, cattivo, orrendo, brutto, regressivo, oppressivo e così via. Tutto in una parola sola. Per converso, “femminile” o “femminista” sono diventate parole uniche a significare buono, progressivo, gentile, giusto, corretto, ottimale, e così via. E’ con questa trasformazione linguistica che Tito Boeri, finalmente ex Presidente INPS, sostiene che la manovra economica del governo non sia “insostenibile”, “sbilanciata”, “iniqua” o altri aggettivi appropriati, bensì “maschilista” (???). Di contro una blogger del Fatto Quotidiano sostiene che sia necessario imporre finalmente una economia non “sostenibile”, “equa”, “razionale”, “bilanciata” ma “femminista”:

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Cosa questo significhi non lo so, non lo voglio sapere, tanto meno voglio conoscere cosa per Linda Maggiori voglia dire. Preferisco, nel caso, guardarmi una dei film della serie “Saw”, tanto sarebbe uguale. Colpisce l’utilizzo del termine però. Ci si prepari tutti a usare così queste parole. Di fronte a un saporito piatto di pasta all’amatriciana si dovrà dire: “mmmm, ma quanto è femminista questo piatto!”, o se qualcuno vi cede il posto sull’autobus si dovrà dire: “grazie, molto femminista…”. Ovvio, all’energumeno che inavvertitamente vi schiaccia un callo sullo stesso autobus bisognerà dire: “ehi, ma stia attento, lei è proprio un maschilista!”. La neolingua. Il futuro. Con i due minuti d’odio che diventano 24 ore, 365 giorni all’anno. Rileggetevi Orwell, ci siamo molto vicini.

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Insisto: la Spagna è qui – Intendo dedicare un articolo specifico, domani, alle manifestazioni di sabato contro il DDL 735, anche perché il materiale che mi sta arrivando fa venire davvero i brividi e merita di essere commentato a parte. Qui voglio solo far notare due piccole cose. La prima è se per caso queste due splendide mamme progettassero di essere in piazza, non mi meraviglierei a sapere di sì; peccato le abbiano arrestate. La seconda è che in molte piazze sono stati fotografati cartelli contenenti slogan in spagnolo e in inglese. Io ritengo che non sia un caso. Da tempo sostengo che il radicalismo femminista di marca statunitense stia utilizzando la Spagna come testa di ponte per colonizzare l’Europa. Queste foto lo confermano. Non c’è ragione in Italia di usare manifesti in spagnolo o in inglese, se non per segnare un’alleanza trasversale e l’obiettivo di installare nel nostro paese (e in altri) il regime inventato in America e portato alle sue estreme conseguenze in Spagna. Qualcuno dice che è una mia fantasia o fissazione. Quel qualcuno dovrebbe spiegarmi il motivo di questi cartelli nelle manifestazioni italiane di sabato:

Le priorità dei media – Credo sia presente a tutti quanti articoli e di che tenore si scrivano e si pubblichino sui media italiani quando capita uno dei rari casi in cui un uomo uccide la propria partner o ex partner. Articoli infiniti gonfi di retorica antimaschile e di santificazione femminile, variazioni sul tema “non accettava la fine della relazione”. Centinaia di migliaia di coppie ogni giorno vanno incontro alla separazione, nulla accade, eppure la tesi è che gli uomini non accettano le decisioni delle donne e per questo arrivano ad ammazzarle. Si scrivono tesi di laurea, libri e trattati su questa cosa. Quando invece il dolore per la separazione devasta l’uomo fino a portarlo ad atti autodistruttivi non ci si fa domande, non si analizza la situazione, non ci si chiede il perché di un gesto tanto estremo. Che importa, era un uomo, un maschio? Giusto per dare la proporzione esatta delle cose, riporto un articolo, nascosto nella cronaca minuta di un sito pressoché sconosciuto riguardante uno di questi uomini che inspiegabilmente non ha retto al dolore della fine del matrimonio. Prego notare quanto spazio e quanto approfondimento è stato dedicato alla vicenda:

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pornhub-insights-italian-swinger-orgy-demographicsL’eterna scontentezza induce all’orgia – Il Messaggero in settimana ha fatto uscire un reportage sul fenomeno dello “scambismo” in Italia. Pare sia diffusissimo e pare che raramente esso consegua a fantasie particolarmente spinte appartenenti a una coppia che, fatti i suoi giochi, poi resta coppia. Il più delle volte è un modo per bypassare o legittimare il tradimento, a riprova che la cultura della coppia, per non parlare di quella matrimoniale, è tramontata da tempo. Ci si mette insieme e ci si sposa con grande leggerezza, per poi trovarsi insoddisfatti a tal punto da cercare surrogati o vie di fuga. Ma c’è dell’altro, che emerge dalle analisi delle visite al sito “Pornhub” da parte di uomini e donne italiani. A quanto pare sono le donne a cercare di più video riguardanti rapporti di gruppo, orge, terzetti e similari, e nel concreto a spingere per realizzare le loro fantasie multiple tramite lo scambismo, mentre gli uomini sembrano più attirati da clip dove siano presenti particolari tipologie di donne (quelle molto giovani, quelle di una certa età, quelle particolarmente pettorute, e così via). Non entro nei gusti sessuali personali, tanto meno in questioni morali (sono proprio l’ultimo a poter parlare in quel senso…), ma non riesco a non vedere in questa smania del “multiplo” da parte delle donne una parentela stretta con la cultura del consumo. Quel meccanismo per cui si acquista qualcosa che non soddisfa mai e che dunque va subito sostituita o cui va aggiunto ancora qualcosa in più. Lo status e la soddisfazione personale ci si illude che dipendano dalla quantità di cose che si hanno, e di cui ci si circonda in un’orgia di inutilità che in realtà lascia insoddisfatti e incompleti come prima o peggio. Un meccanismo che è tracimato, a quanto pare, anche nelle relazioni umane per le donne, soggette come sono alla cultura del consumo fatuo, per le quali l’orgia di cose tende a diventare anche un’orgia di persone, con lo stesso circolo vizioso in esito: senso di isolamento, incompletezza, solitudine, insoddisfazione, che si affronta ammucchiando ancora più cose o persone. Se il mio paragone ha un qualche senso, allora ha senso anche la tesi che sostengo da tempo: le donne sono il gancio a cui il sistema lega tutte le azioni di demolizione degli elementi stabili della società: le relazioni o la famiglia, comunque la si voglia chiamare. Con l’obiettivo di rendere sempre più l’orgia consumistica fine a se stessa la cifra dell’esistenza di tutti.

salame-di-cioccolato-1-1024x620Le dimensioni contano. Anche per far soldi – Dice: be’, se le donne tendono a preferire orge e relazioni multiple, in fondo… beate loro, se la spassano! Può darsi. Ma capita anche di trovare compagni di baldorie un po’ troppo prorompenti. Vero che, dicono, specie se vogliono umiliare il compagno di turno, le dimensioni contano. Ma a volte si esagera. E’ il caso di Mugove Kurima, 37enne sudafricano, talmente dotato da aver deformato la vagina della sua ex compagna, Silindile Mangena, 29enne dello Zimbabwe. Insomma, mai contente, si dirà. Tranquilli, Silindile è donna, quindi ha già la soluzione pronta: dopo aver trovato ciò che molte donne pagherebbero (e spesso lo fanno) per avere, ha pensato bene di mettere a frutto le eccessive dimensioni del pene dell’ex. Dopo averne goduto i servigi, subito dopo essersi lasciati, l’ha citato in giudizio (l’ex, non il suo pene) chiedendo un risarcimento danni in denaro, perché dopo di lui la sua vagina è diventata “lasca”. Un’iniziativa che, a mio avviso, dovrebbe farla incoronare regina incontrastata e presidentessa ad honorem del movimento #MeToo.


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16 thoughts on “37 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Altro che Partanna.
    Verona – in teoria città della Lega e persino un po’ anti-aborto:
    https://www.verona-in.it/2018/10/19/bambine-diritti-dscriminazioni-fidapa/
    Ferrara
    http://www.cronacacomune.it/notizie/34688/convegno-la-nuova-carta-dei-diritti-della-bambina.html
    Aversa
    http://www.pupia.tv/2018/11/canali/societa/aversa-il-comune-adotta-la-carta-dei-diritti-della-bambina/429533
    Ventimiglia, Taggia, Vallecrosia, Bordighera
    https://www.riviera24.it/2018/09/carta-dei-diritti-della-bambina-ventimiglia-taggia-vallecrosia-e-bordighera-per-la-tutela-delle-donne-fin-dalla-nascita-570872/
    Legnago
    http://www.comune.legnago.vr.it/ente/commissione-pari-opportunita/adesione-alla-nuova-carta-dei-diritti-della-bambina/3214.html

    Alle volte a vedere queste cose mi preoccupo molto più per mia figlia che per mio figlio.
    Mio figlio va incontro a qualche discriminazione legale, tipo incentivi all’assunzione delle donne che quindi passano avanti a uomini anche leggermente più qualificati costando di meno, ma dopotutto gran parte del rito voodoo sta nel colpevolizzare quelli che ci credono, se uno sa che c’è il trucco non ci casca, anzi ci fa le battute su e per certi versi si rafforza psicologicamente.
    Per mia figlia è diverso: questa roba è ormai a livello di Wanna Marchi, è come Wanna Marchi sponsorizzata dallo stato, e quando scoppierà il bubbone, perché è ovvio che scoppierà, le reazioni saranno esagerate nell’altro senso.

  2. Tatiana McGrath è un profilo twitter parodia che prende in giro i SJW e le femministe. quelle che hanno messo like o ritwittato probabilmente lo sanno.

  3. lo scambio di coppie si fa in due (bè almeno in quattro contando l’altra coppia) e non mi risulta che questi uomini siano obbligati con la forza a partecipare dalle loro compagne

    “Centinaia di migliaia di coppie ogni giorno vanno incontro alla separazione, nulla accade”

    vero ma il punto è che nella minoranza di persone che uccidono l’ex coniuge, gli uomini sono numericamente di più. E sono certo che se all’interno di questa minoranza le ex mogli assassine (e parlo proprio di donne che fisicamente prendono coltello o pistola e ammazzano l’ex o lo bruciano vivo come è avvenuto alla povera Violeta, un femminicidio di cui nessuno ha parlato perchè una straniera ammazzata da un italiano non si adatta allo spirito dei tempi) fossero più degli ex mariti assassini, allora i numeri non ti sembrerebbero più tanto insignificanti. Più in generale, sonocerto che se sul totale degli omicidi commessi contro chiunque le donne assassine fossero anche solo il 50% del totale scoppierebbe il panico, ma siccome la maggioranza numerica di chi commette omicidi (contro uomini o donne) è ancora di sesso maschile nulla accade. E no lo ridico: la stragrande maggioranza degli esseri umani non uccide nessuno ma all’interno della esigua minoranza che lo fa gli uomini sono di più delle donne (che pure ci sono)

    1. Pari pari a chi dice che gli extracomunitari hanno una propensione a delinquere maggiore degli autoctoni. Una verità fuori discussione che però non giustifica la caccia indiscriminata al “negro”. Sei fondamentalmente un razzista e la cosa non sorprende più di tanto.

      1. Il problema maggiore non è che è razzista, è che è un razzista “negro”.
        Se un bianco in posizione di superiorità discrimina contro i “negri” il bianco è stronzo ma fa materialmente il suo interesse.
        Se un “negro” professa la superiorità dei bianchi non è soltanto stronzo ma va anche contro il suo interesse.

      2. se in proporzione gli extracomunitari delinquino di piùè per motivi socio-economici non certo perchè sono extracomunitari; tanto è vero che più le persone immigrate sono integrate nella nostra società e ne fanno parte attia e meno delinquono.
        Io mi sono limitato ad esrpmere un dato di fatto non smentibile: all’interno della esigua minoranza di coniugi che picchiano o uccidono l’altro coniuge gli uomini sono di più rispetto alle donne, non ho avanzato ipotesi sul perchè, di sicuro non penso che gli uomini siano geneticamente predisposti ad uccidere le ex, questa è una cavolata e se qualche femminista la afferma dice cavolate, ma delle ragioni ci sono e secondo me sono da ricercare su come gli uomini che uccidono sono stati educati a rapportarsi con le donne

        1. Quindi gli extracomunitari delinquono non per ragioni “culturali” ma per ragioni “socioeconomiche”. Invece gli uomini delinquono per ragioni “culturali” (sono abituati così, a fare a botte, che è la tesi esatta delle femministe istituzionali) ma non per ragioni “socioeconomiche” (cioè perché privati dell’affetto dei figli, della casa, dello stipendio, annullati come persone). Sei chiaramente un razzista, un sessista, e direi anche fascista, prova a fare il fascistometro.

          1. dipende dal tipo di delinquenza, se parliamo di furto o spaccio di droga le ragioni sono socio-economiche; quando un uomo picchia o uccide la donna che diceva di amare c’è sempre un mix di ragioni culturali legate al modo in cui quell’uomo è stato educato misti a problemi psicologici indviduali di quell’uomo e questo vale per uomini di ogni nazionalità. Non è solo cultura (altrimenti tutti quelli educati in un certo modo sarebbero assassini di donne e non è così) nè solo un problema psicologico individuale ma un mix letale delle due cose. Quel che è certo è che la vittima non ha colpe, non ha colpe nemmeno se è una “ex moglie cattiva”; ripeto: se alzi le mani contro colei o colui che dicevi di amare, hai torto che tu sia uomo, donna ecc..

        2. Non mi risulta che all’interno delle coppie la violenza sia principalmente maschile, anzi, ci sono anche studi che dicono che è maggiormente iniziata dalle donne.
          Poi ovvio che le donne muoiano di più e subiscano danni maggiori: differenze fisiche.

    2. Io ho raccomandato a mio figlio di non firmare mai contratto di matrimonio, ammenoché lei non sia particolarmente ricca. Se firma contratto vessatorio pur essendo stato avvertito, io faccio il naif come lui e pertanto con i miei soldi mi compro un po’ di giocattoli, tipo un’auto particolarmente costosa, eccetera, e così lui ne prende tanti di meno…se firmerà contratto vessatorio vivrà del suo lavoro, di amore, e dei pochi soldi che gli lascerò – scelta sua. Io di sicuro sacrifici per chi vuole fare stronzate e ha la penna facile non ne faccio, non dilapiderò tutto ma mi toglierò qualche soddisfazione in più.
      Gli ho anche raccomandato di soppesare attentamente l’idea di coabitare: ci devono essere dei vantaggi tangibili, materiali, e si deve sempre informarsi sui doveri legali che sorgono dal coabitare. Che poi è facile, viene anche a senso: casa in affitto pagata metà ciascuno – OK, casa in affitto pagato da lui – NO, casa di proprietà di lei – OK, casa di proprietà di lui – NO. E così via.
      Può sbagliare, tutti sbagliamo, l’importante è che sia informato e abbia una certa mentalità cauta nei confronti di certe cose. I “diritti delle conviventi” sono già un fatto e c’è la possibilità che siano estesi in futuro, i “diritti dei conviventi” non ci saranno mai.
      Gli ho dato poi varie altre dritte

      Credo sia moltissimo per prevenire la violenza domestica e qualsiasi cosa preoccupi le donne, pure nuove preoccupazioni che possano sorgere in futuro, in ogni caso una donna particolarmente brillante non avrà certo problemi a conquistarlo e convivere insieme a lui: vivere una perla simile ha indubbiamente più vantaggi che svantaggi.
      Non ce lo vedo, però, a coabitare con una perché “è una brava ragazza, con i suoi pregi e difetti come li abbiamo tutti” che poi tradotto sarebbe “bisogna pur coabitare con qualcuna, lo fanno quasi tutti, lei è buona abbastanza per rendere la cosa tutto sommato piacevole”.

      E lo dico chiaro:
      La maggioranza degli esseri umani non si approfitta economicamente del partner ma all’interno della NON esigua ma GROSSA minoranza trovi quasi esclusivamente donne se gli uomini sono assai rari, la proporzione non è 70:30 come nel caso degli omicidi di partner, ma 97:3.

    1. leggete la faccenda del commercialista di Milano ucciso in Brasile
      da una compagna brasiliana. E’ pure riuscita ad estorcere del denaro
      ai familiari usando il cellulare del’ucciso, poi massacrato e fatto a pezzi

  4. Non può finire bene, non può, nel bene o nel male, col dialogo o meno, finirà con la completa discriminazione dell’uomo e la sua sottomissione.
    Vomitevole la questione dell’asilo, ma non mi stupisco, le scuole dalla materna al’università sono una fucina di propaganda femminista inaudita, del resto è a scuola che si forma il cittadino.

    Tutti noi li vediamo in giro, migliaia di ragazzi 16, 20 anni privati di tratti maschili, sembrano dei cagnolini portati a spasso dalle fidanzatine, questo è la generazione del futuro, uomini femminilizzati, che mai, mai mettteranno in dubbio il dogma sulla “superiorità femminile”. Dio ci scampi.

    1. Ovvio che hai ragione.
      Ma solo nel breve periodo.
      Non ti so dire quanto breve, potrebbero essere 5 come 10 come pure 20 anni, da un punto di vista storico e sociale la differenza è minima.
      Il perché non finirà bene è semplice: la superiorità femminile non è basata sui fatti.
      Il patriarcato era basato sul fatto che l’uomo non rimaneva incinto e poteva pertanto procacciare risorse e offrire protezione alla donna e alla prole. C’erano 8-10-12 gravidanze nella vita di una donna, anche 15.
      Cosa offre oggi una ragazza a un ragazzo? Non gli da’ protezione e supporto economico, c’è il sesso ma è ovvio che da solo non basta, visto che è facile da procurarsi e visto soprattutto che è proprio per coloro i quali NON aderiscono all’idea della superiorità femminile che è più facile procurarselo.
      E’ proprio qui dove buona parte dell’anti-femminismo tradizionalista fallisce: credono che le donne vogliano fare carriera, lavorare, e tenere l’uomo a casa a badare ai pargoli. Funzionerebbe, nell’isola di Jeju funzionava. MA funzionava perché il corpo delle donne è più adatto di quello maschile a quella che era la loro principale attività economica. un tipo particolare di immersione per raccogliere molluschi di pregio. Ecco allora che la donna va in mare e l’uomo viene identificato come lo spirito forte che protegge la casa, con tanto di scultura a forma di pene beneaugurante nel giardino, che scaccia gli spiriti maligni. Tiene i bambini, fa le faccende domestiche, ma il punto qualificante è che la casa è sotto la protezione fisica di un uomo, e quelle vogliono l’uomo forte per proteggere la casa.
      Nell’economia moderna, invece, le differenze di sesso sono poco rilevanti, e ci si può procurare da vivere in tantissimi modi diversi, non c’è una vera attività economica principale. E la protezione fisica è demandata alle forze di polizia, o alle compagnie di vigilantes privati.
      Io vedo più una prevalenza di una società composta di single.

  5. “le donne sono il gancio a cui il sistema lega tutte le azioni di demolizione degli elementi stabili della società”. Sono d’accordo. Da quando ha trionfato il modello liberista, la Libertà si confonde con l’Egoismo che non ha freni.Sebbene sia uomini che donne siamo vittime di questo fraintendimento (essere liberi non significa “Faccio quello che mi pare,gli altri si adattino “ e questo lo fanno un po’ tutti)non si può tuttavia mettere freni alle donne (avvertendole dei pericoli)pena ricadere nel cliché (imposto ideologicamente) del”maschio che esercita il sopruso forte della società patriarcale”:al maschio casomai viene riservato il trattamento di bullizzazione sociale che riscontriamo un po’ ovunque per tenerlo con la schiena piegata ed evitare che si accorga di quanto sta accadendo o, se se ne accorge,si ribelli al cambiamento della società imposto. Il discorso è senz’altro da interpretare in chiave consumistica:non ho bisogno di insegnare qui che tutto questo sconquasso ha una sola origine: i soldi.

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