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38 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

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varie_sveziafemminismoEvviva le donne al comando – Ah, la Svezia, un tempo regno delle supergnocche bionde e del porno, poi patria dei servizi sociali e dell’accoglienza e infine caposaldo dell’equità di genere! Una metamorfosi grazie alla quale oggi il governo di Stoccolma stanzia fior di milioni di euro alla sua Gender Equality Authority, creata dieci mesi fa e incaricata di analizzare i problemi di equità di genere e di assistere le altre istituzioni a superarli (ultimo studio: il superamento degli stereotipi sulle donne lavoratrici in periodo mestruale…). Il management della authority, manco a dirlo, è in mano a sei donne. Finalmente è possibile vedere gli esiti di una gestione totalmente rosa! E l’esperimento ha dato risultati eccezionali: il 70% delle impiegate è a rischio di malattie (problemi di sonno, patologie legate allo stress), più di due su cinque ritengono le manager incapaci di governare con equità e di dare supporto, la metà di esse denunciano casi di bullismo e molestie. Il tutto dopo appena dieci mesi. Straordinario… Forse da quelle parti arriveranno a capire che era meglio l’epoca delle supergnocche bionde e del porno.

persone_angioliniLa simulazione è femmina – No, stavolta non si parla di false accuse, anche se quello è un campo di allenamento dove l’attività femminile ferve incessantemente. Stavolta si parla di malattie immaginarie, roba che il noto personaggio di Molière era un dilettante. Pare infatti che eserciti di signore allegre si rivolgano a uno studio medico di Cagliari non tanto perché abbiano bisogno di cure, quanto piuttosto per farsi mettere (professionalmente) le mani addosso dal dottor Giovanni Angiolini, oggettivamente un fico da paura, tanto da essere diventato un caso mediatico (il “sexy ortopedico”). Niente di male in tutto questo, ben inteso. Al massimo un sorrisino per tutte queste fanciulle che probabilmente amano passare per donne irreprensibili e madri dedite, salvo sbrodolare di fronte a un bel pezzo d’uomo. E’ la natura umana, ci sta. Unico appunto: sarebbero altrettanto accondiscendenti i sorrisi a parti invertite? Una bella manza di dottoressa e tutti gli uomini che si prenotano per una visita? Non credo. Sarebbe tutto un florilegio di “porci”, “maiali”, “bavosi”, “pezzi di merda” e quant’altro. Il doppio standard anche in medicina, insomma.

persone_osullivanControindicazioni del gender fluid – Dice: il genere è un costrutto culturale. Non importa cosa uno si ritrovi tra le gambe, conta ciò che uno si sente di essere, femmina, maschio, animale o chissà cos’altro. Un’aspirazione individuale che va rispettata a prezzo di essere etichettati come qualcosofobi. L’Australia, come gli USA e altri paesi dell’area anglosassone, ha fatto di questi concetti una specie di isteria collettiva. E giustamente il senatore Barry O’Sullivan ha deciso di approfittarne. Stufo di venire massacrato ferocemente per le sue posizioni antiabortiste e pro-life in generale, si è alzato dagli scranni del suo partito e ha dichiarato di sentirsi donna quel giorno. “Così i parlamentari di sinistra non mi potranno attaccare quando esprimo le mie posizioni anti-aborto”, ha spiegato poi candidamente, mettendo a nudo tutta l’assurdità dell’isteria gender fluid ma anche tutti gli impropri privilegi riconosciuti a quella “specie protetta” chiamata donne.

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varie_notaroGessica fa lezione – Ormai ben piazzata sugli scranni del Parlamento a fianco dell’amichetta Maria Elena Boschi, Lucia Annibali sembra passata di moda. Ora è il turno di Gessica Notaro che, dopo le piroette danzanti in TV, gira le scuole per dire quanto sono orribili e cattivi gli uomini italiani, definendo come “femminicidio” qualunque atto ostile nei confronti di una donna. D’altra parte la grande marcia verso il marcio del 25 novembre, fiera della mistificazione ideologica internazionale, è cominciata, e anche lei vuole dare il suo contributo. Sperando magari in qualche incarico istituzionale, al pari della sua collega cavalierA Annibali. Esulta Notaro: la Corte d’Appello ha condannato il suo aggressore a 15 anni di galera. Ben gli sta. Peccato che l’aggressore (donna) di William Pezzulo sia libera, lui non sia più in grado né di ballare né di andare in giro a far lezione sulla violenza (essendo uomo è di serie B e non gli crederebbe nessuno), non ha preso un euro di risarcimento, dunque deve pagarsi tutte le cure, e l’unica cosa che può cavalcare da cavaliere oggi è una panca per esercizi fisici che si è costruito lui nel suo garage. Chissà se la brava Gessica nelle sue slide ha messo anche il suo caso. O quello di altri uomini finiti nella stessa situazione. Io scommetto di no.

varie_aostaMasturbarsi sui morti – Ricordate i due casi terribili del padre di Latina, Luigi Capasso, che uccise le due figlie e poi si suicidò? E quello di Fausto Filippone, che gettò la figlia dal viadotto per poi seguirla nel vuoto? Cosa leggevate sui media? Mostro, bestia, schifoso, assassino, femminicida, brucia all’inferno, e altre variazioni sul tema. Settimana scorsa una madre, ad Aosta, ha soppresso le due figlie con una iniezione letale e poi si è tolta la vita. I media sono accorsi a giustificare l’ingiustificabile, al solito. Poverina, era depressa, nella lettera incolpa il marito (dunque tutto è colpa dell’uomo). Solito disgustoso copione, insomma, solito doppio standard coerente con la propaganda diffusa. Ma stavolta si è raggiunto l’apice del disgusto con Antonella Boralevi che decide di comporre un poema romantico e onanistico, scomodando nientemeno che Medea, Giasone e metà degli dei dell’Olimpo, pur di dire che lei, poverina, non è colpevole di nulla, va capita e perdonata, anzi quasi è un’eroina, mentre lui… be’ insomma, lui è un uomo, dunque un pezzo di merda, stando alla versione più aggiornata. Complimentoni Boralevi, ogni volta che la leggo riesce a scavare sempre un po’ di più.

varie_neonatoMater semper certa, saepe zoccola – Mentre infuria il dibattito su quanto sono abusanti gli uomini e sante le donne, principio per cui sempre a queste ultime vanno affidati i minori dopo la separazione, passa in secondo piano una notizia su cui bisognerebbe riflettere molto: aumentano a dismisura le richieste di accertamento clinico della paternità. E da questi accertamenti salta fuori che il 15% dei secondi figli proviene da un uomo diverso dal padre ufficiale, percentuale che sale al 25% nel caso dei terzi figli. Anche per questo la vendita di “kit” casalinghi per la verifica della paternità è aumentata in poco tempo del 30%. Un trend che potrebbe dirla lunga sull’inclinazione a investire su una realtà familiare da parte delle donne moderne. Più portate, a quanto pare, a ingaggiare diversi uomini da cui far mantenere loro stesse e i figli che gli hanno fatto fare. D’altra parte i trader lo insegnano: per ottenere dividendi costanti bisogna diversificare gli investimenti!


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7 thoughts on “38 – Il minestrone del lunedì: mala tempora currunt

  1. Una precisazione: non sono un mostro assetato del sangue dei giornalisti, sono un ministro straordinario della comunione eucaristica, chiamato a portare la comunione ai malati nelle loro case e negli ospedali e , Dio non voglia, in casi estremi ove manchi un sacerdote o un diacono, portare il viatico ai moribondi… nella funzione della istituzione mia e dei miei compagni/e, siamo stati ammoniti con queste parole da parte del delegato del vescovo : “poiché distribuirete agli altri l’eucaristia, sappiate esercitare la carità fraterna..” …. ma certi atteggiamenti dei media mi fanno cadere le braccia …

  2. Sul caso del medico sexy niente di male, ma, come dice giustamente stasi, se fosse uscito un caso analogo a parti invertite sarebbe venuto giù’ il mondo … sul caso della madre suicida omicida, comprendere i motivi della depressione di lei è doveroso, ma vomitevole la decisione dei media di far passare il padre come il solo colpevole .. come ha ricordato giustamente stasi nei casi dove l’omicida e’ stato il padre i media lo hanno sbranato anche se morto … non mi resta che parafrasare Rigoletto: “… giornalisti/e, vil razza dannata!” … e non venitemi a parlare di stampa sotto attacco, altrimenti inizio a pestare di brutto il/la primo/a giornalisto/a che mi capita a tiro, vi assicuro che in questo caso non faccio discriminazioni di genere … ora basta, sul serio!!

      1. io col blog di Lunanuvola non sono d’accordo su certi argomenti (l’autrice è una di quelle persone che vogliono far credere che le persone obese sono belle fisicamente e anche sane come pesci e si risente se le fai notare che non è vero, e questa negazione della realtà è insopportabile per me, va bene combattere il bullismo ma senza negare la realtà) però in questo post specifico ha ragione, non ha fatto altro che analizzare il modo in cui varie testate giornalistiche hanno riportato il delitto focalizzandosi sul fatto che il marito assassino era “depresso” per la morte dei genitori, il lavoro, la moglie che aveva una relazione e non era più una casalinga perfetta. Per me è legittimo criticare questo modo di dare la notizia di un femminicidio sui giornali come è legittimo criticare io modo in cui è stata data la notizia dell’infanticidio in Val d’Aosta. Quel che si può dire è che se le testate giornalistiche sembrano mostrare nel modo in cui danno la notizia “comprensione” per le madri assassine bè analoga comprensione sembrano avere per i mariti uxoricidi

  3. “Non credo che sia necessario aspettare le opinioni degli psichiatri. ”

    ipse dixit Boralevi…non sapevo che la signora fosse ancora lucida e in grado di scrivere pensieri compiuti.
    Ma figuriamoci…una psicopatica (minimo) che si perplime per quattro litigi col marito, per quattro alzate di
    voce che sono nella perfetta media di qualsiasi famiglia con figli piccolini.
    Giustificazionismo da accatto.
    Medea è il personaggio più citato in questi casi, mentre basterebbe davvero chiedere una
    spiegazione a psichiatri circa questi gesti premeditati, pianificati, studiati e lucidamente attuati al solo fine di far male
    ad un padre: rimasto solo e senza gli adorati figlioletti.

    Ci sarebbe da impazzire e non oso immaginare lo strazio di quel povero uomo.
    buon lunedì

  4. sul caso del medico sexy rtengo che uomini e donne abbiano il diritto di esprimere apprezzamento per uomini e donne che trovano attraenti nei modi dovuti (dire “quanto sei bello/a” su un social è cosa diversa dal gridare “abbona” per strada a una persona sconosciuta che cammina per i fatti suoi) e madri assassine e padri assassini andrebbero mediaticamente trattatti nello stesso modo quindi su questo concordiamo

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