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False accuse di stupro: è epidemia. Forse pure a Catania

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varie_stuprocircumA Napoli si fa di tutto per cedere alle pressioni dell’opinione pubblica forcaiola e colpevolista. I tre giovani accusati dello stupro alla Circumvesuviana sono stati scarcerati, la loro posizione è vicina al proscioglimento, grazie essenzialmente alle immagini delle telecamere di sorveglianza, e questo non sta bene alla mafia rosa che spadroneggia in Italia all’assurdo e spagnoleggiante grido “sorella, io ti credo”. Una sorella che, attraverso il tam-tam dei social, ben alimentato dai media, da semplice donna sofferente di anoressia è diventata una specie di ameba incapace di intendere e di volere, in modo da poter incastrare i tre almeno all’accusa di aver approfittato di una persona squilibrata. Una versione che cozza di nuovo contro la verità dei fatti, oltre che con la condotta pienamente cosciente mostrata dalla fanciulla. Ma tant’è, ci si appella a un referto medico emesso da chi non ha titolarità ad emetterlo (un centro antiviolenza) pur di provare a incastrare i tre giovani.

Poco lontano, a Foggia, due ragazzi vengono prosciolti da un’accusa simile, per un fatto risalente al 2015, uno stupro in un garage, che però per i giudici “non sussiste”: la giovane era pienamente consenziente. Anche lei, come la ragazza del napoletano, viene descritta come una specie di pazza di cui i due uomini si sarebbero approfittati. Nessuna evidenza processuale è emersa, dunque sono chiacchiere, e dopo tre anni di calvario giudiziario è arrivato il proscioglimento. Dall’altra parte d’Italia, nel frattempo, precisamente a Vicenza, due ragazzine di 16 e 17 anni ottengono da un anziano, e in cambio di nulla, 500 euro dichiarandosi in stato di indigenza. L’appetito vien mangiando, dunque gli si presentano ancora pretendendo altri soldi “altrimenti diciamo che ci hai violentate”. Denunciate per estorsione, sono la prova che si sta diffondendo un’epidemia di false accuse, come se non bastassero quelle che già c’erano.

varie_stuprocataniaTra i tanti casi finiti sui media in quest’ultimo periodo, uno in particolare pareva avere i tratti dello stupro vero. A Catania un’americana, in Italia come ragazza alla pari, denuncia lo stupro di gruppo da parte di tre giovani, che l’avrebbero pure filmata. I ragazzi vengono subito travolti dalla valanga colpevolista dei media e dell’opinione pubblica, che li sentenzia come già colpevoli e meritevoli di castrazione, un po’ com’era successo coi tre ragazzi della Circumvesuviana. Se non che, grazie all’avvocato e criminologo Giovanni Avila, difensore di uno dei tre accusati, stanno emergendo nuovi elementi piuttosto interessanti. Sembrerebbe che, dopo lo “stupro”, la ragazza sia stata accompagnata a casa da uno dei tre, con cui avrebbe consumato un ulteriore rapporto sessuale consensuale. Gli inquirenti stanno facendo rilievi “non ripetibili” (ossia di reperimento di prove biologiche) proprio per verificare questo fatto. Nel caso tutto ciò venisse confermato, anche la vicenda di Catania prenderebbe tutt’altra piega, come già quelle precedenti. E l’unica cosa che resterebbe da accertare, allora, sarebbe il motivo di questi appetiti multipli e insaziabili diffusi tra le fanciulle di oggi. Salvo poi ripensamenti successivi con denunce penali farlocche a seguire.

Edit: pare che anche la studentessa ventenne americana di Firenze le abbia sparate grosse. Altro che epidemia. A questo punto riaprirei il famoso caso dei due Carabinieri… A questo punto la domanda è: ma stupri veri ne avvengono?

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15 thoughts on “False accuse di stupro: è epidemia. Forse pure a Catania

  1. Caro Giannetto, i tuoi consigli sono più che giusti, però per un giovane è praticamente impossibile stabilire se quella donna è inferma oppure no.
    Ho tanto l’impressione che, da quando queste maledette femministe si stanno prodigando per affossare il DDL 735, vi è un considerevole aumento di questi casi di stupro ambigui !!
    È probabile che queste donne definite “inferme” in realtà non siano altro che delle mi….te pagate dagli “addetti ai lavori”, > i soliti che già conosciamo e non sto qui a ripetere < per ottenere il clamore e lo scandalo da portare in tv, sui giornali, sui manifesti e nelle piazze e nel WEB !!
    Alessandro

    1. i miei sono consigli o “pensieri” cautelativi, dettati anche da qualche situazione vista o raccontata o studiata a fondo.
      come dicevo nel rispondere prima a Eric, un giovane di oggi non esce per fare delle “perizie psichiatriche” ma per divertirsi
      e stare in serenità con giovani dell’altro sesso. Nei luoghi piccoli dove in tanti ci si conosce vi è possibilità maggiore di informarsi
      magari usando qualche “indizio” tratto dai social.
      Nelle grandi città, penso che il rischio della sottoposizione a falsa accusa aumenti notevolmente.
      la mia sensazione (nel ringraziare per lo spazio concessomi, del quale ho abusato) è questo enorme battage
      mediatico sul tema-violenza, che ovviamente si concretizza in casi ben specifici, porti parecchie persone a vedere violenza
      anche in atti pressochè innocui. Una specie di delirio o di mania collettiva.
      alimentata però da casi veri, basta pensare al massacro di Desiree o di Pamela Mastropietro.
      anche perchè come hai detto tu, guarda caso le notizie sono nelle prime pagine, mentre altre notizie,
      dalle morti per inquinamento globale alle morti sul lavoro, non hanno identico rilievo.

  2. | Vigilare, vigilare e ancora vigilare, alla larga dalle squilibrate mentali.

    Purtroppo non è sempre così facile distinguere le squilibrate da quelle che non lo sono. Perché una cosa è evitare come la peste donne ubriache e/o fatte, che è facile perché si vede, un’altra è evitare quelle che invece sembrano del tutto normali. Direi che è più la normalità a far paura che lo squilibrio mentale. Le femministe, per giustificare all’opinione pubblica la prassi di credere sempre e indiscutibilmente alla vittima, purché donna altrimenti abusi non pervenuti come a Prato, dicono: perché una donna dovrebbe mentire e inventarsi una violenza a sfondo sessuale? Già, perché? Per un sacco di ottimi e convenientissimi motivi: Ti ha stufato tuo marito? Denuncialo! Ti ha stufato il tuo capo? Denuncialo! Il vecchio non sgancia? Denuncialo! E’ la normalità il problema.

      1. la frustrazione di queste donne in terra americana (specie nella bigotta provincia)
        ed il fatto che si ubriachino in Italia, non appena scese dall’aereo, è ormai
        cosa risaputa….la cosa difficile da accertare da queste ubriacone è capire cosa
        esattamente sia accaduto, dato che nei fumi dell’alcol la loro mente è obnubilata.
        L’indomani, a sbornia, passata, a malapena si ricordano la faccia dei loro amici..

        1. Sto assistendo a “storie italiane ultim’ora”, e sono sinceramente scandalizzato che il canone che pago vada a finanziare pure sta m…
          Stanno parlando del caso dei tre di Catania, e stanno mettendo in scena un teatrino vomitevole di informazione deviata tutta tesa a creare il mostro A PRESCINDERE dal fatto se i tre saranno considerati innocenti oppure no. Sento un magistrato parlare della donna assimilabile a Dio perché da la vita, un prete aborrire gli atti sessualità fatti così (come?), la presentatrice spocchioso presentare unicamente gli elementi dell’accusa, ed è bellissimo quando l’inviato nella sua ingenuità o amore per proprio giornalismo “osa” riportare un elemento della difesa, allora la presentatrice lo riprende come se ne avesse smollata una ad un pranzo di gala. Tutto teso alla generalizzazione degli uomini violenti. Che schifo

    1. Tutto verissimo.
      Diciamo che le mie “regole di cautela” costituiscono il minimo indispensabile.
      anche nei confronti dei nostri figli che pian piano stanno sperimentando sul campo
      la instabilità di alcuni soggetti.

      Ma dialogando con le interessate, facendo finta di assecondarle, si giunge ad individuare “spie”
      specifiche di interesse, anche se occorrono tempo e pazienza.
      Se ti parlano male di qualche ex, compagno, fidanzato o marito, è già la spia del loro interesse reale.
      sostituire un gonzo al nuovo gonzo.

      ultimamente, le femministe, sulla scia dell’episodio di Portici, vogliono far passare la leggenda secondo
      cui “una donna malata di mente non è creduta in quanto malata”, mentre lo stupro sarebbe comunque sussistente.
      ovviamente una simile amenità, buona per intortare qualche ragazzina di NUDM, è falsa come il tarocco.
      da sempre la legge punisce “anche” la violenza su donna con disturbo mentale, ed è sufficiente leggere
      l’articolo 609 bis n. 1 del codice penale.
      ovviamente, è richiesto “l’abuso” delle condizioni di inferiorità mentale.
      tutto questo logicamente non significa che anche una inferma di mente non possa avere rapporti,
      l’essenziale, dice la legge, è che non ci sia stato abuso.

        1. Ciao ericlauder, se così fosse siamo a posto.
          quasi tutte hanno un quoziente di infermità !! Forse è meglio se ce lo fasciamo con un bel fiocchetto rosa ….. e non se ne parla più.
          Alessandro

        2. eric….studia meglio….la giurisprudenza ammette anche il sesso tra malati di mente, oppure con una inferma di mente
          e questo era l’intenzione della legge del 1996 sulla violenza sessuale.
          https://canestrinilex.com/risorse/infermo-di-mente-ha-diritto-a-liberta-sessuale-cass-18521318/

          è la prima che ho trovato in un nanosecondo.
          ma ce ne sono parecchie.
          Se fosse come dici tu, invece, avrebbero ragione le nazifemminisiste, che sostengono
          lo stupro tout court per il fatto (conclamato) della inferma conclamata della circumvesuviana ;
          ma così non è .

          ciao

          1. Mi sa che non hai capito – la legge dice che:
            A) Le inferme di mente hanno diritto a fare sesso.
            B) Fare sesso con una persona non in grado di intendere e di volere è abuso.

            “L’art. 609-bis c.p. prevede la pena della reclusione da cinque a dieci anni per

            chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali;
            chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
            – abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;”

            La formulazione originale era ancora più chiara:

            “Alla stessa pena soggiace chi si congiunge carnalmente con persona che al momento del fatto:

            1) non ha compiuto gli anni 14;
            2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole ne è l’ascendente o il tutore, ovvero è un’altra persona cui il minore è affidato per ragioni di cura, di educazione, d’istruzione, di vigilanza o di custodia;
            3) è malata di mente, ovvero non è in grado di resistergli a cagione delle proprie condizioni d’inferiorità psichica o fisica, anche se questa è indipendente dal fatto del colpevole;
            4) è stata tratta in inganno, per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.»

            Notare il punto 3…

            Quindi: se la inferma di mente o i suoi tutori ti denunciano è SEMPRE stupro. Se invece non ti denunciano non è stupro, ma solo perché non ti denunciano.

              1. Oh, si invece: “abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto”.

                Tra l’altro è chiarissimo che si tratta di una situazione molto simile a quella di una ubriaca o sotto l’effetto di stupefacenti.

                Il fatto che la Cassazione una volta si sia espressa a favore dell’uomo che ha avuto il rapporto è irrilevante: lo ha fatto unicamente perché la malata di mente in quel caso insisteva di essere innamorata di lui. E anche se fosse successo cento volte sarebbe sempre irrilevante: in tutti i casi troverai una malata di mente che difende a spada tratta l’amante.
                Se invece abbiamo questo caso: il tutore legale denuncia l’uomo, la malata di mente è incerta, confusa, o semplicemente non sembra neppure ricordare l’episodio. Allora l’uomo va in galera.

                Non puoi consigliare di evitare quelle fuori di testa o che sembrano strane e poi uscirtene dicendo che non è pericoloso andare con una malata di mente, è un controsenso.

                Io sono quello “imprudente” che non sente il bisogno di avere una bodycam e cose simili, ma do’ un consiglio a tutti: evitate come la peste le ragazze e le donne che dicono di aver avuto un ex violento o che, peggio ancora, si lamentano molto, con particolare veemenza, di millemila molestie sessuali subite. E’ una cosa che deve far suonare un campanello d’allarme – a confronto è meno pericoloso andare con una ubriaca: una ubriaca può essere una che è abituata a ubriacarsi e fare sesso con chi capita, senza denunciare nessuno, ma una che da sobria è “in trincea” è in guerra di sicuro…

                1. salve Eric…intanto stai citando il vecchio codice Rocco, che sul tema dei reati sessuali è stato ridisegnato nel 1996 con la nota legge n. 66 Mussolini/Turco. La legge vigente è ben diversa da quella citata.

                  L’abrogato reato di “violenza carnale”, sanzionato dall’art. 519 c.p., dava piena tutela al malato di mente indipendentemente dalla specie e dal grado della sua infermità, negando ogni valore giuridico al suo consenso. In altre parole chi aveva un rapporto sessuale con un soggetto affetto da infermità psichica, anche se consenziente, violava comunque la legge penale, versando in un’ipotesi di “violenza carnale presunta”, dove l’assenso all’amplesso non aveva alcun valore e veniva equiparato, ex lege, ad un dissenso.
                  La legge n. 66/1996 ha abrogato l’intero capo relativo ai delitti contro la libertà sessuale ed ha modificato l’originaria collocazione sistematica del reato di violenza sessuale che, da delitto contro la moralità pubblica ed il buon costume, è divenuto delitto contro la libertà personale.
                  E’ venuta a cadere anche la presunzione assoluta di invalidità del consenso a compiere un atto sessuale da parte di soggetti che si trovino in condizioni di inferiorità psichica,
                  riconoscendo agli stessi il diritto ad esprimere liberamente la loro sessualità,
                  a meno che non vi sia induzione ed abuso delle condizioni di menomazione. Il tema è delicatissimo in quanto la linea, che separa in questi casi la prestazione di un valido consenso al delitto di violenza sessuale, è molto sottile. Secondo l’orientamento costante della Suprema Corte di Cassazione L’INDUZIONE si realizza quando, con un’opera di persuasione sottile e subdola, il soggetto attivo spinge, istiga o convince una persona debole ad atti sessuali che diversamente non avrebbe compiuto o subito. L’ABUSO consiste in un doloso sfruttamento della menomazione della vittima e si verifica quando le condizioni di inferiorità sono strumentalizzate per accedere alla sua sfera intima, così riducendola a un mezzo per l’altrui soddisfacimento sessuale.
                  E’ pertanto essenziale che sussista un vero e proprio nesso causale tra minorazione del soggetto passivo, l’abuso che di questa compia il soggetto agente e l’atto sessuale.
                  Un accertamento da parte del Giudice bisognoso di un particolare rigore per non sconfinare nel reato di plagio, dichiarato costituzionalmente illegittimo nel 1981. In cinquanta anni di vigenza della norma, art. 603 Codice Rocco, vi è stata una sola condanna nel 1968, oggetto di aspre critiche, che ha visto come protagonista il prof. *** e quale vittima un suo allievo, molto più giovane di lui.

                  detto questo (non è una sentenza isolata, ma la legge vigente), penso sia sottinteso il fatto che un generale “squilibrio” delle donne, non costituisce malattia mentale.
                  Nei vari commenti precedenti ho semplicemente messo in guardia dal frequentare certe persone “a rischio”
                  se non le si conosce bene. Tutto qui. Io non rischierei, poi se tu vuoi rischiare, liberissimo di farlo.

                  Diverso ancora è il caso della ubriaca o della drogata: in quel caso la persona della quale si sarebbe
                  approfittato ben può testimoniare ed essere vittima di reato: scatta però l’aggravante prevista dall’articolo
                  609 ter codice penale (pena da sei a dodici anni di reclusione …), in quanto il fatto (609 bis cp) è
                  commesso “con uso di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti ” eccetera.

                  per quanto riguarda le ultime tue quattro righe, francamente non so come si possa ritenere più o meno
                  “pericolosa” una relazione con una disturbata, con una “apparentemente” sana o con una ubriaca .
                  Si esce con le persone, per divertirsi e non per fare perizie psichiatriche 🙂
                  Il mio pensiero è che l’ubriaca è forse la persona più pericolosa perchè non ricorda bene i fatti del giorno
                  prima, soprattutto tenendo conto del fatto del notissimo effetto dell’alcol sui soggetti di sesso femminile.
                  magari riprenderei la sentenza del caso la Fortezza di Firenze, dove una tipa stracotta di sciottini
                  in una sagra aveva tirato in ballo ben sei giovani, fidanzato compreso, salvo scoprire che non era affatto
                  credibile.

                  mi pare che la chiacchierata sia finita…ti saluto e ti auguro buona giornata.

  3. circa l’episodio dell’americana:
    conosciamo i nomi e le foto degli indagati,

    Roberto Mirabella, Agatino Valentino Spampinato e Salvatore Castrogiovanni.
    sembra una cantilena.
    Tra un po’ li impareremo a memoria mentre le menti hanno già “recepito” facce e
    fisici dei tre ragazzi.
    Ovviamente nessuno sa se la ragazza si chiama Patricia White o Mary , nulla si
    sa di lei (figuriamoci il viso, potrebbe averlo di qualsiasi tipo, a meno che non vada da Bruno
    Vespa come accaduto per il fatto di Portici).
    Allora, nuovamente, a costo di diventare nauseante, un consiglio da “vecchio” quale
    sono: – niente uscite con squilibrate mentali; – riaccompagnare a casa le mattoidi e
    per “casa” intendo il portone generale di ingresso, a debita distanza di sicurezza; –
    – stare alla larga da tipe bevute o fatte; – eventualmente
    uscire con un buon amico, sobrio, credibile e disposto a testimoniare; – avvisare di tutto questo
    i nostri giovani ragazzi, anche a costo di infondere in loro sentimenti di paura.
    Ma quella paura ti salva la pelle.
    Lo dico perchè un mio caro amico sta perdendo la testa e tutti i capelli, perchè ha il
    figlio indagato per violenza sessuale. Tutti minorenni, vittima e indagati, è già stata elevata l’imputazione
    e per una storia “sbagliata” il ragazzo è segnato a vita. Il padre e la madre, solo distrutti.
    servizi sociali, colloqui, udienze ecc. Spese legali che si devono pagare sempre che
    l’avvocato (che io ho consigliato anni fa) sia capace di farlo assolvere.

    Vigilare, vigilare e ancora vigilare, alla larga dalle squilibrate mentali.

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