Anche il lutto cittadino è sessista

Nicola Pizzi luttoTra le tante discriminazioni sessiste antimaschili che hanno luogo in questo paese non è esclusa la prassi del lutto cittadino. Quante volte abbiamo letto di cosiddetti “femminicidi” cui sono seguite fiaccolate, bandiere a mezz’asta o lutti cittadini indetti dalle amministrazioni? Innumerevoli. E in una certa misura ci sta, specie nei piccoli centri, dove ci si conosce un po’ tutti. A rigore di logica, però, i morti ammazzati sono morti ammazzati, a prescindere che fossero portatori di prostata o utero. Naturalmente così non è.

Di recente una donna ha trucidato il proprio marito, a Margherita di Savoia, in Puglia. Si tratta di una piccola comunità, che per altro è rimasta scioccata dall’evento, come riportano i media. Anche perché la vittima era molto amata e stimata. Insomma era la classica situazione dove un lutto cittadino ci stava. Ma no, il sindaco Bernardo Lodispoto, nonostante le richieste, ha deciso che non era il caso.

Sui social è scoppiata la polemica, sia per l’applicazione di un doppio standard ingiustificato, sia perché la remora del sindaco sembra avere ragioni ulteriori. Lodispoto infatti, oltre che sindaco, era l’avvocato che seguiva quella che poi si rivelerà un’assassina nel procedimento di separazione coniugale dalla vittima. E che ora, a quanto pare, ne seguirà anche la vicenda penale.


Era la classica situazione dove un lutto cittadino ci stava.


donna coltello uccideConflitto di interessi, dirà qualcuno. No, perché mai? Il ruolo pubblico e quello professionale in molti casi possono coesistere. Da primo cittadino, rappresentante della comunità, Lodispoto avrebbe potuto tranquillamente farsi interprete di un dispiacere comune per una vita spezzata violentemente e anzitempo, senza con ciò mettere in discussione i suoi compiti professionali di difensore, che attua dietro pagamento in rappresentanza di una persona specifica.

Eppure il sindaco ha valutato che no, non era il caso di manifestare un lutto comunitario. Forse la cliente se ne sarebbe adontata? O forse perché si trattava di un uomo, quindi sacrificabile per definizione sotto ogni aspetto, da vivo come da morto? Perché è certo che se la vittima fosse stata donna e il lutto cittadino fosse stato negato, Lodispoto sarebbe finito sui giornali come sudicio sessista e maschilista. Trattandosi di un uomo, ci si può tranquillamente permettere di confondere professione e ruolo pubblico, passando oltre una vita interrotta come se nulla fosse. Di Nicola Pizzi, uomo e padre, sgozzato come un maiale in mezzo alla strada, ci si può tranquillamente, facilmente e rapidamente dimenticare.


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