E perché non l’impalamento?

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BS05F15_2249653F1_4961_20120407193949_HE10_20120408-kK8-U433102923536122e-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Corriere della Sera in grande spolvero oggi sulla materia stalking. Questo articolo di nuovo sfiora il ridicolo. Dice la cosiddetta vittima: “Magistrati e forze dell’ordine continuano a ripetermi che non è pericoloso. Ma che ne sanno davvero? Io non voglio diventare una sagoma disegnata col gesso sull’asfalto”.
Ma certo! Magistrati e forze dell’ordine non ne sanno nulla “davvero”, che ci stanno a fare? Lei sì che sa. L’uomo è passato al vaglio di tribunali e psichiatri, si sa che è un povero squilibrato ed è stato accertato che è innocuo ma, niente, la fanciulla non si fida, vale di più ciò che sente e dice lei… ed ecco allora la drammatizzazione, buona per i media: lei non vuole “diventare una sagoma disegnata col gesso sull’asfalto”. Brrrr, che immagine evocativa…
Eppure magistrati e forze dell’ordine, sempre così zelanti con gli stalker (veri o non veri, per loro non c’è differenza…), soprattutto per non finire accusati di aver lasciato in libertà un potenziale killer, ritengono che l’uomo non sia pericoloso. Forse implicitamente chiedono alla donna di essere un po’ più rilassata e prenderla un po’ più bassa, magari di fare un po’ meno l’ipersensibile, tirar fuori il carattere e usare la blacklist del suo telefono. Ma no, non basta, loro non ne sanno niente, dice lei. E quindi che vorrebbe? Come si risolve la situazione? Pena di morte? Ergastolo a prescindere? Impalamento in pubblica piazza? Perché no… Dai e dai si arriverà a ottenere anche questo, ci scommettiamo.

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