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Aborto negli USA: chi uccide i feti e chi promuove i diritti riproduttivi

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varie_feto2Complice forse la presenza di un’amministrazione discussa, per quanto democraticamente eletta, alla Casa Bianca, il tema dell’aborto è sulla breccia negli Stati Uniti. La controparte dell’area repubblicana di marca trumpiana è oggi un partito democratico disperso nelle nebbie del politicamente corretto, nell’estremizzazione dei concetti sempre asseriti come principi di riferimento e nei tentativi di dipingere l’attuale Presidente come il Male assoluto. Quando la polarizzazione delle posizioni è così estrema, estreme diventano anche le tematiche gettate nella discussione pubblica e il tema dell’interruzione di gravidanza è oggi sicuramente uno dei più gettonati. Com’è noto, ha aperto le danze lo Stato di New York e la sua legge che rende possibile l’aborto fino al nono mese di gravidanza ed esercitabile anche da personale non medico. Una misura su cui Trump si è dichiarato completamente contrario in un recente discorso sullo stato dell’Unione.

Per confermare l’estremismo delle proprie idee sul tema, i Democratici hanno risposto allora al Senato americano, facendo naufragare una proposta di legge repubblicana che avrebbe vincolato i medici a mettere in atto qualunque azione possibile per tenere in vita feti già formati che dovessero sopravvivere a un aborto oltre termine o a un tentativo di aborto. L’attuale criminal code americano consente al medico di lasciar morire il feto in questione, mentre la nuova proposta mirava a proibirgli ogni passività. “If an abortion results in the live birth of an infant, the infant is a legal person for all purposes under the laws of the United States” diceva il testo: se un aborto ha come esito un nato vivo, l’infante è sotto tutti gli aspetti della legislazione americana una persona legale, dunque meritevole di ogni tutela garantita dalla legge. Prima tra tutte quella alla vita.

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persone_rubioPoliticamente era un palese tentativo di rendere inefficace la legge dello Stato di New York e dal punto di vista etico era ineccepibile. Si può discutere all’infinito su quando un feto dentro il ventre materno diventi persona senziente. In ogni caso difficilmente gli si può negare questo status una volta venuto al mondo. Eppure i senatori, ma soprattutto le senatrici democratiche americane sono riuscite a far bocciare la proposta. Rimane possibile negli Stati Uniti, grazie a loro, lasciar morire un feto che sopravviva all’aborto. Se la madre se lo voleva togliere di mezzo, bisogna lasciarglielo fare, bisogna consentirle di sopprimere una vita effettivamente nata ed esistente. Perché, dicono le senatrici di questo progressismo disumano, ne va della sua salute. L’apparentamento aborto-salute della donna, anche quando ormai sgravata, diventa così il passe-par-tout per legittimare l’infanticidio che, come ha dichiarato il Senatore repubblicano Marco Rubio, diventa un irresponsabile punto programmatico di un partito politico.

A spezzare questo fronte arriva lo stato dell’Oklahoma, che ha approvato dieci giorni fa una legge statale oggettivamente interessante, perché pone al centro della questione non solo la vita dei feti, ma una riconsiderazione globale dei diritti riproduttivi. Grazie a una norma voluta dal repubblicano Justin Humphrey, per procedere a una pratica abortiva servirà il consenso del padre, eccezion fatta per i casi di maternità conseguenti a stupro, incesto o se la vita della donna è realmente in pericolo o se (ovviamente) il padre è morto. Leggi similari erano già state proposte altrove negli USA e la Corte Suprema le aveva sempre dichiarate incostituzionali. Eppure l’Oklahoma ci riprova, suscitando l’irata riprovazione di tutto il fronte democratico locale, che strilla indignato cercando di utilizzare ancora il passe-par-tout del medical care per le donne.

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donna_incintaNonostante le sentenze di incostituzionalità precedenti, questa legge, di cui ha parlato anche la rivista Time, insiste su un tema che è una sfida culturale rispetto alla questione dei diritti riproduttivi di uomini e donne e al complesso dei moventi che stanno, o dovrebbero stare, alle spalle di un concepimento. Se da un lato infatti questa norma impone al padre di assumersi le proprie responsabilità dando o meno l’assenso alla pratica abortiva, dall’altro sottrae la gravidanza, un evento creato bilateralmente, al dominio assoluto e unilaterale di una delle parti. Che sia volutamente o per errore, un figlio lo si concepisce in due, ed è in due che occorre assumersi la responsabilità della crescita o dell’eliminazione di quella vita possibile. Non può esserci concettualmente una primazia femminile per il solo fatto che la donna “porta il feto in pancia”: senza contributo maschile in pancia porterebbe solo le proprie budella.

Una legge del genere dunque tutela una questione di principio, ma anche casi reali dove lei potrebbe essere contraria alla gravidanza e lui favorevole, disposto anche ad accollarsi il mantenimento e la crescita del nascituro. E non si pensi che siano casi sporadici: l’emancipazione di plastica che le società pubblicitarie hanno inculcato in molte donne ha fatto sì che non di rado sia più l’uomo portato al desiderio di una prole e al connesso ruolo di cura. Un passaggio epocale avvenuto non molto tempo fa, che a molti e molte è sfuggito e per questo non viene tutelato. L’augurio è che questa legge dell’Oklahoma faccia scuola e venga lasciata vigente dalla Corte Suprema. Potrebbero seguirne altre sulla stessa falsariga. Una che si potrebbe suggerire, sempre in tema di diritti riproduttivi e di correzione delle anomalie dell’emancipazione femminile contemporanea, è l’obbligo di esame del DNA sul nascituro per accertarne la paternità. Perché che solo mater semper certa est anche basta. Anche i patres hanno diritto ad avere le loro certezze.


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8 thoughts on “Aborto negli USA: chi uccide i feti e chi promuove i diritti riproduttivi

    1. Su questa cosa BUTAC il debunker è stato oggetto di debunking da chi (me incluso) la legge se l’è letta davvero, nel testo originale.

  1. I diritti riproduttivi negati agli uomini etero sono a mio avviso uno dei punti fondamentali della questione maschile. Articolo importantissimo.

  2. Nei romanzi di fantascienza di Isaac Asimov si prevede. Nelle Sovieta avanzate, unicamente lo sviluppo del feto in laboratorio dopo concepimento, sempre in laboratorio, do ovuli e spermatozoï prelevati dagli aspiranti genitori… In questo modo la riproduzione del genere umano avviene in modo asettico, programmato e sotto il diretto controllo dello stato, anche per limitare il controllo delle nascite e le malattie genetiche… Non so se ce ne siete accorti ma la fantascienza sta diventando realtà . Sono in fase avanzata ricerche per produrre spermatozoï artificiali e consentire gravidanze interamente realizzate in laboratorio, dal concepimento alla Nascita..

    1. >Non so se ce ne siete accorti ma la fantascienza sta diventando realtà .

      Pensa, è una frase che sento dire e uso personalmente da quando ero adolescente.
      Comunque, solo i babbei non si accorgono di queste ovvietà. Ovvero 3/4 della popolazione.

      1. Con il tempo proporranno la riproduzione controllata come qualcosa di positivo…. Liberazione delle donne dalla gravidanza, e prevenzione delle malattie.. Tutto a fini di bene ovvia mente..

      1. Mi pare che accenni alla questione nel romanzo “fondazione e terra” quando dei viaggiatori spaziali tornano sulle prime colonie al di fuori del sistema solare fondate dal genere umano..

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