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Festa della donna o festa all’uomo?

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varie_feminazidi Giuseppe Augello – Domani, 8 Marzo, è la giornata divenuta ormai funesto augurio per un estremo declino del genere maschile, notoriamente immeritevole di percorrere i sentieri più civili del mondo. E’ il giorno in cui si danna l’oppressione del maschio, che va spinto, a detta delle festeggianti, a nascondersi nella selva come fiera dantesca digrignante i denti per la paura dell’imminente arrivo della forza eliminatrice nazifemminista. E’ doveroso da parte delle menti più illuminate, domani, spegnere la TV e la radio, in segno di lutto per il maschio a rischio estinzione. Non comprate giornali, spegnete il computer, come unico rimedio per non essere invasi dai messaggi virtuali celebrativi della “Shoah” di genere. Superate indenni, a vantaggio del fegato e della bile, le interviste a personaggi vari, che riempiranno l’atmosfera già tossica dei loro proclami mefitici, con la complicità dei loro lacchè sbavanti di condiscendenza.

Ma come si è giunti ad una tale nefasta commemorazione? Non risponde a verità la notizia, secondo la quale l’8 marzo commemora la morte di centinaia di operaie nell’incendio di una inesistente fabbrica avvenuto nel 1908 a New York, né la violenta repressione poliziesca di una manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857. In realtà a San Pietroburgo, l’8 marzo del 1917, le donne sfilarono in una grande manifestazione per la fine della guerra: fu così che la data rimase a segnare l’inizio della Rivoluzione russa di febbraio. La II conferenza internazionale delle donne comuniste, sancì quel giorno come Giornata internazionale dell’operaia, il tutto in coerenza col fatto che l’Unione Sovietica aveva grande bisogno di forza lavoro maschile e femminile per la sua industrializzazione. Nulla a che vedere quindi con la violenza di genere. Né con l’entrata per vie trasversali a gambe tese nella gestione del potere politico ed economico a colpi di quote rosa, propria della borghesizzazione dell’immagine della donna.

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varie_donnemanifNel settembre del 1944, l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne già vicine al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro, quindi di quel centro-sinistra revisionista già ansioso di prendere le redini del carro del capitalismo di importazione, prese l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima “giornata della donna” nelle zone dell’Italia ancora occupata dagli americani, mentre veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Primo esempio di quel feticcio col quale camuffare l’orientamento strumentale dei milioni di voti femminili ora sul mercato.

L’8 marzo 1972, a Roma, si celebrò in piazza Campo de’ Fiori dove poche decine di donne manifestavano per la legalizzazione dell’aborto e la liberazione omosessuale. Il matrimonio veniva definito prostituzione legalizzata (?!?) e si chiedeva che non fossero lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di disporre della maternità. Da parte opposta, pochi esseri piselluti comprendevano già in tali slogan la pretesa che l’atto iniziale della fecondazione fosse un gadget dovuto, obolo all’altare della Dea da parte di quel Re nudo già considerato accessorio non indispensabile. E peraltro non è mai stato chiarito come la libertà di disporre del proprio corpo liberamente, da sempre rivendicata dal femminismo, si conciliasse col suo mercimonio, disapprovato, e con l’opposizione alla prostituzione legale; mentre occorrerebbe, perché in linea con la libertà di usare il proprio corpo, approvare moralmente anche l’autolesionismo ed il suicidio. Ma tiremm innanz.

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varie_femministeUna giornata dedicata essenzialmente quindi a una entrata in campo delle donne in alleanza con l’uomo già uso a guerre e lotte contro il capitale, venne immediatamente ipocritamente assorbita in chiave borghese e consumista, ed immolata all’immagine della finta riscossa femminista. Così il nuovo protagonismo della donna fu reso inoffensivo per il sistema e utilmente orientato alla simbolica guerra di genere fratricida tra i sessi e contro la famiglia. E le gonze oggi abboccano, assorbendo il martellamento mediatico delle professioniste mestieranti dell’antiviolenza che rivendicano grandi fette di potere economico e politico passando sopra alla meritocrazia con i carri armati nazifemministi.

Rimane tuttavia uno scampolo di buon utilizzo della ricorrenza. Presentare un doveroso augurio a quelle donne che rimangono donne, con la loro specificità unica e insostituibile, coscienti di essere diverse e complementari all’uomo, nel loro valore. A quelle che condividono l’idea che nell’accoppiamento tra i due generi si realizza l’armonioso disegno della natura di creare l’incastro perfetto ai fini della sopravvivenza e la cura della progenie. Che unendosi con l’uomo credono ancora nel mutuo scambio amorevole di affetto e non nell’odio di genere tendente all’estinzione della specie, attraverso l’annullamento di uno di essi. Che credono che fomentare l’odio maschicida può solo suscitare reazioni di violenza. Deve essere la celebrazione di quelle donne che si uniscono all’uomo nel combattere il circolo vizioso di disgregazione familiare utile solo allo sporco interesse di chi spadroneggia e compete nel grande mercato delle vacche che porta voti e carne al macello della cosiddetta democrazia intrisa di economia mercantile e governata dal potere globalizzato.

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varie_8marzorussiaEsistono paesi, come la Russia, dove tali donne cui mi rivolgo sono state e sono celebrate nella giornata dell’8 marzo. Una ricorrenza che è rimasta fino a oggi la giornata della galanteria da parte degli uomini, dei mazzi di fiori per le rappresentanti di quel gentil sesso onorato di essere al centro delle attenzioni del loro partner. Come quando pochi casi di cronaca onnipresenti dall’inizio della storia del mondo non diventavano il pretesto per lo spaccio di miliardi di inesistenti casi di violenza tra i generi, truffa usata meglio dell’attentato di Sarajevo per la dichiarazione di guerra mondiale al genere maschile, ma che neanche nella mente più idiota, se non fosse per l’appoggio mediatico dei lavacervelli di regime, avrebbe potuto insinuarsi ed albergare. Allora, se proprio vogliamo, facciamo gli auguri alle donne, quelle vere, con la D grande, che ressero le famiglie anche in mezzo all’orrore delle guerre, e non a quelle use al protagonismo di chi urla “al mostro”, perché incapaci di creare e salvaguardare alcunché insieme al loro compagno. Distinguendosi infine soltanto per la determinazione nel voler distruggere ciò che millenni di civiltà umana hanno creato.


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8 thoughts on “Festa della donna o festa all’uomo?

  1. Donna_vittima_della_legge_contro_lo_stalking_e_di_tutto_il_sistema_giudiziario_che_non_funziona ha detto:

    “pochi casi di cronaca onnipresenti dall’inizio della storia del mondo non diventavano il pretesto per lo spaccio di miliardi di inesistenti casi di violenza tra i generi”.
    Eh già, e purtroppo sono diventati il pretesto per questa dannata legge contro lo stalking che in 10 anni ha peggiorato le relazioni umane e rovinato tante persone e le loro famiglie.
    Che nostalgia dell’era pre articolo 612 bis… Ero più giovane, più libera, non traumatizzata e depressa per questa persecuzione giudiziaria, per tutto il male che mi hanno fatto e continuano a farmi, per tutto lo schifo che ho visto nell’ambiente giudiziario e che non finisce più…
    Sono rimasta fregata anche da tutti gli avvocati che ho avuto (dal primo all’ultimo uno peggio dell’altro), come se si fossero messi d’accordo con le mie finte vittime per rovinarmi la vita e la reputazione e per impedire in ogni modo di far venire a galla la verità e farmi ottenere giustizia.
    Questa legge criminale praticamente ha legalizzato diffamazione, calunnie, falsa testimonianza, simulazione di reato ed estorsione!

    1. “Biografia
      Lorenzo Puglisi, avvocato iscritto all’Ordine di Milano, è specializzato in diritto di famiglia e diritto minorile.
      Dopo alcuni anni come associato presso il prestigioso studio legale americano Baker&McKenzie, nel 2009 fonda il proprio studio e inaugura SOS Stalking, primo sportello telematico in Italia con lo scopo di fornire assistenza legale e psicologica alle vittime di atti persecutori.
      Nel 2012 è promotore di FamilyLegal – http://www.familylegal.it, associazione con la quale opera nelle vesti di matrimonialista e nel 2013, dopo aver condotto il programma radiofonico su Radio Reporter, Il Divorzista, pubblica per Feltrinelli il libro Con te ho chiuso! Dal 2014 scrive settimanalmente sul Blog “Il Diario di Adamo” di Vanity Fair online ed è, altresì, titolare della rubrica “Avvocato di famiglia” per i periodici del gruppo GVE.”

      PICCOLO – SPAZIO – PUBBLICITA’

      ???? la crisi incombe!

    2. “che sottolinea come il dato veramente significativo sia un altro: “è aumentata in maniera significativa l’età media delle vittime sale ancora rispetto alla scorso anno attestandosi a 54,2 anni, con il 50% delle vittime registrate ad oggi con più di 70 anni.”

      Ma che mistero misterioso è mai questo? Non me lo spiego proprio, no no…
      Ma fosse mica che per gonfiare i numeri ci mettete anche casi come questo?

      Luisa Zardo.
      Il dramma di Sergio e Luisa, a 85 anni decidono di farla finita insieme: trovati abbracciati.
      «Erano inseparabili».

      https://www.ilmattino.it/societa/persone/anziani_morti_insieme_coppia_trento-4222219.html

      Può essere, vedi un po’ tu… genio.

      1. E’ come quando c’era la lira: se saliva dicevano che era un problema perché non riuscivamo a vendere all’estero, se scendeva dicevano che era un problema perché pagavamo più care le materie prime.
        Qui è uguale: se sale l’età è un problema (non si sa perché), se scende è “ommiddio, la violenza si diffonde tra i gggiovani!”

        ????

    3. “12 donne uccise per mano maschile”

      Se dice 12, che è il totale, significa che “morta per mano maschile” include anche il caso di quella uccisa da un’altra donna.

      Beh, suppongo sia normale: anche le donne sono uomini come tutti gli altri!
      ????

      1. Sarà che di questi tempi magri conviene avere come clienti donne anziane, di pensione statale munite, comunque è sconvolgente la manipolazione dei numeri, cioè mettono una lista pubblica di nomi convintissimi che nessuno li va a verificare?

        Non so più che pensare, sinceramente, siamo molto oltre il comune senso del pudore, si credono impuniti, no so, davvero.

        Un livello di sfacciataggine tale che:

        1. o ci stanno inconsciamente supplicando di essere scoperti perché non ce la fanno più neanche loro

        2. oppure hanno completamente perso la brocca e amen ci toccherà pietosamente internarli in un ospedale psichiatrico

        L’alternativa potrebbe essere che la complessità è talmente cresciuta in quest’ultimo secolo che è diventato impossibile il controllo sociale attraverso le narrazioni costruite a tavolino. Una ipotesi affascinante che spero non diventi ostaggio di complottisti e dei miei amati terrapiattisti.

        https://medium.com/deep-code/understanding-the-blue-church-e4781b2bd9b5

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