STALKER SARAI TU

E’ vero, in Italia c’è un regime totalitario. Ed è donna.

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

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LA FIONDA

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varie_centocittaVenerdì mattina sarei dovuto andare in diretta in collegamento telefonico con la trasmissione “Centocittà“, nientemeno che su RAI Radio 1. Una prima assoluta per “Stalker Sarai Tu”. Tema del mio intervento: il “Codice rosso” e dintorni. Finalmente, mi sono detto, una platea nazionale a cui proporre una pillola rossa, e tante grazie a Mamma RAI che ha preso coraggio e vuole far sentire anche un’altra voce, magari per innescare il confronto. I dialoghi e il rapporto con la redazione, il giorno prima, sempre via telefono, sembravano molto stimolanti ed entusiasti. “Mi raccomando, parla molto delle false denunce, ci interessa!”, mi dicono. Figuriamoci, ci vado a nozze, con tanto di dati ministeriali ufficiali. Non vedo l’ora.

A quel punto però faccio un errore: annuncio la mia presenza in radio qui sul blog e sui social collegati. Un errore perché ho presunto di vivere in un paese ancora democratico e aperto al libero confronto di idee, e ho avuto fiducia che la RAI non si tirasse indietro, dopo avermi interpellato, fatto inviare materiale e avermi chiesto il contatto con un uomo che potesse raccontare uno dei tanti casi di abominio antimaschile del sistema. Il mio annuncio in breve dilaga in rete, tra gli amici sicuramente, ma soprattutto tra i nemici. Che si mobilitano immediatamente, coinvolgendo un po’ tutte le armate del femminismo suprematista nostrano, dai gruppi “No Pillon” (come se io fossi “pro Pillon”…), alle più fantasiose sigle, più o meno note. Tutte le truppe rosa vengono invitate a fare mailbombing alla redazione del programma per impedirmi di parlare. A quanto so, vengono mossi anche un paio di pezzi grossi (quanto onore!) presso il direttore Gerardo Greco per assicurarsi che il bavaglio sulla mia bocca fosse stretto stretto.

Insomma che la RAI e in particolare il Direttore di Rai Radio 1 vengono presi d’assalto. Cedono di schianto e trasformano la trasmissione da incentrata sugli uomini com’era alla solita sbobba di piagnisteo femminista e richiesta di soldi delle varie portatrici d’interesse. Un ribaltamento totale del palinsesto del programma. Evidentemente la redazione è stata richiamata severamente alla piena conformità con il pensiero unico femminista. Non è consentito di concepire una comunicazione pubblica incentrata su tematiche non date, non standard. Se ci si prova, come ha fatto “Centocittà”, si viene subito riportati a forza di manganello alla coerenza alla linea. Va detto: è colpa mia. Non avessi rivelato la mia presenza, cioè non avessi presunto di vivere in un regime di democrazia e libertà, tutto sarebbe andato liscio, con qualche ripercussione e protesta post-trasmissione, ma intanto si sarebbe riusciti a mettere una pulce di verità nell’orecchio dei tanti ascoltatori della trasmissione. Invece no: dopo il manganello (Stasi niet) è arrivato l’olio di ricino, ovvero il totale ribaltamento del piano della trasmissione. Si dovrà parlare solo di donne e violenza sulle donne, lasciando un blando spazietto a una testimonianza maschile, da sminuire il più possibile, come in effetti è accaduto.


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Ed ecco dunque che, con mio grande stupore, la quasi totalità del programma porta le solite argomentazioni: la violenza dilagante, le donne povere e sole e così via. Ascoltavo la prima parte prendendo appunti, pronto a smentire quelle sciocchezze propagandistiche con pacata fermezza e soprattutto con argomenti e numeri alla mano, finché… DRIIIN! Suona il cellulare. E’ la redazione RAI. Dai che è il mio turno, penso. Rispondo, ma niente, cade la linea. Accade altre due volte. Alla quarta mi risponde una signorina che mi mette in attesa dicendo che verrò a breve introdotto in trasmissione. Dopo dodici squilli (ho tutte le telefonate registrate, per questo ho potuto contare gli squilli), cade la linea. Ancora due tentativi andati a vuoto, poi più niente. Mi chiama poi la redazione per dirmi che ormai è andata, problemi tecnici, sarà per la prossima volta, ovvero mai più: il mio nome ha una croce sopra, dunque adieu.

varie_bavaglioDevo credere ai problemi tecnici? Ci provo ma non ci riesco e lo scrivo chiaramente alla RAI, senza avere risposta. Ciò che infastidisce, dal lato personale, è la sensazione di essere stato preso per il culo, con la finta dei problemi telefonici, incoerenti rispetto agli svariati contatti del giorno prima e di quella mattina. C’è poi la questione generale: l’informazione dovrebbe fare una feroce resistenza ai tentativi di impedire il buon giornalismo, quello che interpella diverse posizioni e regola il dibattito, approfondendo e indagando. Anche e soprattutto quando i contenuti sono contro il potere. Non so cosa abbiano subìto in redazione, ma il grande entusiasmo di giovedì durante i primi accordi è stato sostituito il giorno dopo da un tono talmente teso e distante da farmi capire subito che qualcosa sarebbe andato storto. Da confermarmi soprattutto nell’idea che sussista un regime totalitario in Italia capace di spezzare l’intero palinsesto di una trasmissione per negare la libertà di parola a qualcuno e imporre un solo punto di vista. E in questo senso, stando alle cronache, non sono l’unico a subire questo tipo di censure.


Devo credere ai problemi tecnici? Ci provo ma non ci riesco.


Ed è questo, più di ogni altra cosa, che lascia l’amaro in bocca. Mi spiace ovviamente non aver potuto portare i miei contenuti, ma alla fine ho casa mia: qui e i social collegati. Ciò che ho da dire continuerò a dirlo, qui nessuno può censurarmi. Nemmeno sono arrabbiato o offeso con la RAI. Al massimo deluso, ma niente di più: a non farmi parlare ci ha perso lei, non io. L’amaro deriva proprio da questo clima generale di oppressione e compressione delle libertà individuali e collettive. Non è consentito, non si può, non si deve proporre all’opinione pubblica posizionamenti diversi da quelli imposti dal pensiero unico rosa, anche se i primi hanno il sostegno di argomenti e dati e i secondi no. Lo psicodramma collettivo non deve essere smentito, il grande Truman Show deve continuare. Provate a risentire il podcast della trasmissione: nella prima parte parlano alcune portatrici d’interesse che pur di riuscire ad arraffare i 37 milioni di Spadafora arrivano a descrivere l’Italia come fosse l’Arabia Saudita o l’Iran. Una realtà che, basta guardarsi attorno, senza scomodare i dati ufficiali, non esiste ma deve esistere per ordini e interessi superiori. Per questo ogni narrazione alternativa della realtà deve scomparire. Esattamente come accadeva sotto il fascismo o il comunismo.

donnansiaEppure tutto questo è un grande successo. Indubbiamente venire imbavagliati, con l’aggiunta della presa per il culo, non è proprio il massimo ma, passato il disappunto iniziale, resta una consapevolezza. Hanno paura. Non di me in quanto me, ma di me in quanto portatore di contenuti significativi orientati a un confronto che sanno li vedrebbe perdenti. E’ il confronto che li terrorizza, non certo Davide Stasi. Sanno quali e quante forzature ci sono alla base delle loro prese di posizione, quali contraddizioni si portano appresso, ma sanno anche di avere alle spalle un potentissimo apparato, lo stesso che sosteneva il sistema della Val D’Enza, e che se cadesse farebbe un rumore del diavolo, portandosi con sé carriere, redditi, posizioni politiche e credibilità. E quindi ricorrono al manganello, alla scorrettezza, a quanto è molto tipico dell’ideologia estremista e interessata. Sono riuscite a terrorizzare la RAI così tanto da obbligarla a chiudermi la porta in faccia. Ma di fatto sentono la marea montante di chi alle loro balle non ci sta più. Una marea che gli lambisce i piedi d’argilla. Ogni loro segnalazione, ogni telefonata alla povera redazione di “Centocittà”, tutte le pressioni che hanno fatto emanano un odore. E’ l’odore della loro paura. Paura di perdere tutto ciò che illegittimamente hanno ottenuto finora, paura di venire scoperte e sbugiardate. Al netto della delusione per il collegamento radiofonico non avvenuto, bisogna ammetterlo, è un odore inebriante da sentire.


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36 thoughts on “E’ vero, in Italia c’è un regime totalitario. Ed è donna.

  1. Ragazzi, calma un attimo. Non importa chi è contro o a favore di chi. Vogliamo tutti lottare per i nostri diritti e non possiamo farlo discriminando palesemente e chiedendo cose assurde come il reato di omosessualità. Bisogna piuttosto controbattere con logica in merito ai contenuti ed opporsi a qualunque ingerenza che leda i nostri diritti. Ognuno poi a letto, in privato, poi faccia quel che gli pare e si sposi pure con chi gli pare e si vesta come gli pare. Tutto ok finché non si cerca di limitare con prepotenza le libertà altrui. E questo vale per chiunque, in primis per noi.

  2. Sapevo da tempo di vivere in un paese dove la Liberta ‘ di pensiero e’ a senso unico…. E i rappresentanti di questa libertà sono in modo emblematico i 3 presidenti istituzionali (Senato, Camera dei deputati e Presidenza Della Repubblica), e i 2 presidenti di associazioni (nazionale magistrati e ordine dei giornalisti).. Quando li vedo in trasmissione tolgo l’audio, così come loro tolgono a me il diritto di esprimermi…

    1. Vuoi davvero farlo? Saresti l’unico contro una montagna di altre segnalazioni contro di colore “rosa”…

      1. Beh, intanto facciamo sapere che ci siamo anche noi. Stavolta ci cestineranno, la prossima forse pure, poi chissà…

        P.S.: mi riferisco a un’e-mail, comunque, visto che ho chiuso i miei social.

  3. abbiamo poche possibilità, quelle che abbiamo sfruttiamole, intanto quando vediamo i post e gruppi femministi blocchiamoli come incitanti la violenza di genere , poi iniziamo a promuovere una raccolta firme contro l’aborto e proponiamo una raccolta firme per l’istituzione del reato di omosessualità, infine chiediamo l’abolizione dei contributi a favore dell’associazionismo ( di qualsiasi genere, so che colpiremo anche chi non c’entra nulla, ma è necessario, altrimenti queste si maschereranno, ad es da associazioni sportive ), infine adottiamo questo blog come riferimento del mondo maschile (da quello che hai visto, Davide, la gente ti osserva, vede quello che fai, ma non ti nomina…. il tuo nome è scomodo ), smettendo di litigare e di dividerci ( le femministe sono divise in molteplici associazioni, anche di carattere locale, ma poi fanno riferimento tutte a non una di meno…. un esempio da imitare)
    Certo questa non è una soluzione, il problema vero è la magistratura che tutela ‘ in quanto donna ‘, ma per quello, al momento non può essere risolto ( anche se, devo dire che un’articolo come quello su mescolini, ha avuto un notevole impatto sull’opinione pubblica, molto più forte di quello che sembrerebbe )

    1. Sono d’accordo sul discorso unitario. Ma non tramite questo blog o me. Io faccio comunicazione e vorrei continuare a farla. Lo strumento unitario è stato creato e inizierà a marciare da settembre: la Lega degli Uomini d’Italia. Occorrerà dare sangue, carne, gambe e braccia a quella.

      1. Ho deciso che mi iscriverò anch’io.
        Anche se la cosa della “complementarità dei sessi” la ritengo fortemente dannosa: può sembrare cosa da poco, ma puzza di “uomo che ha bisogno di una donna” lontano un miglio e da sola è sufficiente a fermare tutto lo slancio, perché attira come mosche sul miele gli incel e similari, o comunque gente focalizzata contro la “promiscuità femminile” che tradotto significa “le donne fanno troppo sesso, ma non con me!” – quando prendi quella gente lì a rimorchio, tendono a svilire qualsiasi cosa tu faccia.

        1. Avremo modo di spiegare che significa solo e semplicemente: un uomo può trovare in una donna un elemento di completamento di se stesso, così come una donna può trovare in un uomo un elemento di completamento di se stessa, perché così ci ha fatti natura: complementari non identici. Ma naturalmente non è un obbligo, bensì una possibilità: si vive benissimo anche da soli.

          1. Ma il fatto che tra i principi dell’organizzazione si metta una cosa simile non la rende una possibilità ma un principio fondante dell’organizzazione.
            Io mi iscriverò, e penso che si possa ottenere qualche risultato, ma saranno necessariamente molto limitati: per come la vedo io sin dai principi fondanti l’organizzazione va ben oltre la richiesta sacrosanta di diritti maschili e tende a concentrarsi sulla visione “di una società migliore”.
            Il difetto di tale approccio è che aspirare a costruire “una società migliore” implica chiedere alle donne di cambiare qualcosa. In pratica se le donne in generale non recepiscono, l’organizzazione cosiddetta “maschile” crolla. Dico cosiddetta perché di fatto tutto dipende dalla ricettività femminile all’iniziativa. E lamentando noi gli svantaggi maschili, praticamente l’organizzazione può raggiungere il suo scopo di “società ideale” solo se…riuscirà ad impietosire a sufficienza le donne, abbastanza da farle rinunciare ai privilegi sessisti che hanno…

            Purtroppo noi uomini siamo abituati a farci sempre carico di tutta la società, donne in primis, anche quando siamo l’ultima ruota del carro e dovremmo concentraci su ciò che noi non abbiamo e le donne hanno. Io penso che, come uomini in generale, pagheremo a carissimo prezzo tale approccio. Però, nel processo, ci sentiremo tanto “universalistici”, “inclusivi” e “generosi”, magra soddisfazione.

            1. E’ il presupposto a essere diverso. Le donne di cui parli tu sono quelle infettate dal femminismo e dai suoi disvalori derivati, che sono una minoranza influente. Le donne sono decisamente altra cosa, sono interlocutrici interessanti e in molti casi necessarie. E sono la maggioranza. L’invito è a provare a ragionare assieme, a riconoscersi vicendevolmente, a discutere sui fatti e sulla realtà, per impostare qualcosa che cancelli le minoranze influenti e rumorose che avvelenano tutto.

              1. La stragrande maggioranza delle donne è infettata da principi femministi, comprese parecchie anti-femministe. Parzialmente, ma abbastanza da fare la differenza in molti casi.
                Vuoi un esempio? Prova a parlare di “aborto finanziario” (rammento che le donne hanno il “parto in anonimato”, che è identico) oppure di proibire la circoncisione dei neonati maschi (rammento che qualsiasi tipo di intervento sui genitali delle neonate femmine è proibito: persino la “circoncisione simbolica” femminile, che di fatto è persino meno invasiva di quella maschile).

                Sulle suddette cose le donne non devono avere voce in capitolo, altro che interlocutrici: sono diritti maschili che non riguardano le donne. Infatti il pene è mio, e anche nel caso dell'”aborto finanziario” sono io che debbo decidere se assumermi o meno i diritti e doveri della paternità. Nel secondo caso si può contestare che è un obbligo morale ed è per il bene della società, salvo che nel 99% dei casi chi lo dice si zittisce appena gli rispondi “perché non proibiamo anche il parto in anonimato, che è identico?” – si zittiscono perché sanno che sarebbe una battaglia persa, perché la grandissima maggioranza delle donne non cederà mai nulla su questo.
                E l’aborto non c’entra niente: l’aborto è la soppressione di una terza persona, niente a che fare con “parto in anonimato” e l’equivalente maschile “aborto finanziario” che sono solo rinunce a diritti e doveri su quella persona.

                E’ così che si perpetrano i doppi standard che ci sfavoriscono: noi dobbiamo essere responsabili, loro no. A noi i doveri, a loro i diritti.

                E’ qui il problema della “complementarità” come principio fondante: dire che le donne sono interlocutrici su simili tematiche (ed altre ancora) assume che i diritti maschili siano negoziabili, quando praticamente per nessuna donna i diritti femminili sono negoziabili.

                1. Sono convinto invece che, se ben impostato, ovvero sterilizzato da posizioni ideologiche, un confronto costruttivo sarebbe possibile anche su queste tematiche. Inguaribile ottimista?

    2. Firme contro l’aborto si, visto che si può considerare omicidio, e sarebbe un attacco forte, e la miglior difesa è l’attacco, sempre.
      Ma l’istituzione del reato di omosessualità come la razionalizzi?

      1. Ormai i gay sono diventati i cagnolini delle femministe e infatti i gay si rifiutano di capire che fare l’unione civile (e in prospettiva il matrimonio ufficiale) SENZA il contratto prematrimoniale è un suicidio: i gay infatti si oppongono al prematrimoniale (che serve anche a loro) per il seguente motivo, ovvero che siccome le destre hanno fatto dura opposizione alle unioni civili allora le femministe dicono ai gay “davvero voi volete autorizzare il prematrimoniale? Davvero volete dare ragione alle destre che avevano fatto opposizione alle unioni civili?” e quindi i gay cedono alle pressioni delle femministe. Insomma, i gay si fanno sottomettere dalle femministe e quando anche loro (come è ovvio) inizieranno a divorziare (scoprendo “le grandiosi gioie” delle leggi in materia di divorzio) si pentiranno amaramente di non aver appoggiato le destre a proposito del prematrimoniale: tra i due litiganti (gay e destre) il terzo gode (cioè le femministe) come sempre.

        Perciò io dico (non so cosa pensano gli altri, ma io penso questo) siccome i gay non capiscono questa cosa banale, tanto vale introdurre il reato di omosessualità (loro non ci aiutano e fanno di tutto per ostacolarci favorendo i nostri nemici? E allora che non si lamentino…) e poi vediamo se rimpiangeranno i bei tempi in cui la destra laica voleva il prematrimoniale: ormai la destra di matrice laica sta evaporando e quindi la destra bigotta-religiosa, sia qui in Italia che in USA, sta prendendo il sopravvento sulla destra laica e, concludendo, non fatevi illusioni nella lotta contro i privilegi femminili. Pure voi avrete brutte sorprese (i religiosi infatti si oppongono al contratto prematrimoniale “a causa della mercificazione del sacro vincolo del matrimonio con il risultato incredibile di danneggiare gli uomini e di favorire le femministe: evidentemente i religiosi hanno dimenticato che la mercificazione del matrimonio è stata introdotta con il divorzio) esattamente come avranno i gay brutte sorprese (la destra laica non vuole il reato di omosessualità, invece la destra religiosa sì) e le femministe ovviamente non muoveranno un dito per “salvare” i gay.

        Personalmente io sono un laico, però se i religiosi prendono il sopravvento allora noi laici (che chiediamo il prematrimoniale) finiremo con la museruola: ma se i gay non ci aiutano, allora tanto vale lasciarli in pasto ai religiosi… i gay si facciano difendere dalle femministe, poi vediamo che cosa accade: io lo so già (le femministe butteranno i gay in pasto alla destra religiosa che così in cambio darà alle femministe il blocco della legge sul prematrimoniale, sull’aborto finanziario, sugli affidi dei figli, sugli assegni all’ex mogli, eccetera…) e non sarà una bella cosa… che dite?

          1. Il problema è che se volete ottenere la legge sul prematrimoniale (e una buona legge, non la solita cagatina all’italiana che non serve a nulla) vi servono anche i gay, i laici e soprattutto le donne senza figli (45% delle donne italiane tra i 18 e i 45 anni), quindi c’è bisogno di “spaventare” le vecchiette che sono terrorizzate dal possibile ritorno a casa, cioè dentro la loro casa, del loro figlio maschio ormai 40enne a causa del divorzio… ma voi tendete ad esasperare i toni chiedendo cose come il reato di omosessualità che non sono più realistiche (dovevate pensarci decenni fa… ora è tardi). Ecco, serve una nuova strategia di inclusione e di minaccia (ripensa alla vecchietta spaventata dall’idea che lei a 70 anni si ritroverà ancora in casa il figlio 40enne a causa delle leggi sul divorzio) così da indurre anche le donne a sostenere il prematrimoniale e magari si potrebbe dire “ma se a te, donna, non interessano i soldi visto che ti sposi per amore, allora metti una firmetta in calce al prematrimoniale, così che tutti possono vedere che sei onesta…” e di sicuro per i loro motivi di orgoglio firmeranno in tante così da poter dire “io [Bea] sono onesta mentre la Kikka non lo è visto che non ha firmato” e quindi la Kikka pur di zittire la Bea firmerà 😉

            1. quindi, vediamo se ho capito, dovremmo dire alle vecchie che se non passa la legge sul contratto prematrimoniale o quella sulle separazioni, corrono il rischio di ritrovarsi il figlio in casa? ci penserò a questa cosa…

              1. PROPOSTA DI SLOGAN E DI SPOT ELETTORALE:
                “Ehi, tu… sì, parlo con te… ti ricordi di quanto tuo figlio si è sposato? Eh, già… che giorno meraviglioso. Ma guarda alla tua vicina di casa… anche suo figlio tempo fa si era sposato… come dici? Ora lui è tornato da sua madre? E come mai lui ora è in casa con lei pur avendo lui più di 40 anni? Come dici? Dopo il divorzio purtroppo lui è diventato troppo povero per abitare da solo… ecco, il problema è che le leggi in materia di divorzio creano queste situazioni: tuo padre era progressista, quindi pensava che dando il divorzio alle donne allora sarebbe migliorata la situazione, ma ai giorni nostri TU rischi di ritrovarti TUO figlio (il nipote di tuo padre) in casa proprio a causa di queste leggi? Eh, già… bisogna urgentemente introdurre una riforma profonda del divorzio partendo dal contratto prematrimoniale… altrimenti TUO figlio sarà in casa TUA e ci resterà PER SEMPRE! Non farti ingannare da quelli che dicono che il prematrimoniale mercifica il matrimonio: mia cara, come vedi tu stessa guardando la tua vicina di casa, ormai la mercificazione c’è già a causa di quelli come tuo padre che non si erano accorti che il divorzio ha creato proprio la mercificazione e infatti il figlio della tua vicina è finito in rovina… e TU vuoi che TUO figlio faccia quella stessa fine? Pensaci… e ricordati che tu come nonna NON vedrai più i tuoi nipotini se tua nuora divorzia da TUO figlio proprio a causa di queste leggi idiote che o si modificano subito oppure sarai TU a pagarne le conseguenze visto che le leggi, fatte dalla generazione di tuo padre, ha creato il fenomeno della donna pretenziosa, quella che maltratta TUO figlio e che chiede A TE, visto che TUO figlio è diventato povero, il risarcimento danni in sede civile e la tua casa finirà pignorata se non si cambiano certe leggi idiote fatte da femministe e dalle destre stupide, ma soprattutto dagli uomini stupidi di una volta… quando tuo padre faceva il progressista secondo te era questo che lui augurava a te e a TUO figlio, cioè il suo nipotino? Direi proprio di no”. Scommettiamo che le vecchiette si spaventano tutte per bene e che pur di non pagare sosterranno le nostre idee? ????

            2. a proposito, ho letto dall’altro post quanto hai scritto sui contratti prematrimoniali, ma quindi i prematrimoniali americani prevedono anche la disciplina del rapporto con i figli?? temo che una cosa del genere in italia è di difficile attuazione a livello giuridico ( come la criminalizzazione dei gay… )

              1. Mi stupisce che non ci siate ancora arrivati: con il prematrimoniale si stabilisce tutto prima (e questo semplificherebbe la vita dei magistrati), dai figli ai soldi e, purtroppo, devo notare che la vostra impreparazione consentirà a M5S+Lega di fare una legge fasulla sul prematrimoniale che farà la fine della legge del 2006 a proposito dell’affido condiviso. Quello che bisogna fare in Italia è come in USA in cui è possibile che la donna rinunci ai soldi in caso di divorzio oppure di eredità e infatti è noto che l’ultima moglie di Hefner (il patron di Playboy) NON ha ereditato, quindi secondo me serve un articolo del proprietario di questo sito a proposito di prematrimoniali e riforma delle eredità (pensate che in Italia è ancora vietato fare un patto successorio e da qui si capisce bene la gravissima arretratezza del diritto)

                1. il problema è che è vietato anche il patto prematrimoniale sulle relazioni personali a meno che non si trovi un escamotage… quello che proponi in italia è irrealizzabile perché i principi non lo consentono ( purtroppo )

        1. I contratti prematrimoniali non servono a niente, se non a dare un falso senso di sicurezza.
          O pensi davvero che negli USA gli uomini non vengano distrutti dal divorzio?
          I contratti prematrimoniali vengono annullati nel 63% dei casi: tutte le volte che il giudice ritiene che vadano a svantaggio della donna.

          Lo so anch’io che l’Arcigay si è schierata contro il DDL 735 – tra l’altro a suo stesso danno: schierarsi contro il DDL 735 significa dire che la Madre (maiuscola) deve essere preminente, e quindi, di fatto, implicitamente, per l’Arcigay “due padri senza Madre” è abominio, perché manca il genitore prevalente.
          Lo so anch’io che sono fiancheggiatori, anzi zerbini, e come tali vanno puniti.

          Ma la mia domanda era: come razionalizzi la criminalizzazione dell’omosessualità?
          Il danno agli altri dove starebbe?

          1. Mi inserisco nel dialogo (che non ho letto nella sua completezza) solo per dire che io sarei contrarissimo alla criminalizzazione dell’omosessualità. Ma proprio contrario contrario.

            1. A prescindere da “giusto e sbagliato” – distinzione molto aleatoria quando si è in guerra (è infatti per questo che si dice che la guerra è una cosa sporca) – quello che conta è l’obbiettivo: per colpire l’Arcigay, specie Il Cassero di Bologna, è molto più efficace insistere su Bibbiano: hanno le mani in pasta e dobbiamo tagliargliele, metaforicamente parlando.

            2. Ma infatti io personalmente sono contrario ad ogni criminalizzazione penale dei comportamenti sessuali visto che se si mettono in galera i gay poi le femministe ovviamente diranno “e allora anche gli etero”, quindi i religiosi che dicono “i gay devono andare in galera” alla fine portano in galera gli etero! Il problema è che in tantissimi dicono “mandiamo i gay in galera” semplicemente per vendetta verso le associazioni gay che si mettono ad obbedire alle femministe (il prematrimoniale ci serve a noi etero, ma anche ai gay, però i gay obbediscono alle femministe). Ergo, come al solito, l’infantilismo acuto di certa destra produce la vittoria delle sinistre: il rifiuto totale delle destre sulle unioni civili ha consentito alle sinistre di vincere e ora (ovviamente) i gay non ascoltano le destre sul prematrimoniale proprio per vendetta verso le destre che avevano ostacolato le unioni civili. Insomma, i religiosi e i gay de facto sono degli infantili che si fanno fregare dalle femministe: notare poi che anche i religiosi sono contrari al prematrimoniale “in quanto esso mercifica il matrimonio” (ma lor signori non sanno che è il divorzio a mercificare il matrimonio quando la donna fa i calcoli per avere l’assegno bello grosso, magari facendo anche false denunce? Eh…)

          2. Ma infatti, come avevo detto io sopra, chi chiede di introdurre il reato di omosessualità di solito è un religioso oppure uno che si vuole vendicare del fatto che i gay andando contro i loro stessi interessi (il prematrimoniale serve anche a loro) obbediscono alle femministe contrarie al prematrimoniale. Dunque, tu stesso mi confermi che il 37% dei contratti NON viene annullato dai giudici: direi che è un buon dato di partenza considerato che in Italia la percentuale è ZERO. E se vuoi evitare gli annullamenti in Tribunale, allora fai così: tu sei un cittadino USA, fai un contratto prematrimoniale (e quindi ti sposi) in Repubblica Dominicana [Briatore si è sposato giuridicamente a Montecarlo – ndr] e poi vedi che il giudice USA non può interferire (deve soltanto applicarlo e basta) in nessun caso, quindi secondo te perchè i ricchi USA si sposano all’estero? Proprio per questo e poi c’è chi da uomo riesce a ottenere (tramite il prematrimoniale) la custodia dei suoi figli invece di darli alla donna: “i soldi sono i miei, loro erediteranno la mia roba, quindi devo educarli io su come gestire i soldi che un giorno loro erediteranno da me” [Briatore rientra proprio in questo tipo di caso giuridico]. Notare infatti che se molti rampolli di buona famiglia poi sperperano i soldi è a causa del fatto che sono stati cresciuti da ex modelle [secondo te per quale motivo Briatore ha preteso di avere LUI la custodia del figlio? Eh…] che dopo che hanno divorziato dal marito ricco hanno “educato” i figli in un modo davvero stupido.

            1. oh ragazzi, in qualche modo bisogna che reagiamo, non mi piace neanche a me crimininalizzare i gay, ma se questi ci sparano addosso con le femministe, qualcosa bisognerà che facciamo… tra l’altro, non si capisce neanche il perché della loro posizione, se non la loro alleanza a sinistra

        1. Chiaro, ma ci vuole una motivazione razionale per chiedere le cose: nel caso dell’aborto c’è, perché lo si può vedere come omicidio.
          Nel caso della criminalizzazione dell’omosessualità non si può dire: “voglio colpirli perché appoggiano le femministe e si oppongono al DDL 735”, ci vuole una motivazione plausibile. E dev’essere abbastanza plausibile da non proibire cose tipo i contraccettivi, e il sesso orale e anale tra eterosessuali – perché tieni presente che da un punto di vista nettamente tradizionalista tutto il sesso non a fini riproduttivi è peccato.

          1. non so sinceramente cosa pensare, e come ti dicevo prima, non riesco neanche a capire perché i gay si sono schierati contro i papà separati, è una cosa che esce fuori da ogni logica… certo se questi possono attaccarci senza esserlo, non so come potremmo difenderci

            1. E’ una marchetta alla sinistra (cosiddetta), tra l’altro si danno la zappa sui piedi perché alla base dell’opposizione al DDL 735 c’è anche “i figli debbono stare con la madre, la madre è più importante del padre” e quindi se attacchi il DDL 735 l’idea di due uomini che tirano su un figlio senza madri è morta e sepolta.
              E’ anche folle in prospettiva di un’eventuale disciplina della genitorialità nelle coppie dello stesso sesso che si separano: ora come ora i figli starebbero il 90% del tempo con uno solo dei due, che diventa “genitore collocatario”.
              Cioè danno i figli a chi viene visto come “la mamma”: infatti ci sono persino casi di coppie lesbiche che si sono divise all’estero e la MADRE BIOLOGICA ha perso i figli, perché era meno femminile dell’altra: i giudici di solito danno ragione a quella più femminile.

              L’appartenenza partitica prevale sempre per certa gentaglia, il resto è secondario, perché tanta, troppa di questa gente è chiaro che ci mangia e ti faccio un esempio ancora più clamoroso: chi in tutta Italia è la più sfegata sostenitrice dei “diritti delle sex workers” e della legalizzazione della prostituzione?
              Eretika di “Abbatto i muri”.
              Che ti fa Eretika quando Salvini parla di legalizzare la prostituzione?
              Lo applaude? No.
              Sta zitta, almeno? In questo modo non irriterebbe il partito di riferimento ma lascerebbe fare ciò che SECONDO LEI STESSA è giusto.
              No, neanche.
              Eretika attacca Salvini: niente legalizzazione se fatta da Salvini, mega-arrampicate sugli specchi e supercazzole a go-go, improvvisamente le prostitute possono anche morire per Eretika – evidentemente Eretika con la politica ci mangia e come si suol dire “mors tua, vita mea”.

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