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Caso Piredda-Pitzalis: il sindaco di Carbonia umilia Selvaggia Lucarelli

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persone_massiddaVoglio rilanciare qui la lettera che Paola Massidda, Sindaco di Carbonia, ha indirizzato a Selvaggia Lucarelli, in risposta alle accuse della blogger per non essersi schierata a prescindere dalla parte di Valentina Pitzalis, ora che la magistratura sta cercando di vederci chiaro, dopo che dalle perizie scientifiche sono emersi nuovi elementi. La condivido perché è la lettera esemplare di un esemplare rappresentante delle istituzioni. Massidda sottomette al peso della ragione l’irrazionalità delle tematiche di moda del donnismo contemporaneo, dà priorità alla correttezza istituzionale rispetto all’opportunismo mediatico, predilige l’approccio pacifico e conciliante alla partigianeria più conflittuale. Ovvero fa tutto il contrario di ciò che usualmente fa Lucarelli. Dice di “non saper scrivere bene”, Massidda, e Lucarelli deve ringraziare il cielo: già così il Sindaco la umilia ferocemente, insegnandole cosa significhi stare al mondo e rispettare le regole del vivere civile. Un plauso sincero e di cuore a questo Sindaco, prova vivente che saper gestire le responsabilità istituzionali è questione etica che prescinde dai generi e che nulla ha a che fare col settarismo furbetto e interessato.

“Solo oggi, 9 marzo, scopro che tre giorni fa sono stata oggetto di una non troppo velata reprimenda di Selvaggia Lucarelli in una intervista da lei concessa all’Unione Sarda.
Selvaggia Lucarelli, l’affascinante quanto caustica giornalista-blogger, famosa presenzialista di salotti televisivi in Rai, scende nella mia città all’unico scopo dichiarato di “portare solidarietà ad una donna”, Valentina Pitzalis, e al contempo, rimprovera un’altra donna, la Sindaca, colpevole di non aver manifestato altrettanta solidarietà femminile ad una donna vittima di nuove persecuzioni mediatiche per la nota vicenda che da vittima di un tentato femminicidio potrebbe vederla trasformarsi nel carnefice.
Avrei fatto a meno, in tutta sincerità, di questo ulteriore e autorevole attacco a mie presunte responsabilità di donna e Sindaco sia perché non son pochi quelli da cui quotidianamente mi devo guardare come amministratrice di una città non grande, ma con grandi problemi; sia anche perchè contrapporsi a chi delle opinioni e della critica ha fatto il suo mestiere, con tale talento e dedizione, mi pone automaticamente in una condizione di subalternità oggettiva.
Ma per quanto la penna non sia il mio mestiere e il tempo non mi basti, non dico per scrivere, ma neanche per leggere tutto quanto dovrei (e il tempo che ho impiegato per scovare l’intervista della mia accusatrice nel giornale locale lo testimonia) sottraggo queste ore del sabato mattina, generalmente dedicate alla famiglia se il Comune me lo consente, per contestare questa strana idea di “solidarietà femminile“ avanzata dalla Lucarelli.
Si, perché è strano che venga fatta passare come mancata “solidarietà femminile” quanto dovrebbe essere considerato il doveroso rispetto per una vicenda giudiziaria in corso, riaperta circa un anno fa per iniziativa dei parenti del defunto e diretta ad accertare, sulla base di nuovi elementi probatori, come si sono svolti i fatti di quella terribile vicenda di otto anni fa.
Quindi, mi sfugge veramente il senso del perché dovrei parteggiare per una parte piuttosto che per l’altra in un momento processuale tanto delicato in cui giudici e periti devono ancora fornire un nuovo riaccertamento dei fatti che potrebbe confermare le responsabilità sino ad oggi accertate ovvero capovolgerle. A meno di non affermare che, per una distorta versione di solidarietà femminile, debba sempre e comunque ritenersi che la donna non possa essere che vittima e che sia inutile ogni ulteriore attività processuale diretta a verificarlo.
Magari mi sbaglio, ma così intesa questa solidarietà femminile che assolve o condanna a prescindere e contro ogni necessità di verifica oggettiva, sa molto di pregiudizio per giunta dannoso alle stesse donne nella misura in cui le assolve o le condanna acriticamente, per il solo fatto di essere donna.
Ne è la prova il fatto che la Lucarelli, in quelle due righe in cui fa emergere la sua vicinanza a una donna “vittima” in nome di una presunta quanto acritica solidarietà femminile, ne accusa un’altra colpevole a suo dire del motivo opposto senza neanche darle la possibilità di replicare o motivare la sua posizione, solo per il fatto di essere donna e per ciò stesso, tenuta a parteggiare per una donna al di là di ogni ragionevole dubbio fosse anche solo di opportunità.
Questo femminismo da quattro soldi che danneggia più che aiutare le donne , al pari delle “quote rosa” e del linguaggio al femminile che lega l’affermazione della donna nei ruoli al cambio di una vocale mettendo così in pace la coscienza di quanti potrebbero e dovrebbero fare di più, la rigetto in toto e la rispedisco al mittente, a costo di sembrare una bestia rara, o peggio, una donna maschilista.
Questo avrei detto a Selvaggia Lucarelli se avesse dato seguito alla sua richiesta di appuntamento inviatami pochi giorni prima di questa intervista. Forse, una volta avuto il mio numero di telefono, ci ha ripensato e ha ritenuto superfluo sentire la versione di una Sindaca di provincia; o semplicemente il tempo di permanenza nel Sulcis e a Carbonia era poco per sottrarlo alle passeggiate nei nostri splendidi siti, o ai ristoranti (dove, come abbiamo letto nei social, col suo compagno hanno potuto apprezzare le nostre specialità) per dedicarlo ad incontrare una Sindaca che aspettava un suo messaggio. Così mi ero spiegata il mancato appuntamento, preannunciato e disatteso senza nessuna spiegazione.
Forse ci sarà un’altra occasione in cui Selvaggia ci degnerà di una ulteriore visita nel Sulcis all’”unico scopo di portare solidarietà a una donna” e magari potremo parlarne, da donna a donna, sedute in qualche ristorante ad assaggiare tutte le altre specialità del territorio e facendoci poi un selfie davanti al nostro Nuraghe o ai nostri fantastici paesaggi del Sulcis”.

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8 thoughts on “Caso Piredda-Pitzalis: il sindaco di Carbonia umilia Selvaggia Lucarelli

  1. Fosse la prima volta che quella idiota della Lucarelli (idiota è un insulto neutro, non sessista) attacca altre donne. Ricordate con la Cristoforetti?

  2. Complimenti signora sindaco.

    Che poi queste starlette del web, con i suoi followers adoranti, mi sembra tutto un’altra grande stronzata dei tempi moderni.
    Il web, rispetto alla TV, è più interattivo ma crea seguaci che portano gli influencer a sentirsi importanti.
    Ogni like, ogni consenso è una piccola forma di potere perché ogni persona, in quanto tale, ha in sé una goccia di potere.
    Non trasferiamo potere verso nessuno a meno che non ne sia veramente degno.

  3. Una sculacciata alla Lucarelli. Un colpo al cerchio. Molto bene.
    Ma vedo che ce n’è anche uno alla botte:
    .
    “Questo femminismo da quattro soldi che danneggia più che aiutare le donne, al pari delle “quote rosa” e del linguaggio al femminile che lega l’affermazione della donna nei ruoli al cambio di una vocale mettendo così in pace la coscienza di quanti potrebbero e dovrebbero fare di più, la rigetto in toto e la rispedisco al mittente”.
    .
    Bisognerebbe dunque “…fare di più…”. A favore di chi…?
    .
    Giochi di ruolo tra femministe conclamate e femministe dissimulate.
    Da rigettare in toto e rispedire alla contro-mittente.
    (Mia personalissima opinione, non necessariamente da condividere).

  4. la Lucarelli, con il suo seguito di follower adoranti, crede di essere una super woman, la Dea scesa sulla terra.
    peccato che spesso non conosca bene le vicende di cui parla.
    Dovrebbe riorganizzare tutto il suo ufficio stampa e informazione e, prima di scrivere,
    accertarsi un minimo dei fatti. Soprattutto quando si tratta di vicende atroci e fino a questo
    momento, non accertate.
    Ben gli stia.

    1. Vero. Ma alla Lucarelli la verità non potrebbe interessare di meno. Per lei, come per tutte le femministe, il fine giustifica i mezzi. Si cercano pretesti. Se non ci sono si inventano.
      Tutto può essere utile ai fini “sacrosanti” della nattaglia antimale. Al limite, anche la verità.
      .
      Quanto alla femministe dissimulate non intendo dire che siano in malafede, che siano coscienti di fare il gioco delle parti. Lo fanno perché il femminismo fa gli interessi di tutto il genere femminile, per molti aspetti e almeno provvisoriamente e qs.to va bene a tutte. Ad es. il potere assoluto sulla riproduzione (imposizione / sottrazione si paternità) giova a tutte. Idem sia per il mantenimento sine die post divorzio, l’insindacabilità del “vissuto” sui rapporti sessuali (stupro post-datato), l’accesso alla carriera militare etc. Questo intteresse collettivo è innegabile.
      .
      Poi, …sulla lunga distanza ci saranno dei prezzi da pagare anche per le DD. Ma il futuro …non è presente.
      La lungimiranza, la preveggenza è cosa di pochi, socialmente impotenti. Non solo su questo tema.

  5. Ciò che dovrebbe essere normale prassi, davanti alle continue distorsioni dello spettacolo appare come un’eccezione esorbitante : onore al sindaco Paola Massidda per tenere la barra saldamente nelle sue mani. Bacchettare una come la lucarelli, fenomeno mediatico ma nano della Civiltà, senza pensarci due volte, ci fa ricordare come chi rappresenta le Istituzioni del Nostro Paese dovrebbe comportarsi in ogni circostanza. Se fossi un abitante di Carbonia sarei orgoglioso del mio sindaco anche se non l’avessi votato e di avere un rappresentante con una visione così chiara delle dinamiche sociali, giudiziarie e politiche. Mi inchino.

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