Bibbiano. La magistratura è il convitato di pietra

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bibbiano bologniniA riprova che quella di Bibbiano non è una moda ossessiva per analfabeti funzionali, la vicenda degli affidi illeciti resta sulla bocca di tutti. Non su quella dei media, naturalmente, con l’eccezione de “La Verità”, nonostante alcune novità emerse di recente. Il riferimento è agli ulteriori incarichi ricevuti da Nadia Bolognini, moglie di Claudio Foti, mentre era già posta agli arresti domiciliari. Un caso che ha generato l’aggiunta di tre indagati, funzionari del Comune di Mirandola, al già lungo elenco. Un sistema Bibbiano che cerca di sopravvivere anche oltre al “caso Bibbiano”? Può essere, la magistratura indagherà e trarrà le proprie conclusioni.

Resta un fatto ormai evidente: il peso di tutta la vicenda al momento è sulle sole spalle del “mondo di mezzo”. Servizi sociali, professionisti, cooperative, politici e amministratori locali, con i loro funzionari di riferimento. Eppure la tematica, quella degli affidi dei minori, è tale da non poter essere gestita soltanto da costoro. Una sponda più in alto deve esserci, anzi è molto probabile che ci fosse. Ebbene, immaginando il sistema come una piramide, abbiamo nella parte bassa i bambini e le loro famiglie, oggetto delle violenze e dello sfruttamento del sistema. Nell’area mediana tutti i biechi personaggi ora sotto indagine. Ma in cima alla piramide chi c’è?

magistratura giudici bibbiano bologna reggio emiliaLassù c’è la magistratura. Che appare ancora protetta dalla nebbia, per quanto l’inchiesta non l’abbia minimamente sfiorata. Eppure delle responsabilità devono esserci perché, ferma restando la mostruosa discrezionalità dei servizi sociali e degli altri soggetti del “mondo di mezzo”, comunque il nulla osta nei casi di affido è della magistratura. Quel vertice è stato lambito una sola volta, nel caso dell’ordinanza di affido firmata dal Tribunale de Minori di Bologna nonostante gli allarmati avvisi inviati dalla PM Valentina Salvi, allora nel pieno della sua indagine. Dopo quel caso, stranamente sparito dai media come dalle carte accusatorie, il nulla.


Il peso di tutta la vicenda è al momento sulle sole spalle del “mondo di mezzo”.


L’impressione è che in cima alla piramide non ci si arriverà mai. Anche perché in quelle alte sfere sta Giuseppe Spadaro, colui che ha occupato a lungo le pagine dei giornali per spegnere le intemperanze del popolo che reclamava la testa dei magistrati del Tribunale dei Minori di Bologna, da lui stesso presieduto. Si tratta di una figura molto importante nell’ambito della magistratura minorile. Non a caso di recente il suo nome è stato associato al Tribunale dei Minori di Roma. Dunque sicuramente non è un personaggio marginale. Anche perché sulla famiglia ha idee molto precise.

spadaro tribunale dei minori bologna bibbiano“La relazione genitoriale in realtà risulta socialmente e legalmente sempre più spesso disgiunta dal solo vincolo biologico”, ebbe a dire nel 2016. Aggiungendo che il genitore naturale può essere quello biologico, ma anche quello “gestazionale” e quello socio-psicologico. Da qui la necessità, secondo il magistrato, di “adeguare le regole dell’affidamento temporaneo” a una realtà familiare che si sta trasformando. Una trasformazione che Spadaro ha inquadrato con precisione, in anni di attività e riflessioni.

Il primo punto fermo pare essere il “superamento” della famiglia basata sul legame genitoriale, come previsto tra l’altro dalla Legge 184 del 1983 (“Diritto del minore a una famiglia”). Quella norma parlava chiaramente di “recupero della famiglia d’origine”, ponendo un limite di 24 mesi agli affidi, tranne casi particolarmente e palsemente gravi. La funzione della magistratura, ha sostenuto a lungo Spadaro, è quella di andare oltre questo schema, ma anche a quello scaturito dalla revisione della materia con la Legge 173 del 2015.


L’impressione è che in cima alla piramide non ci si arriverà mai.


anghinolfi bibbiano“Di fatto, la nuova legge sembra riconoscere l’esistenza di due tipi di affidamento”, interpreta liberamente Spadaro. “Il primo è quello tradizionale e temporaneo che si conclude con il rientro in famiglia dopo un periodo relativamente breve; il secondo è da considerarsi una sorta di esperienza pre-adottiva”. E chi decide quale delle due nature abbia l’affido? Secondo Spadaro è compito dei servizi sociali, che devono decidere fin dal primo allontanamento del minore dalla famiglia d’origine. Perché a seconda della prospettiva decisa a monte, cambia anche il tipo di famiglia affidataria. Nel caso si tratti di una pre-adozione, si dovranno cioè scegliere famiglie disponibili e adeguate all’adozione stessa.

Nella teoria di Spadaro, dunque, esiste un affido a tempo determinato, conforme alla legge, e uno a tempo indeterminato di cui nessuna legge parla. Entrambi dovrebbero essere decisi dai servizi sociali fin dal primo allontanamento del minore. Una prima domanda che gli inquirenti di Bibbiano potrebbero/dovrebbero farsi, dunque, è quanta di questa teoria negli anni si sia trasformata in prassi, con ciò guidando la penna dei magistrati sottoposti a Spadaro che firmavano affidi oggi ipotizzati come illeciti. Stando a quanto dichiarato, infatti, pare evidente che per Spadaro la legge sia, come dice il noto Capitan Barbossa, niente più che “una traccia”. D’altra parte, che tale sia per i magistrati lo dimostra già la misapplicazione della Legge 54 del 2006 sugli affidi in caso di separazione coniugale, dunque non ci sarebbe da stupirsi.

lesbiche lbgt affidi adozioni figlioE per meglio guidare gli inquirenti di Bibbiano su questa strada, va sottolineato come questa teoria del “doppio tipo” di affido (a tempo e sine die), pur apparendo innocente in realtà configuri un reato. Un affido definito a monte come a tempo indeterminato aggirerebbe completamente la normativa sulle adozioni, e come tale sarebbe ottenibile da una coppia non sposata (di qualsiasi orientamento sessuale), ma anche da single. Il che incrocerebbe pericolosamente le perversioni ideologiche dei gruppuscoli che popolano la parte mediana della piramide e che su queste faccende hanno fatto tanta grana e tanti danni.


Quanta di questa teoria negli anni si è trasformata in prassi?


Non solo: uno studio condotto dalla stessa Regione Emilia Romagna, nel rivelare che le adozioni (in particolar modo quelle internazionali) sono diminuite, a pagina 20 sottolinea che “in Emilia-Romagna, la presentazione della disponibilità all’adozione presso il Tribunale per i Minorenni segue l’accesso informativo ai Servizi Sociali. Ossia chi, in Emilia Romagna, si rende disponibile a un’adozione deve dirlo come prima cosa a quei servizi sociali che, secondo Spadaro, dovrebbero disporre anche degli affidamenti a tempo indeterminato non previsti da nessuna legge. Ma che a Bibbiano e dintorni sono di fatto stati attuati, con la benedizione firmata del Tribunale dei Minori di Bologna.

bambino bibbianoUna delle ansie che continua a tenere accesa l’attenzione pubblica sulla vicenda degli affidi illeciti in Val D’Enza è che tutto o venga insabbiato o, peggio, che si trovino dei capri espiatori. La concentrazione delle indagini sui personaggi di secondo piano rende questa preoccupazione più che fondata. Il medico pietoso, si sa, fa la piaga purulenta. Se davvero non si vuole che l’incubo si ripeta, e se si vuole scovarlo là dove si replica (in tutta Italia), gli inquirenti abbiano dunque il coraggio di andare a guardare anche sotto le toghe dei colleghi. Altrimenti tempo cinque anni ci ritroveremo da capo a dodici.


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