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Antiviolenza e carriera politica: un pessimo affare

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LA FIONDA

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parlamento-italiano-riduzione-parlamentariUna delle tesi principali di questo blog è che quello dell’antiviolenza, intesa naturalmente come solo declinata al femminile, sia un mito sovrastimato per alimentare un grande business e clientele politiche. Parlare ossessivamente, con numeri gonfiati e non corrispondenti alla realtà, del fenomeno della violenza sulle donne genera quella forma di sospetto e paura generalizzata che rende accettabile da un lato i poderosi trasferimenti di risorse dallo Stato a soggetti di dubbia efficacia e nessuna trasparenza (i centri antiviolenza e affini), dall’altro la necessità di “misure straordinarie”, intendendosi privilegi specifici e il diffondersi a macchia d’olio di gangli clientelari (sempre loro: i centri antiviolenza e affini). Un tempo per far ingoiare ai cittadini determinate scelte si facevano scoppiare bombe qua e là. Ora il processo è fortunatamente meno cruento, per lo meno alla fonte. Non allo sbocco: la narrazione tossica che predomina avvelena le relazioni umane e distorce la loro gestione nelle famiglie, nei servizi, nei tribunali.

La domanda a cui è sempre stato difficile rispondere, a fronte di tutto questo, è: il meccanismo funziona? Sotto il profilo del business sì, sicuramente. Sotto il profilo politico-elettorale invece no. E questo è rivelatore. Non si contano le persone che cercano di utilizzare i centri antiviolenza o le organizzazioni di attivismo femminista come brodo di coltura del consenso elettorale o come trampolini per una carriera politica nelle istituzioni. In questo senso le attese sono sempre molto alte: si pensi alle rumorose manifestazioni, tutte apparentemente molto partecipate, messe in piedi da gruppi come “Nonunadimeno”, le varie case delle donne, “Senonoraquando” eccetera. Fanno impressione quando si palesano, fanno pensare a una potenza elettorale davvero importante. O si pensi ancora ai numeri che in genere le rappresentanti dei vari centri antiviolenza sbandierano davanti alle telecamere o ai microfoni: più di millemila donne che hanno ricevuto aiuto, più di millemiliardi che hanno telefonato, e così via. Tutti numeri non verificati né verificabili, ma comunque un apparente bacino elettorale di dimensioni non indifferenti.

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persone_boldriniveloSalvo che, alla prova dei fatti, cioè quando si va alla conta, la verità viene fuori e la realtà virtuale raccontata da questi portatori d’interesse, con la complicità dei media, viene smascherata. Una prima volta è accaduto con Laura Boldrini e Mr. “mi scuso” Pietro Grasso. Entrambi, ma soprattutto la prima, hanno speso le loro importantissime cariche istituzionali inseguendo e corteggiando il femminismo più radicale, incentivando l’attivazione di risorse per tutta la galassia ro$a nazionale, ungendo generosamente gli ingranaggi di una macchina infernale che ha intossicato per anni il dibattito pubblico nazionale. Quando è stato il momento di passare all’incasso, però, il 4 marzo scorso, la reale dimensione di questo gigante dai piedi d’argilla che è “la sorellanza” si è mostrata in tutta la sua inconsistenza. Non fosse stato per i ripescaggi le due ex cariche istituzionali non avrebbero più messo piede in Parlamento. E in ogni caso la loro creatura politica è deceduta alla velocità della luce.

Le recenti elezioni in Sardegna hanno dato un altro segnale in questo senso. Ed è importante perché si tratta di una terra che rappresenta un laboratorio importante su queste tematiche. Lì il Movimento 5 Stelle è risultato primo partito e ha ottenuto consiglieri regionali che prima non aveva, è vero. Ma in politica vanno considerati i flussi e rispetto alle politiche, pochi mesi fa, ha avuto un netto tracollo. I motivi possono essere tanti: di fatto circola molta delusione nei ranghi pentastellati. Va detto che buona parte di essa deriva dai giochini e giochetti che una parte degli eletti grillini ha fatto e sta facendo rispetto all’impegno su una riforma di separazione e affidi in senso pienamente bigenitoriale. Da inizio legislatura sembrano più remare contro che a favore, con il capitano Spadafora che detta la linea. E a quanto so sono tanti, ma proprio tanti quelli che credevano profondamente in un impegno pentastellato su quel tema. Chissà quanti di costoro sono sardi e hanno messo la X altrove.

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#persone_spadaforaInsomma gli esempi di Boldrini e Grasso prima e il tracollo del M5S poi dovrebbero mandare un messaggio chiaro a tutti coloro che sulla mitologia velenosa della violenza contro le donne stanno fondando business e carriere: il gioco è ormai scoperto, il re è nudo. Sotto il vestito insanguinato e dentro le scarpette rosse non c’è niente, se non un bel giro di soldi e un grumo cinico di interessi. Che alla prova dei fatti finiscono per tradire. Perché un Truman Show, di questi tempi, si può tranquillamente costruire e portare avanti, ma non si può pretendere poi di raccoglierne i frutti nella realtà. Saranno virtuali come virtuale era tutto lo spettacolo che li ha seminati. Siatene coscienti, voi che in questa narrazione inzuppate il pane: le persone per bene, quelle informate e consapevoli o semplicemente sature sono tante, tantissime, molto più di voi. E vi guardano pieni di divertita pietà mentre mettete in scena ossessivamente una pantomima in cui non crede più nessuno. Ritiratevi dunque di buon grado e si torni a investire le risorse pubbliche dove servono davvero. Solo la vostra scomparsa permetterà a uomini e donne di tornare a dialogare con onestà, sincerità e pace.


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25 thoughts on “Antiviolenza e carriera politica: un pessimo affare

    1. P.S.: saggezza vorrebbe che si commentassero le sentenze dopo averne letto le motivazioni. Ma non posso oggettivamente pretendere saggezza da te…

      1. E cosa avresti commentato su una sentenza simile riguardante una donna “gelosa” che ha ucciso il partner o il figlio neonato che piangeva troppo?

        possiamo osservare che non c’è da fidarsi di noi uomini: da una parte siamo facilmente manipolabili tramite il sesso, dall’altro a quanto sembra andiamo soggetti a “tempeste emotive” durante le quali uccidiamo le persone (donne e non solo), davvero mi chiedo come qualcuno possa mandare degli uomini al governo, metterli a capo di aziende o dare incarichi di comando a soggetti così emotivamente instabili. Me lo chiedo davvero.Iomi senturei più al sicuro se comandassero solo donne, certo ogni tanto può spuntare fuori una Maria la Sanguinaria, una contessa Bathory ma come diresti tu sono eccezioni che confernano la regola

        1. “E cosa avresti commentato su una sentenza simile riguardante una donna “gelosa” che ha ucciso il partner o il figlio neonato che piangeva troppo?”

          Io: “giustizia è fatta, pur essendo donna le hanno dato ben 16 anni” – di solito non sono neanche 10 anni.

        2. E’ un’ottima cosa se si riconosce che gli uomini sono facilmente manipolabili e soggetti a tempeste emotive: dovrebbero scriverlo nella legge e garantire forti sconti di pena, la metà delle donne a parità di reato.
          Nel contempo si può sconsigliare di votare politici uomini causa i suddetti difetti presenti nella maggioranza degli uomini.

          Io ci starei, mi pare un’ottima cosa.

          1. dovresti anche sconsigliare di prestare denaro ad aziende guidate da uomini, dovresti anche scomnsigliare di farsi difendere da avvocati uomini o operare da chirurghi uomini. Come posso fidarmi di un avvocato che durante l’udienza magari si mette a pensare al bel sedere di una sua collega? O peggio, un chirurgo che si mette a fantasticare sulle infermiere mentre mi opera!

            ti pare sempre una ottima cosa?

            1. || si mette a pensare al bel sedere di una sua collega?

              Ma dai… contieniti! 😀
              Prendi sempre fischi per fiaschi.

              1. A malincuore, per i motivi ben noti (odio fare queste cose), ho notato in Ned ultimamente una maniacalità ossessiva preoccupante per lui e fastidiosa per il blog. Dunque ho deciso di tenerlo “in sospensione” per tre mesi. Lo avevo avvisato già in alcune comunicazioni private. Evidentemente l’impulso del disturbatore è più forte di lui.

            2. Si, mi pare un’ottima cosa nel complesso: cominciamo a sconsigliare tutte quella cose lì MA contemporaneamente dare agli uomini, PER LEGGE, delle attenuanti specifiche che ne dimezzino pene e responsabilità rispetto alle donne.

              Sai perché sono sicuro che funzionerebbe bene?
              Perché è esattamente ciò che è accaduto alle donne negli ultimi 20 anni: vengono aiutate PER LEGGE, e anche se questo causa ovviamente un aumento di pregiudizi nei loro confronti, nel complesso i guadagni sono enormi.
              Tre esempi a caso, se ne possono fare a dozzine:
              Il Parto in anonimato ha forse tolto alle donne l’assoluta preminenza nell’affido dei bambini? Neanche per sogno, eppure le donne PER LEGGE sono genitori meno responsabili degli uomini (gli uomini non possono disconoscere il figlio a a piacimento).
              Le quote rosa hanno forse diminuito le probabilità per una donna di diventare parlamentare o sedere in un consiglio di amministrazione? No, sono aumentate, anche se si è maggiormente diffusa l’idea che tendano ad essere meno competenti.
              Le tasse scontate per le femmine nelle facoltà scientifiche (ma NON per i maschi in quelle umanistiche: come dire che i maschi sono capaci a fare tutto, portati per tutto) faranno forse calare la stima delle professioniste femmine? Un po’ forse, ma certe cose si valutano anche in base a parametri obbiettivi e quindi è ovvio che nel complesso ci guadagnano…

              Sai perché funziona?
              Perché i fatti, siano essi provocati dalla tenacia e dal merito individuale o da forzature di legge, sono 10 volte più potenti dei pregiudizi.

        3. || davvero mi chiedo come qualcuno possa mandare degli uomini al governo, metterli a capo di aziende o dare incarichi di comando a soggetti così emotivamente instabili

          Ah non lo so forse le donne sono emotivamente più instabili ancora… 😛
          Ma da dove è uscita quest’altra fisima che ti ha preso ultimamente?

          1. Intanto su questo si è ammutolito:

            “trovami il caso di una donna a cui hanno dato più di 15 anni in sentenza definitiva per aver ucciso il compagno.”

            1. Figurati, la più sfigata penso sia stata la Franzoni, che si è fatta solo 6 anni di carcere (carcere femminile, praticamente un resort a 3 stelle) e 5 di domiciliari. Fu condannata all’ergastolo ridotti a 30 anni perché anche lei chiese il rito abbreviato, poi ulteriormente ridotti in appello a 16 per attenuanti generiche (che non saprei dire quali ma hanno annullato le aggravanti, ovvero che la vittima era un discendente, poca roba). Non so poi come scesero ancora ma me lo immagino (in quanto mamma e donna).

              I numeri sembrano coincidere con quelli di Michele Castaldo, il cui aggravante penso sia che uccidere una donna è più grave che uccidere un uomo o un bambino, il che dovrebbe suggerire anche ai più scettici come stiamo messi male con l’etica femminista.

              “la condanna (ergastolo, ridotto a 30 anni per il rito abbreviato) è passata a 16 anni (24 anni, ridotti di un terzo sempre per il rito)”

              https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/omicidio-olga-matei-pena-dimezzata-1.4469297

              Nella sentenza di Castaldo “si spiega che la decisione deriva in primo luogo dalla valutazione positiva della confessione” cosa che la Franzoni non ha mai ammesso. In pratica è la richiesta di rito abbreviato (che è un diritto dell’imputato) a dimezzare le condanne, la tanto chiacchierata “tempesta emotiva” non c’entra un tubo.

              Poi sinceramente a me sembra un tipo parecchio disturbato, non solo per il fatto che un assassino non è normale, ma perché ha pure chiamato la sua cartomante, che a questo punto credo abbia rischiato parecchio, dicendole “Cambia lavoro, l’ho uccisa e mi sto togliendo la vita, non indovini un c.”, poi scenate varie, farmaci, tentato suicidio, insomma lucido non è.

              Comunque se si fa 16 anni avendone quasi 60 è quasi un ergastolo di fatto, direi che muore in carcere, se gliene avessero dati di più magari c’era un cavillo a cui appellarsi, e poi perché se ha chiesto il rito abbreviato? Per fortuna ha confessato e a suo modo “pentito”, come può pentirsi un matto, la Franzoni invece una faccia di tolla fino all’ultimo.

              1. Attenzione, la Franzoni ha ucciso il figlio, io ho chiesto una che ha ucciso IL COMPAGNO, non il figlio.
                Sono stato molto cattivo, e mi piace vincere facile: non solo nessuna è mai arrivata a 15 anni (e neppure a 14, e neppure a 13), ma la grande maggioranza non hanno passato i 10 anni.
                Se per ipotesi assurda, a questo tizio gli dimezzassero di nuovo la pena, portandola da 16 a soli 8 anni, sarebbe SEMPRE sopra la media di quello che beccano le donne che uccidono i compagni, che è sui 6 anni…
                Ecco cosa scandalizza Ned: che questo abbia preso SOLTANTO IL TRIPLO di una donna che commette il medesimo delitto, per lNed “giustizia” sarebbe almeno 5 volte rispetto al medesimo delitto commesso da una donna.

    2. Te la ripeto io: trovami il caso di una donna a cui hanno dato più di 15 anni in sentenza definitiva per aver ucciso il compagno.
      Qui invece è stato RIDOTTO a 16 (che è più 15) anni ed è su tutti i giornali in prima pagina, come il caso di “uomo morde cane”…

      Aspetto con ansia la donna alla quale hanno dato più di 15 anni per aver ucciso il compagno…

  1. C’è un filosofo e teologo che dirige 8 centri antiviolenza donne tra Marche ed Abruzzo. Gira il mondo per dire quanto siamo violenti noi uomini e padri italiani. Una sua allieva, che di professione faceva la commercialista, ora dirige 3 centri antiviolenza donne in Abruzzo. Per uno di questi in 8 anni ha usufruito di quasi un milione di euro in fondi pubblici spartiti con le solite professioniste. Anche qui i numeri sono impressionanti. Una cittadina di circa 40.000 residenti con centinaia di casi all’anno. Ora vedremo cosa accadrà avendo dichiarato dinanzi ad un giudice che il centro antiviolenza è utilizzato come bacino di voti da parte di coloro che hanno vinto le ultime elezioni comunali per soli 120 voti. Stranamente il legale della ex commercialista, ex componente direttivo locale PD ed aspirante segretario, è anche una consigliere comunale di minoranza leghista proprio nel comune da me menzionato ma a tutt’oggi non ha portato le mie dichiarazioni in consiglio comunale. Che poi è il legale di fiducia della maestrina arrestata pochi giorni fa a San Salvo (ch).

  2. Se si parla di Sardegna non si può non tener conto del fatto che la donna più votata, ma non eletta, la “voce libera e forte” di una parte delle femmiNazis suprematiste del PD in quota Zedda, è rimasta fuori dal Consiglio Regionale, qualcosa vorrà pur dire. La più votata non eletta.

  3. “È giusto o sbagliato concedersi sessualmente per fare carriera?” (chiede Peter Gomez)

    “Io non trovo che ci sia niente di sbagliato se effettivamente porta a qualcosa – spiega la showgirl e regista – Il dramma è farlo e poi non riuscire a ottenere ciò che si vuole perché uno accumula una rabbia che poi magari distrugge nel tempo”

    “Ci sono delle persone che mi hanno fatto intendere che avrebbero voluto stare con me: potenti del cinema – precisa -, ma non mi hanno offerto niente in cambio. Era come dire che già dovevi essere onorata di andare con loro…”. Un esempio? “Mi è successo con registi, produttori, ad esempio Sergio Leone, ma lui me l’ha proposto prima ancora di dirmi: ‘Ti farò fare una parte’, racconta l’attrice che prosegue spiegando di non aver ricevuto alcun ingaggio: “Non mi aveva promesso niente, quindi io ho detto: ‘Scusa, vado con uno, e non mi ha promesso niente?’ Quindi ho detto di no. Io ho detto, no, l’importante è poter dire no”

    In fede,
    Lory Del Santo

    https://tvzap.kataweb.it/news/250056/la-confessione-lory-del-santo-concedersi-sessualmente-sbagliato-anticipazioni/

  4. Speriamo che i 5 Stelle capiscano, anche se credo che non avverrà: il loro approccio è troppo da squilibrati.
    Prendiamo Spadafora: di fronte al DDL 735 non ha avuto un approccio intelligente – intelligente sarebbe stato tenere il piede in due scarpe, ovverosia sparare “si a affido condiviso e mantenimento diretto ma il M5S costringerà Pillon a modifiche a protezione delle donne!” che poi si sarebbe ridotto a cambiare qualche parola sulla parte violenza domestica e dire “abbiamo ridotto la mediazione a un solo incontro gratuito!” (presa per i fondelli, visto che è già stabilito un solo incontro gratuito, ma funzionerebbe visto chele femministe millantano millemila incontri obbligatori al costo di millemila euro! ???? ) – in questo modo si differenziavano dalla Lega e davano un colpo al cerchio e un colpo alla botte.
    Invece no, la reazione è stata tipo questa, da pazzi squilibrati fuori dalla realtà:
    “Va fermato a tutti i costi! Ci sono milioni anzi decine di milioni di voti che perdiamo se non lo fermiamo! Non esistono padri separati e nemmeno uomini che votano 5 Stelle! Dobbiamo fidarci della Cirinnà e della Fedeli, sono nostre amiche e alleate affidabili che pensano all’interesse del M5S!”
    Seriamente, questo è proprio scemo, pensa di prendere voti leccando il posteriore alla Cirinnà e alla Fedeli, quando ha fatto l’incontro era assolutamente servile…

      1. Quel che stupisce è che Spadafora è teoricamente un marpione che ha cambiato un sacco di partiti e faceva parte del team di Mastella: Mastella era uno che sapeva fiutare il vento che tira, si deve ricordare che pur essendo quello che è ad un certo punto quando faceva il ministro si era presentato in un ufficio pubblico in incognito per vedere come funzionava e aveva denunciato pubblicamente il disservizio, un’altra volta si era schierato a difesa dell’articolo 18 ponendosi decisamente “a sinistra”, perché sapeva che aria tirava al momento e come essere dalla parte del consenso. Poi ovviamente alla lunga il giochetto non regge, ma solo perché uno ha troppi vantaggi personali troppo evidenti dai vari cambi di posizione ma non perché abbia cessato di dire la cosa giusta al momento giusto: continua a farlo ma non credono più alla sua sincerità.
        Spadafora al momento sembra l’esatto opposto: ha riverito politicanti bollite e disprezzate dai più come la Cirinnà, pur se è chiaro che chi vota per quella gente lì non voterebbe mai 5 Stelle – è quasi come dare ragione alla Boldrini (che tra l’altro ha la medesima posizione della Cirinnà, quindi E’ dare ragione alla Boldrini), è un suicidio politico evidente.

  5. Questo mio commento non ha a che fare con il tema dell’articolo (la politica), ma con una nuova, terribile vittima dei maski, una nuova #metoo, Catherine Spaak.
    La suddetta attrice, in un riflusso di memoria, si ricorda che, durante le riprese dell’Armata Brancaleone (anno domini 1966) la prendevano in giro (violenza gravissima!!) e che, una sera successe una cosa gravissima (fonte Corriere della Sera):
    “E rammento un altro episodio: una sera, a fine riprese, non c’era la macchina che avrebbe dovuto riaccompagnarmi a casa, come sempre. Si era fatto tardi e venne chiesto a Gassman di darmi un passaggio, dato che lui aveva l’auto. Vittorio accetta, ma dall’espressione intuivo che forse non era molto contento di dovermi accompagnare, forse era seccato… Io salgo nella vettura piuttosto imbarazzata, mi restringo nel sedile, mi faccio piccola piccola per non dargli il minimo fastidio». E lui? «Zitto tutto il tempo del tragitto, non una parola, non un commento, non un sorriso o una battuta per farmi rilassare… Muto». E allora? «Io che potevo fare? Restai altrettanto muta, terrorizzata da quell’atteggiamento freddo, distaccato, ostile… e finalmente arriviamo sotto casa mia, si ferma davanti al portone. Tiro un sospiro di sollievo, apro lo sportello, sguscio fuori e lo richiudo con molta cautela: solo in quel momento, probabilmente mosso a pietà, o rendendosi conto che non era stato gentile, mi disse con tono sommesso: “Scusami”
    Capite la violenza? Un viaggio in silenzio!!!
    Se non fosse morto, Gassman sarebbe da sbattere in galera!!

      1. E’ perfettamente in linea con tutte le dichiarazioni che fatto sinora: in pratica è incavolata perché malgrado il suo fascino immenso (almeno secondo lei) lui non la corteggiò e di fatto non la considerò neppure.
        La differenza tra le supporter di #metoo e la Spaak è principalmente che le prime metterebbero in galera tutti gli uomini “indegni” (cioè non abbastanza affascinanti) che le approcciano, mentre la Spaak probabilmente farebbe una multa a quelli che NON ci provano.
        In comune hanno l’essere passive, aspettare che sia l’uomo a provarci e volerlo punire per azione sbagliata o mancanza di azione.

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