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Colpire il “maschile” per controllarci meglio

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varie_manifestomilanodi Alessio Deluca – Questo enorme manifesto era allestito qualche settimana fa sulla volta della stazione centrale a Milano. Immense le dimensioni, immenso si presume anche l’investimento per Seat (gruppo Wolksvagen) che l’ha fatto. Ora, fingiamo di non essere individui dell’oggi indifferenti a tutto, che scesi dal Frecciabianca scappano a inseguire le loro faccende. Fingiamo di avere principalmente a cuore le nostre facoltà mentali e che l’aggressione di ciò che è insensato ci faccia girare le palle. E allora ci fermiamo a osservare per capire.

“Perché loro odiano” “noi amiamo” sta scritto. Loro chi? Noi chi? Non è dato sapere. Stando agli elementi, sembra esistere una non meglio precisata categoria rappresentata da questa arcigna Mrs. Doubtfire votata all’odio, e in conseguenza di questo odio, allora due lesbiche amano.  Tralasciamo che la divisione in “gente che odia” da una parte e “gente che ama” è di una tale ridicola superficialità che stonerebbe persino tra alunni di una seconda elementare. Il punto è che non si evince nella realtà alcunché del genere se preso alla lettera, ovvero che un “odio” di taluni faccia scaturire come conseguenza l’amore tra due lesbiche (?). Eppure ciò dicono le parole. Siccome una correlazione del genere nella realtà non esiste, deduciamo che questo contrasto si vuole “crearlo” ad hoc, indurlo nella mente dei distratti passanti.


Un’arcigna Mrs. Doubtfire votata all’odio genererebbe l’amore di due lesbiche.


varie_baciosafficoSiamo quindi sul terreno dell’ideologia, della manipolazione. Ciò che deve rimanere nella mente è che che da un lato esistono persone brutte arcigne con questa faccia da vecchia preside di istituto (principio di autorità) che odiano, e per contrasto figure luminose innocenti giovani donne e omosessuali che “amano”. E siamo sempre lì. Il messaggio da pompare a media unificati, ormai da decenni è sempre quello: il futuro dell’occidente è “giovane” senza storia, privo di pensiero, pura emotività, “donna” e “omosessuale”. Meravigliosa prospettiva eh? Siamo già esaltati.


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A distanza di anni sappiamo ormai che questo esperimento di ingegneria sociale, che ricorda tanto i romanzi di Huxley, va ottenuto non con argomenti, ma per induzione, per adesione emotiva delle masse, per femminilizzazione forzata attraverso docce quotidiane di messaggi il più possibile banali e superficiali, ma carichi di pathos sentimentale. Love is love, love wins, arcobaleni, sorrisi obbligatori, e poi donne ovunque e in tutte le salse, promosse, vincenti, glorificate, esaltate da ogni riflettore. È ormai del tutto evidente che ai fautori veri di questa propaganda non interessa un tubo né dei giovani, né delle donne, né dei gay. Interessa ben altro: che sparisca il pensiero, la riflessione, la capacità critica. Il nemico da epurare con tutti i mezzi non a caso è l’Uomo, il “maschile”, da colpire di nascosto, da umiliare finché non perda completamente l’orgoglio e l’identità, e quell’istinto poco domabile che lo porterebbe qui ad affermare “adesso tu mi spieghi che c@##* di senso ha questo manifesto perché non accetto di essere trattato da imbecille”.

logo_wolksvagenLa sudditanza al pensiero unico è a uno stadio avanzato, se persino Wolksvagen che produce automobili si cura di farci sapere a caratteri cubitali come deve progredire il mondo, chi odia e chi ama, con plateale outing di sostegno all’amore gay. Alla fine però, a forza di cercare, si trova un articolo dove loro stessi spiegano gli intenti della campagna, ed è esso stesso uno stupefacente capolavoro di falsificazione. Sentite qua: “La nostra comunicazione punta sui millennials, appropriandosi del loro linguaggio. Ci piacerebbe ispirare una generazione di giovani pensatori, sradicando lo status quo, e mettendo in dubbio i vecchi cliché. Vorremmo contribuire ad apportare un’innovazione che sia fruibile da tutti senza paura di avere una voce positiva e costruttiva ma fuori dal coro.”


Docce quotidiane di messaggi il più possibile banali e superficiali.


Vorreste ispirare “giovani pensatori”? Ah si? Il pensiero è fatica, serietà e impegno, proprio ciò che sembra bandito qui come “odio” lassù rispetto a un giovanilismo che vive alla giornata tra un’”emozione” e l’altra. È proprio lo status quo, e non lo state sradicando, lo state promuovendo. Non mettete in dubbio vecchi clichè, li sostituite con nuovi clichè alla moda, niente di più scontato. Quale innovazione vorreste portare? In che direzione? E fuori da quale coro, visto che il messaggio è in linea con il coro mediatico quotidiano di tutto l’occidente? E chi vi dice che i millennials siano a loro agio nella condizione “fluida” che proponete loro? Chi vi dice che non soffrano questa privazione di identità, di essere abbandonati a se stessi senza riferimenti che non siano prodotti da acquistare su Amazon o foto da caricare su Instagram? L’idea è che forse alla guida di un’auto Wolksvagen risolverebbero i loro problemi.

donna_donnauomoLa battaglia contro tutto ciò che è “maschile” è una battaglia contro le facoltà mentali, contro il gusto e il desiderio spontaneo di comprendere, di dare un senso a ciò che accade. Ogni mezzo è usato per ottenere questo, una massa di individui per i quali due più due fa quattro, ma come nel 1984 di Orwell, “può anche fare cinque” senza che ciò sollevi alcuna rimostranza. E spiace constatarlo, ma le più accanite paladine di questa battaglia suicida, forse talvolta inconsapevoli, sono le donne che si riconoscono in una militanza ferocemente antimaschile.


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18 thoughts on “Colpire il “maschile” per controllarci meglio

  1. Condivido quanto scritto da ericlauder: è un conservatori vs progressisti. Ma è tutto molto celato, è un dire e un non dire. E’ un cavalcare lo spirito dei tempi, però senza essere troppo diretti, troppo tranchant. La scelta d’ inserire la burbera donna come rappresentante del “male” è oculata: infatti è colei che non comprerà l’auto e se una donna della sua fascia di età dovesse riconoscersi in lei, è il male minore. Non è il potenziale acquirente a cui ci si rivolge. Inserire un uomo sarebbe stato un autogol, perchè a qualsiasi età può esserlo. Molto spesso quando una donna acquista un’auto si lascia guidare da un uomo e metterlo sul banco degli accusati sarebbe stato rischioso. E’ vero che l’uomo occidentale è mediamente un rincoglionito e un masochista, ma meglio non esagerare, secondo l’azienda. Non si sa mai che dia un segno di vita.
    Paraculismo a gogo, come scrivere ericlauder.

  2. Questa roba potrebbe essere un segno del clima che cambia: abbiamo un gigante che decide di farsi bello cavalcando l’onda pro-LGBT ma nel farlo sta attentissimo a opporgli solo una vecchia, non una famiglia e neanche un uomo.
    E, colmo della paraculaggine, mette due donne anche di là: fosse stata una vecchia e due gay alcune femministe potevano reagire male, parlando di attacco alle donne vecchie e sole, “ageismo” e quelle cose lì. Invece i paraculo hanno silenziato pure le femministe: ci sono le lesbiche, le eroine femministe, contro una vecchia da sola.
    Praticamente nessuno può lamentarsi, ma nel contempo è un messaggio forte tipo “loro odiano, noi amiamo”, tipo “male contro bene”.
    Questo cartellone l’ha fatto uno con gli attributi, abilissimo.

  3. Avete visto i manifesti pro gay della metro di Toronto? Io sono favorevolissimo ad accettare i gay ma quei manifesti sono molto espliciti e li vedono anche parecchi ragazzini

    1. No, ma ho cercato e trovato un articolo datato 23 febbraio 2018 con le foto dei poster.
      Primo: vanno rimossi perché è materiale VM 14 (non VM 18, non sono così espliciti: non si vedono i genitali) e non deve stare in luogo pubblico.
      Secondo: gli autori vanno arrestati per via del poster sulla PreP che incoraggia rapporti non protetti. Accusa: cercano di fomentare un’epidemia.

  4. Tutti i messaggi che si rivolgono al grande pubblico per persuaderlo di qualcosa, cercano di fare leva sui sentimenti, mai sulla ragione. Lo facevano pure i fascisti, che avranno avuto tanti difetti ma non possono certo essere tacciati di essere stati delle femminette.

    Certo, oggi questi messaggi sono diventati estremamente banali e infantili, credo che sia perché viviamo in tempi dove la prospettiva femminile è privilegiata, e si sa che le femmine non sopportano la pesantezza e la serietà, ma forse anche perché il linguaggio della propaganda femminista è ormai talmente pervasivo e dominante che non hanno bisogno di trovare formule originali e intelligenti.

    In cartelloni del genere io ci vedo l’arroganza di chi sa di avere già vinto la guerra culturale e di essere quindi ‘dalla parte giusta della storia’; di chi crede di detenere l’autorità morale – e in effetti, oggi è così. Ci vedo anche parecchia ruffianeria e vigliaccheria, come nei cartelloni in cui un’azienda dice orgogliosamente di stare dalla parte delle donne, o di offrire loro qualche vantaggio.

    Qua è là qualche sprazzo di luce c’è, per esempio oggi ho trovato questo articolo sul Giornale, anche se era stato messo in fondo in fondo alla pagina. Consiglio di leggerlo perché è un articolo coraggiosissimo di questi tempi, e parla anche di una possibile arma contro le false accuse.

    http://www.ilgiornale.it/news/nuova-piaga-sociale-finto-stupro-ricatto-1696093.html

  5. Solo Deluca poteva vedere un attacco agli uomini in un manifesto dove la negatività è rappresentata da una donna anziana. In teoria dovrebbero essere le vecchie signore a offendersi e gridare alla discriminazione in base all’età, al luogo comune del vecchio (anzi vecchia) = male e giovane = bene.

    Deluca è lo stesso che se l’è presa con Dumbo di Tim Burton in un articolo delirante come neanche certe femministe che blaterano di bechdel test: ha definito “perdente” il protagonista maschile del film, Holt interpretato da Colin Farrell, sbagliando per due motivi: primo perchè nessun personaggio maschile che alla fine si mette con Eva Green può essere definito perdente secondo perchè Dumbo in realtà celebra la famiglia: non solo la famiglia “sui generis” del circo Medici, non solo Dumbo che si ricongiunge a mamma, ma proprio la famiglia “naturale” fattà da papà e mamma con la trapezista Colette (Eva Green) che verosimilmente si mette con Holt ricostituendo il nucleo familiare spezzato dalla morte della madre biologica.
    Ed è strano che non abbia apprezzato il fatto che il protagonista maschile positivo è un redice di guera che ha scarificato un braccio per il suo paese

    1. tra l’altro sempre in riferimento a Dumbo vorrei chiedere a Deluca cosa ha contro le ragazzine che si appassionano alla scienza

    2. Ti sei risposto da solo o da sola, riconoscendo che il soggetto a sinistra indica “il vecchio”, che è “male” in contrapposizone a ciò che è nuovo e “bene” ovvero donna e omosessuale. Che “il vecchio” sia stato evocato con un’immagine di “vecchia” è solo una mossa estremamente furba per far digerire un messaggio che in tutte le altre combinazioni avrebbe sollevato malumori, esattamente come afferma un commento più sopra. Grazie per il “delirante” riguardo all’articolo su Dumbo, rivela che probabilmente non hai inteso il tipo di lavoro che Davide e gli altri collaboratori portano avanti su questo sito, ma può anche voler dire che tu sei in grado di produrre contenuti di livello superiore, in quel caso coraggio, proponi argomenti e contribuisci, servono talenti più che commenti. Nello specifico il personaggio di Holt compie gesti goffi per gran parte del film puntualmente sottolineati dalla simpatica figliola. Si riscatta e si “sveglia” verso la fine, passaggi funzionali alla trama che deve portare all’innamoramenteo e all’happy end. Ma qui della critica cinematografica non ci interessa, ci interessano parecchio invece i messaggi disseminati nella trama funzionali a uno scopo di pedagogia molto chiaro. Non ho niente contro le ragazzine appassionate di scienza, qui mostri di essere proprio fuori strada. Ho molto invece contro la distorsione della realtà. Un cordiale saluto. A.D

      1. Condivido, ma la vera novità a me sembra che per la prima volta sia la famiglia che gli uomini sembrano essere passati dalla parte di quelli che non vanno irritati.
        Il merito per quel che riguarda la famiglia è senz’altro avere la Lega al governo, è la loro presenza che previene attacchi. Per quel che riguarda gli uomini ci sta che Gillette abbia dato una lezione, e pure la vicenda Feltrinelli: sarebbe un segno che quello che si fa qui è estremamente importante e sta avendo un impatto. E che si deve continuare e rincarare la dose: mailbombing e boicottaggio ogni volta che ci sono pubblicità anti-uomo.

      2. “Ti sei risposto da solo o da sola”

        da solo. Grazie. confermo quel che ho scritto del tuo articolo su Dumbo, sei speculare alle femministe che sbagliando completamente parlano di film maschilisti basandosi su quella fesseria del bechdel test o sulla più dignitosa ma molto discutibile feminist film theory di laura mulvey

  6. Non ho capito il senso: c’è una vecchia a sinistra e due giovani lesbiche a destra. E’ evidente che è “conservatori vs progressisti”, e la prima cosa che a me è venuta in mente è che hanno evitato di colpire gli uomini, mettendo appunto a rappresentare i “conservatori” una vecchia.

    1. Sono d’accordo.

      Non capisco però la chiave di lettura del manifesto: loro si amano perché Mrs. Doubtfire le odia?

      Quindi se Mrs. Doubtfire le amasse loro si odierebbero?

      Sembra più un dispetto a Mrs. Doubtfire.

      1. Per come la vedo io è un attacco a chi si oppone alle coppie omosessuali, ma è fatto in modo da urtare meno persone possibili: hanno messo una donna sola, vecchia, che potrebbe essere benissimo una zitella.
        Hanno evitato di mettere una coppia anziana, in modo che non risultasse un attacco alla famiglia, e pure evitato di mettere un uomo, in modo che non risultasse un attacco agli uomini.
        E’ maledettamente furbo, quasi paraculo direi.

        A me la Volkswagen sta sulle scatole, particolarmente la Golf, da sempre. Ne ho sempre parlato male, anche quando non avevo ancora la patente.
        Ma è proprio impossibile vedere in un manifesto simile un attacco agli uomini, e non è neanche un attacco alla famiglia, c’è una vecchia da sola che si può anche interpretare come “zitella bigotta e acida”.

  7. ecco questo è uno dei casi in cui possiamo iniziare a parlare male d wolkswagen e di fargli recensioni negative, iniziamo a muoverci

    1. C’è una vecchia e due giovani, tutte femmine. Non potevano fare di meglio volendo dare un messaggio pro-LGBT, non c’è nessun attacco agli uomini. I bersagli vanno scelti con cura, non puoi attaccare a casaccio, qui cosa diresti? Che manca il vecchio accanto alla vecchia?

      Mai possedute Volkswagen, a scanso di equivoci, neanche auto del gruppo VW.

        1. Ho addirittura il sospetto che abbiano scelto una donna sola e vecchia proprio per evitare polemiche sul fatto che stiano attaccando la famiglia.
          Forse poi, lo spero, hanno scelto una donna anziana e non un uomo anziano, proprio per non beccarsi accuse di misandria. Ci sta, spero, che abbiano visto cosa è successo con Gillette.

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