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Falsità alle audizioni del DDL 735: uno scandalo rivelatore

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#persone_pillonCom’è noto, il Disegno di Legge 735, il discusso “DDL Pillon”, giace in Senato, impantanato in una lunga sessione di audizioni. Fuori dalle istituzioni il Disegno di Legge è contestatissimo da una fascia trasversale di soggetti: movimenti per le donne a diversa gradazione di femminismo radicale, politici interessati a cavalcarne la protesta e i media che vanno a traino alla ricerca di click facili. La polarizzazione sul tema è tale che le argomentazioni contro la riforma di separazioni e affidi tracimano spesso in parossismi privi di senso, utili però per suscitare emozioni forti e istigare alla mobilitazione permanente. Tanto che, come si è visto ieri, viene da pensare che si tratti più di un attacco al ragionatore, lo stesso senatore Pillon, che al ragionamento.

Il sospetto che le proteste contro un disegno di legge che tenta, seppure con diversi limiti, di dare attuazione a una legge che c’è già da ben tredici anni, siano un cumulo di pretesti, falsificazioni, bugie era già più che concreto per chi seguiva la vicenda senza inquinamenti ideologici. Qualche giorno fa quel sospetto è diventato una vera e propria certezza, grazie a una manipolazione grossolana degli studi scientifici operata in modo ingannevole dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Sentito in audizione al Senato il 7 febbraio scorso (questo il documento depositato), nientemeno che il loro Presidente Fulvio Giardina ha messo una pietra tombale sul concetto di bigenitorialità con tutto ciò che ne deriva, dichiarando quanto segue:

In ogni caso, nel testo del DdL non si tiene affatto nella necessaria considerazione l’età del minore, si trascura il fatto che la collocazione perfettamente simmetrica nei tempi e nei luoghi del minore può determinare alterazione del regolare processo di sviluppo emotivo, sociale, e soprattutto cognitivo, con oggettivo rischio di danno a carico del minore.
Il luogo prevalente di vita del minore, soprattutto in età infantile, deve essere uno ed uno solo, unico e privilegiato. L’interferenza dell’ambiente sul regolare processo di sviluppo del minore è ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica, al punto da  influenzarne la salute.

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logo_odpUna dichiarazione netta: il minore deve stare in una casa e non diventare il proverbiale “pacco postale”: ne va della sua salute. Dunque il fronte anti-riforma ha sempre avuto ragione? E’ strano però, perché lo stesso Ordine solo otto anni fa, sempre in audizione al Senato (qui il documento presentato allora) e sempre sullo stesso argomento, la pensava in modo diametralmente opposto:

Esistono diversi studi in ambito internazionale hanno indagato sul reale beneficio dell’affidamento del minore ad entrambi i genitori e in particolare delle modalità di frequentazione e dei modelli abitativi ad esso coerenti: la pariteticità delle responsabilità e la residenza alternata.

Cosa è accaduto in otto anni? Una vera rivoluzione in campo scientifico-psicologico evidentemente. Ne dà conferma lo stesso documento depositato al Senato il 7 febbraio scorso: subito dopo aver fritto in padella il principio della bigenitorialità che una volta sosteneva, cita a supporto della sua nuova posizione ben tre studi scientifici internazionali. Vale la pena riportarli:

1) Nielsen, L. (2013). Shared residential custody: Review of the research;
2) Zartler, U., & Grillenberger, K. (2017). Doubled Homes—Doubled Social Ties? Children’s Relationships in Post?Divorce Shared Residence Arrangements. Children & Society;
3) Van der Heijden, F., Poortman, A. R., & van der Lippe, T. (2016). Children’s postdivorce residence arrangements and parental experienced time pressure.

persone_nielsenQualche studioso italiano esperto in materia, di quelli che i contatti internazionali ce li hanno per davvero, sorpreso dal cambio di direzione, è andato tignosamente a cercare gli studi citati, per capire quanto fossero approfonditi e autorevoli e lì sono iniziate le sorprese. Il terzo non c’entra nulla con l’affidamento dei minori: parla dello stress degli adulti divorziati. Anche il secondo studio è deludente: si tratta di un microscopico test effettuato su un campione di 14 minori, empiricamente è come farlo su nessuno. A questo punto i sostenitori della bigenitorialità sono lì lì per tirare un sospiro di sollievo, se non che manca il primo studio, elaborato da Linda Nielsen, studiosa leader nel mondo per questo tipo di ricerche. Se lei ha detto che il minore deve avere una casa sola sono cavoli amari, perché vuol dire che davvero così dev’essere.

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Non si fa in tempo ad andare a cercare il suo studio che sul Consiglio dell’Ordine degli Psicologi italiano piomba un macigno di svariate tonnellate. E’ una lettera proprio di Linda Nielsen. Non è una lettera garbata, ma decisamente arrabbiata e ultimativa. Tanto per cominciare dice che il documento di cui è autrice e che è stato citato in audizione non entra neppure nel merito del tema trattato, per cui è chiaro che chi ha scritto quel parere l’ha citata a casaccio, senza leggerne una riga. Poi afferma seccamente che i suoi studi, quelli che la comunità scientifica internazionale reputa autentiche pietre miliari, come tutti quelli più autorevoli in materia, sono nettamente a favore del condiviso secco e della doppia residenza, anche sotto i tre anni di età del minore, proprio per tutelare una sua crescita equilibrata e sana. Ma non basta: Nielsen è estremamente irritata, e chiede una rettifica ufficiale immediata con tanto di scuse. Chiude la comunicazione dicendo: “io voglio che la dichiarazione di smentita e di scuse mi venga inviata in copia per rassicurazione”. Non si fida dell’Ordine italiano. E pare proprio che faccia benissimo.

senato.ok.600Quella di Nielsen è una sconfessione in piena regola. E vista l’importanza della studiosa, è un vero scandalo che travolge il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi italiani e la sua credibilità internazionale. Nel momento in cui scrivo, non ci sono ancora prese di posizione ufficiali, ma ci si attende, anzi si pretende una dissociazione degli organi del Consiglio rispetto a quanto depositato in Senato, una sconfessione dei suoi contenuti e il pieno sostegno alla posizione scientifica consolidata. Un procedimento necessario per evitare che si cominci a pensare che i tentacoli cancerosi del femminismo radicale e dell’influenza gender siano arrivati a impossessarsi di un intero ordine professionale.

Ma lo scandalo non può e non deve fermarsi lì, alle porte chiuse e alle questioni interne dell’Ordine degli Psicologi. In ogni caso occorre chiedersi come sia potuto accadere che un documento pienamente mistificante, seppure con un’ingenuità da scuole medie, sia finito tra le carte del Senato. Come ha potuto il Presidente Giardina sentirsi così sicuro e protetto da sperare di non venire preso in castagna, nonostante una falsificazione così vergognosa dei fatti e della verità, che altrove gli costerebbe immediatamente la carica? In ogni caso l’Ordine ha di fatto preso una facciata colossale contro una realtà che è cambiata e sta cambiando: la guardia è alta e non è più consentito il gioco ideologico sulla pelle della realtà dei fatti e della scienza. Ma soprattutto questi fatti vergognosi denudano il re come forse mai era capitato prima.

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varie_psicobugiardoMente in malafede il Presidente dell’Ordine degli Psicologi davanti al Senato, probabilmente per arretratezza, irrigidimento culturale, o per difendere il ricco business delle consulenze tecniche, o forse anche per assecondare gli altri miserabili business imperniati sulle separazioni e gli affidi dei minori. E se lo fa lui, è più che logico pensare che mentano anche tutti gli altri, come da sempre sostengo. Quelli che contrappongono dilaganti violenze domestiche, che in realtà sono a un tasso pressoché minimale in Italia, alla necessità di preservare la crescita dei minori con una riforma ben fatta. Quelli che blaterano di “codici rossi”, “femminicidi” e “strage delle donne”. Quelli che affiggono manifesti di terrorismo anti-maschile cercando di costruirci sopra una sfolgorante carriera politica. Quelli che con l’antiviolenza drenano soldi pubblici e creano clientele alimentando soggetti che hanno un’utilità pari a quella di un parassita. Se un intero Ordine arriva a mentire e manipolare le ricerche scientifiche di fronte al Senato, anche tutti costoro mentono, è ovvio.

L’augurio è che non solo Linda Nielsen venga soddisfatta nella sua richiesta di risarcimento scientifico. Ne va dell’autorevolezza sua e dell’Ordine degli Psicologi italiano, dunque non resta altro che attendere di vedere i responsabili dimissionari e messi giustamente alla berlina con la conseguente riaffermazione dei principi scientifici internazionalmente consolidati. Ma l’augurio è anche che tacciano una buona volta le mistificazioni su questi temi così importanti e delicati. Che si smetta di fare politica e business sulla pelle delle persone e dei bambini. I latrati si chetino, i pitbull rabbiosi vengano tenuti alla catena corta d’ora in poi, se non magari soppressi. Quanto accaduto è uno spartiacque da non dimenticare, un oltraggio alla comunità scientifica italiana, alle istituzioni del nostro paese, ma soprattutto, e ancor più grave, alle tante persone per bene che attendono e vogliono per la comunità leggi giuste ed equilibrate. Chi ha da ritrattare ufficialmente, dunque, ritratti e subito, dichiarando la verità scientifica per quella che è. Dopo di che si proceda a spron battuto con una legge finalmente giusta e ben fatta, che restituisca a migliaia di bambini i propri due genitori.


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10 thoughts on “Falsità alle audizioni del DDL 735: uno scandalo rivelatore

  1. Sbaglio o é il ministro di grazia e giustizia il responsabile degli ordini professionali in Italia? Fare una segnalazione quanto meno gli metterebbe un po di pepe al culo.

  2. Caro Davide, Mi sento davvero indignato da quanto ho letto in questo articolo. Ho chiesto spiegazioni al presidente Giardina, direttamente sulla sua pagina Facebook. https://www.facebook.com/fulvio.giardina.5/posts/10214494107254729?comment_id=10214556989226739&comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22R%22%7D Sper che lo stesso risponda al più presto. non posso che chiudere con un tag che ultimamente sto usando sempre più spesso #ADESSOBASTA!!

  3. Perché Davide non metti online una mail condivisa da copiare e inviare al CNOP presso la email info@psy.it come fatto con il comune di Roma? Qualcosa che faccia capire loro che non possono scrivere impunemente cazzate perché hanno tanti occhi addosso in grado di rinfacciargliele!

  4. Gli ordini professionali, fuori da ogni retorica, sono organi di tutela degli interessi degli iscritti.
    Gli organigrammi (soprattutto quelli degli ordini nazionali) sono di norma costituii da scialbi personaggi quasi mai eminenti esponenti della propria categoria, ma che questa mansione garantiscono di svolgerla “al meglio”.

    Questa faccenda si spiega così…e solo così.

  5. Avevo già sentito la notizia precedentemente ma ciò non riduce l’indignazione che ho al riguardo.
    Non credo ci sia bisogno di ricordare che, affermando la castroneria della necessità dell’unico luogo di crescita del minore, in un paese dove la quasi totalità di separazioni assegna i figli alle madri, hanno di fatto cercato di legittimare l’esclusione del padre più di quanto già non si stia facendo.
    Tanta malafede meriterebbe la radiazione immediata dall’ordine.

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