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“Codice rosso”: il mostro al microscopio

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varie_codicerossoScopo di questo articolo è analizzare nei minimi dettagli il DDL 1455, detto “Codice rosso”, approvato di recente alla Camera dei Deputati. Non si prenderanno come fonte gli articoli di giornale (ci mancherebbe…) ma proprio il testo originario della legge e a seguire gli emendamenti che sono stati approvati. Questo perché deve essere chiaro a tutti come da un danno minimo possa nascere una porcheria immonda grazie all’intervento invasivo della politica più bieca, quella che insegue la ribalta e gli elettori, fregandosene delle conseguenze sociali di ciò che propone o finisce per imporre. Va detto che ancora il “Codice rosso” non è legge: il DDL passerà al Senato per rilettura e approvazione. Dunque si è ancora in tempo per prendere coscienza del mostro che è, attivando di conseguenza tutte le pressioni necessarie per farlo decadere. Per la sua forma dettagliata, questo articolo sarà necessariamente lungo, ma il mostro è grande e complesso, se lo si vuole conoscere bene bisogna documentarsi.

IL TESTO DEL DDL

Tutto nasce dall’esigenza di rendere più rapide le procedure inquirenti nei casi di “violenza di genere” e “violenza domestica”. Termini tratti dalla Convenzione di Istanbul che, a rigore, includono sia uomini che donne. Che poi la comunicazione esterna incentri tutto sulle donne di fatto dovrebbe essere irrilevante: una legge deve includere tutti e non discriminare nessuno. Dunque anche l’uomo maltrattato o vittima di violenza potrà fruire del rapido intervento delle forze di polizia o dei PM. Sempre che questi non siano stati formati e plagiati da qualche centro antiviolenza. Nel caso sarà piuttosto difficile per un uomo ottenere il codice rosso. Non è una mera provocazione la mia: oltre a disporre, nei primi tre articoli, la velocizzazione delle procedure di segnalazione e indagine, il DDL 1455, all’art.4, dispone nuova e ulteriore formazione obbligatoria per gli operatori di polizia. Ovvero altri soldi ai centri antiviolenza per tenere corsi con contenuti a senso unico.

varie_giudizioDi fatto questa è l’unica anomalia riscontrabile della proposta di legge, se ci si limita alla lettura dei quattro articoletti, che nel testo ufficiale occupano le ultime due pagine del documento discusso e approvato alla Camera. Diverso è lo scenario se si leggono le 25 pagine introduttive che le precedono. In esse vi è una ripetizione ossessiva della necessità di velocizzare le procedure per i casi di denunce relative a maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate. Il tutto in conformità sia con l’immancabile Convenzione di Istanbul, sia con la Direttiva 2012/29/UE sui diritti, l’assistenza e la protezione delle vittime di reato. Insomma la ratio del progetto di legge è ben coperta dal lato internazionale, dice la lunga introduzione. E ha di buono che non comporta nuovi oneri per lo Stato.

Tra i concetti ripetuti c’è anche quello secondo cui il disegno di legge, operando sulla procedura, non “inventa” nuovi reati: quelli che ci sono bastano già. Tanto meno, dice, vuole aggravare pene che risultano già conformi. Ed è un’intenzione che va tenuta a mente, specie alla luce degli emendamenti che sono stati approvati, e che vedremo tra poco. Fuori dalle ripetizioni, elementi aggiuntivi vengono portati dal capitolo “Contesto e problemi da affrontare” (pag. 16). Lì vengono citati dati e numeri a sostegno della necessità di una legge come quella in discussione e per la prima volta viene citata la controversia Talpis contro Italia: una donna viene uccisa pur avendo denunciato più volte di essere in pericolo, l’Italia viene citata in giudizio e viene condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Prima e unica condanna del genere, a cui segue una legge urgente, quella del “Codice rosso”, diventata improvvisamente prioritaria. Da notare che la stessa Corte ha condannato innumerevoli volte l’Italia per il non rispetto del principio della bigenitorialità nella gestione delle separazioni. Eppure in quel caso nulla si muove dal lato legislativo. Curioso, vero?

logo_istatImmancabile è la citazione degli “studi” ISTAT del 2006 e 2014 sulla violenza contro le donne. Attenzione, sono indagini campionarie, che nell’introduzione a un DDL vengono chiamati “studi”, lasciando intendere che i milioni di donne dichiarati dall’ISTAT siano reali e non mere ipotesi da verificare. Ma così è, da sempre, e finché non verranno smontate quelle due ricerche, su di esse si innesteranno ancora e ancora iniziative di legge del tutto ingiustificate. Il metodo per smontare rapidamente il dato infondato dei sei milioni di donne vittime di violenza ipotizzato dall’ISTAT è menzionare quante denunce vengono fatte e quante finiscono in condanne. Si vedrebbe che la realtà restituisce dati cento volte inferiori. La cosa buffa è che il DDL lo fa. Quasi ma lo fa.

Subito dopo i dati ISTAT infatti prende la strada furbetta di dichiarare che le denunce per reati tipicamente contro le donne sono aumentati. Come se questo volesse dire qualcosa di diverso dal fatto che si prova sempre di più a incastrare gli uomini in procedimenti che in gran parte risultano infondati… Indifferenti all’effetto falsificante che se ne ha, dopo le bislacche proiezioni ISTAT si citano dunque le rilevazioni reali, prendendo pure atto che una quota impressionante di denunce finisce archiviata. Ancora un passetto e l’introduzione toglierebbe ogni giustificazione all’esistenza stessa del DDL: basterebbe citare la percentuale dei procedimenti non archiviati che finiscono in assoluzione e il re sarebbe bello nudo. Naturalmente chi ha progettato il mostro non è uno scemo. E’ in malafede, ma non scemo. Dunque si ferma a dire solo quante di quelle denunce sono andate in procedimento. Piace vincere facile eh?

varie_femminicidio2A questo segue (poteva mancare?) il riferimento al “femminicidio”. Non si specifica a quale definizione, tra le sei o sette disponibili, ci si richiami, ma di fatto non è importante. Con la citazione dei dati ISTAT e quella dei dati reali fatta in modo parziale siamo già nella più totale malafede, quindi ci si può attendere di tutto. Anche di contraddirsi: per monitorare i futuri effetti della legge in discussione, si dice, si vedrà quanti procedimenti vengono attivati e quanti finiscono archiviati, in assoluzione o in condanna. Una rilevazione fattibile già ora, che però si rimanda a dopo, anche perché farla adesso significherebbe concludere che il DDL è perfettamente inutile. Presi dall’entusiasmo, proprio in questo punto gli estensori della legge fanno uno scivolone. Cito testualmente:

I dati sopra riportati evidenziano la drammatica recrudescenza dei fenomeni delittuosi riconducibili ai reati in materia di violenza di genere contro le donne e di violenza domestica… [pag.22]

A parte che non è vero (come detto, i dati dicono l’esatto contrario), qui c’è lo sbilanciamento. Quello che è stato sottaciuto finora viene esplicitato: violenza di genere = violenza contro le donne. Equazione incostituzionale, oltre che falsissima. Certo uno svarione del genere nell’introduzione di una legge non rende quest’ultima incostituzionale, ma per lo meno svela il chiaro sessismo discriminatorio implicito, quel desiderio di tutelare solo una parte della popolazione e di opprimere l’altra che fino a quel momento restava solo tra le righe.

persone_bonafhunzDopo aver detto (pag.24) che la legge porterà benefici perché ha una natura repressiva, si mettono in chiaro quali soggetti sono stati auditi preliminarmente alla stesura della legge. Sostanzialmente nessuno: si sono consultati documenti elaborati da altri, come la Commissione sul femminicidio o documenti del CSM. Con un’eccezione: l’unico soggetto esterno le cui valutazioni sono state prese in considerazione è stato il centro antiviolenza “Doppia difesa”. Sì, quello del Ministro Bongiorno e Michelle Huntziker. Praticamente il Ministro ha consultato se stesso, mentre la showgirl forse faceva un balletto o un’imitazione. Autoreferenzialità come minimo. Forse anche conflitto d’interessi. Io la definirei più che altro una straordinaria faccia di legno nel dichiarare questa cosa nel testo di legge.

Tutti gli emendamenti al DDL, sia quelli proposti che quelli approvati, si trovano sul sito della Camera, suddivisi tra quelli depositati in Commissione e quelli depositati in aula. Per brevità qui analizzerò soltanto quelli approvati, sebbene una lettura di quelli bocciati è interessante perché rende manifesto l’accanimento anti-maschile di molti esponenti (uomini e donne) della politica nazionale. Invito tutti a leggersi le proposte di emendamento non approvate, vi si trova tutto il peggio del fanatismo, dalla Boldrini alla Carfagna, c’è veramente di tutto. Ed è soprattutto attraverso gli emendamenti che il DDL 1455 è diventato un vero e proprio mostro.

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GLI EMENDAMENTI

arresto-manetteL’emendamento 4.01 presentato dalla relatrice Stefania Ascani (M5S) fa ciò che nella premessa della legge era escluso: stabilisce un aggravio di pena per il reato di maltrattamenti, non più da due a sei anni ma da tre a sette, e ancora un aggravio di metà della pena se il reato viene commesso di fronte a soggetti deboli (minori, disabili, eccetera). Così una legge nata per velocizzare le procedure diventa una legge che modifica il codice penale aggravando le pene. Per un reato tra i più denunciati ma anche tra i più archiviati o finiti in assoluzione. Lo stesso accade per altri reati, ad esempio lo stalking, che passerebbe da un massimo di cinque anni a un massimo di sei anni e sei mesi di reclusione. Insieme agli atti persecutori, anche i maltrattamenti vengono inseriti nel codice antimafia, con la connessa possibilità di confiscare i beni all’indiziato, prima ancora che venga sentenziato come colpevole (pronti a perdere tutto e subito, cari papà?).

Sempre la relatrice della legge cambia (emendamento 4.02) le disposizioni per le aggravanti di omicidio (art.577 CP). Oggi valide se l’omicidio colpisce una persona convivente con l’accusato e legata ad esso da relazione affettiva, se passasse la legge varrebbero se  la vittima è convivente legata da relazione affettiva. Dunque l’aggravante sarebbe applicata non solo in caso di relazioni significative (amore e convivenza) ma anche in caso di relazioni più disimpegnate: amanti, amici, flirt da una notte. Un modo come un altro per ampliare surrettiziamente il campo di applicazione del termine “femminicidio”. Quest’ultima modifica è stata promossa anche da Laura Boldrini, Lucia Annibali, Alessia Morani, Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo, solo per citare le più note.

william-pezzullo-primaSempre la relatrice (emendamento 4.03, cui si associa Boldrini con l’emendamento 4.016) modifica il codice penale inserendo il reato di “sfregio del viso”, con reclusione da 8 a 14 anni. Curioso che ci si occupi solo del viso e non del resto del corpo. Passasse la legge, se inondo di acido qualcuno stando attento a non danneggiargli i lineamenti, ma magari rendendolo disabile (vedi William Pezzulo), vengo denunciato solo per lesioni aggravate (com’è accaduto a Elena Perotti, colei che ha devastato William). Invece mi becco una pena massima quasi da omicidio se gli rovino solo la faccia, che è poi quanto accaduto alle cavaliere Lucia Annibali e Gessica Notaro. Buffa coincidenza, nevvero?

La relatrice e la solita compagnia di giro modifica poi il codice penale sul tema violenza sessuale (emendamento 4.04). Le pene salgono da 5-10 a 6-12 per il reato in sé e anche per le aggravanti. Che però cambiano: varranno sempre se il colpevole è l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore della vittima, ma anche se questa ha meno di diciott’anni (attualmente è 16); la pena aumenta della metà se la vittima ha meno di 14 anni e raddoppia se ne ha meno di dieci. Aumento di pena anche per chi ottiene prestazioni sessuali da minori di 14 anni in cambio di denaro o vantaggi, anche solo promessi. Pure in questo caso occorre ricordare la gran quantità di archiviazioni e assoluzioni su questo tipo di reato, uno dei più gettonati nella pratica delle false accuse, anche perché uno dei più difficili da provare e dunque creduti sulla parola. Pratica che dovrà diventare sistematica visto che il tempo per denunciare il reato sale da 6 a 12 mesi. Già con sei è quasi impossibile raccogliere prove di un reato del genere, figuriamoci con un anno. Dunque non resterà che far partire i procedimenti dietro autocertificazione della presunta vittima.

varie_separazioneSempre gli stessi, con a capo Stefania Ascani, stabiliscono (emendamento 4.05)  l’obbligo per il giudice penale di comunicare gli esiti del procedimento al giudice civile se la persona accusata è parte di un processo di separazione coniugale, affido di minori o gestione della patria potestà. Il che, dato il numero di archiviazioni e assoluzioni, non è male. Così come l’emendamento 4.06, che obbliga l’amministrazione giudiziaria ad avvisare le parti offese nel caso l’accusato giudicato colpevole e oggetto di misure cautelari venisse rimesso in libertà. E’ di marca puramente boldriniana l’emendamento 4.07 che incentiva percorsi di recupero psicologico per i condannati per stupro, maltrattamenti o stalking. Altri soldini per i centri antiviolenza o centri per uomini maltrattanti, insomma.

Si arriva così all’esame dell’aula della Camera dove, è noto, scoppia la bagarre sul “revenge porn”. L’esito è l’articolo 612-ter, che reciterebbe così:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 5.000 a euro 15.000.
La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.
La pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.
La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.

Chiaro che, come la parte del 612-bis che parla di stalking per via telematica, chi ha elaborato il testo non ha la più pallida idea di come funzionino i meccanismi della rete e ignora quante poche risorse abbia l’organismo che dovrebbe controllare e raccogliere prove in questi casi, ossia quella Polizia Postale che oggi ha i mezzi per muoversi essenzialmente solo per i casi di pedopornografia.

21zp5-padrenonno600-j3qiz2jrg3py.jpegSi deve poi alla cavaliera Lucia Annibali l’emendamento 3.0102 che sostanzialmente punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque violi i provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Anche Annibali dunque mette del suo nel processo di oppressione dei padri separati che, nel caso la legge passasse, dovrebbero far fronte a un altro rischio di denuncia penale. Dovranno sloggiare da casa a fronte della solita falsa accusa, e farlo in fretta se non vogliono altri guai giudiziari.

Si deve a un esercito di deputati poi l’emendamento che subordina la sospensione condizionale della pena per reati di maltrattamenti, stupro, stalking e lesioni aggravate alla frequentazione di appositi corsi di recupero “presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica, recupero”. I soliti centri antiviolenza e centri per uomini maltrattanti, ovviamente. Altri denari in arrivo, insomma.

varie_mafiosoL’emendamento 5.200 portato in aula dalla Commissione conferma l’inclusione del reato di maltrattamenti nel codice antimafia e dà la facoltà al giudice di proibire all’indagato (non ancora dichiarato colpevole) di soggiornare in uno o più comuni o in una o più regioni specifiche, o il divieto di avvicinarsi a determinati luoghi, frequentati abitualmente da minori. Oltre che gli stalker mafiosi ora avremo anche gli accusati di maltrattamento picciotti. Pronti, cari papà incastrati a sentire il giudice che vi ordina di tenervi lontani dai vostri figli in base al codice antimafia?

Si devono poi a Palmisano (M5S) e Morani (PD) gli emendamenti (6.101 e 6.104) che rendono inapplicabili le norme che definiscono prevalenti le attenuanti sulle aggravanti per i reati di maltrattamenti, stupro, stalking, lesioni aggravate. Una disposizione che ha già sollevato diversi dubbi nei giuresperiti italiani perché probabilmente incostituzionale.

persone_carfagnaHanno il marchio di qualità Mara Carfagna infine due emendamenti, il 4.0100 e il 4.0107, che stabiliscono il nuovo reato di “Costrizione o induzione al matrimonio”, e strappano circa 15 milioni di euro al “Fondo di riserva” del Ministero dell’Economia per finanziare il fondo per gli orfani di vittime “da femminicidio”. Entrambe sono mosse puramente propagandistiche. Il finanziamento del fondo serve solo a confermare il bislacco concetto di “femminicidio” e istituisce l’esistenza di orfani di serie A (quelli appunto per femminicidio) e quelli di serie B (tutti gli altri, anzitutto gli orfani da morti sul lavoro, che sono molti di più…). La legge sui matrimoni obbligati è una comica. E’ una disposizione che potrebbe andar bene in Afghanistan o in Barhein. Oppure per gli immigrati più retrogradi che vivono da noi. E in questo senso Carfagna fa filotto: riesce a raccogliere il consenso femminista radicale e quello anti-migranti. Chapeau.

CONCLUSIONI

Il “codice rosso” era un’iniziativa dannosa ma non troppo: lavorava solo sulle procedure per renderle più rapide. Avrebbe creato ancora più intasamento nell’amministrazione della giustizia, le false denunce sarebbero rimaste immutate, e sarebbe stata la solita disposizione priva di giustificazioni reali. Come già detto in precedenza, sarebbe cambiato poco e quel poco un po’ in peggio. Con l’intervento demagogico di tutto il Parlamento, il provvedimento è diventato un mostro di repressione fine a se stessa, di assurdità pericolosissime e ingiuste, come l’inserimento dei maltrattamenti nel codice antimafia (!!!), di misure palesemente antimaschili, di assurdità giuridiche assolute (la deformazione del viso e non del resto del corpo) forse anche incostituzionali (il depotenziamento delle attenuanti), di nuove occasioni di business servite su un piatto d’argento alle portatrici d’interesse dell’antiviolenza professionale. E’ la classica misura manettara pre-elettorale, che sfrutta la paura diffusa con i media attraverso indagini e dati falsati. Va insomma a colpire qualche bubbone e lo incide con rabbia, provocando solo altro dolore nel corpo sociale, invece di andare a intercettare le cause profonde delle pur poche devianze su questo tema. Andatevi a vedere come esultano i politicanti e le femministe radicali, quali parole usano, e capirete quanto inutile eppure velenoso è questo provvedimento, specie se paragonato con altri più urgenti e incisivi che restano lettera morta, specie se rapportato con altri fenomeni sociali più gravi e radicati. La malafede che impregna tutti gli emendamenti dovrebbe smuovere tutte le persone per bene a un’opposizione strenua a questo DDL. Perché gli stiamo consentendo troppo, tutti, uomini soprattutto, ma anche donne. A forza di lasciargli violentare la nostra esistenza senza obiettare mai, per i loro sporchi giochi, lasciamo nelle loro manacce larghe parti della nostra libertà e della giustizia. Se non ci si muove compattamente contro questa deriva, ne faremo già le spese tutti noi, ma soprattutto i nostri figli.

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21 thoughts on ““Codice rosso”: il mostro al microscopio

  1. Caro Davide, ho letto il tuo reportage e l’ho trovato ben fatto e molto esaustivo.
    Rende bene l’idea della nefandezza amministrativa che si sta profilando con un metodo, oserei dire mafioso, …… sicuramente criminale.
    Questo codice rosso, se passerà, produrrà nient’altro che fiumi di rosso. La sua natura estremamente coercitiva, profondamente immorale, incostituzionale, totalmente illegittima, provocherà ulteriori disperati innocenti, rancori esasperati e menti impazzite. Quindi violenza a più non posso.
    Io ne avevo sentito parlare, ma non pensavo che ci fossero certe “sfumature” che nascondono discriminazioni e violenza di Stato ben mascherate per aumentare l’orrore dell’olocausto già in essere. Il diritto di famiglia verrà totalmente annientato.

    Qui bisogna correre ai ripari e non credo che un’eventuale referendum abrogativo sia l’unica soluzione da adottare in futuro.
    Sarebbe meglio manifestare ora: raccogliere un gran numero di persone e agire simultaneamente in più località.
    Sicuramente su Roma, ma credo sia opportuno occupare con arroganza le redazioni delle tv pubbliche e private che hanno trasmesso la faziosità mediatica per troppo tempo.
    Con una buona occupazione di migliaia di persone asserragliate presso queste sedi, ci consentirebbe di pretendere quel maledetto microfono per indire una sorta di conferenza stampa a reti unificate che duri almeno quattro ore continuative.
    Solo così si potrebbe ottenere una grancassa tuonante per sputtanare e svergognare tutti queste blatte false e disoneste.

    Questo disegno di legge, assurdo e inopportuno, personalmente ritengo che si possa condividere unicamente per l’inasprimento di certe pene dovute a violenze e abusi effettivamente gravi e odiosi.
    Ciò che invece bisogna pretendere, non sta nella qualità e quantità della pena, bensì è da emendare la modalità con la quale si dovrà procedere con l’accertamento del reato. È inammissibile essere condannati preventivamente in base a presunte dichiarazioni di un reato millantato. Tale aberrazione del diritto, Non accade né in Iran e neppure nella Corea del Nord !!

    Qui dobbiamo trovare il modo di ottenere, sicuramente l’accesso all’applicazione di un codice veloce che è giusto e preventivo di altri guai, ma lo stesso deve consentire l’accesso ad entrambi: sia per la presunta vittima, sia per l’accusato.
    A quest’ultimo dev’essere garantito il diritto di far valere la sua parola tanto quanto quella dell’accusatrice. In mancanza di prove certe nessuna azione cautelativa potrà mai essere intrapresa. Inoltre, se l’accusa risulterà infondata, falsa e/o soprattutto strumentale ad altre vicende in essere, la pena prevista per lo stesso reato lamentato, dev’essere applicata immediatamente nei confronti di chi falsamente ha attentato alla libertà altrui.
    Questo concetto di giustizia mi sembra assai elementare e indiscutibile, e non preclude lo scopo deterrente della legge stessa.

    Aveva ragione Beppe Grillo quando diceva che la Boldrini serviva solo a ………. !!
    A me sinceramente fa solo schifo e provo un senso di ribrezzo ogni volta che apre bocca.

    Comunque, siccome trattasi della classica manovra schifosamente preelettorale, dove tutti perdono la faccia e se la giocano la’ dove vedono numeri grossi, bisognerebbe escogitare un’azione di disturbo tale da far slittare tutta la procedura di approvazione ad una data post elettorale del 27 maggio.
    Se così sarà, non è da escludere che qualche forza di governo possa invertire la rotta essendo venuta meno l’esigenza propagandistica attuale.
    Alessandro DEC

  2. Ho sentito di questa famosa legge di cui hanno approvato due emendamenti : la legge Carfagna e ll porn revenge.
    E’ stato approvato dai Deputati senza contrari questo solo a livello di testo.
    Quindi questa legge fra quanti mesi/anni dovrebbe essere definitivo ?

    1. Dipende se la emendano ancora in Senato. Una volta che le due camere approvano lo stesso testo, in pochi giorni va al Presidente della Repubblica che la firma e il giorno dopo è in vigore. Impossibile fare previsioni.

    2. buonasera signora Martina,
      la legge verrà approvata entro una data : 28 maggio 2019.
      Si ricordi questa data, ci sono i seggi aperti, si fidi, come diceva il grande Totò
      cordialità

      🙂

  3. Anche se venisse approvata il mondo girerebbe lo stesso , il progresso scientifico farebbe altri grandi passi e ben presto l’uomo (precisamente vogliono mandarci le donne astronaute) metterà i piedi su Marte.
    Per es. la situazione negli States per gli uomini è ancora peggio ma questo non impedisce all’America di essere la superpotenza militare ed economica. Un esempio in tutti corpi militari le soldatesse sono un buon 30-35% e anche con tutti i problemini che ne derivano tipo false molestie , gravidanze , prove in base alla forza fisica femminile etc . . , l’esercito americano goda di ottima salute.
    Se molti hanno profetizzato che le donne nelle forze militari avrebbero abbassato il livello dell’esercito americano si sono sbagliati !

    1. >>>>>
      Un esempio in tutti corpi militari le soldatesse sono un buon 30-35%
      >>>>>

      Falsissimo.

      >>>>>
      Se molti hanno profetizzato che le donne nelle forze militari avrebbero abbassato il livello dell’esercito americano si sono sbagliati !
      >>>>>

      Forse dovresti scrivere meno stupidaggini…

      1. E’ sempre quella che prima si presentava con un nome maschile dicendo “sono maschilista ma penso che se le donne fossero state al potere il progresso scientifico sarebbe stato uguale o anche superiore”.

    2. “Anche se venisse approvata il mondo girerebbe lo stesso , il progresso scientifico farebbe altri grandi passi”

      Questo si applica praticamente a qualsiasi dittatura: lo stalinismo, l’avvento di Hitler, la Cina di Mao – tutte le società continuarono a funzionare ed a fare progressi scientifici.

      Infatti non è che quando accadono cose ingiuste l’umanità si estingue o il progresso scientifico si blocca.

      “Per es. la situazione negli States per gli uomini è ancora peggio ma questo non impedisce all’America di essere la superpotenza militare ed economica.”

      Gli USA sono meno forti oggi che nel 1969, in generale tutti gli stati occidentali sono meno importanti nel 2019 che nel 1969.

      E tu sei quella che si finge uomo, dicendo “sono maschilista ma penso che se le donne fossero state al potere il progresso scientifico sarebbe stato identico o migliore”.

  4. il prodotto securitario di cui ha lungamente parlato, che già incontra perplessità e critiche da parte dei magistrati associati (anche
    se il loro parere conta quanto il 2 di picche), è originato da Bongiorno, lega, e Bonafede, cinquestelle.
    Gli artefici della politica penale in questo paese sono i due avvocati. Appoggiati da Carfagna e Prestigiacomo
    che salvo errore sono di forza italia. Più i residuati bellici del CSX boldriniani, contente di dire “esistiamo!”.

    Ora se il pd ante 2018 avesse proposto queste misure draconiane, e inutilmente atteggiate sul piano della prevenzione
    generale, sarebbe scoppiato il finimondo. Siccome è la destra imperante, attraverso la ex AN finiana avvocata
    Bongiorno a proporre le cose, con la sua sicumera, tutto va bene.
    Non se ne accorge nessuno. W l’allarme sociale e “le vecchie cose di una volta”.
    20 anni di abbreviato 1999-2019 buttati nel cesso.
    va bene anche l’eliminazione dell’abbreviato nei reati punibili con l’ergastolo, che affogherà le corti
    d’assise di processi lunghi mesi, piuttosto che farli durare due udienze, come faceva il GUP in abbreviato.

    Neanche le femministe radicali si sono accorte del trucchetto, dall’alto della loro presunta “furbizia”: sono divenute piccoli ingranaggi di un giochetto immenso; “un gioco” sulla pelle delle garanzie difensive dello Stato di Diritto.

    cosette da nulla …
    ps e per un pelo non è passata la castrazione chimica (incostituzionale, visto che “le pene devono tendere
    alla rieducazione del condannato”).
    ai pm il compito di istruire una accusa di maltrattamenti entro tre giorni.
    “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”

    1. La castrazione chimica non può essere incostituzionale perché è volontaria, e praticamente tutti la sceglierebbero perché funziona così:
      Il criminale può scegliere se rimanere in galera oppure andare ai domiciliari assumendo delle pastiglie che non glielo fanno tirare.

        1. In tutti quelli dove c’è la castrazione chimica.
          In Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio e Francia si può fare unicamente col consenso del condannato, mentre in Russia e in Polonia ci vuole il consenso del condannato in caso di stupro di adulti ma non serve nel solo caso di pedofilia.

  5. Temo che un referendum sia improponibile; la consapevolezza è ancora bassa. Purtroppo la propaganda funziona. Ho proposto a mo di test qualcuno dei nostri argomenti ad amici di lunga data (laureati) e mi hanno guardato scandalizzati e decisamente indisposti. Qualcuno mette in dubbio persino i dati come fanno i razzisti quando si parla dei numeri degli immigrati. Bisogna tenerne conto. Citando B. Russell “è abbastanza facile ingannare la gente; è molto difficile convincerla di essere stata ingannata”

    1. credo che Pippo49 abbia perfettamente ragione.
      Ho letto da una parte il commento di una donna: “ci vuole la legge del taglione”.
      “ci vogliono tutte sottoterra, uniamoci”.
      In un paese ormai sotto confusione mentale, spinto da allarmismi esasperati, paura dell’extracomunitario,
      diffusissima sfiducia nella giustizia e conflitto (indotto) tra generi, leggi-manifesto
      come quella frutto di un “inciucio” destra-sinistra-5stelle hanno consensi intorno al 95%.

      vi ricordo che tra poche settimane ci saranno le elezioni europee, i politici non vogliono
      perdere terreno e il resto lo possiamo dedurre da soli …
      i sondaggi non sono acqua !

  6. Mi sembra sempre più chiaro: il confronto non è fra donne e uomini ma fra chI incassa ( avvocati, psicologi, CTU, c.d. centri antiviolenza ) e chi PAGA ( uomini, donne, figli, indirettamente ma pesantemente, e alla fine cittadini tutti ) Mentre a meschini politici in cerca disperata di voti con rozzo populismo NON IMPORTA PROPRIO NULLA.

  7. Davide c’è da rimanere senza parole… codice antimafia , depotenziamento delle attenuanti ….a questo punto l’unica cosa che mi viene in mente è una mobilitazione di massa a Roma.

      1. Però tu non credi che vi può essere la possibilità di perdere il referendum?, visto l’andazzo da paura venduto dai media…e il fanatismo degli elettori?

      2. Io ci sto!! 🙂

        Per senso di responsabilità.

        Penso che le cose stiano peggiorando velocemente, si avvicina a grandi falcate la peste spagnola.

        Tra qualche anno non voglio chiedere a me stesso perché sapendolo non ho fatto niente.

        E’ una battaglia per la libertà e il buon senso, ma anche per l’intelligenza, perché a questo punto chi non vuol vedere è solo uno scemo.

        Mi piacerebbe una video intervista a Santiago!!

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