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Due “ennesimi femminicidi”. Ro$a No$tra gode, ma che accade a Cisterna?

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survive-institute-crime-statisticsNotizia di adesso, gentilmente fornita da una commentatrice anonima: ci sono stati due “ennesimi femminicidi” (per la stampa i “femminicidi” sono ennesimi per definizione). Uno in Veneto, a Montegaldella, e uno a Cisterna di Latina. Naturalmente i media sono già lì a rosicchiare la carogna della cronaca nera, vomitando il vomitabile su eventi che, con queste due vittime, contano per 14 o 15 finora. Non ho il conteggio preciso, lo lascio alle pasionarie dell’antiviolenza, in attesa di conoscere poi i loro numeri gonfiati a fine anno per poi smentirli uno ad uno. In ogni caso siamo ai minimi storici per i “femminicidi” propriamente detti, secondo la definizione della Polizia di Stato. Dunque eventi meno che fisiologici. Tragici, orribili, raccapriccianti, ma né meno né più di tanti altri. Il fatto che la vittima sia una donna e il colpevole sia un uomo non cambia le cose. Ad aggiungere tragicità a tragicità è il fatto che spesso a questi crimini assistono dei minori, come pare sia avvenuto a Montegaldella.

Va detto che di solito non scrivo articoli sui cosiddetti “femminicidi”, proprio perché trattasi di un fenomeno criminale privo di definizione e con numeri pressoché irrilevanti. Stavolta però lo faccio perché c’è una ricorrenza che a questo punto è davvero angosciante. Cisterna di Latina e dintorni… Quante volte si sono sentite storie del genere in quell’area? Ne ho parlato diverse volte sul blog, addirittura ipotizzando che quella zona sia una specie di “Triangolo delle Bermuda” dei reati passionali o relazionali. Luigi Capasso, accoltellamenti coniugali, poliziotti che si sparano, minorenni stuprate e uccise, non sembra un posto particolarmente salubre dove vivere delle relazioni affettive. E allora dico qui in chiaro qualcosa che nei molti articoli precedenti che si chiedevano che diavolo accade a Cisterna, Latina e dintorni, ipotizzavo solo tra le righe: là opera un noto centro antiviolenza, la cui presidente ieri ha dichiarato su Facebook che il colpevole andrebbe “ammazzato alla stessa maniera” (alla faccia dell’antiviolenza…). Qualcuno avrebbe la compiacenza di andare un po’ a vedere quante delle situazioni finite tragicamente sono passate da lì e come sono state gestite dal centro antiviolenza stesso? Dalle voci che mi arrivano da quell’area, un controllino non guasterebbe.


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6 thoughts on “Due “ennesimi femminicidi”. Ro$a No$tra gode, ma che accade a Cisterna?

  1. non so molto di diritto penale o di diritto in genere, ma non è una cagata attribuire automaticamente un movente di odio di genere ancora prima del processo? mi ricorda la giustizia inquisitoriale dove ti giudicavano indemoniato a prescindere se ti pizzicavano a bestemmiare. dall’illuminismo in poi la giustizia moderna non dovrebbe attendere la sentenza definitiva prima di affibbiare moventi ad un accusato? le femministe non hanno mai letto Montesquieu o Beccaria?

    1. Più di così. Dovremmo essere in un paese normale e chi di dovere dovrebbe fare qualche indagine.

      1. Ci risiamo…. Altro episodio ad Aprilia pochi giorni fa… Come al solito ci avevi visto lungo…. Ma da parte delle istituzioni ancora sonno, lungo e letargico sonno….

        1. Da quelle parti c’è un centro antiviolenza molto controverso. Forse aspettano che la zona diventi il luogo di una strage per andare a indagare un po’…

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