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Donne e violenza sui minori: la verità scomoda

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varie_minoriviolenzaDa inizio anno, stando a quanto notiziato dai media, i casi di donne che agiscono con violenza sui minori o ne abusano o li uccidono viaggiano su una media di poco meno di uno al giorno. Avendo come fonte i media di massa, è probabile che il dato rappresenti soltanto la punta estrema di un iceberg molto più ampio e profondo, che affonda le sue fondamenta sia in situazioni di disagio socio-economico sia in un’innegabile tendenza femminile a perpetrare atti di sopraffazione e predominio sui bambini. L’ultimo tragico esempio è di pochi giorni fa, con una donna che, disturbata nel rapporto sessuale con l’amante dai pianti del figlio, l’ha ucciso strangolandolo, nell’inerzia colpevole dell’amante stesso (nonché padre del bambino) e inscenando poi un finto incidente stradale.

A tenere il conto di questi eventi prova il “Conteggio infame” tenuto sulle pagine di questo blog. Un conteggio informale e incompleto, naturalmente. Un tentativo di riempire un vuoto che la dice lunga sull’orientamento delle ricerche e delle statistiche nel nostro paese. Si può infatti compulsare tutto il portale ISTAT, quello statistico dei ministeri dell’Interno e della Giustizia, quello del Garante per l’Infanzia, ma non si troverà nulla e quel pochissimo che si trova è molto datato. La moda ora è parlare del cyberbullismo, della pedofilia online e similari, che pure sono forme di violenza gravissime e da tenere sotto monitoraggio, visto l’uso ampio che i nostri ragazzi fanno di PC e smartphone. Ma questo focus tende a minimizzare, fino a farla sparire, la violenza contro i minori dentro le mura di casa, che non è cibernetica, ma psicologica e fisica. Su di essa trovare dati recenti è quasi impossibile.


Si tende a minimizzare, fino a farla sparire, la violenza che avviene contro i minori dentro le mura di casa


logo_telefonoazzurroCome mai? Un sospetto viene analizzando i dati italiani a disposizione e quelli più recenti provenienti dall’estero. L’unica fonte degna di autorevolezza nel nostro paese, in questo senso, è Telefono Azzurro. Da una sua vecchia indagine che copriva il decennio 2003/2013 risultava che le violenze e gli abusi sui minori provenivano nel 50,5% dei casi dalle madri (il 37,1% dai padri). Trend spaventoso, confermato poi da un’altra indagine, l’ultima reperibile ma solo nel resoconto di Repubblica, datata 2016, dove ancora erano le madri nella stragrande maggioranza dei casi a fare violenza contro i bambini. Oltre a queste rilevazioni, buio totale e dimenticatoio per un fenomeno che sembra diffusissimo e gravissimo, ma che cozza terribilmente contro una certa narrazione che vorrebbe la donna sempre perfetta, amorevole e accudente, tanto da diventare l’unica depositaria degli affidi post-separazione.

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Eppure a guardarsi intorno, magari verso paesi a cultura similare alla nostra, sebbene con una popolazione più ridotta, si trovano rilevazioni da far accapponare la pelle. Per esempio di recente la Nuova Zelanda ha scoperto le carte, con un’indagine della polizia relativa alle morti e alle violenze in famiglia. La ricerca, dicono i media locali, rivela una verità scomoda: “le madri uccidono più bambini di ogni altro gruppo sociale e gli uomini sono vittime di violenza domestica nella stessa misura delle donne”. Nel loro caso la scoperta sconvolgente, studiando 95 casi di infanticidio avvenuti tra il 2004 e il 2011, è stata che a commettere il delitto erano state donne (madri) nel 45% dei casi. Il direttore dell’osservatorio neozelandese per la famiglia Bob McCoskrie non ha dubbi che l’indagine smentisca “la percezione popolare fuorviata che donne e bambini debbano essere protetti dagli uomini. Focalizzare tutto sul genere è di per sé fuorviante”.


C’è la percezione popolare fuorviata che donne e bambini debbano essere protetti dagli uomini. Focalizzare tutto sul genere è di per sé fuorviante


donna_soldiFuorviante è la parola chiave, insomma, nella considerazione di questo e di altri fenomeni che, messi a paragone, guadagnano o meno l’attenzione dell’opinione pubblica. Se nella poco popolata Nuova Zelanda, paese di cultura occidentale come un qualunque paese europeo, le proporzioni sono quelle rilevate, non è difficile immaginare che ampiezza possa avere il fenomeno da noi. Dove però non c’è emergenza alcuna, nessun allarme sociale, nessun titolone sui media e soprattutto nessuna misurazione statistica ufficiale. Di contro, appunto perché è indispensabile fuorviare, si sprecano i conteggi dei cosiddetti “femminicidi”, per altro uno diverso dall’altro, essendo la fattispecie non definita, con tutto lo strombazzamento allarmista collegato. Ed è anche per questo che, ne sono certo, Telefono Azzurro riceve una frazione infinitesimale delle risorse che vengono invece destinate alle professioniste dell’antiviolenza in rosa. Il che è ovvio: le donne, se ampiamente foraggiate, privilegiate e protette, votano. I bambini no.

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4 thoughts on “Donne e violenza sui minori: la verità scomoda

  1. Non conoscevo questo studio di telefono azzurro. grazie per averlo condiviso. E’ estrementaente interessante. Grazie per averlo condiviso. Ho scritto direttamente a loro per chiedere se hanno i dati ufficiali del 2016-2018

  2. molto semplice : le donne sono piu’ importanti dei bambini !
    La violenza sui bambini ha importanza quando è l’uomo i ll carnefice , se è la donna va tutto bene.
    E poi tira anche un detto “tira piu’ un pelo di figa che un carro di buoi” insomma per le donne in difficoltà l’uomo è il primo a prendere le sue difese al costo della sua vita e di conseguenza è uno dei primi a non lamentarsi se la donna violenza / sevizia /uccide un bambino.

    1. purtroppo è vero, basti pensare alle diverse sentenze della magistratura in materia civile, in cui non si nota altro che la tutela della donna, la quale era preminente anche sull’interesse dei figli ( caso classico la sentenza del giudice iozzia, a proposito, ieri ho guardato quanto diceva il giudice della corte costituzionale in un dibattito con timperi. e ho ripensato a questa sentenza… )

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