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Ancora scandalismo mediatico sulle sentenze. Ma non attacca più

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persone_palleschiArieccole. Ci riprovano, dopo le manipolazioni andate più o meno a buon fine con la Corte d’Appello di Ancona e Bologna e con il Tribunale di Genova, la nazionale italiana rosa-falsità torna all’attacco. Sempre un caso di cosiddetto “femminicidio” avvenuto a Sora, nei pressi di Cassino, nientemeno che due anni fa. Si riciccia la sentenza, stavolta di Cassazione (dunque non più appellabile) che ha ridotto la pena per l’omicida dall’ergastolo dato in primo grado a vent’anni. Tutto a norma di legge: si era avvalso del rito abbreviato e nei gradi di giudizio superiore al primo le corti hanno valutato non irrilevanti le perizie psichiatriche che inizialmente erano state considerate poco significative. Apriti cielo: gli scribacchini, Corriere della Sera in testa, oltre a guardarsi bene dal dare rilievo nazionale alla questione Feltrinelli, si spettinano a interpretare questa vicenda come se lo sconto fosse derivato dal riconoscimento del “discontrollo”, una nuova parolaccia giornalistica che diventa sinonimo di “tempesta emotiva”. Ignorando tutti gli istituti giuridici applicati rigorosamente dai giudici. Anzitutto quello avanzatissimo secondo cui in dubio pro reo, ossia che se sussistono dei margini di dubbio, occorre prendere la decisione più favorevole al colpevole. Perché la regola di base è che è meglio un colpevole libero che un innocente in galera, nonostante ci sia chi vorrebbe ribaltare questo riferimento chiave del nostro ordinamento. I giudici hanno avuto il dubbio che le perizie psichiatriche potessero avere fondamento e da lì, sempre a norma di legge, è scattato lo sconto di pena. Tutto regolare. Ma tant’è i media fanno i furbi e cavalcano l’ondata mistificatoria vendendoci l’immagine di una magistratura indulgente con gli omicidi. Questo è il quarto tentativo in poco più di venti giorni. Stavolta è timido, forse hanno capito che non c’è più tanto spazio per manipolare l’opinione pubblica, specie su temi così delicati. Ma il punto è che ci provano lo stesso. Anzi no: il punto è che orma il gioco è scoperto e non ci casca più nessuno.

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