STALKER SARAI TU

Gli uomini d’Italia sotto l’assedio chiedono unità e risorse

Questo blog ha interrotto le pubblicazioni il 14/09/2020, dopo 4 anni di attività.

Le sue tematiche sono ora sviluppate da una nuova piattaforma:

LA FIONDA

https://www.lafionda.com

<

vari_manifestiRL

E’ un momento durissimo per chiunque abbia la ventura in Italia di essere di sesso maschile. Mettendo in fila un po’ di eventi, in parte notiziati anche da questo blog, è facile concludere che questo non è un paese per uomini. Proprio da queste pagine è partita la danza macabra che sta investendo la popolazione maschile, con la notizia della sentenza punitiva inflitta ai 118 sottoscrittori della causa contro la Regione Lazio per alcuni manifesti sessisti e oltraggiosi esposti per pubblicizzare il 1522. La giudice che ha rigettato il ricorso ha sostanzialmente negato che quel messaggio contenesse stereotipi o disparità di genere o messaggi sessisti. E che anzi il problema era negli occhi di chi si sentiva offeso da quel messaggio. Una “idiosincrasia”, così l’ha chiamata, da rieducare attraverso spese di soccombenza folli: 11.500 euro, che ora i ricorrenti dovranno cercare di pagare. Molti di loro sono padri immiseriti dalla separazione, dunque annuncio già una sottoscrizione per coprire le loro quote: chiunque voglia, può versare 100 euro all’IBAN IT12D0617501410000001392680 intestato a Davide Stasi, causale: contributo di solidarietà. Noi non godiamo di fondi pubblici, dunque serve aiutarci tra di noi. Conto sulla vostra generosità.

Ma non è finita qui. Il giorno dopo si scopre qualcosa di più dell’organizzazione “Non Una di Meno”. L’ascolto diretto dei loro contenuti, durante una loro assemblea, svela che non c’è alcun interesse a promuovere pari opportunità, a lottare nell’interesse delle donne contro gli omicidi o la violenza (sebbene in Italia siano fenomeni minimali). L’unico interesse è dividere, polarizzare, estremizzare le posizioni, per approfittare cinicamente dello stato di tensione e ampliarsi come organizzazione. Con l’obiettivo non nascosto di diventare una vera e propria lobby, quando non un soggetto politico. Nulla di male, dice qualcuno, appellandosi alla machiavellica descrizione dei percorsi che portano al potere. Eppure qualcosa di male c’è: sussiste una differenza radicale tra movimenti che si battono per il rispetto, la legalità, i diritti e movimenti che cercano solo di acquisire il potere. E’ indubbio che i primi siano molto meno pericolosi dei secondi per l’intera comunità. In generale è accettabile che un’organizzazione usi machiavellicamente tutte le armi, anche le peggiori, per ottenere il potere. Eticamente no. Ed è questa la grande distinzione che contrappone oggi le persone per bene, uomini in primis, a un’organizzazione femminile con un potenziale devastante per la società.

persone_pillon

Segue la notizia della condanna del Senatore Pillon, il più odiato dalle femministe, per aver diffamato l’associazione Arcigay Omphalos. Quest’ultima si dice impegnata a combattere il bullismo omofobo nelle scuole, mentre il Senatore ha pubblicamente giudicato quell’attività un tentativo di indottrinare i giovani alunni alla filosofia gender. Un accostamento che non è piaciuto all’Arcigay, cui il giudice ha dato ragione, comminando al Senatore della Lega la pena di un risarcimento di 30 mila euro. Ricorrerà in Appello, Pillon: “difendere le famiglie dall’indottrinamento costa caro. […] Certo è che se difendere le famiglie che non vogliono che i loro figli siano indottrinati con il gender porta a queste conseguenze, penso ci sia un problema serio di libertà d’opinione nel nostro Paese”. Sotto questo profilo, quella della libertà d’opinione, la sua condanna fa il paio con il rigetto del ricorso contro i manifesti sessisti della Regione Lazio. In effetti pare proprio che la libertà d’opinione viga solo quando si esprime una certa opinione e quando sono determinati soggetti ad esprimerla. Se non si rientra nei giusti requisiti, ovvero se si difendono gli uomini o la famiglia tradizionale, si finisce condannati.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680

Più o meno nello stesso momento i giudici del Riesame di Catania decidono di lasciare in carcere i tre ragazzi accusati di aver violentato in gruppo un’americana, sebbene le contraddizioni nella ricostruzione di lei siano moltissime e le indagini svolte abbiano raccolto elementi concreti che lasciano supporre una sua piena partecipazione all’avventura sessuale con i tre ragazzi. In dubio pro reo, diceva un vecchio, ed evidentemente ormai superato principio del diritto. E di dubbi in questo caso ce ne sono moltissimi. Eppure i giudici hanno deciso di tenere i giovani al gabbio. Perché? L’ipotesi più angosciante è che non vogliano proteste in casa né finire sbertucciati sui giornali, com’è invece capitato ai loro colleghi di Napoli per le scarcerazioni relative al non-stupro della Circumvesuviana. E così tre fessacchiotti che si sono lasciati incastrare da un’americana forse in vena di avventure hard, ma forse poi desiderosa di tornare in patria “pulita”, restano in prigione e si faranno anni di trafila carceraria prima della probabile futura assoluzione. Un trattamento riservato solo al sesso maschile sotto accusa, in questa temperie oscura e angosciante di caccia feroce all’uomo in quanto tale.

persone_wpezzulo

Ultimo, ma non per importanza, l’accorato appello di William Pezzulo. La sua storia è nota: vittima di un’aggressione con l’acido della sua ex Elena Perotti, finisce invalido al 100% (sebbene i giornali lo definiscano solo “sfigurato”). Lei viene processata per lesioni e non per tentato omicidio. Si becca otto anni e non ne sconta manco mezzo. Deve pagare alla vittima più di un milione di euro di danni, ma essendo nullatenente, nisba. William è abbandonato da tutti, istituzioni in primis, mentre sue quasi compagne di sventura come Lucia Annibali o Gessica Notaro vengono insignite di onorificenze dal Presidente della Repubblica, vedono i loro aggressori marcire in carcere, sono state risarcite e si riciclano nella politica o nello spettacolo. Anche perché loro sì sono state solamente sfigurate, per il resto sono abili al “lavoro”. William no: quel poco che hanno, lui e la sua famiglia, viene speso per i numerosissimi interventi chirurgici per ridargli un minimo di qualità della vita. Soldi per pagare gli avvocati non ce ne sono. Oltre ai tanti danni e alle tante beffe, ecco dunque l’ennesimo danno e l’ennesima beffa in aggiunta: William e la sua famiglia rischiano il pignoramento dei beni. Nessuno fa niente e William chiede aiuto. E io non posso fare a meno di rilanciare il suo appello.

Per lui, come per i ricorrenti contro la Regione Lazio massacrati da un giudice che gli ha applicato contro i massimali dei massimali, non ci sono soldi pubblici a pioggia come per i centri antiviolenza o le organizzazioni estremiste tipo “Non Una di Meno”. Per loro non ci sono sentenze favorevoli come per l’Arcigay Omphalos che drenano 30 mila euro a un Senatore colpevole di aver esposto le proprie idee. In questo paese tutto ciò che sa di maschile viene condannato e preso per la gola dal lato economico. Una strategia calcolata per eliminare il lato maschile dal panorama sociale nazionale, lasciando spazio all’estremismo cinico e invasato di gruppuscoli esplicitamente sovversivi. Gli unici modi che gli uomini, ma anche le donne per bene, hanno per difendersi sono due: organizzarsi in un’entità unitaria che li rappresenti e li coordini, e fare qualche sacrificio aprendo il portafogli per mettere in comune un po’ di risorse. Mentre sul primo versante qualcosa si sta muovendo, sull’ultimo, quello della contribuzione, non posso far altro che esortare i miei lettori e tutti coloro che hanno a cuore la tenuta del tessuto civile e della giustizia, di mettere in comune ognuno ciò che può. Chi non lo farà sarà di fatto complice del male che accade oggi e del peggio che avverrà nel futuro.

Questo articolo è il frutto del lavoro volontario e gratuito dell’autore. Se vuoi aiutarlo contribuendo al mantenimento del blog e alla diffusione dei suoi contenuti, fai una donazione tramite bonifico o PayPal. Grazie!


IBAN: IT12D0617501410000001392680


Per essere sempre aggiornato sui nuovi articoli, iscriviti alla newsletter di “Stalker sarai tu”:

Loading

17 thoughts on “Gli uomini d’Italia sotto l’assedio chiedono unità e risorse

    1. Infatti Continuera à girare anche senza questi due paesi… E Senza tutti i paesi occidentali, destinati a contare Come il 2 di picche… Ormai il futuro è la Cina..

        1. Amici, la lotta proficua contro un movimento che fa della disinvoltura nello sguazzare tra le proprie contraddizioni una regola di divisione e scompenso sociale si fa solo con i metodi autoritari cinesi e russi: duole dirlo. Se vogliamo essere corretti e state alle regole del gioco lo scontro sarà durissimo e lungo e dovremo passare attraverso tempi ancora più bui di questi. Avete visto? “Il mondo gira lo stesso”. Prepariamoci!

          1. Non dimenticare però una cosa: i metodi autoritari cinesi e sovietici (non russi) – e va assolutamente citata anche la DDR, la Germania orientale, perché furono i più duri con le femministe – funzionarono perfettamente perché quelli forzavano la parità: costringevano le donne a stare alla pari con gli uomini, non esisteva cavalleria.
            Solo in questo modo sarebbe percepita come accettabile dalla maggioranza.
            Un esempio pratico di metodo cinese o sovietico applicato all’Italia attuale?
            Elimini dalla legge sulle quote rosa l’obbligo della preferenza di genere, metti tasse scontate agli uomini nelle facoltà umanistiche, elimini gli incentivi all’assunzione di donne, metti quote azzurre nelle scuole: minimo il 40% degli insegnanti di ogni ordine per ciascun sesso. E fai passare il DDL 735 o qualcosa di molto simile.
            Suona molto femminista, notare che restano le quote rosa cosiddette (ma in realtà garantiscono 40% a ciascuno dei due sessi), ma le femministe protestano e tu le metti subito in prigione.

            1. in realtà le quote rosa non esistono neanche con la legge attuale, per come è stata formulata la legge prevede una parità di genere e non si rivolge specificamente alle donne, che poi la si interpreti in diverso modo ( la magistratura italiana potrebbe o può interpretarla come una normativa solo a favore della quota rosa , è un altro discorso … ).
              Ora al di la di qualche battuta puramente scherzosa ( perdonami erclauder ), inizio a convincermi che non si può combattere la posizione di supremazia che le donne hanno raggiunto con i metodi tradizionali ( inizio a pensare che anche se lo stesso ddl pillon fosse stato approvato così come presentato, la magistratura lo avrebbe disinescato, in qualche modo, avvalendosi, delle interpretazioni addittive, del tipo, questa norma è valida solo per questo e caso e non per gli altri. e così via… ), pertanto possiamo pensare di adottare altre strategie, ad esempio di orientare i nostri consumi verso brand che siano prettamente maschili e che tutelino le nostre posizioni, non dimentichiamoci che l’economia fa girare il mondo e anche le coscienze

        2. si, come nelle famiglie, con loro al potere la famiglia crolla, per poi lamentarsi perché è crollato tutto ( per colpa loro )

    2. Anonimo(a)

      >>>>>>>>>
      Nel regno unito e negli stati uniti è un po’ peggio ma nessuno si lamenta
      >>>>>>>>>

      “Un po’ peggio”, dici?
      Un po’ “parecchio”, casomai (Australia compresa).
      E chi te l’ha detto che “nessuno si lamenta?”.
      Ma cosa vai cianciando?

      http://www.realsexism.com/?fbclid=IwAR1EEoihjzTyEe8Z6INrlzN6aeuSAj1MZYnmrvpfoHBtbnxihLmerhgKRok

      >>

      http://web.csulb.edu/~mfiebert/assault.htm?fbclid=IwAR04lL71JQ7PHaQPOCh38IluQjfLJC4z-1sXMaaIAC5S2aqhIoorO7M0pmw

      >>

      http://www.batteredmen.com/NISVS.htm?fbclid=IwAR1iUCmUw55ttpT3GTp9e6FlTuT8pDeabncjNI_ZRqwCIQNlamPlW93zvCs

    3. Sono emozionato: il tuo messaggio è la prima prova scritta della contaminazione tra femminismo e terrapiattismo, per uno che il mondo lo vede ruotare come un disco, quello tondo deve apparire girare comunque, è logico. Ti faccio uno screenshot per il forum degli abitanti di Flatlandia, grazie!

  1. L’unica riflessione che viene da fare è che internet non basta, bisogna scendere in piazza, ci vogliono capitali, ci vuole una fondazione e qualche ricco signore che abbia interesse a investire sugli uomini. Ci vuole un editore, bisognerebbe che questo giornale on line uscisse ogni settimana nelle edicole con titoli forti e controcorrente. Bisogna chiedere aiuto a chi può aiutare le ragioni degli uomini.

      1. Lo penso anch’io. Ma ci vogliono molti soldi.
        La buona notizia è che l’ultima puntata di Amore Criminale ha avuto indici d’ascolto bassissimi, anche più bassi della prima puntata, rischiando d finire all’ultimo posto su sette. La narrazione femminista non paga più. Di.Re trema, la loro creatura rischia la chiusura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: