STALKER SARAI TU

Donna e sesso nel marxismo: sinistra e femminismo sessista

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

varie_uomocontrodonnadi Giuseppe Augello – Conclusi il precedente mio scritto auspicando una militanza erta a difesa comune di padri, figli, e famiglia in estinzione. Mi è doveroso illustrare meglio cosa intendessi. Poiché infatti si può avere militanza sia in un movimento che in un partito organizzato, non penso una sia preferibile a favore dell’altra, dipendendo la scelta personale da quale opzione si ritenga idonea in funzione rispetto al livello dello scontro e alla necessità stringente o meno di conquistare determinati obiettivi. Più alto è il livello della bellicosità (e basta che divenga tale per una delle parti) più occorrerebbe andare verso la militanza di partito.

Un partito è però una cosa un po’ più impegnativa. In questo caso, riconosciuto il livello della posta in gioco, non è sufficiente un singolo obiettivo di un movimento, che prescinda da una visione complessiva della evoluzione sociale,  e dalle “condizioni al contorno”, come direbbero i matematici. Necessita invece una organizzazione efficiente all’interno di un quadro ideologico, nella quale una particolare importanza rivesta la raccolta dei dati sul campo e l’analisi degli stessi, per giungere a una strategia generale, che tenga conto dei limiti, applicata in una tattica efficace sul campo. Non senza il sostegno di qualche approfondimento nel campo delle scienze politiche.

donna_megafono“Ma questa è militarizzazione”, dirà qualcuno. Ebbene lo è, così come l’organizzazione, la disciplina di partito e l’impegno certo di chi vi sta all’interno. Elevato lo scontro, più efficiente l’esercito. A ognuno la scelta. Avvisando però che la controparte, in questo caso la cosiddetta sinistra politica odierna, con le alleate organizzazioni a difesa della donna, ha già adottato da tempo a mio parere una vera strategia militare-militante organizzata, con occupazione di importanti capisaldi del potere, mediatico e politico, dai quali proviene la certezza non solo dei rifornimenti “logistici”, ma anche dell’occupazione territoriale da parte di quei centri antiviolenza, divenuti centri di addestramento dei quadri militanti e di truppe sempre fresche assicurate a sua volta dalle conquiste di fette sempre maggiori di potere. Una reazione a catena. Altro che movimenti per la famiglia!

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

Ebbene sì, oggi la butto proprio in Politica. Quella con la P maiuscola. Quella che tiene conto della storia e dell’evoluzione economica, delle varie parti in campo. Raggiunta una età nella quale come dovere naturale devo sostituire le energie fisiche con altre risorse, a rischio di divenire un odiato “leone da tastiera”, comincio a pensare di svolgere comunque un utile ruolo e dare un contributo di chiarezza frutto di presunzione di saggezza senile. Quella a cui, anche non volutamente, ognuno prima o poi dovrebbe approdare nonché frutto di anni di saggezza popolare tramandatami da tempi non sospetti prima della contrapposizione (ormai conflitto mondiale) tra i sessi, cavalcata dalla “sinistra” a suon di cariche nazifemministe. E cercando di fissare le basi di una nuova fase nella difesa della famiglia in disfacimento.

persone_marxMi preme stabilire qualche caposaldo al quale sono pervenuto e mi sono affezionato, non senza sforzi enormi di comprensione di certi fenomeni. E’ opinione comune di tanti, ad esempio, che il nazifemminismo sia un prodotto naturale delle ideologie vetero-marxiste sposate storicamente dalla sinistra, appunto, comunista. Non sono d’accordo e lo ritengo un falso. E spiego il perché, in quanto è importante conoscere chi sia veramente il nemico dei nostri figli e da dove giunga. Significativa è l’idea che aveva Marx sulle donne, che ha fruttato ai comunisti, già all’epoca, la fama di volere la comunanza delle donne fra gli uomini. In realtà quello che Marx aborriva era la visione “borghese” della famiglia, accomunata alla necessità di vincoli di ruolo per le donne, per le mogli come delle prostitute. Significativo il fatto che credesse che se il proletariato avesse sostituito la sua visione della donna, sarebbe scomparsa la prostituzione! E finalmente la famiglia avrebbe conquistato la sua dignità anche per la classe proletaria, che mai avrebbe aderito alla visione dei “vizi privati e pubbliche virtù” borghese.

Marx, Manifesto, II: “Qual è il fondamento della famiglia di oggi, della famiglia borghese? Il capitale, il guadagno privato. Una famiglia interamente sviluppata non esiste per la borghesia; essa tuttavia trova il suo completamento nella forzata mancanza di famiglia dei proletari e nella prostituzione pubblica”. La famiglia del borghese dunque scompare naturalmente con lo scomparire di questo suo completamento, ed entrambe vengono meno una volta distrutto il capitale… Nota bene: Ciò che deve scomparire quindi non è la famiglia, ma la famiglia borghese non veramente libera e seria, mentre il proletariato, che non può permettersene una, deve ottenere la possibilità di averla!

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

varie_famigliaborgheseE ancora: “La fraseologia borghese sulla famiglia e sull’educazione, sui rapporti affettivi tra genitori e figli, appare tanto piú disgustosa, quanto piú, a causa della grande industria, viene a mancare ai proletari ogni legame familiare e i bambini divengono semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro. Ma voi comunisti intendete adottare la comunanza delle donne, ci grida in coro tutta la borghesia. E’ il borghese che non vede nella propria moglie che uno strumento di produzione. Ode che gli strumenti di produzione debbono essere sfruttati in comune e naturalmente si sente autorizzato a credere che la medesima sorte toccherà anche alle donne. D’altra parte non v’è nulla di piú ridicolo di questo orrore altamente morale che provano i nostri borghesi per la pretesa comunanza ufficiale delle donne nel comunismo. I comunisti non hanno bisogno d’introdurre la comunanza delle donne, essa è quasi sempre esistita per il borghese.

I nostri borghesi, non paghi di poter disporre delle mogli e delle figlie dei loro proletari (per non parlare della prostituzione ufficiale) considerano il sedursi reciprocamente le mogli uno dei divertimenti piú piacevoli. Il matrimonio borghese è in pratica la comunanza delle mogli (!!!).  Al massimo potrebbero muovere ai comunisti il rimprovero di voler sostituire la comunanza delle donne ipocritamente mascherata, con una comunanza ufficiale, palese. D’altra parte va da sé che, una volta scomparsi gli attuali rapporti di produzione, viene meno anche la corrispondente comunanza delle donne, cioè la prostituzione ufficiale e non ufficiale”. Marx, Opere, Newton Compton, Roma, 1975, pagg. 365-366

persone_marx1E’ solo un esempio ma come non vedere la rivendicazione non della fine della famiglia, ma della possibilità agognata dal proletario di averne una sostenibile? “Famiglia, non prostituzione più o meno occulta” è l’anelito di Karl Marx. L’idea di comunanza delle donne e offensiva e rozza, per il filosofo, e propria della grottesca espressione di alcuni falsi comunisti, come si evince anche da Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Terzo manoscritto: “[…] infine tale movimento che consiste nell’opporre la proprietà privata generale alla proprietà privata, si esprime in una forma animale come la seguente: al matrimonio borghese (che è indubbiamente una forma di proprietà privata esclusiva) si contrappone la comunanza delle donne, dove la donna diventa proprietà della comunità, una proprietà comune. Si può dire che questa idea della comunanza delle donne è il mistero rivelato di questo comunismo ancor rozzo e materiale. Allo stesso modo che la donna passa dal matrimonio alla prostituzione generale, cosí l’intero mondo della ricchezza dell’essenza oggettiva dell’uomo, passa dal rapporto di matrimonio esclusivo col proprietario privato al rapporto di prostituzione generale con la comunità”.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

 Il rapporto di un uomo con molte donne e di una donna con molti uomini, quindi, ha addirittura, secondo Marx, più del mondo animale che della ricchezza evolutiva della specie umana! Ma dove ha visto qualcuno l’idea di liberazione della donna dalla famiglia propagandata dal neo femminismo? Dalla famiglia modello borghese, forse, quella dei ruoli, che convive con la collaterale prostituzione della donna a vari livelli, non dalla famiglia in quanto tale, libera unione tra uomo e donna, per la cura dignitosa dei figli, all’epoca negata ai proletari! Del resto occorre considerare che l’epoca in cui ha vissuto il filosofo era quella dell’esclusione dal suffragio universale delle donne. E quale ruolo si immaginava per la donna del ceto proletario rivoluzionario?

varie_terzostatoSiamo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Significativa, su tutto, l’opera del dipinto, che tutti conoscono, de “Il quarto stato” realizzata nel 1909 da Giuseppe Pellizza da Volpedo: lui stesso descrive “una manifestazione pacifica, ma che vede partecipare accanto a uomini forti e determinati, donne/madri in movimento; qualcuno potrà alzare il pugno in atto di minaccia ma la folla non è con lui, essa fida nei suoi ambasciatori – gli uomini intelligenti […]. Una donna vicina mostra il bambino tenuto con un braccio; un’altra, una terza, è per terra che tenta invano di allattare il bambino, sfinito, colle mammelle…”, la donna a fianco all’uomo, nella rivendicazione comune del diritto a una famiglia ove i figli possano essere sfamati! La donna proletaria a fianco e complementare all’uomo nel suo ruolo di madre! Qualcuno vede ancora, in questa rappresentazione realistica dell’epoca, donne inferocite contro l’uomo/ex partner/ ex padre violento e femminicida? E’ palese assurdità.

Spiega ancora l’attuatore delle idee marxiste, Vladimir Lenin: “Nel suo nuovo atteggiamento nei riguardi delle questioni concernenti la vita sessuale, la gioventù si richiama naturalmente ai principi, alla teoria. Molti qua­lificano la loro posizione come rivoluzionaria e comunista. Essi credono sinceramente che sia così. A noi vecchi non ce la danno a intendere. Benché io non sia af­fatto un asceta malinconico, questa nuova vita sessuale della gioventù, e spesso anche degli adulti, mi appare molto spesso come del tutto borghese, come uno dei molteplici aspetti di un lupanare borghese. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la libertà dell’amore, cosi come noi comunisti la concepiamo. Voi conoscete senza dubbio la famosa teoria secondo la quale, nella società comunista, soddisfare i propri istinti sessuali e il proprio impulso amoroso sarebbe tanto semplice e tanto insignificante quanto bere un bicchier d’acqua. Questa teoria del bicchier d’acqua ha reso pazza la nostra gioventù, letteralmente pazza. Engels, nella sua Origine della famiglia, mostra l’importanza propria dello sviluppo e dell’affinamento dell’impulso sessuale in rapporto all’individuo.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

persone_leninMa un uomo normale, in condizioni ugualmente normali, si butterà forse a terra nella strada per bere in una pozzanghera di acqua sporca? Oppure berrà in un bicchiere dagli orli segnati da decine di altre labbra? Ma il più importante è l’aspetto sociale. Infatti, bere dell’acqua è una faccenda personale. Ma, nell’amore, vi sono interessate due persone e può venire un terzo, un nuovo essere. È da questo fatto che sorge l’interesse so­ciale, il dovere verso la collettività. Come comunista, io non sento alcuna simpatia per la teoria del bicchier d’ac­qua, benché porti l’etichetta del libero amore. Per di più, oltre a non essere comunista, questa teoria non è neppure nuova. Voi vi ricordate certamente ch’essa è stata predicata nella letteratura romantica verso la metà del secolo passato come emancipazione del cuore, che la pratica borghese cambiò poi in emancipazione del­la carne. Allora si predicava con maggior talento d’oggi. Quanto alla pratica, non posso giudicarne”.

Si trovano poi in Lenin ancora osservazioni quali: “Bisogna sottolineare i legami indissolubili che esistono tra la posizione sociale e quella umana della donna: questo servirà a tracciare una linea chiara e indelebile di distin­zione tra la nostra politica e il femminismo. Questo punto sarà anche la base su cui trattare il problema della don­na come parte della questione sociale, come problema che tocca i lavoratori, per collegarlo solidamente con la lotta di classe del proletariato”. In aggiunta, ad Ines Armand, che scriveva sulla libertà delle donne nel comunismo, rispondeva che: “la “rivendicazione (femminile) della libertà dell’amore” consiglio di sopprimerla del tutto. Questa in effetti si risolve in una rivendicazione non proletaria, ma borghese. Quello che al proletariato interessa è la libertà dai calcoli materiali (finanziari) nel campo dell’amore; Idem dalle preoccupazioni materiali. Rivendicazioni come: “Libertà dalla serietà in amore; Libertà dalla procreazione; Libertà dell’adulterio”, non hanno nulla di comunista ma interessano solo la borghesia!”.

grafica_famiglia-proibitaQuindi una volta per tutte, non la liberazione della donna dall’uomo e dalla famiglia, ma del suo ruolo promiscuo e non serio nella famiglia borghese, che rimanda la donna ad un ruolo mercantile, mercificandola, e nega la possibilità di una famiglia economicamente sostenibile alla classe subalterna! Per tali motivi che ho solamente accennato, in quanto la questione è sicuramente meritevole di ampi e lunghi dibattiti a favore e contro, che esulano dallo spazio e dai motivi di questo blog, non vedo alcun nesso tra quanto urlato dai cosiddetti movimenti neo-femministi odierni sulla liberazione dalla famiglia e dall’uomo appoggiate dalla sinistra e le idee dei padri del comunismo. E, per pura nota, osservo come la validità almeno delle teorie economiche marxiste (che permea tutta l’ideologia della liberazione dell’uomo) sia tale da farne oggetto di studio anche nelle università americane.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

Come non vedo alcun legame tra le cosiddetta parte politica “di sinistra” odierna e l’originaria diffusione delle idee comuniste nell’Europa dei primi anni del secolo scorso. La sinistra odierna è il frutto di un processo che ha visto il potere del capitale corrompere via via l’intellighenzia ex-comunista, assorbire il potere giudiziario, e portare tutti nelle fila di una socialdemocrazia che affermò la legittimità del capitalismo consumista, diffondendo l’idea delle meraviglie di un mercato regolatore universale del progresso economico mondiale. Il tutto fino a entrare in competizione con il liberismo più smodato contrapponendovi la gestione della finanza e del potere dei grandi potentati economici. Non senza assicurare scampoli di un welfare pagato dai salari dei produttori e non dai profitti, che hanno dato valenza alla democrazia parlamentare. Parallelamente, l’immagine della donna propagandata dai movimenti neo-nazi-femministi è esattamente quella vituperata della famiglia borghese di Marx e Lenin: benestante relegata in un ruolo mercantile, libera solo nel mercato della forza lavoro ove si presenta con la sua attrattiva sessuale, in realtà ridotta a merce, e utilmente dotata di potere elettorale svenduto per una elargizione di risorse con la motivazione di una guerra di genere spacciata per lotta alla violenza, trampolino per improbabili posizioni di potere femminile. Come meglio ho spiegato qui.

donna_femminismoPer tale motivo non vedo alcuna contraddizione tra chi si ispira ad un “vetero-marxismo” di un secolo fa, ma si pone come obiettivo politico il tentativo di una battaglia ancora possibile grazie a una militanza per il mantenimento dell’istituzione famiglia e il rispetto paritetico dei ruoli genitoriali. Non è contraddittorio il riferirsi ancora a categorie economiche originarie del marxismo e il non qualificarsi “di sinistra”, quella sinistra del tutto borghese che dell’appoggio della visione neo-femminista dei privilegi mercantili verso la donna ha fatto materia di scambio elettorale. A ben guardare, la storia dei partiti di sinistra di questo paese si caratterizza per l’allontanamento rapido e smaccato dalle idee marxiane, soprattutto dal dopoguerra, e la trasformazione conseguente in chiave borghese o piccolo borghese della forza elettorale femminile iscritta nei ruoli di un antifascismo di mestiere, propaganda utile ai vincitori della guerra. Dinanzi alla pretesa di classificare la storia della prima metà del secolo scorso unicamente come la breve vittoria dell’intolleranza dittatoriale in Europa, basta contrapporre l’intolleranza del nazifemminismo all’idea di famiglia dei padri del comunismo, che rivendicavano la serietà nell’amore non mercantile e non promiscuo, e della famiglia liberamente formata per amore, responsabile dei nuovi esseri, di fronte al matrimonio economico borghese.

Ecco perché appropriazione indebita e falsa costituisce l’uso mistificante dell’accusa di “fascismo” a chiunque rivendichi un ruolo per il padre, una specificità di genere nella genitorialità, il mantenimento dell’istituzione che si è presa cura dei figli negli ultimi centomila anni. Ciò è ignominioso. Una spudorata mistificazione nell’uso del termine “fascismo” che solo quando riportato dalla narrazione culturale vincente dopo la fine della guerra è divenuto il bollo definitivo di ogni idea non conforme alla borghesissima sinistra italiana degli ultimi 70 anni. Insulto per osmosi assorbito e rilanciato dalle valchirie sterminatrici verso l’uomo resistente padre e le sue balzane idee di cura bigenitoriale della prole. E siamo all’opposizione al tentativo recente di modifica del diritto di famiglia, come applicato dalla sinistra negli ultimi 40 anni. Ma questa è storia nota. Mi sovviene pertanto il grido da preludere alla militanza per la sfida che ci attende: “padri di tutto il mondo, unitevi!”. O, se volete, per un nuovo movimento: “Non un padre di meno!”.


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

footer_sst

24 thoughts on “Donna e sesso nel marxismo: sinistra e femminismo sessista

  1. Risposta personale alle opinioni di Manu, Eric Lauder e RDV. Non vedo somiglianza alcuna tra femminismo e comunismo, ed è errata l’idea che nel comunismo si pensasse che la natura umana non esistesse. E neanche che esistesse è fosse possibile cambiarla senza problemi. Marx ipotizzava che la natura umana fosse fondamentalmente migliore di quello che appare, ma che l’evoluzione scientifica e tecnologica nei modi di produzione fosse insopprimibile legge della storia che tendenzialmente avrebbe portato l’uomo verso una liberazione della sua parte migliore. Se un errore hanno compiuto i comunisti, è stato quello di attribuire alla sola lotta di classe la possibilità di liberare la parte migliore della natura umana, non negandone la parte peggiore messa in campo dallo stato dei rapporti di produzione nel capitalismo.
    Per il femminismo esiste solo un bieco interesse personale a mascherare la natura perniciosa dei rapporti tra i due sessi come addebitabile ad un errore o ad uno scherzo di natura che vuole solo l’uomo tendenzialmente violento ed aggressivo; una regola semplice applicata solo a fini mercantili e perfettamente conformata al sistema del mercato consumista e del capitale, che non è minimamente oggetto di discussione. Il femminismo quindi non ha ideologia, ma una stupidità congenita spacciata per verità sociale, propria della piccola borghesia incapace di storicizzare il suo ruolo, ma solo di cullare false ed illusorie convenienze individuali pur di non porsi il problema di un cambiamento sociale più ardito.

    1. “…ed è errata l’idea che nel comunismo si pensasse che la natura umana non esistesse.”
      Ce la siamo inventata io e Manu?
      .
      Cmq ne parleremo.

      1. Sei troppo intelligente per pensare sul serio che le femministe intendano rendere uguali donne e uomini cancellando anche il ruolo di genere maschile cioè i DOVERI maschili verso le donne.
        I comunisti, specie in URSS, in larga parte li cancellarono – tanto che ancora oggi in Russia l’ex moglie prende solo se ci sono figli – se invece lei è disoccupata e lui guadagna bene ma non ci sono figli, lei non prende nulla.

        Il mio giudizio sul comunismo è negativo, ma come anti-femministi sono probabilmente stati i più efficaci – credo non abbia molto a che fare con l’ideologia ma con il substrato culturale in cui ha attecchito: mancanza di cavalleria. Il femminismo nasce in occidente con la poesia galante medievale, è da lì in avanti che pian piano tutto si distorce: si è sedimentato così a fondo ed è così forte che alle volte non resistono nemmeno capitalismo, mercato, uguaglianza costituzionale: quote rosa in Europa, discriminazioni positive negli USA, e così via. Non c’è mai stato niente di simile né in URSS né in Cina anche se la loro ideologia egalitaria li predisponeva di più – e non è successo perché mancava la cavalleria…

        E questo è anche il punto debole del femminismo: non c’è mai stata alcun reale avanzamento a livello di coscienza sociale, neanche uno, nessuno ci crede, neanche le femministe. Ogni conquista materiale femminile è dovuta unicamente alla cavalleria, al sessismo benevolo. Ecco perché ad esempio le mutilazioni genitali femminili sono proibite ma quelle maschili no: non è passato alcun principio che non si debbono mutilare neonati e bambini, non è passato nessun principio universale all’integrità fisica. Hanno semplicemente accontentato le donne.
        Le femministe lo sanno, lo percepiscono almeno: hai presente quando dicono che le conquiste femminili sono fragili e possono essere tolte in un attimo? Ecco, è quello.
        Si sono fregate da sole con la misandria, se avessero davvero spinto per avanzare i diritti di tutti (ad esempio lotta contro la mutilazione genitale di TUTTI i bambini) avrebbero vinto su tutta la linea. E non ci sarebbe stato alcun bisogno di combatterle: non ci sarebbe alcun mantenimento, gli uomini avrebbero l’aborto finanziario, il giusto processo sarebbe fuori discussione e mai stato sotto attacco, eccetera, eccetera, eccetera.

    2. Concordo sul fatto che il femminismo non abbia nulla a che fare col comunismo, ed anzi sia per molti versi il suo opposto.
      Prova ne è che sia in URSS che in Cina il femminismo fu in buona parte debellato, nella DDR la Stasi (non Davide, la polizia segreta) riteneva il femminismo “misandrico” e “degenerazione occidentale” e teneva sotto controllo le femministe.
      In Cina le femministe le arrestano anche oggi non appena fanno qualcosa di irregolare.

      L’errore principale del comunismo è stato credere che fosse una dottrina scientifica e pertanto infallibile e in grado di spiegare tutto, questo gli ha tolto ogni flessibilità.
      Poi ci sono i problemi di tempismo: che in un sistema comunista la crescita del tenore di vita sia minima o comunque molto ridotta non è un “bug” nell’applicazione, è proprio una caratteristica intrinseca del sistema. Ma non dovrebbe essere un problema enorme se si segue la teoria, solo che non è successo: infatti Marx teorizzava la rivoluzione comunista DOPO la completa industrializzazione e sviluppo capitalistico, invece in URSS e Cina è avvenuta PRIMA, come quasi ovunque: non c’erano le eccedenze già belle e pronte da distribuire, si partiva già col piede sbagliato.

  2. Una conversazione illuminante tra Camille Paglia e Jordan Peterson sul marxismo postmoderno.
    Se avete tempo, ne vale la pena. In inglese.

    [youtube=https://www.youtube.com/watch?v=v-hIVnmUdXM&w=640&h=360]

  3. ciò che accomuna marxismo e femminismo è l’idea ingenua che si possa facilmente cambiare aspetti determinanti della natura umana perché gli istinti sono ininfluenti o facilmente sovrascrivibili. i comunisti volevano creare l’uomo nuovo socialista che avrebbe lavorato non per se stesso e per il proprio incentivo personale ma per la società, le femministe vogliono creare una società in cui non esistono ruoli di genere e uomini e donne si comportano allo stesso modo. il comunismo ha spettacolarmente fallito e personalmente credo che anche il femminismo possa implodere.

    1. Neanche per sogno, non cadere nella loro trappola.
      Le femministe DICONO che vogliono creare una società senza ruoli di genere, ma in realtà che gli uomini abbiano un ruolo di genere è essenziale per la riuscita del progetto femminista: ciò che le femministe vogliono è modificare un po’ il ruolo di genere maschile.
      Per questo ad esempio non troverai mai una femminista che ricopre un ruolo importante che dica che gli uomini non debbono proteggere le donne, né una femminista importante che chieda quote azzurre nelle scuole in quanto anche gli uomini debbono fare gli insegnanti.
      Le uniche senza ruolo di genere, libere di fare ciò che vogliono, debbono essere le donne.

    2. Articolo ben congegnato. Intreccio logicamente consequenziale.Interpretazione più che legittima di un tratto delle opinioni di Marx e Lenin. Bene.
      Lettura della società sulla quale non concordo in alcun modo. Manu ne indica una ragione.
      Marx e l’intera Sinistra hanno fondato il loro progetto e la loro azione sulla negazione della natura umana. Su ciò che travalica ogni forma sociale (idea già presente negli illuministi). Dogma intrecciato con la sua negazione: la natura umana esiste sì, ma nel senso che gli umani sono naturalmente buoni.
      .
      Come fondare una nuova fisica negando l’esistenza degli atomi, dei campi, delle forze,
      Su queste fondamenta totalmente fasulle è fondato anche il femminismo.
      Tutto sarebbe (è !) costruzione sociale e gli umani sono infinitamente manipolabili.
      .
      Ad es, sarebbe un prodotto sociale anche la prostituzione. Invece lo scambio sesso contro benefici è il fondamento della relazione F / M. Sempre e ovunque. Certo, esiste una prostituzione “cattiva” (quella sulle tangenziali) ed una buona. Quella in cui lo scambio è dissimulato, dura nel tempo, sta dentro una relazione, è più costoso e non garantisce la controprestazione al maschio pagante.
      .
      Poiché la natura non può essere cancellata non resta che reprimerla in tutti i modi.
      Con la polizia e la psicopolizia. Con l’indottrinamento e la manipolazione, con la repressione politico-culturale.
      .
      In futuro ci tornerò sopra per esemplificare, motivare e chiarire meglio i fondamenti di queste considerazioni.
      .

      1. quindi è sempre e solo prostituzione più o meno dissimulata anche dentro una relazione. Amore e passione sono dunque un inganno? Non credo

        1. Solo nella maggioranza dei casi, non “sempre e solo”, il “sempre e solo” è per chi vive di assoluti e dunque è sempre (senza virgolette) in errore.
          Diciamo nell’80% dei casi NON “sempre” ,e “principalmente” anziché “solo”.
          La prova è nelle leggi, comprese quelle recenti:
          Come sarebbe stato possibile che passasse senza polemiche e senza massiccia opposizione femminile la parte 2 del DDL Cirinnà che da’ gli alimenti alle ex conviventi, se non fosse “prostituzione più o meno dissimulata anche dentro una relazione” (“principalmente, nell’80% dei casi” NON “sempre e solo”)???

      2. In realtà è il capitalismo che si basa sull’idea che gli esseri umani sono nettamente altruisti, il comunismo si basa sull’idea che sono nettamente egoisti.
        Per questo il capitalismo da’ via libera a ogni sfruttamento, la teoria è che gli esseri umani si aiutino in maniera spontanea e al di fuori del mercato, inoltre c’è l’idea che l’imprenditore tenda ad agire in maniera etica e corretta – se parti da questa base diventa ovvio pensare che il mercato non debba essere regolato per non soffocarlo.
        Per questo il comunismo vuole iper-regolare in maniera “scientifica” tutto quanto: l’idea è che lasciati a loro stessi gli esseri umani farebbero danni a causa del loro egoismo.
        I sistemi misti, si pensi al welfare state + economia di mercato degli anni 70 e ’80 in varie nazioni europee, pur non essendo perfetti, sono quelli che raggiunsero i risultati nel complesso migliori proprio perché superavano i suddetti estremismi. E’ ovvio che una crescita del 2-3% distribuita abbastanza bene è molto meglio sia di una crescita del 5-6% distribuita da schifo sia di una stagnazione o crescita dello 0,1% distribuita “scientificamente” nel minimo dettaglio senza lasciare spazio all’individuo.

          1. Se avessi avuto più esperienze con le donne, condivideresti anche la parte sui rapporti uomo-donna. E non sto affatto dicendo che le esperienze con le donne siano negative, anzi, nel complesso definirei le mie esperienze con le donne “molto positive”, ma questo non vuol dire negare dei fatti acclarati. E ti faccio un esempio per capire: mi piace guidare, mi piacciono le belle auto, non mi hanno mai sospeso la patente in vita mia, ho il massimo dei punti sulla patente, possiedo un’auto d’epoca che adoro. EPPURE io non guido mai se bevo alcoolici, metto sempre le cinture, e so che il 99% dei mezzi senza trazione integrale NON va bene in fuoristrada – nessuna delle precauzioni è dovuta a odio verso le auto: le motivazioni sono la legge e la natura delle auto (l’airbag può ucciderti se fai un incidente senza la cintura). E l’affermazione sul fuoristrada non è dovuta al fatto che odio le auto senza trazione integrale, è una semplice constatazione.
            Allo stesso identico modo penso che se uno non vuole o non può avere figli nel 99% dei casi NON dovrebbe investire su una donna, e tantomeno darle diritti legali su se stesso.

  4. Bellissimo, grazie.

    Ho sempre creduto che il silenzio più assordante sui diritti maschili fosse quello della sinistra, e non a caso anche Ernest Belfort Bax (il nonno di tutti noi, il primo MRA) era marxista.

    Le mitologiche femministe delle origini (della cosiddetta prima ondata) erano, invece, donne ricche e viziate. E palesemente razziste, come Elizabeth Cady Stanton, di cui la storiografia femminista è riuscita a nascondere i principi meschini per oltre un secolo.

    https://www.nytimes.com/2018/07/28/opinion/sunday/suffrage-movement-racism-black-women.html

  5. Articolo meraviglioso, con analisi spietata, perfetta. Giuseppe, dai sempre vigore e conferma alle mie convinzioni politiche per ciò che riguarda la sinistra che fù, o almeno l’idea,e ciò che è divenuta oggi.

  6. Ottima analisi, particolarmente equilibrata, avevo un’analisi simile scritta da un marxista hardcore ma questa risulta più piacevole e credibile, essendo appunto equilibrata.

    Nel frattempo io mi sono dato alla cronaca rosa: “femministe svedesi amanti dei vibratori chiedono al governo di mettere al bando le sex dolls”
    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2019/02/21/dildo-lovers-swedish-feminists-declare-war-to-sex-dolls-le-femministe-svedesi-appassionate-di-vibratori-dichiarano-guerra-alle-sex-dolls/

    1. E certo, l’uomo va “rieducato” a sopprimere i propri istinti…e la loro richiesta , scommeto è sempre spacciata per parità.

      1. No, utilizzano i medesimi argomenti che utilizzano contro le donne vere che fanno le sex workers: dicono che le sex dolls incoraggiano gli uomini a trattare le donne come oggetti – questa retorica la usano anche contro il sex work fatto da donne in carne e ossa, con la differenza che diventa secondaria perché è in buona parte eclissata dai discorsi sulla tratta, la schiavitù delle sex workers, eccetera, che fanno molta più presa sul pubblico.
        Qui invece mettono il naso in ciò che fanno gli uomini con degli oggetti, senza donne presenti.

        Il modo per farle venire allo scoperto e annientarle è semplice: inserire in qualsiasi dibattito sulle sex dolls giudizi positivi su vibratori per donne E fleshlight, dicendo cose del tipo che sono meglio le fleshlight che le sex dolls perché riproducono perfettamente l’unica parte importante della donna. In questo modo fai riemergere il substrato di sessismo vecchio stile che riduce le donne alla sola vagina ma loro debbono darti ragione perché difendono i vibratori(che riducono l’uomo al solo pene) e così le polverizzi.
        In pratica utilizzi il medesimo approccio che usano le femministe: usi i vecchi pregiudizi e stereotipi (ma selezionando e usando solo quelli che ti servono al momento) in un nuovo contesto per raggiungere un nuovo scopo.
        Fa molto effetto se ci infili sia la vecchia battuta: “che cos’è una donna? E’ quella cosa inutile intorno alla vagina!” che la nuova versione “che cos’è una sex doll? E’ quella cosa inutile intorno ad una fleshlight!”, con le femministe hanno appena dichiarato che vibratori e fleshlight sono perfettamente okay perché “non oggettificano”….

        Se ti attaccano con i carri armati devi progettare, produrre e impiegare carri armati simili ma superiori, non puoi attaccarli con la cavalleria (i polacchi ci provarono nel 1939 con risultati che sappiamo), e qui è lo stesso: la tattica del femminismo “della differenza” è utilizzare sia vere differenze che stereotipi e pregiudizi in funzione anti-maschile, ma in maniera nuova, quindi devi fare lo stesso e “in maniera nuova” si intende utilizzarli in maniera aggressiva, in modo da ridurle al silenzio e umiliarle, farle apparire le squinternate incoerenti che sono e non cercare di farle vergognare o farle ragionare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: