Eterosessuale e discriminato: il futuro è a Boston

straight pride eterosessualeCiò che è ovvio, logico, fattuale e maggioritario è sempre più motivo di discriminazione. Ad esempio essere eterosessuale. Ancor più se di pelle bianca. Questo emerge se si analizza attentamente cosa sta accadendo nel mondo rispetto alle note istanze LGBT. Che, non si può negarlo, hanno ormai permeato fino nel profondo molte comunità, portando a un ribaltamento totale della realtà, delle leggi e dei diritti. E’ già un segnale allarmante, ad esempio, che a qualcuno sia venuto in mente di organizzare una Straight Pride Parade (parata dell’orgoglio eterosessuale), come accaduto a Boston qualche giorno fa.

E’ allarmante che oggi si debba manifestare a favore dell’impostazione fisiologica degli esseri umani, ma è allarmante soprattutto come quell’evento si è svolto. Anzitutto le immancabili etichette: i media hanno definito i manifestanti nazionalisti, sovranisti, nazisti, fascisti, omofobi e razzisti. Vero è che gli organizzatori erano personaggi controversi, tuttavia gran parte dei partecipanti si appellava ai diritti discendenti dal Primo Emendamento della Costituzione USA, quello che garantisce la libertà di parola e di stampa. Nel loro caso l’istanza era quella del rispetto dei diritti degli eterosessuali. Basterebbe questo, la necessità di manifestare per una cosa del genere, a far capire quanto è grave la situazione.


E’ già allarmante che a qualcuno sia venuto in mente di organizzare una Straight Pride Parade.


straight pride eterosessualeIl dettaglio rende tutto più angosciante. Il corteo eterosessuale ha coinvolto 200 persone circa, gente normale, non nazisti dell’Illinois o teste rasate, protette da un corposo cordone di polizia. Ai lati delle strade più di mille contro-manifestanti hanno gridato “porci nazisti!” o “Boston vi odia!”, sventolando bandiere arcobaleno. Alle finestre del dormitorio dell’Emerson College sono stati affissi cartelli, al passaggio della manifestazione, con scritto “siate gay” e “non vogliamo la parata eterosessuale”. Il preside del college parlando con la stampa ha definito la marcia una “perversione” (!!!). Lo stesso sindaco di Boston, Marty Walsh, si è dichiarato contro la manifestazione che però, non avendo caratteri ostili o di minaccia dell’ordine pubblico, non ha avuto problemi a ottenere l’autorizzazione.

Arrivati, marciando con in sottofondo “Per Elisa” di Beethoven (differenza radicale con le colonne sonore dei gaypride), alla Boston City Hall, gli organizzatori hanno tenuto alcuni interventi, seguiti da altri del pubblico. Più volte hanno manifestato il loro supporto a Trump e si sono dichiarati non anti-gay, ma anti LGBT e unanime è stata la condanna contro i programmi di studio “arcobaleno” nelle scuole. Alcuni partecipanti indossavano magliette con la scritta “come posso offenderti?” mentre innumerevoli erano i cartelli “Rendiamo la normalità di nuovo normale”, slogan che riecheggia il “Make America great again” di Trump. Intervistati, alcuni leader di movimenti in difesa di minoranze assortite hanno criticato aspramente la manifestazione, mentre altri hanno scritto sul selciato “love is love”, uno dei mantra della comunità LGBT. Si è anche innescata una mezza rissa tra due donne, una bisessuale e una etero: l’una reclamava di essere nella sua vita stata discriminata più dell’altra per il proprio orientamento sessuale.


Più di mille contro-manifestanti hanno gridato “porci nazisti!” o “Boston vi odia!”.


straight paradeAlla fine della manifestazione si sono contati 36 arresti, tutti tra i contro-manifestanti e la deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez ha fatto subito partire una sottoscrizione per farli scarcerare. Qualche giornalista ha fatto circolare in rete alcuni volantini distribuiti dai contro-manifestanti. Uno in particolare dice “il sesso eterosessuale è stupro, il sesso con i bianchi è supremazia bianca”. Si desume che per la new wave arcobaleno del futuro, l’unico modo per non incorrere in qualcosa di moralmente sbagliato (e per estinguere rapidamente il genere umano) sia fare sesso omosessuale con persone di etnia non caucasica. Prendete nota nel caso voleste iniziare da subito ad adeguarvi. Il Presidente Trump non pare volersi adeguare, visto che pochi giorni dopo la marcia fa stabilire alla sua amministrazione che la vita comincia dal concepimento, così dando una mazzata alla narrazione radical della realtà.

Non è tutto questo straordinariamente distopico? D’accordo che avviene in un paese folle come gli Stati Uniti, ma davvero non pare che tutto questo sia roba degna di Zamjatin o Huxley? I resoconti della manifestazione trasudano conflitto e odio tra i rappresentanti di una maggioranza mondiale assoluta, gli eterosessuali, e una minoranza agguerritissima, gonfia di ideologia quanto un bubbone infetto è gonfio di pus. Il tutto peggiorato da una politicizzazione del conflitto che rende le contrapposizioni ancora più accanite. Eppure non è distopia: è il presente. La demonizzazione del maschio eterosessuale, la sua degradazione a maniaco stupratore, e il favore obbligatorio verso orientamenti sessuali minoritari e alternativi è qui, ora. Il cittadino già oggi è qualificato per ciò che ama fare in camera da letto e le scuole (dunque il futuro) sono già permeate da questa ideologia.


Non è distopia: è il presente.


nottinghamNon è così? In Gran Bretagna un cinquantenne porta con sé la figlia tredicenne, di cui ha l’affido esclusivo,  in un viaggio di lavoro. Fa il check-in in albergo, vanno in camera, la ragazzina si prepara per uscire e andare a comprare alcune cose per la scuola, mentre l’uomo mette in ordine le sue cose di lavoro. Tempo un’ora e la polizia irrompe nella stanza. La reception ha segnalato il cinquantenne che è salito in camera con una minorenne dai lineamenti vagamente thailandesi (ereditati dalla madre) e le autorità sono intervenute subito. Un’ora di interrogatorio umiliante per entrambi, padre e figlia, e poi arrivederci, con tante scuse. Entrambi hanno lasciato l’hotel sotto shock. Non sarebbe accaduto se il mondo non riecheggiasse delle follie così ben esibite dai contro-manifestanti di Boston. Non sarebbe accaduto se chi è contro le discriminazioni non avesse gettato e fatto crescere il seme di un’ulteriore discriminazione.

Sbaglio anche sulla scuola? Pare di no. In una cultura apparentemente molto lontana da quella anglosassone, ovvero in Estonia, è scoppiata la polemica perché all’università di Tallin è stato introdotto in pompa magna un corso (non ci si crede) sulla storia della sessualità e del movimento LGBT. Anche lì le divisioni sono radicali: professori tradizionalisti (sicuramente fascisti, nazisti, omofobi, maschilisti, eccetera) riterrebbero opportuno investire su materie tradizionali o di avanguardia razionale, mentre insegnanti più “radical” ritengono un grande avanzamento accademico poter insegnare cos’è la sessualità alternativa e qual è la sua storia.


Un corso sulla storia della sessualità e del movimento LGBT.


lgbt scuolaUrge allora un avviso a tutti i naviganti di questo folle e autodistruttivo tempo moderno: oggi si manifesta per affermare ciò che è biologicamente e fisiologicamente la norma. Se lo si fa, si viene criminalizzati e, se possibile, zittiti. Guardate bene: ciò che è naturale e comprovato oggi è già una colpa. Presto diventerà reato. E proprio negli USA stanno lavorando per invertire la presunzione di innocenza, dunque sarà un reato che bisognerà sempre saper dimostrare di non avere commesso. Se non è così per noi, sicuramente lo sarà per i nostri figli. Se non si fa nulla oggi, e già il ritardo è mostruoso, i nostri figli dovranno appiccare incendi per testimoniare che due più due fa quattro, sguainare spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate e sostanzialmente smettere di vivere per non passare dei guai. Sempre che nel frattempo la scuola non li abbia tutti trasformati in entità asessuate, amorfe, prive di identità, personalità e volontà. Gli esperimenti in questo senso sono già in corso. E a giudicare da quanto è accaduto a Boston, stanno perfettamente riuscendo.


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