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Collovati: il vero scandalo è una Rai a senso unico

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persone_collovatidi Alessio Deluca – Questo non è un articolo. Questo è un mantra. Da imparare a memoria o inventarci una filastrocca. Ripetete con me: Fulvio Collovati, ex calciatore, campione del mondo nel 1982, opinionista e dirigente sportivo, non può permettersi di dire durante una trasmissione televisiva Rai sul calcio che a suo personale parere le donne non capiscono “di tattica calcistica” come gli uomini. Bufera, levata di scudi, linciaggio, gogna pubblica, obbligo di scuse, cenere sul capo.

Angela Finocchiaro, attrice e comica, può permettersi durante una trasmissione televisiva Rai “satirica” in realtà dichiarato veicolo di propaganda femminista, di dire a un gruppo di bambine che gli uomini “sono tutti dei pezzi di merda”, e a una bambina che gli chiede “ma anche mio papà?” risponde “soprattutto tuo papà”. Applausi in studio, risate, complicità, orgogliosa rivendicazione del diritto di “satira”.

varie_indicareNon so se è chiaro il livello raggiunto dal delirante politically correct femminocentrico. Rileggete e imparate a memoria, annotate in agenda, stampate e appendete al muro, soprattutto mettete a fuoco. Complimenti ai giornali che strillano nei titoli “bufera su Collovati”, che si buttano a capofitto e stravolgono le sue parole (“le donne non parlino di calcio” (?)), che grufolano andando a intervistare la CT della nazionale femminile che lo definisce “un primitivo”, e complimenti all’AD Rai che “valuta la sospensione” dell’ex calciatore dalla trasmissione. Complimenti a tutta l’orchestra di conformismo unilaterale per non aver perso occasione di soffiare sul delirio di onnipotenza di Ro$a No$tra, ignorando i danni collaterali che questa martellante propaganda sta spargendo nei più svariati contesti sociali. Ma sono click bellezza, è carne fresca su cui gli avvoltoi devono cibarsi.

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Un abbraccio alla moglie, Caterina Collovati, che non solo difende il marito dalle accuse di sessismo maschilista, ma concorda pure candidamente con la sua affermazione: “quando presentavo le trasmissioni di calcio non ho mai avuto la pretesa di spiegare il 4-4-2. La visione del mondo unisex non mi appartiene […] Saluti dalla moglie di un uomo che rispetta le donne più di molti altri, questa sì che è una certezza!”. Ma signora mia, ma gentile Caterina, davvero mi difende un uomo solo perché è suo marito, e solo perché le accuse che gli muovono non rispecchiano il suo vero carattere? Non sa che sull’altare della battaglia di genere i sentimenti e soprattutto la verità si possono anzi si devono sacrificare? Non mi difenderà mica il patriarcato?

Tutta la nostra solidarietà al grande campione e alla sua signora. E voi lettori non cliccate, non commentate, non alimentate, non cadete nel tranello. Imparate piuttosto a memoria quel mantra.


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78 thoughts on “Collovati: il vero scandalo è una Rai a senso unico

  1. Collovati lo conosciamo ed è un uomo di una serietà, integrità morale e compostezza davvero di altri tempi.
    Ha espresso un semplice parere. Posso dirlo ? Alcune donne di calcio non capiscono nulla, ma non per un difetto,
    semplicemente perchè non hanno studiato a sufficienza oppure perchè hanno visto troppo poche partite per
    capire esattamente la tipologia di gioco. Mentre le donne le vedo meglio in altre discipline, esempio nel basket
    (tanto è vero che i palazzetti sono pieni di pubblico femminile, magari ci andranno per vedere dei bei ragazzi,
    non lo so bene, in ogni caso è probabilmente uno sport più adatto alla mentalità femminile).

    ma per tornare nell’ argomento del topic, consiglio di leggere la triste storia del calciatore Sereni.
    L’ex portiere del Toro combatte da anni una dura battaglia con la ex moglie, tra l’altro sua procuratrice,
    quando lui giocava, un tempo socia di affari, oggi la più spietata accusatrice del popolare calciatore.
    Una storia non ancora finita …

    http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2017/07/13/AS0wqoMI-presunti_annullata_condanna.shtml

    1. per l’ennesima volta: Collovati non ha detto che molte donne (italiane, perchè in USA e in Brasile le cose cambiano) non seguono il calcio e pertanto non lo capiscono (nemmeno io lo seguo molto tra l’altro) ha detto che anche le donne calciatrici (ripeto: CALCIATRICI) non capiscono la tattica calcistica “al 100%” e non stava scherzando, stava per l’appunto dicendo il suo parere. Un parere oggettivamente sbagliato. Si può dire? Lo posso dire che Carolina Morace e Patrizia Panico capiscono il calcio qanto lui anche se hano la vagina? E comunque nessuno può dure che non lo capiscono al 100% solo perchè donne

      1. E infatti Collovati ha detto la verità, non lo vedi che quando parlano di calcio in TV non trasmettono competenza, c’è bisogno di scriverlo, stanno lì solo a fare le bamboline.

            1. Carolina Morace e Patrizia Panico calciatrici e allenatrici di esperienza non “trasmettono competenze” ad Angelo..questa è buona! Angelo ma veramente non ti accorgi di quello che dici? E’ imbarazzante..per te!

              Ti ricordo che l’unica nazionale italiana di calcio che si è qualificata per i mondiali quest’anno è quella femminile allenata dalla chiaramente non competente Milena Bertolini.

              1. Ned hai affermato di non intenderti di calcio:…quindi ora di che blateri, scusa?
                Il calcio femminile non c’entra nulla con il calcio maschile.
                Sono due sport differenti.
                La Morace e la Panico son paragonabili al più (e forse) all’allenatore del Camaiore o del Valdarno (promozione Toscana) non certo a quello dell’Atalanta del Barcellona o dell’Aston Villa.
                Ma nemmeno all’Entella (serie B) al Catania (serie C) o al Campobasso (serie D).
                Basti pensare che di norma i portieri delle femminili fanno fatica ad arrivare al cerchio di centrocampo con il rinvio (e il rinvio corto o lungo è una parte essenziale della tattica di gioco).
                Far finta che siccome si gioca in 11 e le regole del gioco sono le stesse si possa sovrapporli fa veramente sorridere.
                Se si svolgesse l’incontro tra le due formazioni di serie A della Juventus FF e MM si avrebbe un risultato di 40 a 0 o giù di li.
                Stesso risultato tra chi detiene i titoli di campione del mondo: Francia e USA.
                Un divario di quel tipo non può essere spiegato solo con la diversa fisicità o la forma fisica…(come pateticamente fece l’Australia quando incassò un sonoro 7-0 da una squadra di quindicenni).
                Le competenze dell’allenatore di calcio poi riguardano moltissimi aspetti: da quelli tecnici a quelli tattici, da quelli psicologici a quelli motivazionali…e via cantando.
                Come ti ho già detto altrove…vale anche il discorso inverso: a mio avviso il migliore allenatore per una squadra femminile…è una donna.
                E per gli stessi identici motivi.
                Dire che Morace e Panico possono dire la loro a commento d’un quarto di Champions League maschile o del derby Milan-Inter non vuol dire che abbiano competenza tecnica di quel livello competitivo.
                Poiché le competenze nascono dalle pratiche.
                Sennò potrei affermare che anch’io ho competenze a furia di “guardare” le partite di calcio.
                Se si parte dalla realtà fattuale e non dalla sua idealizzazione…non dovrebbe essere difficile capirlo.

                ** che Collovati potesse evitare di scivolare su una visibilissima buccia di banana è tutto un altro discorso…

                1. Da giorni stai circumnavigando la questione: Collovati ha rotto il protocollo (il politicamente coretto).
                  Che prevede obbligatoriamente, perentoriamente ed indefettibilmente l’obbligo d’affermare pubblicamente che le donne sono come gli uomini in ogni minimo aspetto.
                  Tassativo.
                  Tale protocollo può essere rotto solo per il verso contrario: quando cioè sia necessario affermare che le donne sono “diverse” e “più” degli uomini.
                  In quei casi, la protesta non è ammessa.
                  Non affannarti quindi ad affastellare inconsistenti difese d’ufficio, poiché il piano di discussione è morale…non fattuale.
                  La realtà da tempo, è solo l’interpretazione di ciò che è stato stabilito.
                  Conformismo.

                2. “Il calcio femminile non c’entra nulla con il calcio maschile.
                  Sono due sport differenti.”
                  Nella pallavolo è la stessa cosa (non a caso la rete femminile è 20 cm più bassa di quella maschile).
                  Non è solo questione di potenza fisica, è proprio il gioco diverso, un esempio a caso: la mezza-dietro, utilizzatissima in campo femminile, non viene usata in quello maschile perchè poco efficace.

              2. Per me non sono competenti, per te sono ultra competenti, sono due visioni diverse, ci può stare benissimo, non c’è nulla di imbarazzante, stai tranquillo.

                1. io continuo a pensare che una donna che ha giocato a calcio e allena squadre di calcio abbia le competenze e le capacità cerebrali per parlare di calcio e anche di tattica con cognizione. Sarò strano io..

  2. Collovati avrebbe dovuto dire che gli uomini che cianciano di calcio sono gravemente vittime dell’ effetto Dunning-Kruger (cosa peraltro spesso vera), mentre le donne…
    …sono PIÚ attente, PIÚ prudenti, PIÚ sensibili, PIÚ precise, PIÚ competenti, PIÚ PIÚ PIÚ!
    Allora sarebbe stato accolto da sorrisi larghi fino alle orecchie e sommerso dagli applausi, come sempre è accaduto in analoghe situazioni.
    Bocciato. Voto:2 (in quale materia lo lascio immaginare).
    Che sia ricoperto di pece e piume e poi sùbito esiliato!

  3. Angela Finocchiaro stava facendo un discutibile sketch comico
    Collovati parlava seriamente e seriamente ha detto una emerita fesseria, non ha avuto nemmeno l’astuzia di dire “la maggior parte delle donne non capisce di calcio ma ci sono alcune donne molto appassionate ed esperte” (e ci sono davvero), no lui ha fatto un discorso rozzo e generico sulle donne tutte e ha anche aggiunto che le calciatrici “qualcosa capiscono ma non al 100%”, cioè per lui persino Carolina Morace non è una collega sua pari, ma è una ignorante di calcio. Sospenderlo per due settimane è il minimo, io lo avrei licenziato. Carolina Morace e Patrizia Panico (per fare due nomi ma ce ne sono altre) sono ex caciatrici e allenatrici e come competenza calcistica valgono tannto quanto Collovati

    1. Collovati stava esponendo un “discutibile parere personale”.
      E tra l’affermare…”gli uomini sono tutti pezzi di merda” e “le donne non capiscono di tattica di gioco” c’è la stessa differenza che passa tra sganciare una bomba all’idrogeno e una schioppettata.
      Inoltre l’uscita di Collovati era estemporanea e incontrollabile, mentre quella della Finocchiaro era all’interno di un programma (si spera) superviosionato dalla produzione RAI.
      Solo un patetico invasato come te può non comprenderlo.
      Ergo: nessun provvedimento per Finocchiaro…nessun provvedimento per Collovati.
      Oppure provvedimento per entrambi.
      Se ti sforzi ci arrivi.
      Se ritrovi un barlume di ragione nella tua testa formattata non puoi che convenire.

      Per stare in tema.

      1. il video che hai postato è un montaggio di diversi spezzoni televisivi avulsi dal contesto, messi insieme per dimostrare una tesi precostituita. Lorella Zanardo ha fatto la stessa cosa, ma in forma più raffinata, nel suo documentario “il corpo delle donne”, per dimostrare la tesi oposta a quella di questo video

        1. Avulso dal “contesto”…sarebbe che non aderisce a quello che ha definito una volta per tutte la Zanardo…: giusto?
          Il “contesto” a cui è necessario (obbligatorio?) far riferimento è quello…esatto?
          Ecco vedi, questo è quello che possiamo senza ombra di smentita definire…impianto dialettico femminista.
          Il quale prevede che per ogni argomento esistano sempre due tesi: quella femminista e quella sbagliata.

          Affermare che il lavoro della Zanardo, una militante femminista ben profilata ideologicamente, non sia…”preconcetta”…fa tenerezza.
          Tu sai qual’è il significato etimologico della parola “preconcetto” vero?
          Il femminismo è per sua stessa natura “preconcezione”.
          E’ da sempre la sua grande forza.
          Cosa c’è di più preconcetto del doppio standard, di cui stiamo dissertando qui…ad esempio?
          .
          ** sulla raffinatezza della documentaristica, sui suoi scopi…ti invito a studiare gli apparati di propaganda dei regimi totalitari del secolo scorso.
          Una raffinatezza mai più raggiunta nemmeno casualmente.
          Femminismo a parte…

          1. guarda, che io non ho mai detto di condovidere la tesi della Zanardo, ho detto che la Zanardo e chi ha fatto il video ha usto lo stesso metodo per dimostrare una tesi precostituita. La Zanardo convinta che la tv italiana sia tutta o al 90% misogina e maschilista ha selezionato solo e soltanto gli spezzoni televisivi che confermano o sembrano confermare la sua tesi; chi ha montato il video da te postato ha fatto la stessa cosa della Zanardo per confermare la tesi opposta cioè che la televisione italiana è misabdrica e in mano alle femministe. Ma entrambe le teorie sono sbagliate, o per meglio dire: per provare queste teorie si seleziona solo ciò che supporta le nostre convinzioni e si ignora ciò che le mette in discussione, le ridimensiona o le sconfessa

            1. Lo vedi Ned che sei un cucù!
              Quel video s’intitola “male bashing TV” (vol. 3)…un fenomeno presente da tempo nei media e ben identificato, che non ha nessun bisogno d’essere dimostrato poiché è più che evidente e documentato.
              La questione centrale è che questo fenomeno non ha nessun corrispettivo al femminile, anzi le poche volte che qualcuno s’è sbagliato a solo blandamente avvicinarcisi (tipo la trasmissione della Perego) è scoppiata una cagnara d’inferno.
              Cosa minkia c’entrasse il lavoro della Zanardo si spiega solo con il tuo furbesco utilizzo del depistaggio e delle cortine fumogene.

              Non c’è quindi nessun “fuori contesto” perchè il “contesto” è proprio quello dei media.
              C’è solo la dimostrazione plastica che se quelle affermazioni, quelle manipolazioni sulle traduzioni, quei veri propri insulti (gli uomini sono tonti…sono animali) avvenissero a scapito del femminile scoppierebbe un putiferio (come il caso Collovati dimostra).
              Ed invece continuano imperterrite da anni senza che accada nulla di nulla.

              T’è chiaro ora…zuccone?

              Male Bashing TV – vol1
              https://www.dailymotion.com/video/x79grg









              https://you-ng.it/2016/08/13/e-se-dicessimo-che-le-donne-sono-nate-per-un-errore-genetico/

              http://razzismodemocratico.blogspot.com/2018/02/

              1. quando ho letto “AVULSO” sono scoppiato a ridere e ho smesso di leggere.

                Aoooo’ “sta avulso” Aridatece Verdone !
                Erano trent’anni che non sentivo “avulso ” ahahah

    2. Le donne sono tutte pezzi di merda, e particolarmente le madri, che sono tutte pessime.
      Lo dico tanto per fare un po’ di humor.
      ????

      1. I femministi sono tutti cuckold criptoricchioni impotenti.
        Lo dico tanto per ridere eh…nessuno di loro se la prenda a male.

        😉

    3. Ma di che parli?! A parte che il contesto era chiaramente scherzoso (la trasmissione è “Quelli che il calcio” mica “La Grande Storia”) e che erano tutti adulti e non bambine (come nello sketch “satirico” – non comico, dunque con un messaggio, cosa che agli ignoranti come te sempre sfugge – della tua padrona, a pelo lungo, Angela Finocchiaro) e che in tempo reale gli hanno dato tutti contro e che si parlava di una moglie e procuratrice, tale Wanda Nara, che oltre a parlare di cose tecniche che non capisce è anche riuscita a rovinare la carriera del marito e che Collovati ha giocato nell’Inter. Ma quante volte e in quante trasmissioni serie e non si sente dire che “gli uomini non capiscono” questo e quello mentre le donne… ah le donne… e tutti applaudono e nessuna e nessuno ci rimette la carriera? Se non ti accorgi di queste cose è perché sei un fasullo ipocrita femministo di cacca. Tu poi lo vuoi pure licenziare da bravo fasciofemminista quale sei e figurati non è che ci aspettassimo altro da un pezzente come te.

      1. Ma infatti: proibire, sospendere, multare, licenziare, criminalizzare…questa è lo stile femminista. Uguale a quello delle destre autoritarie, cambiano solo i bersagli. Ovvio che se uno fosse costretto a scegliere tra loro e quelli, considererebbe se è più facile essere bersaglio loro o della destra autoritaria, e quindi qualsiasi uomo italiano con un minimo di buonsenso si schiererebbe con la destra autoritaria piuttosto che con le femministe…

      2. Collovati non ha parlato solo di Wanda Nara (ma poi se al marito sta bene che la moglie curi i suoi interessi ma che vi frega a voi?), ma ha detto che le calciatrici “qualcpsa caposcono ma non al 100%”, ha insultato sue validissime colleghe come Carolina Morace e Patrizia Panico dicendo praticamente che sì qualcosa capiscono ma mai quanto un uomo. Perchè una ex calciatrice non può capire la tattica calcistica quanto un ex calciatore? Mistero.
        Poi a me del calcio non me ne frega nulla ma davero mi sfugge perchè Carolina Morace dovrebbe saperne meno di questo signore

        1. Ned che svicola… Gioia, il problema non è la frase di Collovati, che è oggettivamente infelice, accettabile solo in una camerata maschile in un momento di goliardia.
          Il problema è il servizio pubblico televisivo che NON sanziona Dandini e Finocchiaro (non dire che era satira o ti banno), che manda in onda Presa Diretta (un cumulo di mistificazioni) e che sospende Collovati.
          Un doppio standard grande così.
          Finiscila coi diversivi, sei noioso.

        2. Ma è ovvio: perché le calciatrici, oltre che tutte pezzi di merda in quanto donne, sono tutte lesbiche che si interessano al calcio solo per rimorchiare altre donne!
          Ti piace il mio umorismo o lo trovi discutibile?

          1. se la tv pubblica ti permettesse di fare uno sketch comico sulle “calciatrici lesbiche” lo troverei non divertente e discutibile e lo criticherei ma non invocherei censure per uno sketch comico

            1. Anche Quelli che il calcio è una trasmissione comica, infatti è condotto da due comici e gli ospiti stanno al gioco con battute e scherzi, a volte riusciti a volte no. Tornando allo sketch satirico, buono a sapersi che se in una trasmissione comica io dicessi “gli ebrei sono pezzi di merda”, rispondendo a un bambino che chiede “anche i miei genitori?” “soprattutto i tuoi genitori”, questo sarebbe giusto uno sketch di cattivo gusto. E cosa vuoi che sia.

              1. Collovati non è un attore, non è un comico e stava parlando seriamente e ha detto una sciocchezza. Se la stessa cosa l’avesse detta Crozza nei panni di Vittorio Feltri o l’avessero detta Luca & Paolo all’interno di uno sketch in cui chiaramente recitavano una parte sarebbe diverso

                1. Ah ok, quindi per fare battute bisogna essere iscritti all’albo? Dovremo ottenere il permesso di qualcuno (o qualcuna) per poter fare battute in pubblico? Io vedo due trasmissioni entrambe dichiaratamente comiche, in una si fa una battuta infelice e in un’altra una pesantemente, schifosamente e ignominiosamente sessista ma siccome la seconda è fatta da una che recita nei film allora può passare, l’autore della prima no, alla gogna e in punizione. E, per inciso, anche Dandini & Finocchiaro volevano fare un discorso serio all’interno di una trasmissione comica parlando del DDL Pillon. In pratica, secondo te se uno se ne esce in tv dicendo “gli ebrei sono tutti pezzi di merda” ma è un attore professionista la passa liscia, ha fatto una battuta che non condividiamo ma fa l’attore e quindi gli si dice “cattivello!” e morta lì.

                  1. Collovati non stava facendo una battuta, non stava recitando la parte di un maschista, stava dicendo ciò che pensava tanto è vero che la moglie lo ha difeso dicendo che la pensa come lui! Davvero non capisci la differenza tra un attore che recita un personaggio e un tizio che dice semplicemente quel che pensa? quel che pensa Collovati (e la di lui consorte) è una sciocchezza. Si può dire?

                    Se l’attore professionista insulta gli ebrei mentre sta recitando la parte di un nazista o di uno skinhead mi spieghi dov’è il problema? Sta recitando! Se tu senza finzione vai in tv e dici che secondo te gli ebrei controllano il mondo e andrebbero fermati ti cacciano giustamente a pedate.

                    lo sketch della Finocchiaro l’ho visto per intero, è satira di costume e non parla di Pillon ma parla delle donne sessantenni che sarebbero “invisibili” perchè non più avvenenti che per me è una fesseria come spiego in un commento più sotto. Se il bersaglio satirico dello sketch fosse stato il ddl Pillon lo avrebbero esplicitato, il bersaglio satirico esplicito (ogni pezzo satirico deve avere un bersaglio) è il mondo maschile in generale che ignorerebbe le donne una volta che invecchiano, per questo gli uomini, padri inclusi, sarebbero “pezzi di merda”. Ripeto: è uno sketch stupido, idiota, vittimista, puerile, lo considero un pezzo satirico non riuscito ma Pillon non centra, o meglio non è lui il bersaglio principale altrimenti lo avrebbero citato esplicitamente

                    1. Sei persino più scemo di quanto pensassi. Ma che c’entra un attore che recita la parte di un nazista? Mica penso che Ralph Fiennes sia nazista anche se ha recitato la parte di un nazista in Schindler’s list! Invece se in una “satira di costume” me la prendo con la taccagneria degli ebrei (vecchio stereotipo) e me ne esco con la battuta che sono pezzi di merda basta un QI pari a 0,2 per capire che è molto diverso.
                      Collovati partecipava a una trasmissione comica dove si cazzeggia su un argomento futile (il calcio) come al bar sport e le discussioni sono di conseguenza. Il che non significa che non abbia detto una sciocchezza, è inutile che fai finta di non capire (ma ormai comincio a pensare che tu non faccia per niente finta, non ci arrivi proprio), il problema è battuta infelice sulle donne -> punizione e gogna, battuta ORRENDA sugli uomini -> applausi e risate. Se si punisce Collovati si DOVEVA punire la Finocchiaro, se ci si limita a dire che la Finocchiaro ha “solo” fatto una battuta non riuscita, lo stesso doveva farsi con Collovati.
                      Questo tuo arrampicarti sugli specchi per cercare il dettaglio, il comma, il formalismo minimale per giustificare tutto ciò (la censura a Collovati e gli applausi alla Finocchiaro) mi ricorda quelli che cercavano la minuzia per giustificare la cacciata di Enzo Biagi.

                    2. “me la prendo con la taccagneria degli ebrei (vecchio stereotipo) e me ne esco con la battuta che sono pezzi di merda”

                      bè sai, qui dipende anche dal fatto di essere ebrei o no. Sarah Silverman ironizza cotinuamente sugli stereotipi sugli ebrei, può farlo perchè è ebrea.

                      comunque sia gli ebrei hanno subito un tentativo di sterminio meno di un secolo fa, quindi qiuesto da’ un sapore molto diverso a una battuta su di loro sopratutto se fatta da un non ebreo.
                      Gli afro-americani tra loro possono dire “nigga”, “nigger” ma se glielo dice un bianco si incavolano giustamente, per il semplice fatto che i neri erano schiavi dei bianchi, erano discriminati dai bianchi e non viceversa.

                      per l’ennesima volta: Collovati non ha fatto una battta infelice, non ha fatto nessuna battuta, ha espresso un suo pensiero condiviso peraltro da sua moglie. Un pensiero sbagliato sopratutto quando ha detto che “una calciatrice qualcosa capisce ma non al 100%” insultando così validissime ex calciatrici ora allenatrici. E non è una battuta all’interno di uno sketch comico magari non riuscito, è il suo pensiero

                  2. Collovati non ha fatto nessuna battuta, ha espresso un suo pensiero (idiota) peraltro condiviso dalla di lui consorte. Davvero non vedi la differenza?

                    Davvero non vedi la differenza tra un attore che recita la parte di un nazista e un tizio che va in tv a insultare gli ebrei?

                    Lo sketch di Finocchiaro (di cui ho parlato in uncommento sotto) non centra col ddl Pillon, il beraglio satirico era il mondo maschile che secondo Finocchiaro “ignora” le donne non più giovani e belle. Un bersaglio sbagliato come ho spiegato in un commento sotto in risposta a Davide Stasi

            2. Dato che questa cosa sta diventando stucchevole, e dato che sei un esperto di cinema, quindi certe cose dovresti saperle, avrei bisogno che mi spiegassi, riguardando tutto lo sketch della Finocchiaro, dove stia il meccanismo comico-satirico nel definire alla fine tutti gli uomini “pezzi di merda” e soprattutto i padri. Davvero, fammi una disamina critica, convincimi che non è stato tutto costruito per arrivare a quell’inserto ideologico (non satirico) di natura anti-Pillon. Tieni conto però, nella tua disamina, anche del dopo-sketch, quando Finocchiaro è entrata in studio, Dandini ha ritenuto (excusatio non paetita accusatio manifesta) di specificare che i bamnbini non erano davvero presenti, aggiungendo poi “peccato”.
              Dimostrami argomenti alla mano che quella era vera satira, vera comicità, e allora ti permetterò di dire che quella era solo una battuta e dunque accettabile. Altrimenti no, non dirlo più, nemmeno in allusione.

              1. “vera comicità”? Io ho detto più volte che ritengo quello sketch discutibile, non mi ha fatto ridere non solo l’ultima parte ma tutto l’impianto che si basa sull’idea che le donne, compiuti i sessant’anni diventino “invisibili” agli occhi maschili e possano, grazie all’invisibilità (che nello sketch da metaforica diventa reale e qui sta il comico) riprendersi la loro rivincita su quegli uomini che le ignorano (anche definendoli “pezzi di merda”). Trovo questo sketchvittimista, puerile, idiota, Fimocchiaro ha fatto di meglio. Ma francamente il fatto che uno sketch comico-satirico sia non divertente ma puerile dimostra che quella comicità e quella satira è pessima. quello resta uno sketch comico-satirico, un brutto sketch comico-satirico. Quanto all’ideologia, certo che c’è, ma ti dirò una cosa: tutta la comicità satirica è ideologica anzi politica; la satira si differenzia dai comici “puri” come Stanlio e Ollio proprio per questo, la satira usa il registro comico per esprimere un giudizio morale,un giudizio politico sulla società, si determinate persone, sul costume (ed è questo il caso di Finocchiaro). Quando Crozza dipinge Feltri come un vecchio rimbambito che dice tranquillamente le cose più rivoltanti, razziste e sessiste esprime un giudizio politico e ideologico attraverso la comicità, quando dipinge Renzi come un para-berlusconiano venditore di fumo, senza idee esprime un giudizio politico e ideologico usando il registro comico. Chi condivide il giudizio di Crozza si divertirà, chi non lo condivide si irriterà. Tutta la satira è così dai tempi di Aristofane
                Fiocchiaro voleva bersagliare gli uomini, secondo lei colpevoli in maggioranza di valutare le donne solo in base ad avvenenza e giovinezza e quindi dimenticarsele quando perdono bellezza e giovinezza. Secondo me lo ha fatto male e sopratutto ha sbagliato proprio alla base perchè giovinezza e bellezza sono importanti tanto per un uomo quanto per una donna e non c’è nulla di male (poi Fimocchiaro stessa nello sketch approfitta dell’invisibilità per andare a vedere dei bei giovanotti nudi mica i suoi coetanei sessantenni). Ma ripeto. dire che quello è uno sketch comico-satirico non riuscito non vuol dire negare che è uno sketch comico-satirico

                1. Qiuindi bersagliare satiricamente in modo sprezzante una singola persona (Renzi. Berlusconi, Feltri…) o un intero genere (i maschi)…un’etnia (i rom)…un popolo (gli ebrei)…una categoria sessuale (i gay) una condizione umana (i disabili) si possono considerare equivalenti?
                  .
                  Dunque utilizzare una categorizzazione facendoci sopra satira in termini spregiativi e stereotipati può considerarsi lecito.
                  Tutto ciò può risultare ammissibile.
                  Ho capito bene?
                  .
                  Una domanda: come mai di tutte le tipologie sopra riportate solo su quella maschile si è arrivati a quel livello di volgarità ed aggressività?
                  Come mai per le altre nessuno (e dico nessuno) s’azzarda nemmeno ad avvicinarcisi?
                  E se mai lo facesse…verrebbe triturato?
                  Perché?

                  1. Per una ragione semplicissima: i disabili, gli ebrei, i rom, i gay hanno subito persecuzioni e tentativi di sterminio fisico per il solo fatto di essere tali e in certe zone del mondo li subiscono ancora.
                    Checchè se ne dica, gli uomini eterosessuali bianchi non hanno mai subito niente del genere, non per il solo fatto di essere maschi bianchi eterosessuali. E se a “maschio bianco eterosessuale” aggiungi anche “ricco” ecco che avrai la categoria di esseri umani che ancora oggi detiene potere e privilegio. E la satira di solito attacca il potere. La satira contro i rom esiste e secondo Daniele Luttazzi (che sarà un copione ma di satira se ne intende) si chiama “sfottò fascistoide” in quanto dileggia persone storicamente vittime di ingiustizie anzichè i loro carnefici.

                    1. Gli esseri umani non si insultano, attaccano, discriminano, dileggiano per i geni che portano, senza se e senza ma. Punto. Il fatto che nei secoli passati i miei antenati avessero compiuto o subito prevaricazioni né mi dà il diritto di insultare né mi toglie quello di essere difeso. Gli austriaci nell’Ottocento impiccavano gli italiani: e allora? Posso dire che sono pezzi di merda? Questo cercare nella storia (peraltro ipersemplificata) la giustificazione di nuove discriminazioni è il grimaldello con cui se ne possono far passare sempre più e si abitua la gente che tutto sommato è lecito diffamare e insultare categorie di esseri umani, d’altra parte, di ogni persona si può trovare una categoria a cui appartiene e che in passato ha combinato – o subito – qualche malefatta. Ed è un tipico modo di pensare fascista, quale tu in effetti sei.

                    2. X DanieleV

                      quindi la Shoah è uguale alla repressione dell’irredentismo italiano da parte dell’impero austro-ungarico? Hitler come Francesco Giuseppe…mah!

                    3. A me invece risulta che oggi i maschi siano legalmente discriminati rispetto alle femmine, sia quelli eterosessuali che quelli non eterosessuali, sia quelli bianchi che neri.
                      Si va dagli incentivi all’assunzione (anche quelli nuovi legati al reddito di cittadinanza) alle tasse universitarie scontate per le femmine elle facoltà scientifiche ma NON per i maschi in quelle umanistiche.

                      Le donne bianche eterosessuali attualmente viventi e nate in Italia che discriminazioni legali hanno subito?
                      Se non hanno subito discriminazioni legali non hanno diritto a compensazioni, lo sai?

                      Comunque è evidente che non si uscirà mai dalla tua ottica (purtroppo supportata dalla legge) sinché una fetta notevole degli uomini non decideranno di stare subendo discriminazioni e non si ribelleranno. Secondo me avverrà con la prossima generazione, probabilmente i nati dopo il 2010 ci arriveranno quando arriveranno sulla ventina – quindi entro il 2035 c’è da aspettarsi il botto, probabilmente prima, magari anche tra solo 10 anni.

                    4. Ned/Paol* vengono i brividi a leggerti.
                      Perché è la stessa logica che usarono i nazisti contro gli ebrei.
                      Puniti per il loro “potere” e la loro “posizione privilegiata” conquistata con l’usurpazione.
                      Tutti degni del loro odio e disprezzo.
                      Anche gli ebrei pezzenti e nulla tenenti.
                      Tanto per non sbagliarsi.
                      Tutti nei forni.
                      In quanto ebrei.

                    5. X pier luigi

                      Adesso sono anche nazista e fascista. La reductio ad hitlerum prima o poi doveva arrivare.
                      Quindi per te pier luigi, i maschi eterosessuali bianchi oggi sono nella stessa posizione degli ebrei europei negli anni ’30 e ’40? Tu credi davvero che presto arriverà al potere una qualche seguace pazza di Valerie Solanas e sterminerà i maschi? Lo credi davvero? E che segnali vedi che preannuncino un tale scenario?

                      Perchè quello che io vedo è Trump a capo degli Stati Uniti, Putin al potere in Russia, Salvini superstar da noi, in Spagna i vostri beniamini di Vox potrebbero presto andare al governo, i pupulismi di destra sono in rimonta un po’ ovunque. Persino in Sudamerica uno dei Paesi più importanti di quell’area è in mano a un signore di nome Bolsonaro che non mi sembra un femminista militante.
                      Dove sono tutte queste femministe scatenate pronte a prendere il potere e a tagliarci il pisello? Io non le vedo.
                      Io vedo che gente con idee non identiche ma comunque simili alle vostre, gente più o meno ostile a ogni di femminismo (e a ogni cosa odori di progressismo) è al potere un po’ ovunque o potrebbe andarci presto.
                      Insomma i vostri eroi oggi comandano, hanno scalzato le famose “elitès” liberali sia di destra che di sinistra, hanno mandato all’opposizione gli odiati “radical chic”. Voi dovreste essere felici, e invece non lo siete. Come mai?

                    6. Non fare il furbo con me Ned.
                      La critica è sul tuo approccio alla questione in oggetto.
                      Individuare in “categorie umane” delle colpevoli caratteristiche omogenee perduranti nel tempo come fai (come fa il femminismo) è esattamente quello che fecero i nazisti con gli ebrei.
                      Nulla rileva che ora non vi siano le condizioni per addivenire a quel risultato.
                      Se si accetta quel principio, quell’ordine di idee, o presto o tardi…o in quelle stesse modalità o in altre…l’approdo sarà quello, e nefasto il tragitto che a quel risultato conduce.
                      Perché i vettori non potranno che essere il rancore il disprezzo e l’odio.
                      Fenomenologia già da tempo in atto d’altronde.
                      E tu lo sai bene perché applichi questo stesso rifiuto in altre tematiche, confermando la tua doppiezza.
                      I tuoi patetici “ballon d’essai” poi…i tuoi isterismi geopolitici sconclusionati, i tuoi schematismi da ripetente delle scuole medie, usali in altri lidi.
                      Qui dentro ci sono uomini con orientamenti politici diversi e confliggenti, ma uniti nel contrasto al pensiero femminista.
                      Per il fatto che ché siete un pensiero pericoloso.
                      E dannoso…

                2. Temo di non essermi spiegato. Non volevo l’esegesi dello sketch, il suo messaggio è chiaro: sopra una certa età gli uomini non guardano più le donne. Ok. Come viene sviluppato il tema in termini satirici? La donna invisibile. Ottimo, idea carina. Da invisibile va a guardare i maschioni: greve, ma fa ridere oggettivamente. E’ una vendetta buffa, il meccanismo è: voi non guardate più me? Ora che sono invisibile io guardo voi, tiè! Lascia stare i significati miserrimi che sottende, di per sé il meccanismo comico c’è, c’è anche del risentimento, della cattiveria, ma stanno là dove deve stare, sullo sfondo, lontani. In primo piano c’è la gag, altrimenti non è più uno sketch ma una rivendicazione.
                  Il resto va via con lo stesso meccanismo buffo-vendicativo. Che però salta quando si passa all’insulto (e fino a quel momento se non ricordo male non c’era stato nulla del genere…). Non basta che Finocchiaro faccia le faccette: si ricrea in quella fase un momento delicato, una donna (sempre invisibile) che parla a dei bambini, come se dal nulla suggerisse dei concetti. L’aria a quel punto è più da morale della favola che non da satira, proprio per la presenza dei bambini. Di botto, in quel contesto, parte un insulto nemmeno tanto leggero e nemmeno tanto specifico: gli uomini sono pezzi di merda. Imparate, bambini. Siamo fuori dallo sketch, siamo nel didascalico-simpatico (solo causa faccette). Scivoliamo ben oltre il satirico quando la cosa viene diretta al papà della bimba che chiede. Addirittura lì c’è la speranza di ravvedimento: lo chiede una bimba, vuoi che anche il suo papà sia un pezzo di merda? Invece, ingiustificata, fuori da tutta l’economia dello sketch, c’è l’acida crudeltà che dallo sfondo arriva davanti a tutto: “soprattutto tuo papà”. Perché? Dov’è il meccanismo che suscita il sorriso o la risata? La parolaccia? No. Sai bene che il turpiloquio scatena la risata solo in contesti ben precisi (film di Vanzina, Vitali eccetera…). Lì l’insulto è sparato “a freddo”, infatti non fa sorridere ma lascia esterrefatti, anche se si nasconde dietro al dito delle faccette di Finocchiaro, del fatto che è uno sketch comico di una trasmissione satirica. Non c’è nulla di comico lì, nessun meccanismo o trovata o gag, è solo politica mescolata a livore femminista. Vero che la satira castigat ridendo mores, e in quanto tale prende un posizionamento, ma è anche una copertura per chi vuol far passare altri messaggi. Chi la sa fare bene, li sa nascondere bene (il “Craxi dove cazzo va?” del giudizio universale di Benigni…). Nel caso di Finocchiaro è tutto molto esplicito. Perché, come sempre accade alle donne che hanno potere (Finocchiaro e Dandini lo hanno nel momento in cui possono parlare a milioni di persone), la voglia di strafare e affermare una superiorità con eccesso di toni, stante un inspiegabile senso di inferiorità, ha la meglio.
                  Esempi di finali adeguati e non livorosi:

                  1) Buffo e furbetto
                  – …e ricordate, bambini, dopo una certa età anche voi diventerete invisibili e gli uomini non vi vedranno più;
                  – Nemmeno il mio papà? (a quel punto appare un bel quarantenne che miracolosamente vede la donna invisibile e le bacia la mano. Sguardo stupito e compiaciuto di Finocchiaro)
                  – mmmmno… il tuo papà no! (occhiolino alla telecamera, dissolvenza in nero).

                  2) Materno e positivo
                  – …e ricordate, bambini, dopo una certa età anche voi diventerete invisibili e nessuno vi vedrà più;
                  – Ma noi ti vediamo! (i bambini le si fanno attorno e la abbracciano, lei è felice, dissolvenza in nero)

                  3) Tragico fantozziano
                  – …e ricordate, bambini, dopo una certa età anche voi diventerete invisibili e nessuno vi vedrà più;
                  – ma con chi stai parlando? (bambino 1)
                  – boh, con nessuno! (bambina 2)
                  Segue faccia “smontata” e buffo-disperata di Finocchiaro. Dissolvenza in nero.

                  1. non hai tutti i torti. ho detto infatti che è un pessimo sketch e per me lo è dall’inizio, lo è anche nella parte finale che non ha nulla di divertente

            3. Non ho bisogno che me lo permetta la TV pubblica, battute ne faccio quante ne voglio, da quando è passata la cosa della Finocchiaro ho iniziato a farle anche sulle donne, prima non le avevo mai fatte e sai perché? Non mi era neppure mai venuto in mente di farle – un po’ di sano sessismo compensativo è una cosa mi sono dovuto imporre, non mi viene naturale. Ma è ovvio che ci vuole in un paese dove si fanno “attute” come quelle di Finoccchiaro e Dandini.

  4. Viviamo in un’epoca e in una parte di mondo in cui è ormai proibito chiamare le cose con il loro nome, ogni volta che ci sono di mezzo le donne, per cui non c’è da stupirsi di quanto accaduto.
    E negli anni a venire sarà sempre peggio.

    Ve ne racconto una che mi riguarda personalmente.
    Da ragazzo ero un grande appassionato di Formula 1 (oltre che di pugilato; disciplina che praticai anche per un certo periodo) e già nei primi anni Novanta ero solito scrivere delle lettere a settimanali specializzati come Rombo.

    Bene, per farla breve, nel 1995 ci fu una discussione sulle donne pilota, ed io ebbi l’ardire di contestare le opinioni di alcuni lettori, nonché quelle della redazione.
    Semplicemente feci notare che nell’università delle quattro ruote – cioè la Formula 1 – le donne non emergevano in primis per limiti fisici e in secundis per mancanza di passione; e non per presunte “discriminazioni maschiliste”.

    (Del resto non è certamente una novità il fatto che alle donne di motori, telai, velocità in curva, G laterali e quant’altro, frega meno di zero – eccezioni più rare dei panda a parte).

    L’avessi mai fatto…
    Mentre in precedenza mi passavano tutte le lettere, da quel giorno iniziarono a censurarmi.
    Me ne passarono solo una dopo qualche mese; ma solo per “ironizzare” nei miei confronti.
    Ripeto: sto parlando di 24 anni fa e di una redazione che all’epoca era composta esclusivamente da uomini.

    1. Quì qualcuno può contrastare quello che hai scritto?
      I fatti ti hanno dato ragione.
      Posso solo osservare che, 24 anni fà, i cretini erano ansiosi di spedire mogli, figlie, sorelle, fidanzate a fare “facili carriere” in “mansioni tradizionalmente maschili”, perchè pensavano che così facendo si sarebbero riempiti le tasche di soldi.
      I cretini si illudevano che avrebbero dato un nuovo notevole impulso al meccanismo della crescita economica.
      I cretini erano gonfi della loro “visione superiore delle cose”.
      Un comportamento disumano e vergognosamente irresponsabile, le cui conseguenze sono ora evidentissime : hanno creato una generazione di donne che non solo non ha raggiunto gli obiettivi che si erano stabiliti, ma che si è dimostrata più fragile delle generazioni precedenti.
      .
      Tuttavia non condivido il tuo pessimismo riguardo al futuro : i cretini non riusciranno ad imporre alcun conformismo sessuale.
      Perchè negli anni a venire questa generazione di donne sterili sarà spazzata via dalla Terra come le goccie di pioggia da un parabrezza.
      Morte loro, morte le loro “idee” e la loro “cultura”.
      Sopravviveranno solo le collettività e le culture che saranno in grado di valorizzare bene e umanamente le loro donne senza schiacciarle contro l’uomo, in un tentativo allucinato di omologazione sessuale fine a se stesso.

      1. le società più ricche (Nordamerica ed Europa occidentale) sono quelle dove le donne possono fare le manager e guidare aziende, in Afghanistan dove non possono farlo si fa la fame

        1. Le stesse società erano le più ricche del mondo, con un margine assai maggiore rispetto a quello di oggi, quando le donne erano principalmente addette ai fornelli e ai bambini di casa: anni: 1899, 1799….e dagli anni ’70 del XX secolo (conquiste femminili) hanno iniziato a perdere sempre più preminenza, e pure ricchezza…quindi?

          1. la tua conclusione è che per tornare al top dobbiamo rimandare le donne ai fornelli? Non è giusto e non è neanche possibile (per fortuna)…a meno che non avvenga una catastrofe apocalittica stile il racconto dell’ancella. Non è questo che vuoi, spero

            1. Io non ho tratto conclusioni, solo evidenziato fatti.
              Le donne in genere non sono brave ai fornelli, prova ne è che praticamente tutti i grandi chef sono uomini malgrado sia sempre stata principalmente un’occupazione femminile. Qui non sto scherzando.

        2. Gli USA hanno perso la guerra contro gente vestita di stracci in Afghanistan.
          Il loro esercito di donne manager che non fanno la fame, si e’ dimostrato impotente.

          In nord america e in europa occidentale persino l’elastico delle mutande delle tue donne manager che non fanno la fane e’ made in China.

          ned il cretino

          1. I russi persero contro la stessa gente vestita di stracci (e armata di missili Stinger) negli anni ’80 e non è che l’URSS avesse più donne manager degli USA a quel tempo.
            Nel neanche gli inglesi erano riusciti a sottomettere quelle zone; e parliamo del diciannovesimo secolo, il femminismo non centra nulla

            E gli USA avevano già perso contro altra gente vestita di stracci in Vietnam e allora c’erano molte meno donne manager di oggi. Caro xyz, la realtà è che non centra nulla il femminismo, il punto è che i vietcong conoscevano il territorio e la popolazione mentre gli americani no. Tutto qua. E in Afghanistan è successo qualcosa di molto simile.

            e quanto alla Cina,è tra i paesi con più donne manager al mondo
            https://www.pmi.it/professioni/lavoro-e-carriera/192546/le-donne-manager-conquistano-la-cina.html

            1. io credo che ned sia Davide Stasi.
              Infatti, se non esistesse, il blog Stalker Sarai Tu avrebbe un decimo degli interventi che si ritrova.
              Non riuscirei a spiegarmelo altrimenti : perchè esiste?
              E perchè dovremmo darci così tanto da fare per spiegare le nostre ragioni a un bipede che dimostra meno spirito critico di un decenne?
              Meno lungimiranza di un animale, nel valutare le conseguenze delle proprie “pensate”?
              Io non ho mai incontrato, nemmeno nei blog femministi come La Ventisettesima Ora, gente così ottusa.
              Comunque, supponiamo (è un ipotesi) che ned effettivamente esista … deve trattarsi sicuramente di una di quei cittadini di sesso femmina che amano tantissimo saltare di palmo in frasca … avete presente quando litigate con una e vi viene voglia di mollarle uno schiaffo perchè, pur di dimostrare le sue “ragioni”, non stà mai in argomento?
              Quindi la prima deduzione positiva è che ned (se esiste) è sicuramente femmina e sicuramente tanto stupida da non essere nemmeno in grado di imparare dai propri errori.
              Un ultima cosa.
              La devo sinceramente ringraziare : non stò scherzando.
              Mi ha fatto capire che se il femminismo ha bisogno di gente come lei per poter creare il “nuovo occidente” … vuol dire che è conciato malissimo.
              Infatti se io fossi una donna (anche femminista, ma tuttavia intelligente) non gli permetterei mai di difendere i miei interessi : gli farei capire che sono capacissima di difendermi da sola.
              Se le donne moderne hanno bisogno di gente come ned vuol dire che non sono capaci di difendersi da sole, e quindi sono delle inette.
              Questo ci riporta alla questione sollevata da Collovati : quanto valgono i cittadini di sesso femmina?
              Molto poco, se hanno bisogno di gente come ned per fare carriera.

              1. sono un uomo, non sono Stasi. Non me ne frega nulla di difendere le donne, me ne frega e molto di difendere le mie idee

                1. Ned, ci andrei piano a dirti contro le idee di quelli che hai citato: avete molto in comune, tu sei quello che dice che i lavoratori che vengono sfruttati a raccogliere pomodori e arance non esistono, dici che non esiste la tratta per il lavoro domestico né per la manovalanza.
                  Inoltre su tre punti (DDL 735, sex work, GPA) sei sempre a difendere le idee di Mario Adinolfi, che su quei punti la pensa esattmente come te (proprio uguale: ad esempio sul sex work vuole multe ma non criminalizzazione).
                  I politici a cui dici di ispirarti sono ferocemente contro l’articolo 18.

                  1. certo che esiste il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori dei campi. Ma se un uomo si rifiuta di raccogliere i pomodori non lo violentano, lo cacciano via e prendono un altro, se invece una vittima di tratta rifiuta di prostituirsi.. Per non parlare poi dei “padroncini” che sfruttano anche sessualmente le lavoratrici agricole http://www.settenove.it/articoli/oro-rosso/344

                    1. Tu hai detto che la tratta di manovalanza non esiste, quando invece è l’81% di tutta la tratta, quella di sex workers è solo il 19%.
                      E le DONNE che raccolgono pomodori spesso vengono anche violentate.

                      Sai dove devi andare, e non dimenticarti di tirare le sciacquone.

                2. Tu non hai idee.
                  Tu hai fatto tue idee elaborate da altri (da altre).
                  Condite da magheggi dialettici da egocentrico patologico.

                  E questo è tutto…

              2. Ma dai…!!!
                Se Ned fosse Davide sarebbe un colpo di genio (di Davide).
                Invece, purtroppo, è una scemenza, il mondo è pieno di maschi come Ned.
                Non staremmo in questa situazione, d’altronde.

                Poi per suo tramite (di Ned) si capiscono molte cose degli orrori della Storia.
                Per esempio Ned aspetta un olocausto per muovere il culo.

                La propaganda contro gli ebrei veniva facile e nessuno osò protestare.
                Il popolo eletto, gli unici a poter praticare l’usura (fare soldi con i soldi).
                I banchieri cattolici lo facevano lo stesso, ma dovevano “pentirsi”.
                Così nacque il nostro Rinascimento, le opere erano il risarcimento.

                Mi ha fatto molto ridire la “reductio ad Hitlerum” di cui si lamenta Ned.
                Ha iniziato lui. Va bene solo quando lo fa lui. Tipico femministo.
                Fa troppo ridere.

                Meno male che Ned c’è e meno male che Davide è un liberale.
                Grazie a Ned il peggiore degli uomini capisce che il fondo non l’ha ancora toccato.

              3. Il maschietto strisciante e senza dignità, denominato Ned (Paolo), esiste, eccome se esiste.
                Infatti costui infesta il web già da diversi anni e in passato fu pure sbeffeggiato da alcune femministe.

                https://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/10/23/avviso-a-naviganti-malattia-linkabilmente-trasferibile/
                >>>>>>>>
                Ci siamo res* conto che Femminismo a sud ha una malattia linkabilmente trasferibile, per la quale non esiste prevenzione ma solo cura. Questa malattia si chiama paolo84.
                E’ un virus che aggredisce i blog a tematica femminista, con una media di venticinque commenti a post, inviati di seguito.

                Questa malattia, laddove non si intervenga, genera appiattimento su di se nelle discussioni, il blocco delle stesse, vertigini e nausea.

                La cura è il ban.

                Non approvate i suoi commenti, non rispondete ai suoi messaggi, non scrivete post che lo riguardano nel tentativo di curarlo con la medicina omeopatica (cioè attraverso altre parole). Noi ci abbiamo provato (qui e qui parlandogli indirettamente) ed è stato inutile.

                Attacca sistematicamente tutti i vostri link.

                Ripetiamo: l’unica soluzione reale è il ban.

                Posted in Satira.

                Tagged with troll, websociale.

                By Serbilla Serpente – Ottobre 23, 2012
                >>>>>>>>

                1. Non è esattamente un buon CV Ned in effetti. Sei riuscito a irritare un lettore che ha deciso di abbandonare. Mi spiace ma non mi dispero, resto un liberale. Credo che nessuno ti abbia mai concesso spazio quanto me. Usalo con parsimonia, saggezza e cervello perché queste robe che arrivano dal passato mi fanno pensare. Sei sicuramente maturato da allora. Non abbastanza da abbandonare il fanatismo femminista, ma quanto meno vedo che di tanto in tanto ragioni, ed è quando mi dici “non hai torto”. Sai cosa penso di te: sei un’eccellente intelligenza mal riposta e mal utilizzata, oltre che una persona di cultura. Cerca, ti prego, di stringere i tuoi interventi stando sul pezzo, senza usare il diversivo. Quando usi le tue risorse con correttezza, sei una risorsa. Quando non lo fai, viene voglia di usare la “cura” suggerita dalle fanatiche citate da Sandro D. Io non sono fanatico, voglio sempre mettere le mie convinzioni alla prova, e tu sei la persona giusta. Ma non eccedere. Togli il mirino da Eric Lauder e Augello, per lo meno con questo accanimento. Resta lucido e non ci sarà bisogno di cura. Fin tanto che ci aiuti a crescere intellettualmente, sei il benvenuto. Non portarmi allo sfinimento di “Serbilla Serpente”. Grazie.

      2. Ovviamente nessuno di noi conosce il futuro, ragion per cui chi vivrà vedrà.
        Ma per quanto riguarda il breve termine, pessimista ero, pessimista sono e pessimista rimarrò.

  5. ancora peggio della “satira” finocchiaresca, che è stata difesa al grido di “vabbè dai, stava scherzando”
    Questo è il paese in cui un direttore di giornale è stato costretto a dimettersi per aver scritto che le atlete della nazionale femminile di tiro con l’arco erano cicciottelle
    Saremo un paese libero solo il giorno in cui di una donna stronza si potrà dire che è stronza senza essere linciati per maschilismo.
    Oggi una donna può insultarmi perchè è politically correct dare addosso al “maskio oppressore”, io non posso nemmeno avere opinioni diverse dalle sue sennò divento sessista
    Amen

    1. un articolo di giornale che parla di atleti non dovrebbe fare commenti sul loro aspetto estetico che è irrilevante. Per essere chiari: tu spettatore della gara di tiro con l’arco puoi pure pesare “guarda che ciccione quelle” ma se scrivi un articolo giornalistico devi commentare la loro prestazione sportiva evitando ciò che non è rilevante, sopratutto se potrebbe suonare offensivo.

      e nessuno ti vieta di dire che una donna è stronza, ma se alla “stronza” aggiungi anche un insulto riguardate la sua sessualità o il suo aspetto mentre degli uomini dici che sono stronzi e basta, bè allora questo è sessismo

      1. E se invece parlando delle idee politiche di un politico femmina aggiungi che è una bella topa?
        E’ sessismo?
        Secondo me Sara Manfuso, la parlamentare del PD, a letto fa pena: allarga le cosce solo quando sente sufficiente fruscio di banconote, e poi giace come uno stoccafisso.
        Lo dico per scherzo, eh? Mica la conosco personalmente…

        1. se fossi un giornalista e scrivessi un articolo di giornale sulla Manfuso ovviamente non parlerei del suo aspetto fisico a meno che non sia trettamente necessario e di sicuro non scriverei epiteti come “bella topa” . Ma un commento su un blog non è un articolo giornalistico (“bella topa” non lo direi in nessun caso perchè preferisco dire “bella donna” ma che ci volete fare, sonoun femministo politically correct)

        1. io critico l0ideologia body positive cioè l’idea che ogni corpo sia bello, io critico la negazione ideologica del concetto di bellezza fisica. Non penso assolutamente che su un quotidiano SERIO si debbano fare osservazioni sull’aspetto fisico quando non centrano nulla con il tema dell’articolo

          1. Il problema che fai finta di non vedere è che se sfotti un maschio va tutto bene ma appena tocchi una femmina sei finito. E a te sta bene perché per te le donne, specie se femministe, sono divinità da adorare, perché oltre che militante femministo sei anche un pervertito sessuale (di Scarlett Johansson saresti felice di farle da schiavo, l’hai scritto tu). Ma sei anche un fascista in tutù rosa, uno squadrista pronto a zittire le opinioni altrui, un quaquaraquà, un fallito esistenziale, un ipocrita e un immorale. E aggiungo che per come credi di aggirare i noccioli delle questioni sei pure un buffone. Buffone! Buffone! Buffone!

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