Bavaglio al Maschio, sempre e comunque

di Fabio Nestola – Una delle strategie di condizionamento delle masse in occasione del 25 novembre e non solo, è la propaganda antimaschile. Difendere la donna non basta, occorre demonizzare l’uomo. Anzi, il maschio, come propaganda femminista vuole. I fatti: a Trento il consigliere comunale Andrea Maschio, col plauso dell’assessore alle politiche familiari Mariachiara Franzoia, ha contestato il manifesto sessista di “Non Una Di Meno” perché “lancia un messaggio sbagliato, è strumentalizzazione”.

“Il problema della violenza di genere”, dice Andrea, “è fuori discussione, ma qui si parla di un’altra cosa. Bisogna separare la violenza sulle donne dalla violenza assistita. Quando si parla di violenza assistita, si parla, anche a livello nazionale, di ‘vittime’ senza specificarne il genere. Il bambino assiste a violenze, fisiche e psicologiche, nei due sensi. Gestire questa campagna facendo passare il messaggio che la mamma è una vittima e il papà è un orco è sbagliato”.


Non va inculcato nella testa dei bambini che il papà è un orco.


Sembra  un approccio condivisibile. E il consigliere continua: “la violenza non ha genere. In questo modo invece si assiste alla demonizzazione del padre, l’apriorismo e il pregiudizio che l’uomo sia l’unica fonte da cui provengono le violenze. Esistono, certamente e purtroppo, casi di condotte con forme di violenza perpetrate dall’uomo sulla donna fino a quella più dissennata e folle del femminicidio. Le due cose vanno trattate separatamente. Non va inculcato nella testa dei bambini che il papà è un orco”.

Andrea Maschio ammette la violenza dell’uomo e la condanna fermamente; ciò che contesta è la demonizzazione del maschile, tutto indiscriminatamente, contrapposta all’attribuzione dello status di vittima al femminile, tutto, indiscriminatamente. Ma soprattutto contesta il condizionamento dei minori a considerare negativamente la figura paterna. A quanto pare questo non si può  dire, perché si scatena immediatamente l’indignazione a sesso unico. Ecco allora apparire un lungo post su Facebook con la feroce replica di Non Una Di Meno – Trento.


Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie

 



Una affermazione costruita sull’equivoco.


“Noi invece”, dicono le pasionarie, “ribadiamo che la violenza ha genere ed è di genere e che parole come quelle del consigliere pentastellato sono gravissime in un paese in cui i femminicidi sono in aumento”. A parte che non è vero, ho approfondito più volte la bufala dei femminicidi su questo blog, ma in ogni caso cosa c’entra? La campagna dice di combattere la violenza assistita, non c’entra nulla lo scivolone sulle uccisioni di donne.

È una affermazione costruita sull’equivoco: visto che esiste il femminicidio, i minori tra le mura domestiche possono assistere solo a forme di violenza fisica e psicologica con la madre-vittima ed il padre-carnefice. Ne deriva che siccome a Palermo un uomo uccide la moglie, a Trento bisogna condizionare i figli a considerare i padri dei mostri. Il nesso logico mi sfugge, ma loro sono molto più intelligenti di me quindi avranno degli ottimi motivi per scriverlo. Poi NUDM, depositaria unica della Verità, prosegue con una divertente supercazzola ideologica:


Ti piace questo articolo? Sostieni il blog con una donazione. Grazie

“La violenza maschile contro le donne è un fatto tangibile, incontrovertibile e ugualmente lo è che la violenza assistita si innesti su questa dinamica fortemente caratterizzata dal genere. Negare questa componente ed equiparare le condizione femminile e maschile in questo contesto significa, nuovamente, sminuire il dolore e la fatica di tutte quelle donne che a fatica riescono a farsi sentire e che devono lottare per essere riconosciute. Significa negare la violenza come fattore iscritto in una cultura patriarcale e pervasiva” (???).

E ancora: “per contrastare effettivamente ogni discriminazione e fenomeno oppressivo dobbiamo guardare alla sua radice e non annacquare tutte le situazioni in riferimenti generici privi di contesto. Questo non vuol dire negare la complessità delle situazioni di discriminazioni e violenza, ma al contrario, articolarla. La violenza maschile sulle donne e la violenza di genere sono fenomeni strutturali: per contrastarli non abbiamo bisogno di politiche che si vantino di una vuota neutralità, ma di discorsi che si incardinino proprio sulla costruzione del genere”.


Grave deficit di comprensione, o semplice malafede?


Attenzione! Rifiuto sdegnoso per una “vuota neutralità”: bisogna ad ogni costo dichiarare guerra al genere maschile. Ogni analisi obiettiva va cancellata a favore della faziosa ideologia di regime. Ah però! Forse può essere utile fare qualche puntualizzazione. Sorelle, ce la fate per qualche minuto a liberarvi dei preconcetti misandrici? Ce la fate ad accantonare l’odio che nasce dall’ideologia sessista antimaschile? Ce la fate a rispolverare un concetto che avete abbandonato da tempo, l’obiettività?

Su, sforzatevi. Con la miopia intellettuale tipica di chi ragiona per stereotipi e frasi fatte, viene attaccato il povero Maschio (niente battutacce sul cognome, please) per cose che non ha detto, ripetendo ottusamente ciò che sembra un volantino d’ordinanza. Misunderstanding per grave deficit di comprensione, o semplice malafede? Andrea non ha affatto equiparato la condizione maschile e femminile, non ha  sminuito il dolore “di tutte le donne che devono lottare per essere riconosciute”.


Terrorismo psicologico nei confronti dei minori.


Riconoscendo il fenomeno violenza assistita dice semplicemente che non è unidirezionale. Una verità assoluta, impossibile da smentire. Non ne fa una questione di rilevanza numerica, non sostiene che nella violenza domestica alla quale assistono i figli l’uomo sia vittima in misura superiore, inferiore o uguale alla donna. Senza sminuire la gravità delle vittime femminili dice semplicemente che esistono anche vittime maschili, quindi i bambine e bambini possono assistere ad azioni violente messe in atto anche dalle madri. Altra verità assoluta.

E il messaggio contrario, cioè che il violento sia solo il padre, oltre ad essere una menzogna è anche terrorismo psicologico nei confronti dei minori. Altra verità assoluta. Sorelle, non si può zittire qualsiasi parere non vi piaccia. Protestare, indignarsi perché qualcuno ha idee non allineate al mainstream è oscurantismo squadrista, niente di più e niente di meno. A quando l’olio di ricino?


Rieducare gli uomini italiani.


D’altra parte uno dei mantra del femminismo suprematista è proprio quello della necessità di rieducare gli uomini italiani, e quale rieducazione è migliore del condizionamento precoce, fin dalla più tenera età? In questo humus ideologico trova terreno fertile il progetto di inculcare nei figli ambosessi l’idea che il padre sia violento, aggressivo, pericoloso, il soggetto del quale avere sostanzialmente paura all’interno della famiglia.

Il metamessaggio: all’empatia per la madre, l’unica protettiva con la prole ma allo stesso tempo soggetto debole e vittima per definizione, deve affiancarsi una simmetrica diffidenza per il padre, unica fonte di potenziale pericolo per moglie e figli. L’obiettivo sembra essere la rieducazione di intere generazioni alla svalutazione della figura paterna; cresceranno maschi docili ed addomesticati perché gravati da una Colpa genetica, un gap ancestrale ed insopprimibile del quale vergognarsi e col quale convivere fin dall’infanzia.


Generazioni ambosessi prive di un sano modello paterno.


coltello donnaE, particolare non trascurabile, saranno generazioni ambosessi prive di un sano modello paterno, modello inquinato dai pregiudizi inculcati più o meno sottilmente, per anni. Sorelle, pretendendo che si parli esclusivamente di vittime femminili non vi rendete conto di  scivolare nel negazionismo.

È impossibile sostenere, o anche solo lasciar intendere, che mai un uomo sia stato offeso dalla moglie alla presenza dei figli, umiliato, denigrato, insultato… Che mai nessuno sia stato vittima di graffi, schiaffi, calci, gomitate, ginocchiate. Che mai nelle case italiane volino in testa ai mariti piatti, bicchieri, posacenere e soprammobili vari. Per non parlare di avvelenamenti, coltellate e altre modalità omicide che la cronaca nera riporta con regolarità, ma questo è un altro discorso perché gli uomini ammazzati dalle donne non rientrano nella categoria violenza assistita. Almeno non sempre.

La violenza femminile, in sostanza, non esiste? E se esiste è legittimata? O la violenza fisica e psicologica messa in atto da una donna è meno grave, meno frequente, meno degna di sanzioni rispetto a quella messa in atto da un uomo? Sicuramente la vittima maschile è meno degna di attenzione mediatica e politica. E degli stanziamenti che ne derivano. Ma non significa che non esista.

Sorelle, forse sono proprio i minori a dirvi quanto Andrea Maschio abbia ragione e quanto il vostro manifesto sia sbagliato nella sua faziosità.

Telefono Azzurro (quindi non un covo di feroci tupamaros maschilisti) riferisce che le richieste d’aiuto ricevute riguardano una violenza prevalentemente materna. Sempre di violenza domestica si tratta, non solo assistita ma proprio diretta sui minori, però forse questo dato vi è sfuggito. Non solo Telefono Azzurro, anche tante altre fonti registrano la violenza femminile tra le mura domestiche, proprio quella che voi negate.


“Il tema della violenza sui maschi rimane un tabù”.


violenza donnaAd esempio il Robert Koch Institut dice che “dallo studio condotto su oltre 6.000 famiglie risulta che nelle relazioni di coppia le donne usano più spesso violenza contro i partners che non il contrario, ma il tema della violenza sui maschi rimane un tabù”. L’osservatorio PAIDOSS sulla salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza rileva che “Il 43% dei pediatri intervistati ha segnalato maltrattamenti su minori. Nell’80% dei casi a compiere la violenza è la madre, nel 10% il padre. L’età media delle vittime è tra i 4 e i 6 anni (…) è raro che patiscano abusi sessuali, i bimbi sono principalmente bersaglio di comportamenti violenti“.

Ed anche la dr.ssa Alessia Offredi per State of Mind  riconosce come siano proprio le donne ad essere più violente all’interno della coppia: (…) meno inibite degli uomini nel compiere atti di violenza, convinte che tali comportamenti siano meno gravi se messi in atto da un soggetto femminile (…)”.


Andrea Maschio ha ragione da vendere.


Si tratta di studi recenti ma non recentissimi, tuttavia dobbiamo tenere conto del fatto che la violenza agita dalle donne sia un argomento in totale controtendenza rispetto al Pensiero Prevalente, quindi un settore di ricerca per il quale è difficilissimo avere finanziamenti. Quindi gli studi di settore sono un millesimo rispetto a quelli a ruoli invertiti. Però chiunque studi il fenomeno arriva a conclusioni convergenti: la violenza è un costrutto ampio e complesso che prescinde dal genere di autori e vittime. Proprio quello che vi accanite a non voler riconoscere.

In conclusione: non vi indignate col povero Andrea Maschio, ha ragione da vendere. Ve ne renderete conto il giorno in cui realizzerete che la difesa della donna non passa attraverso la criminalizzazione dell’uomo. Ma soprattutto quando vi rassegnerete al fatto che non potete imporre alle masse cosa pensare, e di farlo anche divulgando mistificazione a pioggia. La libertà di pensiero scardina qualsiasi bufala, fatevene una ragione


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 


ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli

lpdc banner

ACQUISTA “LA PARABOLA DEL CRICETO”
CARTACEO o E-BOOK
Anche su: Amazon, IBS, Mondadori, Feltrinelli


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale di “Stalker sarai tu”:


 


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: