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5Stelle: paura di chi sbraita? Dovreste averne delle matite di chi tace

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LA FIONDA

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persone_maiorinodi Anna Poli – Dei partiti mi piace la coerenza. Quegli slanci di indomita perseveranza nel combattere i soprusi, quei moti di matura e incorruttibile tenacia nel prendere il problema per le corna, domarlo contro ogni suo vano dimenarsi, venirne a capo e poi lasciarlo lì, solo e sconsolato: un problema risolto come un altro. Poi di nuovo via! Ripartire a spron battuto verso una nuova riscossa, un nuovo attacco al marciume sociale, in nome di una causa nobile. Dei partiti mi piace quando “riparano le ingiustizie” (cito Alessandra Maiorino, non è uno scherzo, lo ha detto veramente) a muso duro, senza se e senza ma, battendosi come fiere per ristabilire gli equilibri, per riportare la giustizia. Dei partiti mi piace quando mi danno la certezza di poter dormire sonni tranquilli perché so che penseranno a tutto loro, a cominciare dalle questioni serie, quelle gravi, che sembrano irrisolvibili, quelle che mi attanagliano la mente a tutte le ore e che mi mettono i brividi. Quelle tipo: disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli.

Ma che, davvero? E una volta approvata questa, cosa disponiamo? Disposizioni in materia di ostriche e champagne per la cena di San Valentino? O disposizioni in materia di ricerca di cretinate per non disporre un bel niente sulle questioni importanti? “Anche le madri potrebbero dare il proprio cognome ai figli. E’ quanto prevede il disegno di legge del Movimento 5Stelle. La proposta nasce dall’esigenza di garantire pari dignità alle donne nell’ambito del rapporto coniugale e familiare. L’obiettivo è cancellare questo automatismo normativo. Infatti il disegno di legge prevede che sia la coppia a scegliere, di comune accordo, quale dei due cognomi tramandare”. Tradotto: se due genitori, al momento della nascita del loro splendido bambino, sono felici, innamorati e non hanno alcun motivo per litigare, perché non fornirgliene uno lì, bello bello, su un gigantesco e luccicante piattone d’argento? Perché non inventarsi un appassionante dilemmone ideologico di dignità di genere che non esiste, così da risolverlo al volo sentendosi magari anche fighi per aver preso il toro per le corna e aver condotto la nazione al cospetto di una nuova alba di equità e giustizia?

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Wilhelm Marstrand, Don Quixote og Sancho Panza ved en skillevej,Maiorino: “ho deciso di raccogliere questa esigenza che a qualcuno può sembrare velleitaria ma che in realtà ripara un’ingiustizia”. Ad alcuni qualcuno può certamente sembrare velleitaria e ad altri qualcuno è facile che sembri piuttosto una clamorosa presa per il culo. L’aspetto più preoccupante, però, è che alla Maiorino sembri un’esigenza. Alessandra Maiorino, Senatrice della Repubblica, Vicepresidente del Movimento 5Stelle, si è svegliata una mattina un po’ più Don Chisciotte della sera prima, ha buttato l’occhio sull’Italia, ha inteso al volo la situazione, un velo di crema e un velo di trucco ed è partita, mi auguro non a dorso di un cavallo, per riparare un’ingiustizia. E l’ingiustizia in questione è quella che “prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, poiché vìola l’articolo 2 della Costituzione in quanto comprime il diritto del singolo individuo all’identità personale. Inoltre lede il diritto di uguaglianza e pari dignità dei genitori nei confronti dei figli”.

Carissima la mia senatrice, l’automatica attribuzione della casa coniugale alla madre in sede di separazione (anche qualora ne sia proprietario il padre) vìola l’articolo 3 e l’articolo 14 della Costituzione, l’automatico allontanamento di un bambino dal genitore in virtù di una querela vìola l’articolo 27, l’automatico assegno di mantenimento stabilito per perequare le situazioni economiche di due individui privi di vincolo vìola di nuovo l’articolo 3 e se vogliamo anche un po’ l’articolo 38, l’inevitabile condizione di povertà assoluta in cui versano molti padri separati sancita e legittimata dalle sentenze dei Tribunali vìola l’articolo 32 e, infine, il totale disinteresse di Voi politici carissimi al tema dell’affido condiviso e di una Legge 54/2006 totalmente inapplicata vìola il primo, il quarto e il sesto principio della Dichiarazione Universale dei Diritti del fanciullo nonché il famoso diritto di uguaglianza e pari dignità dei genitori nei confronti dei figli. In altre parole: Maiorino, apprezziamo il tentativo. Se la prossima volta, anziché riparare le ingiustizie, dovesse venirti l’idea di riparare un lavandino, saremo tutti qui a fare il tifo per te. Per il momento, grazie lo stesso.

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#persone_spadaforaPer quanto riguarda il Movimento 5Stelle, lietissima di non averli votati. Personalmente la condotta che questo confuso e ancor più confuso gruppetto di “ognun per sè” sta tenendo in merito a qualsiasi questione mi lascia a tratti basita e a tratti schiumante di ira. Tra le mozioni e i voti anti-Pillon delle amministrazioni locali (e volutamente non ho scritto anti-735, perché le mozioni sono contro Pillon, il disegno di legge manco lo hanno letto), la Commissione anti-uomo ultimo modello tutta nuova fiammante (formalmente, Commissione Femminicidio) e uno Spadafora ingestibile sempre fuori luogo e sempre intervistato, che si atteggia a capoclasse dell’opposizione  dimenticandosi di aver cambiato partito, davvero non si capisce quale patto di governo abbiano firmato.

Non sarà mica che vogliano scopiazzare il PD ramazzando anche tutte le loro polveri femministe per vedere di tirarne fuori una manciata di interessate elettrici? Non sarà che il governo del cambiamento, alla fine, abbia deciso di infischiarsene bellamente dei patti pur di corteggiare la schiera elettorale che sbraita più forte e di fare esattamente quello che hanno fatto tutti ma proprio tutti quelli venuti prima di lui? All’anima del cambiamento! Saluti. Vado a fare la punta alla matita. E sono certa che molti altri elettori, più onesti e più silenziosi di quelli che fanno tremare voi, stiano andando a fare lo stesso. Ché forse non è delle armate scomposte di Valchirie rabbiose che dovreste aver paura, ma di quel plotone di gente per bene che, senza far volare una mosca, vi guarda, vi ascolta, si indigna e vi leva il voto.


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51 thoughts on “5Stelle: paura di chi sbraita? Dovreste averne delle matite di chi tace

  1. Ottimo articolo.
    Faccio però notare una cosa: la stessa Costituzione viola l’articolo 3 della Costituzione.
    Infatti tutela la maternità ma non la paternità.

    1. a quanto ne so la costiruzione riconosce solo la realtà: che nove mesi di gravidanza, parto + allattamento al seno sono un po’ più gravosi e faticosi rispetto all’eiaculare in una vagina quindi la lavoratrice incinta necessita di tutele, non mi risulta che i lavoratori maschi restino incinti o siano soggetti a gravidanze a rischio nè che allattino al seno con tutto il peso che ciò comporta. E in ogni caso non vieta da nessuna parte i congedi di paternità lunghi e retribuiti (sulla cui utilità siamo d’accordo, credo) che sarebbero pienamente costituzionali.

      1. Vedo che riduci la paternità e la maternità al solo atto procreativo.
        Tipico di chi non ha figli e non capisce niente.

        Ieri ho fatto iniziare a mio figlio il body building serio: ha 14 anni e gli stanno venendo i brufoli (anche se ha già scopato, con una di 15) per cui è il momento, forse ti interesserà sapere la musica con cui abbiamo aperto la sessione – esattamente questa:

        [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=gvdPCDssgUs&w=640&h=360]
        E’ dalla colonna sonora del film con la più bella scena d’amore della storia del cinema, che sarebbe questa:

        [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=JS_HurQFXnU&w=640&h=360]

        1. Christine…il romanzo di Stephen King fu una delle mie prime letture adulte
          Comunque no non riduco maternità e paternità a un fatto biologico ma oggettivamente un lavoratore che resta incinta non ha le stesse esigenze e problematiche di un lavoratore che non resta incinta

    2. la costituzione parla giustamente di tutelare la lavoratrice madre dato che solo la lavoratrice madre resta incinta, partorisce e eventualmente allatta al seno tutte attività gravose e pesanti che non riguardano il lavoratore padre. La costituzione non impedisce che si creino anche congedi per i padri cosa su cui siamo tutti d’accordo

        1. La parte che mi piace di più è la classica affermazione non esplicitata ma chiarissima, lampante, femminista: “le donne che non hanno latte dal seno non sono vere donne”.
          La mia ex moglie non aveva abbastanza latte dal seno, anche se insisteva parecchio col tiralatte veniva fuori al massimo un terzo della dose necessaria.

          Che io sappia il 3-4% delle donne è totalmente priva di latte, ma se si considerano quelle che lo hanno ma non ne producono abbastanza, come la mia ex-moglie, si arriva tranquillamente al 20% delle neomamme.

          1. “le donne che non hanno latte dal seno non sono vere donne”.

            cosa che non ho mai detto e non penso assolutamente. Cerca di leggere bene e non inventarti le cose. NOn ho mai detto che se una donna non ha abbastanza latte “non è una vera donna”, ho detto che se una lavoratrice neomamma vuole e puòallattare al seno deve poterlo fare senza pedere il lavoro e la costituzione tutela anche questa cosa. ma allattare al seno non è un obbligo, certo che col biberon può allattare anche papà

            1. Hai detto una falsità, le parti che riguardano maternità e paternità sono l’articolo 31 e l’articolo 30 e non si parla mai di lavoratrici.

              La Costituzione cita in questi termini “paternità” e “maternità”:

              Articolo 31:
              “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.”

              Traduzione: “la Repubblica NON protegge la paternità”.

              Articolo 30: “La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.”
              Il contenuto è nel complesso negativo: dice chiaramente che la paternità è imposta dalla Repubblica, entro certi limiti.

              Non prendere mai considerazione l’esistenza delle donne che non hanno latte o ne hanno troppo poco è un tema ricorrente tra femministe e zerbini, ma visto che esistono è lapalissiano che le considerino “donne non vere”.

            2. Le tue affermazioni sono un buon esempio dei danni fatti dal femminismo della differenza nel suo tentativo di chiedere privilegi speciali per le donne rispetto agli uomini: per farlo debbono evidenziare e massimizzare le differenze, ma facendolo marginalizzano in tutto o in parte anche le donne che non aderiscono alla Donna Ideale, che è una Madre che Allatta al Seno.
              Quindi non è che escludono solo le trans, ma pure quelle che hanno avuto l’utero rimosso, quelle sterili, quelle che non hanno mai avuto figli, quelle che non hanno latte e persino quelle che ne hanno troppo poco.

              La marginalizzazione di ampie fasce di popolazione femminile è il prezzo da pagare se si vogliono privilegi riservati alle donne sulla base dell’affermazione “A differenza dell’uomo la donna porta il bambino nel grembo per 9 mesi e poi lo allatta al seno”.

              1. il femminismo della differenza non discrimina assolutamente le donne sterili o che non vogliono figli o che non possono o non vogliono allattare al seno, questa è solo la parodia del femminismo che hai in mente tu e alcuni attivisti queer (non tutti). Una donna deve essere libera di allattare al seno come di non farlo, di essere madre o non esserlo. Si chiede solo che quelle donne che possono e vogliono dei figli e possono e vogliono allattarli al seno lo possano fare in sicurezza (come si deve poter abortire in sicurezza) e senza perdere il posto di lavoro. Questi non sono privilegi, sono giusti diritti basati sul dato di fatto che solo una donna cisgender ha la potenzialità (non l’obbligo) di restare incinta (è lo stesso motivo per cui solo la gestante può decidere di abortire nei termini di legge o di portare avanti la gravidanza, è lei che porta il peso della gravidanza).
                Le donne in potenza possono restare incinte e possono allattare al seno, un uomo cisgender non può. Stacci

                1. Si che discrimina,ecco la prova:

                  “la costituzione parla giustamente di tutelare la lavoratrice madre dato che solo la lavoratrice madre resta incinta, partorisce e eventualmente allatta al seno tutte attività gravose e pesanti che non riguardano il lavoratore padre.”

                  La Costituzione non parla di lavoratrici madri né di lavoratori padri, ma di “maternità” e “paternità”.
                  Qui invece si riduce tutto al puro atto biologico della procreazione, allo scopo di difendere la assai maggior tutela della maternità rispetto a quella della paternità.
                  Di fatto facendolo si escludono dalla definizione di “madre”, a puro titolo di esempio:
                  Le madri adottive.

                  Questo riduzionismo biologico viene perpetrato al solo scopo di difendere il privilegio accordato in Costituzione alla maternità rispetto alla paternità.
                  E questo anche se la parificazione della paternità alla maternità non causerebbe alcun danno alle madri.

                  Poi ribadisci anche il concetto:
                  “Le donne in potenza possono restare incinte e possono allattare al seno”.

                  Le donne in potenza sono tutte assassine, ma non possono tutte restare incinte né allattare al seno:
                  Una che è sterile può potenzialmente assassinare delle persone ma NON potrà MAI restare incinta.
                  Una che non ha latte può potenzialmente assassinare delle persone ma NON potrà MAI allattare.
                  Quindi hai DI NUOVO escluso MOLTE donne dalla definizione di donna che hai appena fornito, e confermato ciò che ho appena scritto.
                  E’ la pistola fumante, come dicono negli USA.

                  1. certo che anche una donna sterile è una donna e un uomo sterile è un uomo. Non l’ho mai negato. E le madti adottive sempre madri sono come i padri adottivi sono padri Ma tu continua pure a fare finta di non capire cosa ho detto.
                    Salvo casi di sterilità (che non sono la norma altrimenti il mondo sarebbe deserto al 95%) una donna può rimanere incinta e dato che restare incinta è un tantino più gravoso e rischioso che eiaculare in una vagina ci sono titele particolari a livello lavorativo, che non impediscono l’estensione del congedo di paternità. Ma ripeto, tu continua a fare finta di non capire

      1. Balle, la costituzione cita in questi termini “paternità” e “maternità”:

        Articolo 31:
        “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.”

        Traduzione: “la Repubblica NON protegge la paternità”.

        “La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.” Articolo 30 – contenuto negativo: la paternità è imposta entro certi limiti.

      2. @ned “La costituzione non impedisce che si creino anche congedi per i padri cosa su cui siamo tutti d’accordo”
        mettiamola in questi termini : sono un imprenditore/padrone.
        Ho sotto di me delle dipendenti.
        Lo Stato mi obbliga a rispettare un congedo di allattamento obbligatorio : lo rispetto, pena sanzioni.
        Lo Stato rende facoltativo il congedo di allattamento?
        Benissimo : io “convinco” le mie dipendenti a non farne uso.
        .
        ned : alla gente come te dovrebbero far fare vent’anni di servizio militare in Afghanistan.
        Forse alla fine riuscireste a capire come funziona il mondo.

        1. credo che il congedo di paternità non debba essere facoltativo, ma in parte obbligatorio e retribuito come già lo è quello di maternità. io sono per il sistema svedese, l’ho detto e lo ripeto

          1. Al contempo però difendi il fatto che la maternità ma NON la paternità vengano tutelate in Costituzione: se la maternità è degna di maggior tutela rispetto alla paternità (parole tue), perché mai ai padri bisognerebbe accordare un congedo di paternità analogo a quello di maternità?

            Sei totalmente incoerente.
            Io sono a favore di pari congedo per madri e padri PROPRIO perché ritengo che maternità e paternità abbiano lo stesso valore e debbano essere egualmente tutelate, ed è per il medesimo motivo che sono a favore dei tempi quasi paritari del DDL 735.

            1. io ho detto che una persona che sopporta nove mesi di gravidanza con rischi annessi ha bisogno di tutele particolari sul lavoro di cui non necessita una persona non incinta; una persona che può e sceglie di allattare al seno ha bisogno di tempi e spazi per poterlo fare di cui una persona che non può/non vuole allattare non ha bisogno. E’ più chiaro così? E non c’è contraddizione con ciò che penso sui congedi genitoriali

          2. ned, tu e i tuoi “svedesi” avete la testa piena di sabbia e tra un pò vi dovrete levare dai coglioni, sostituiti dagli extracomunitari “maschilisti”.
            Sarà molto divertente vedere come riuscirete a convincerli a pagare le vostre pensioni …
            In tutti questi anni avete :
            a- ridicolizzato la virilità
            b- annientato la femminilità
            c- ridotto la maternità ad una farsa
            d- reso i rapporti tra i sessi sempre più tesi
            Ma non vi è mai passato per la testa che stavate facendo delle cose fondamentalmente sbagliate?
            Nel 2019 io non sono più arrabbiato.
            Io sono stupefatto.

  2. il mio commento serve solo per salutare e congratularmi con Anna Poli
    che leggo stamane tra i commenti . Ciao 🙂

    P.S. penso che si intuisca dal tenore dell’articolo che il fine ultimo di questa
    ennesima legge-porcata è uno: levare ai figli di separati/divorziati il cognome del
    padre naturale, biologico, legale. Il Pater familias: mio padre, il padre di mio padre, mio bisnonno ecc.

    Vorrei sapere chi potrà impedire che un brutto giorno, un figlio maggiorenne che si ritiene (unilateralmente)
    accantonato, o messo da parte, ovvero che nutre forte rancore, possa andare in anagrafe
    per levare il cognome (odiato) paterno e sostituirlo con quello della sua meravigliosa mammà.
    Sicché, non solo il padre viene estromesso dalla vita di un figlio,
    ma verrà giuridicamente cancellata ogni traccia anagrafica del ramo familiare paterno.

    Mi sbaglio ?
    buona giornata

    1. premetto che a me di questa storia non interessa molto e sulla questione del cognome sono “neutrale” (cioè per me le cose possono restare come sono oppure aggiungere il cognome materno, che poi è il cognome del nonno materno, non mi importa), faccio notare che in Spagna il doppio cognome esiste da un pezzo, non centra nulla col femminismo e nessuno se ne è mai lamentato

      1. va bene, allora emigra in Spagna e mettiti a chattare con gli spagnoli.
        Lì troverai la scarpa giusta per il tuo piede.

        in effetti anche in Brasile il figlio prende il nome della madre, infatti si tratta
        di un paese abbastanza sottosviluppato invaso da mafia, violenza sessuale,
        sfruttamento della prostituzione minorile e Stato di Polizia (in senso stretto
        visto che comanda la polizia).
        Puoi scegliere se emigrare in Brasile o in Spagna.
        addio

        1. il femminismo non centra perchè il doppio cognome, materno e paterno, in Spagna esiste praticamente da sempre, esisteva pure ai tempi del generalissimo Franco il cui nome completo è Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, e Bahamonde è appunto il cognome di sua madre.E dubito fortemente che il generale fosse femminista.

          1. In Spagna il cognome paterno ha sempre preceduto quello materno fino al 1999 quando la legge (femminista) sulla “uguaglianza di genere” ne ha permesso la trasposizione. Lo sanno tutti, come tutti sanno che la battaglia per il doppio cognome è una battaglia femminista, in quanto retaggio, a loro dire, della concezione patriarcale della famiglia. Ti basta Linda Laura Sabbadini come testimonial di questa battaglia femminista? Ha un sufficiente curriculum femminista? E’ quella che ha introdotto in Italia la metodologia femminista all’ISTAT e praticamente è tra le fondatrici di “Se non ora quando”, noto movimento femminista.

            http://archive.is/RInGj

          2. Francisco Franco è stato il più grande femminista di Spagna, fece anche la “legge contro il disprezzo del sesso”, che è praticamente identica alle legge sul femminicidio che hanno fatto in Brasile pochi anni fa, e molto simile a quella italiana del 2013.
            Infatti lo cito anche qui, nella 9a puntata di “Donne che odiano le donne”, intitolata:
            “Pena capitale per María-Milagros Rivera Garretas?”

            https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/02/07/donne-che-odiano-le-donne-9a-puntata-pena-capitale-per-maria-milagros-rivera-garretas/

    2. Ricambio il saluto.
      Esattamente. L’intento era semplicemente quello di sottolineare come sulle cretinate si sprechino leggi, mentre sulle cose importanti si soprassiede o, peggio, ci si oppone a scatola chiusa.
      Preciso un aspetto: la proposta della Maiorino non prevede il doppio cognome, ma che i genitori scelgano insieme quale dei due dare. Assai diverso, haimè.

      1. Il che non ha alcun senso logico in un paese dove c’è il parto in anonimato per le donne ma non c’è l’aborto finanziario per gli uomini: il che è come dire che il cognome paterno è più importante di quello materno, perché il primo legame è irrinunciabile, il secondo può essere unilateralmente rescisso dalla donna entro certi limiti.

      2. ho trovato il tuo commento e rispondo.
        Certamente è possibile un conflitto perchè la madre potrebbe pretendere che sia inserito il proprio
        cognome invece che quello del marito, che al quel punto potrebbe opporsi (immagino la possibilità
        di contrasti familiari proprio in momenti delicati come la nuova nascita di un figlio …).
        nulla vieta sulla base della legge porcata di marca Ignoranti Pentastellini che vengano
        inseriti entrambi : del padre e della madre.
        A quel punto nulla vieterebbe ad un figlio maggiorenne di chiedere che sia espunto il “solo” cognome
        del padre e ci scommetto il cappello che si tratta esattamente dello scopo perseguito dalla “legislatrice”.

        https://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_15141.asp

        buona giornata Anna ????

  3. L’idea di Beppe Grillo è stata maturata agli albori di internet, quando ancora nessuno era in grado di decifrare questa nebulosa.
    Anch’io all’epoca, diciamo 2005 2006, pensavo che internet potesse essere uno strumento eccezionale anche per migliorare il sistema democratico politico, sistema imperfetto e quindi migliorabile.
    All’epoca credevo che poteva dare voce a tutti, che se uno diceva una bugia sarebbe stato sbugiardato immediatamente e invece con il passare del tempo mi sono dovuto ricredere su tutto.
    Internet, ora è più facile osservarlo per quello che è rispetto a qualche anno fa, neanche Grillo poteva prevedere questa evoluzione (involuzione) di internet.
    I giganti economici ci si sono buttati a capofitto e subito si è assistito all’usuale fenomeno di conformare e appiattire le menti della massa.
    Invece di creare trasparenza sui contenuti rispetto alla versione della carta stampata, per ogni argomento si trova di tutto e il contrario di tutto, la confusione regna sovrana e la ricerca della verità sempre più difficile e ostica.
    Era prevedibile che internet, che è uno strumento di potere, sarebbe stato asservito da chi il potere già c’è l’aveva.

  4. dal post non si evince nulla se non far fare caciara inutile… ma andiamo con grado… tecnicamente il cognome doppio lo accetterei… a prescindere…non sta a me dire a mio figlio come iscriversi a qualsiasi cosa in cui le viene chiesto.. nome cognome…. quanto proposto lo avevano fatto anche i governi precedenti… quindi tecnicamente dove è il problema….???

    il fatto che se la prende a cuore.. fa piacere a molti…(chi non avrà letto la costituzione (almeno una volta..) e si sia rivisto dentro…nel bene o nel male…) ma elencare la costituzione ora come ora crediamo che un giudice la prenda in considerazione??? lo sappiamo tutti che applicano le leggi…. quindi la costituzione è lì…. lì che fa polvere…

    ho 50 anni.. a 33 anni ho avuto mio figlio… in questi anni non ho mai visto una legge che comprenda… sottolineo comprenda… che chi va … deve ripartire da zer…. anche sottozero…. in 17 anni non vi è mai stato nessun interessamento.. anzi… il giro economico che muovono le separazioni (parto da un banalissimo gratuito patrocinio a…..) fa gola a molti… anche da siede comodo e che fa le leggi……o si oppone alle leggi…anche con commenti ironici (Personalmente la condotta che questo confuso e ancor più confuso gruppetto di “ognun per sè” ) che personalmente poco importa..ma fa intendere…

    ma comunque sia… non credo che sia ora il momento di dare la colpa a mi – ti – el – toni…. ne tanto meno a…. (niente)

    qui si sta solo chiedendo a chi governa ma anche a chi si oppone che comprendano che le leggi attuali vanno realmente RIVISTE cosa me ne frega a me che sia tizio o caio a fare o PROPORRE (non disinteresse politico e/o giornalistico)… sono 17 anni che sento solo …promesse.. Ciacere… Gne Gne gne…. di chi propone..o si proponga come paladino di sta ceppa… e per ceppa intendo Noi separati (uomo/donna che sia) che veniamo letteralmente sbattuti fuori… e che da zero (vabbè già lo ho detto) devono ripartire….

    quindi autrice mi faccia solo capire il senso di ciò???

    1. dimenticavo… la penna al voto si l’abbiamo tutti…ma….chi governa non è stato votato da quelli con la clava……

      dimenticavo 2… anche i giudici han la penna… e piu di tanto delle chiacchiere poco importa… firma e se ne va…

    2. Gentile lettore, purtroppo non sono nella posizione di poter cambiare cose. Quello che posso fare è solo raccontare quel che vedo naturalmente a modo mio.
      Solo due cose ci tengo a chiarire.
      La prima: cito la Costituzione esclusivamente per ribattere alla Maiorino che ha sbandierato un articolo 3 violato per giustificare una cretinata, quando gli articoli violati su temi ben più importanti non li usa mai nessuno.
      Dunque, mi trova perfettamente d’accordo quando dice che ci sono le leggi. Le leggi si rifanno alla Costituzione e né le une né l’altra ve vengono minimamente tenute in considerazione dalla magistratura.
      La seconda: anche io accetterei il cognome doppio. Ma non come specchietto per le allodole. Lo accetterò quando tutto ma proprio tutto il resto sarà al limite della perfezione. Fino a quel momento continuerò ad attribuire colpe a chi le ha, senza fare sconti a nessuno. Perché, come detto poco sopra, non ho altro potere che questo.

      Concludo, i diritti dei papà separati e dei loro bambini sono una causa per cui mi batto, è vero. Ma non sono l’unica. Scrivo di loro, ma non solo per loro. Scrivo su tutto e su tutti senza tenere le parti di nessuno. Tantomeno la parte dei politici.

      Spero di essere stata esaustiva.
      AP

  5. ma questo articolo proprio non lo ho capito… sembra come una bandiera… va dove deve andare….sarebbe bello poterlo discuterlo con l’interessata.. domande c’è ne sarebbero….

      1. Anonimo,
        la risposta te la sei già data tu : questa confusione enorme serve a portare via i soldi alla gente … un po come il gioco d’azzardo o le sigarette.
        Fanno male, ma lo Stato, le Imprese, gli Avvocati … hanno solo da guadagnarci : ecco perchè si frigna tanto, ma non si fà nulla.
        Mettiti nei panni di un ministro che deve fare i salti mortali per far quadrare il bilancio del suo governo : se gli togli anche i lucrosi introiti che derivano dal settore divorzi / separazioni / litigi, credi che starebbe più tranquillo?
        Quella è una valanga di tasse che non gli entrano più in tasca : tieni presente che un matrimonio su due finisce in un divorzio.
        Il disordine che c’è nei rapporti tra i sessi sta alla base di molti interessi economici : è questa l’unica ragione per la quale non si può porre ordine.
        Tu sei anziano e quindi ciò che hai fatto o subito non lo puoi più cambiare.
        Un giovane si pone altri problemi : conviene sposarsi / convivere?
        Perchè papà e mamma hanno litigato?
        Ed è in base alla risposte che le nuove generazioni daranno a queste domande, che si porrà in movimento il cambiamento vero.

  6. clamorosi i pentastellini 🙂
    “siamo una squadra fantasticI”.

    mai votati e piuttosto, annullo la scheda elettorale.
    La sortita di quella parvenu/carnead della politica è il tipico mezzo per raccattare
    quattro voti femminili. Del resto sono nati “in rete” e nella rete fa tanto figo mettere
    i nomi con doppio cognome: papà e mamma’. Alla faccia dell’anagrafe italiana.
    E’ una moda italica tanto carina.

    è la stessa vicenda della legge Cirinnà: mentre la famiglia storica andava in pezzi
    invano ho tentato di far capire che FORSE l’esigenza primaria in Italia
    non era esattamente l’unione arcobaleno.
    Forse occorreva pensare ai nostri figli, lasciati soli.
    Macchè: il 4 marzo ha dato il suo responso.

    amen.

  7. Ecco un articolo che spiega totalmente la mia decisione, dopo aver erroneamente sostenuto a spada tratta e votato con fiducia il #M5S, di rifare la punta alla mia matita elettorale, che, alle prossime consultazioni europee, disegnerà una perfetta X sul logo della Lega; non perchè io sia d’accordo con Salvini su argomenti come quelli legati al TAV, ma perchè nelle fila della lega, milta un senatore che risponde al nome di Simone Pillon, una degna persona che si sta battendo per affermare un diritto sacrosanto, una legge che sebbene perfettibile, punta alla reale uguaglianza tra donne e uomini, quando si tratta di garantire ad entrambi, ma sopratutto ai bambini, diritti finora calpestati in nome di interessi economici e consenso politico.

    1. Io non ho votato ne per i 5 stelle ne per la Lega, e sicuramente non voterò i 5 stelle alle europee. A mio modesto parere è, che se è vero che la Lega ha Pillon, col suo DDL 735 che va difeso a spada tratta, non mi pare che Salvini si sia discostato molto dalla narrazione tossica femminista, anzi, su Twitter pubblica sempre art. dove denuncia l’uccisione di una donna.
      Vorrei votare Lega, ma rimango ancora un po confuso. Secondo me, non contano tanto i partiti in sè, chi vincerà o meno, semplicemente perche il femminismo radicale muove talmente tanto denaro da poter poi utilizzare per fare pressione su qualunque partito, affinchè si pieghino alla loro nazista ideologia.

      1. Salvini è quello che fa scendere dalle navi solo le donne, e i bambini, ma gli uomini no, come se non fossero persone anche loro. Quando può lecca eccome il cuculo… strizza l’occhio alle elettrici, come tutti gli altri. Mi fido poco di tutti, ormai.

  8. ma anche il pd sta perdendo parecchi consensi su questo punto ( anti pillon, tanti votanti pd sono separati .. ) eppure continuano, non solo con le suffragette, ma anche con i carichi pesanti ( Zingaretti e martina ) a martellare …. chi ci capisce qualcosa?
    intanto, ad ogni buon conto, ieri si sono svolte due sedute di audizioni informali in merito al ddl pillon, speriamo si rispetti il calendario dato da pillon ( metà febbraio fine audizioni e poi discussione, per quanto riguarda il voti in aula, vedremo … )

  9. quello che non capisco, ma possibile che le femministe siano così appetibili e che abbiano tutti questi voti? adesso anche salvini pare si sia messo a inseguirle ( commento sul codice rosso )

    1. Eppure con Boldrini e Grasso si è visto quanti voti muovono (zero)… Anche per me questa parte è oscura.

        1. giuseppe : “quello che non capisco, ma possibile che le femministe siano così appetibili e che abbiano tutti questi voti?”
          Davide : “Boldrini e Grasso si è visto quanti voti muovono (zero)… Anche per me questa parte è oscura.”
          michele : “Vien da pensare che ci siano altre “ragioni” che pesano più del voto popolare alle quali conviene conformarsi.”

          il punto è che state confondendo le femministe col femminismo : sono 2 cose differenti.
          Il femminismo è un ideologia che fà crescere l’economia : raddoppia le vendite di beni di consumo, la tassazione delle famiglie, gli effettivi degli eserciti … etc, etc.
          Le femministe sono quelle che danno una copertura di carattere politico e “morale” al femminismo, inventando un passato fatto di soprusi e vessazioni ai danni delle mogli e delle figlie.
          Le femministe annientano l’identità sessuale femminile, la specificità femminile e la femminilità stessa, perchè se esitessero quelle cose precipiteremmo ai tempi della “casa nella prateria” dove il PIL valeva un decimo di quello di adesso.
          Il femminismo è una ideologia popolare che ha solidissime basi in una società che ha posto il concetto di crescita economica alla base di tutto.

      1. Semplicemente, vivono ormai in una realtà virtuale, per di più ristretta. Le uniche persone che sentono, vedono, incontrano sono femministe e “social-justice-warrior” vari, per cui pensano davvero che le cose vadano come dice questa gente. Anche perché ormai in politica (a tutti i livelli, e non solo a sinistra) vale la regola “il nemico del mio nemico è mio amico”: le femministe sono contro Salvini? Quindi devono avere ragione loro, su tutto e in tutto, quindi ascoltiamo solo loro, quindi tutti gli altri sono indistintamente fascisti, leghisti, razzisti, sessisti e via dicendo. Peggio ancora, tutto ciò li ha intrappolati in un loop mentale senza uscita: loro fanno i superfemministi, questo fa perder loro voti, si convincono (visto che è l’unica campana che sentono) che è perché sono stati troppo poco femministi e lo diventano ancor di più, perdono allora ulteriori voti e insistono di nuovo col femminismo, e così via…

    2. La mia risposta a @salvinimi: “Quindi è sufficiente che “si sentono”, non che lo siano realmente ? Ho letto bene, vero ? Si rende conto della gravità di questa affermazione ? Avanti così, ministro. E non dimenticate di riempire le casse delle #Associazioni che istigano a denunciare per ogni fesseria.”

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