Ah, il caro vecchio ciclostile…

di Redazione – Chi consulta il blog passando per la homepage avrà notato qualche innovazione nel layout. Il cambiamento è mirato a offrire una navigazione comoda, sia su PC che su mobile, e anche contenuti aggregati. Un’innovazione in particolare, se ben sfruttata, potrebbe ampliare il numero di persone che mettono gli occhi sui contenuti proposti qui quotidianamente. Si tratta del “Digest settimanale”, che trovate scorrendo la homepage in basso dal lato destro, fino a trovare la riproduzione della prima pagina del digest stesso. Cliccandoci sopra è possibile visualizzare, scaricare o stampare un PDF dove sono riportati, a mo’ di quotidiano, gli articoli (tutti o i più significativi) della settimana precedente.

E’ qualcosa che già il sistema automatizzato del blog fa ogni domenica, attivando la newsletter (per chi si è iscritto) che raccoglie i link agli articoli della settimana. Con il “digest” però si ha un formato diverso, leggibile da PC, tablet o smartphone come fosse un normale quotidiano. Ma riteniamo che il suo potenziale valore aggiunto sia la sua “stampabilità”. Non avendo accesso ai grandi media ed essendo ampiamente boicottati dal lato web, abbiamo comunque uno straordinario numero di accessi. L’idea è che se gli “aficionados” del blog si stampassero quattro o cinque copie del digest, le pinzassero e le lasciassero in giro nelle proprie zone, nei bar, nei tram, in metro eccetera, si potrebbe ottenere quel simpatico effetto di samizdat semiclandestino, che potrebbe finire per diffondersi quasi più che nella versione sul web.


Una carboneria anti-femminista.


E poi… vuoi mettere l’emozione, per chi ha almeno quarant’anni, di tornare all’epoca dei ciclostili e del volantinaggio? In allora lo si faceva per sentirsi ribelli e parte di una “resistenza” non sapevamo bene a chi o a che cosa. Era tanto, nella maggior parte dei casi, per riempire il vuoto scimmiottando genitori o nonni d’epoca sessantottina. Oggi lo si può fare con la coscienza di essere veramente una resistenza a qualcosa di estremamente velenoso e pericoloso, per noi del presente e per chi vivrà nel futuro, ovvero i nostri figli. E allora chi ha remore a condividere i contenuti sulle proprie bacheche social, a mandare via email o segnalare gli articoli del blog, per timore di esporsi troppo e venire mal giudicati (guarda te a che punto siamo, solo per avere un’opinione argomentata diversa dalla massa…), ha questa nuova soluzione.

Stampa in fronte retro (sennò Greta s’adonta), fotocopia, pinza e poi, quatto quatto, scivola nei mezzi pubblici e abbandona il documento scottante su qualche sedile; vatti a prendere il cappuccino nel solito bar e ficca il samizdat tra le pagine della Gazzetta dello Sport lasciata in lettura. Peccato che non ci siano più e non si usino più le cabine telefoniche, altrimenti anche quello sarebbe stato un luogo romantico dove lasciare testimonianza di questa carboneria anti-follia, anti-totalitarismo, anti-pensiero unico. In una parola: anti-femminista. Al di là degli aspetti meramente “pubblicitari”, potrebbe essere anche un interessante esperimento sociale e consentirci di vedere (di nascosto) l’effetto che fa. Si tratta di un test, cui ne seguiranno a breve altri, di altro tipo, per capire se c’è modo di veicolare di più e meglio i nostri contenuti.


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