STALKER SARAI TU

Donne al di sopra della legge

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varie_PDRomadi Giuseppe Augello – La pietosa manifestazione del PD del 30 Settembre a Roma, in Piazza del Popolo, ha occupato le prime pagine di qualche quotidiano nazionale e il web, grazie alla propaganda mediatica partita dagli organizzatori, con qualche numero al lotto sui reali partecipanti. Secondo gli organizzatori 50.000 prima, poi divenuti 70.000, tra poco aumenteranno ancora di più. Qualcuno che c’è stato, tra una canzone di Bob Dylan, un “Bandiera Rossa” che ci stava come i cavoli a merenda, e un vessillo con l’immagine di Che Guevara di uno che probabilmente aveva sbagliato strada, ha scorto solo un micropopolo di nostalgici dei tempi che furono, età media 60 anni per gli uomini, sbandati senza la speranza di quando si credeva alla rivoluzione, e una età media minore per una discreta presenza di giovani e rampanti PDonne.

Il segretario del partito, tra un “Siamo stati arroganti, chiediamo scusa” e la preghiera di “Restiamo uniti, per carità”, sembrava la pantomina di un mediocre condottiero che vede il suo esercito allo sfascio, e grida “serrate i ranghi, serrate i ranghi”, mentre il (loro) nemico sfonda in più punti. Ora, siamo ormai abituati ai numeri volanti delle statistiche artefatte e non ci impressioniamo a quelli della ormai residua opposizione contro il consenso elettorale vigente. L’opposizione del resto si esercita contro quelle idee, una volta ospitate in seno alla cultura di sinistra della resistenza ai grandi poteri, ed oggi appannaggio di quella parte politica definita strumentalmente, “reazionaria, fascista, di destra, nazionalista” con tutto il vetero campionario di termini rispolverati e riproposti dopo gli anni d’oro del dopoguerra.

#persone_pillonSulle parole d’ordine, poco da dire. Il governo attuale sarebbe fatto di “cialtroni”, “truffatori del popolo”, “affossatori dei giovani e delle classi di lavoratori che pagherebbero per i fannulloni!”. Il girotondo di termini e slogan scollegati dal loro significato, utili per la valenza fonetica e l’ampollosità, lascia trapelare una ipocrisia dell’uso della lingua a scopo di marketing ideologico che nasconde enormi interessi economici anche sovranazionali. Ma infine, e qui ti volevo, non è mancato l’appello, a favore delle donne, che, in nome di un non ritorno indietro di 70 anni, impone la guerra al DDL Pillon ormai di sinistra fama e attaccato da tutti i media compiacenti.

Se uniamo tale appello a quella lettera aperta isterica lanciata dalle PDonne alle pari genere del Movimento 5 Stelle e della Lega per il ritiro del disegno di legge, in nome della difesa dell’assegno di mantenimento e del padre “visitatore” dopo la separazione, il quadro, per quel che interessa, è completo. Appello ad una spaccatura profonda tra i generi, come strategia di divisione del fronte formatosi in nome della famiglia e della bigenitorialità, incentivi alle donne che divorziano, in numero sempre più numeroso grazie alla propaganda sulla violenza di genere individuata in ogni respiro maschile, blocco della mediazione genitoriale, eliminazione o liquefazione del padre. Questa sinistra a mio parere è in decomposizione semplicemente perché non potrà sopravvivere solo con l’inno di Mameli sparato dagli altoparlanti e chiedendo il voto a chi lavora e insieme a chi fomenta le sanguisughe a danno di chi lavora, sventuratamente ex padri oltre che già fornitori di braccia alla logica del profitto.

#persone_puglisi“Separazione”, “separazione”, “via dal maschio violento”, “assegno subito”, le parole d’ordine del nazifemminismo. Perché non esiste un non violento, infatti 9 milioni di donne e madri sono vittime di stalking e violenza. Praticamente tutte. Ed è infine illuminante, incredibilmente rivelativa, l’ultima fake dell’assalto nazifemminista al DDL in parola, che darebbe il via ad una reale bigenitorialità. La frase è: “Con questo DDL se la violenza sulla donna non viene riconosciuta dal giudice la madre sarebbe costretta a incontrare in mediazione l’uomo violento ed ugualmente i figli a frequentare l’uomo violento, e la madre perderebbe i suoi figli… ” è la frase pronunciata da Francesca Puglisi di Towanda DEM, nientemeno che l’associazione donne del PD in guerra con un PD troppo maschilista, alla recente manifestazione di 300 (dicono) persone in Piazza Nettuno a Bologna. “Towanda Dem” e’ la ribellione delle donne Pd che hanno lanciato uno spietato atto di accusa anche nei confronti dei colleghi maschi. A cominciare dall’ex segretario Matteo Renzi e dal presidente Matteo Orfini, per continuare con gli attuali vertici. Presenti inoltre, nel gruppetto dei manifestanti, rappresentanze LGBT e Gay, come Franco Grillini, direttore di Gaynews e presidente di Gaynet, ex deputato DS, Ulivo, Italia dei Valori ecc. ecc.

Veramente si è combattuti tra l’ilarità e il disprezzo per chi ormai in preda al delirio ha perso ogni limite. Non si può certo dire trattarsi ormai solo di operanti di centri antiviolenza in preda ai fumi di qualche sostanza dopante, lanciate nella guerra al maschio, similmente ai soldati di Hitler drogati a botte di “Pervitin”. E in effetti dall’espressione degli occhi di qualche assatanata del nazifemminismo, qualche dubbio sorge spontaneo. “Se il giudice non riconosce”, significa “se il giudice assolve”, o se “verifica la falsità delle accuse di violenza”. Semplicemente. Con la conseguente denuncia per calunnia. E’ così che la parola della ex moglie, accusante, oltre ad avere prevalenza giuridica su ogni argomento della difesa, viene posta culturalmente, al di sopra di una spudorata archiviazione dell’accusa da parte di qualche Pubblico Ministero, o al di sopra anche del giudizio di assoluzione di un tribunale penale. Non escludendo leggi ad hoc patrocinate dalla lobby del neofemminismo.

varie_famigliaQuesta è non una ideologia, perché il termine merita più dignità, ma uno stato comatoso che denuncia la perdita di ogni controllo razionale in seguito ad esaltazione. Una formazione patologica di convinzioni errate, assurde, del tutto indisponibili ad ogni critica. La vittoria del Caos del contro ogni forma di razionalità dialettica e di pensiero. Questo stato patologico non è scevro di spregiudicatezza e azioni da spy-war, come la ricerca anche di una alleanza trasversale e scellerata all’interno del genere femminile sia nell’opposizione che nella parte politica al governo. Ma tant’è, “Muoia Sansone con tutti i Filistei” sembra che dicano. Sorge il dubbio che a difendere ancora il ben dell’intelletto di un genere, quello femminile, che meriterebbe un ruolo e maggiore rispetto, siano rimaste solo le associazioni degli uomini-padri. O no?


varie_indagineuomo
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6 thoughts on “Donne al di sopra della legge

  1. intanto vi informo sullo stato del ddl pillon. il senatore via fb aveva annunciato che le audizioni sono previste per il 23 ottobre ( ma sul sito del senato non c’è traccia ), oggi invece c’è una convocazione per la discussione
    http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/calendario/convocazioni.pdf
    mi da l’idea che si proceda con tempi molto lenti ( spero che non sia per sfruttare l’effetto annuncio più a lungo possibile )

  2. La giustizia è ben lungi dall’essere indipendente dall’orientamento politico-ideologico del potere, perchè i suoi rappresentanti, i magistrati, ne fanno parte e sono compromessi a pieno titolo. I processi “ad orologeria” e la priorità burocratica dei loro atti ne sono una dimostrazione.

  3. Nelle separazioni i padri sono vittime di mogli senza dignità e scrupoli maltrattano i mariti a cui nessuno da voce e pretendono solo di essere mantenute .Anche i padri amano i propri figli e soffrono a stare lontano da essi che ben venga il ddl Pillon che Dio lo benedica

  4. In realtà,purtroppo,le donne autrici di false accuse,dopo l’archiviazione delle stesse non vengono MAI automaticamente perseguite per calunnia,come la legge prevederebbe,senza necessità di denuncia-querela di parte,essendo la calunnia un reato procedibile d’ufficio.Come mai i PM che non compiono questo dovere non vengono MAI perseguiti da qualche altro giudice per omossione d’atti d’ufficio?

  5. a mio avviso un nuovo Governo, abbastanza inedito come quello attuale, avrebbe bisogno di una opposizione più organizzata e strutturata, anche tenuto conto del fatto che in realtà ci sono due opposizioni (forza Italia da una parte e il centro sinistra dall’altra). Sarebbe proprio interesse dell’azione di governo – nettamente differente dal passato – oppure qualcosa di propositivo e capace di avviare un dibattito serio su tematiche così importanti. Effettivamente, il PD dopo lo scacco elettorale tarda a riprendersi, quasi fosse un pugile messo KO. Anche perchè i prossimi appuntamenti elettoriali non preannunciano nulla di buono per quella che un tempo fu l’alleanza Ulivo e Unione, eccetera. Ecco perchè, in carenza di un leader autentico, dopo il giusto allontanamento del disastroso Renzi (autentico liquidatore fallimentare del PD), ricorrono alla chiamata della manifestazione, tradizionalmente un fattore catalizzante per quegli schieramenti. Dentro le vicende probabilmente “comatose” di quel che fu il centro sinistra italiano (di cui invece ll’Italia avrebbe estremo bisogno nel quadro di un sistema parlamentare democratico), si inserisce lo strepitio calunniatorio delle formazioni femministe. Il loro cavallo di battaglia è sempre lo stesso: la aggressione di stampo razzista e discriminatorio nei confronti dei padri separati. Qui si svela tutto il lato violento di quel settore della società: si attaccano quelli in grande difficoltà, oppressi dai problemi post divorzili e i tentativi di riallacciare rapporti genitoriali con i figli.
    I separati e i divorziati, onesti, non violenti, preoccupati per il futuro dei loro figli, vengono quotidianamente calunniati su siti, blog, pagine, quotidiani nazionali, dato che alla richiesta di un serio Affido Condiviso si contrappone l’argomento criminalità. Un metodo cinico, ricattatorio, obbrobrioso, che induce livore, spaccatura e divisione sociale laddove sarebbero necessarie concordia, dialogo, attenzione e sensibilità rispetto ai temi cruciali che riguardano famiglia e società. L’isterico attacco ai padri separati dissimula malamente un nichilismo e una insana voglia di “fare i conti” col passato, manganellando i padri separati, I PADRI in genere, ormai accusati di ogni nefandezza.
    E tutto questo lo giudico inaccettabile.

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