Bibbiano, Prodi e le proporzioni del Male

romano prodi bibbianoMolti si sono chiesti perché Romano Prodi, pensionato in attesa dell’occasione per sedersi al Quirinale, si sia pronunciato sulla vicenda di Bibbiano. “Follia demonizzare Bibbiano”, ha detto, con una presa di posizione degna del Partito Democratico. D’accordo, c’era la necessità di provare a spegnere un incendio inestinguibile tra le natiche del suo partito, ma scomodare addirittura lui a molti è parso curioso. Curioso e non molto motivato.

Non è solo il fatto che Prodi sia di Bologna, come il Tribunale dei Minori, che non è implicato nell’inchiesta (per ora). Il campanilismo è troppo poco per spiegare una presa di posizione così forte e impopolare. Non è nemmeno l’autorevolezza della persona: la sofferenza indotta dall’Euro, scenario in cui proprio Prodi ha portato tutti noi, ha fatto sì che la maggioranza lo consideri una iattura più che un saggio da ascoltare. Ebbene, cercando un po’ in rete si trovano cose che possono suggerire una spiegazione razionale. E nel contempo dare l’idea della reale proporzione della questione affidi e minori nel nostro paese, oltre che di quell’indirizzo politico e di governo che sembra così vicino a tornare in auge.

aimmf minori abusiNell’ottobre 2018 si teneva a Bologna il 37esimo convegno nazionale dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia (AIMMF). La Faculty dell’associazione è di tutto rispetto. Ci sono esponenti dell’Università, numerosissimi magistrati in carica e non (molti in ambito minorile), direttori di riviste, politici e altri. Tra di loro spicca proprio Romano Prodi, nella veste di Presidente della “Fondazione per la collaborazione tra i popoli”. Questo olimpo di grandi personalità nel 2018 impernia il proprio convegno nazionale sul tema: “Movimento di popoli. Migrazioni, identità e tutele per i minori stranieri”.


Prodi è considerato una iattura più che un saggio da ascoltare.


Oltre allo stesso Prodi, tra i relatori del convegno si trovano nomi noti. Giuseppe Spadaro in primis, e di lui si è già parlato giusto l’altroieri. Appare anche Filomena Albano, quel Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza che ignorò i segnali d’allarme provenienti dalla zona di Reggio Emilia. C’è anche Sandra Zampa, il deputato PD (emiliano anche lei) relatrice della Legge 47/2017, quella che vieta di respingere i minori immigrati non accompagnati e ne promuove l’affido familiare, dandone la gestione agli enti locali. C’è anche Maria Rita Pantani, PM di Reggio Emilia, nota cacciatrice di uomini violenti, tanto da venire premiata per il suo impegno durante la giornata dell’8 marzo di quell’anno. Si incontra infine una vecchia conoscenza, quel Fulvio Giardina che poi faticherà molto a condannare i comportamenti di alcuni psicologi (o presunti tali) a Bibbiano, come aveva faticato a controllare che non gli dessero da portare delle bugie in Senato alle audizioni sull’affido condiviso.

minori immigrati non accompagnatiOltre a questi, è tutto un florilegio di presidenti di tribunali dei minori o di Corte d’Appello di tutta Italia, sindaci, garanti, accademici e altro. Il tutto per un evento sponsorizzato da ben 15 soggetti, molti istituzionali, e valevole per i crediti formativi di assistenti sociali e avvocati. Un enorme impegno organizzativo, ma per parlare di cosa? La chiave di volta è proprio la legge relativa all’accoglienza dei minori immigrati non accompagnati. Il non-plus-ultra del business, a ben guardare. La gallina delle uova d’oro per chi sa ben organizzarsi.

Perché se lo Stato italiano garantisce 600 euro al mese a persona per ogni immigrato sul territorio (prima del taglio voluto da Salvini erano più di 1.000), dopo Bibbiano è risaputo che per un minore in affido si va dai 600 ai 1.500 euro mensili. Bei soldi per ognuna delle due fattispecie. E se le due fattispecie si sommano? Si fa una bella scorpacciata, per di più a norma di legge (Zampa, 2017). Non solo: dato che se si esagera con gli affidi strappati da famiglie italiane si rischia di dare nell’occhio (come poi accadrà proprio a Bibbiano), con i minori immigrati si fa business senza colpo ferire. Dunque sbarchino tutti, anzitutto, e poi i più possibile vadano in affido.


Il non-plus-ultra del business.


bambini minori businessInsomma una sorta di exit strategy rispetto alle limitazioni che il mercato solo nazionale degli affidi aveva per motivi fisiologici. Questo era il tema del convegno di Bologna, questo il sistema che vi è sotteso, così ampio che Bibbiano a ben guardare è una particella di pulviscolo. Questo è anche il motivo per cui addirittura il decano della politica italiana, Romano Prodi, ha ritenuto di dire la sua, naturalmente per assolvere il sistema. Che, manco a dirlo, è per la quasi totalità nelle mani della sua parte politica, magistrati e funzionari inclusi.

E incluso anche il sottobosco che da tanti, troppi anni, circuita attorno a faccende inerenti affidi e bambini. Oggi siamo tutti concentrati su Claudio Foti e la sua Hansel e Gretel, ma il reticolato è amplissimo, quasi impossibile da misurare. Ad esempio il già citato PM di Reggio Emilia, la “acchiappamaschi” Maria Rita Pantani, risulta citato in decine di articoli compiaciuti dell’angosciante (guardate come vi si trasforma il puntatore del mouse sugli articoli…) blog “L’inferno degli angeli” di Massimiliano Frassi, Presidente dell’Associazione “Prometeo”. Teoricamente impegnata contro la pedofilia, Prometeo è stata menzionata come implicata nella brutta faccenda di Rignano Flaminio e ha ospitato in diversi suoi convegni l’avvocato Coffari, sodale e oggi difensore di Foti. O ancora: nella Faculty della citata AIMMF c’è l’associazione “Terre des Hommes”, che collabora in modo pressoché sistematico con il famigerato CISMAI, cui erano affiliati gran parte degli psicologi del caso dei “diavoli della Bassa Modenese”. Buona parte delle organizzazioni appena citate fanno formazione regolarmente, ancora oggi, a forze dell’ordine e magistrati, su su fino al CSM.


Sempre lì siamo, insomma. Un intreccio inestricabile di teorie spesso rasenti il criminale e di interessi amplissimi, gestiti avendo sostanzialmente un’unica area politica di riferimento. Queste sono le proporzioni che, a partire da Romano Prodi, si possono misurare attorno alla piccola particella che in realtà è Bibbiano. Proporzioni che includono, come si è sempre detto su queste pagine, varie questioni tenute su a forza per sostenersi l’un l’altra: l’infondata demonizzazione dell’uomo, la bufala della violenza contro le donne, l’immigrazionismo senza limiti. C’è un’intera economia che in Italia si regge su tutto questo, alimentata solo da miliardi di soldi pubblici. Un titano, un gigante, un moloch smisurato con cui confrontarsi e contro cui combattere. Già solo guardandone il profilo qui meramente abbozzato, non si può che provare ammirazione per gli inquirenti che stanno provando a scoperchiare il tutto. E che per questo hanno il mio ennesimo personale incoraggiamento.


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