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Gli uomini sono i giudei per il nazismo del nuovo millennio

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varie_videoactionaidCircola sul web, specialmente sui social, un video prodotto da ActionAid Italia intitolato “La violenza è violenza”. Non lo linko per non aumentarne le visualizzazioni. Lasciate stare, ve lo racconto io, che è meglio. Consiste in una serie di uomini che si alternano raccontando brani di una storia di violenza. Lo fanno ovviamente con viso contrito, voce impostata e drammatica, stando in piedi, braccia abbandonate lungo i fianchi, con un sottofondo musicale vagamente inquietante (pianoforte su note alte, tipo nenia infantile, stile “Nightmare”). L’inquadratura si avvicina, mano a mano che la narrazione aumenta di drammaticità. Tecnica non casuale: fin tanto che si racconta una situazione “normale” si sta lontani, mentre le parti violente sono più “vicine”. Manipolazione video-psicologica, niente di nuovo.

Ma non è tanto la rappresentazione scenica a colpire: la strategia comunicativa è sempre la solita (e chissà quanto ActionAid ha speso delle donazioni che voi gli versate per pagare i costi di quella produzione…). Ciò che colpisce è la narrazione, il testo. Così smaccatamente costruito da far emergere potentemente la falsificazione che c’è alle spalle. Alla fine del video si dice “queste erano le storie di Rachele, Nadia, Elena, Annamaria”. Serve per dare l’impressione a chi guarda che siano storie vere al cento per cento, quattro in una, come a dire che sono tutte simili. E poniamo anche che la fonte siano quattro storie vere, non è quello il problema: non è mia intenzione negare che esista la violenza domestica. Il problema è che, analizzando la narrazione, come sempre manca un pezzo. Un pezzo fondamentale.

“All’inizio era tutto bellissimo. Stavamo bene, noi due e nostro figlio. Cosa potevo desiderare di più? Avevo 34 anni, una relazione e una bella casa”.

Questo è l’incipit. La favola, la soddisfazione e il compimento di una relazione probabilmente, non si sa, nata già prima della stabilizzazione. Insomma due persone che si conoscono e mettono su famiglia. Appaiono felici. Per lo meno chi racconta dichiara di esserlo. Eppure qualcosa incombe, ovviamente. E infatti:

“Dopo la nascita di nostro figlio qualcosa è iniziato a cambiare. Ogni tanto litigavamo, sì, ma a parte qualche scenata mi sembravano cose normali”.

uomo_mostroEcco il segnale: la favola si spezza, “qualcosa è iniziato a cambiare” dice la fanciulla che, chi ascolta lo sa già, è finita nella spirale della violenza. Ma qualcosa cosa? In chi? Nel marito, in lei, in tutti e due, nelle condizioni generali? Sarebbe importante saperlo, ma non lo si dice. Andare a fondo significherebbe cominciare a contestualizzare e tutto diventerebbe più realistico. Ma il racconto del mito non tollera la realtà. Immaginate se ascoltando la storia del Pelide Achille uno alzasse la mano e dicesse: “ehi, ma non è possibile che uno sia vulnerabile solo nel tallone!”. Salterebbe tutto… E tutto non può saltare. L’escalation retorica non deve essere fermata.

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Così la narrazione prosegue: quest’uomo che inspiegabilmente cambia dopo la nascita del figlio sembra voler avere sempre ragione, critica amici e parenti della donna, che per questo comincia a isolarsi. Dice: “la casa è diventata una prigione, non potevo uscire senza il suo permesso”. Di nuovo inspiegabilmente il principe azzurro si è trasformato in orco sequestratore, così, non si sa bene perché. Inizia a comandare e a sminuirla come madre e come donna. La tensione sale sale: l’uomo inizia a urlarle. Lei impara a non avere paura degli urli (eroina!), allora lui inizia a strattonarla. Poi il primo schiaffo. Poi altri sempre più frequenti. Poi botte, oggetti lanciati contro. Gli ometti che nel video raccontano tutto questo con frasette mirate fanno gli occhietti piccoli, sembrano spaventati loro stessi nel rappresentare questa trasformazione inspiegabile, che tanto somiglia alla mutazione tra Dr. Jeckill e Mr. Hyde. Che ha fatto quell’uomo? Ha bevuto una pozione misteriosa? Non si sa. C’è un’unica spiegazione, data da una frase giusto al centro del video:

Sembrava indemoniato, non era lui.

Quello è il vero punto di snodo, che lancia la seconda parte del video con il copione già previsto e scontato: le botte si aggravano, lei si ribella e si libera del mostro, evviva evviva, la violenza degli uomini è ovunque, queste sono storie vere, Action Aid è schierata al supporto delle donne, fate donazione fate donazione, money money money.

grafica_satanaSì ma… fermi un attimo. Per quale motivo realisticamente dopo la nascita di un figlio, o anche a prescindere da essa, un uomo cambia così? C’è, ci deve essere una spiegazione razionale. Ebbene, se c’è, viene rimossa. Tutto è spiegato con il demonio, con una specie di possessione che si è impadronita di lui. Nel medioevo si spiegavano così gli eventi che non si comprendevano, oggi si spiegano così i fenomeni di cui si vuole rimuovere una parte. Guai a chiedersi se per caso lei, la donna, non abbia in qualche modo proiettato ombre sue sulla relazione, tanto da farla degenerare. Guai a chiedersi che condotta abbia lei adottato di fronte a questo cambiamento dell’uomo. Guai a chiedere se anche lei ha messo qualche ingrediente nella pozione del Dr. Jeckill. Sono cose che non si chiedono, quelle.

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Eppure si racconta una vicenda relazionale, dove si è in due. Posto che il cambiamento inspiegabile è accettabile solo in casi di patologia psichiatrica, se qualcosa si è trasformato è frutto di qualche anomalia nella relazione, nel rapporto a due. Dove è nel video il racconto dei contributi positivi e negativi di lei? Rimossi, non ci sono. Lei appare come un fuscello passivo in balia degli eventi. Lei era solo felice, ed è arrivato il mostro a distruggerle la felicità. Una partita di calcio dove i giocatori di una delle due squadre stanno perfettamente immobili, permettendo all’altra squadra di fare gol comodamente, questo è il racconto per come viene esposto. Del tutto non credibile. La sua stessa retorica, il parossismo del narrato svela il trucco. Racconta l’irreale, e come ogni opera di fantasia, come ogni mito, è fascinoso, emozionale, parla alla pancia affinché il cervello non ragioni e non si chieda: “ehi, ma l’altra squadra s’è mossa in qualche modo o no?”. D’altra parte se Achille non fosse invulnerabile se non nel tallone, il suo personaggio perderebbe molto del suo fascino.

grafica_ebreoVideo come questi andrebbero vietati. Perché sono mero intrattenimento. Ma non come i miti epici, che raccontano di epoche lontane, senza avere effetto nel presente. Intrattengono parlando situazioni che possono esistere oggi e che hanno una complessità molto più grande di quella raccontata. Video del genere andrebbero vietati perché sono propaganda e indottrinamento, ed essi più di qualunque cultura patriarcale (anche’essa inesistente) inducono alla violenza. Non a quella sulle donne, ma a quella preconcetta sugli uomini. Non diversamente il regime nazista promuoveva rappresentazioni grottesche e mostruose degli appartenenti alla razza ebraica: naso adunco, occhi bovini, racconti del tutto fantastici sui misfatti dei giudei. Il meccanismo è lo stesso, e com’è finita si sa.

L’indagine sulla violenza delle donne verso gli uomini l’ha dimostrato: il fenomeno è reciprocorelazionale. Non spunta a caso come un fungo dopo la pioggia. E si verifica anche in altri tipi di coppie (tra lesbiche, ad esempio). E se per caso non si vogliono accettare gli esiti dell’indagine, per motivi metodologici, resta la logica: una persona non cambia da un momento all’altro senza motivo, a meno che non gli manchi una rotella (e nel caso lo si dovrebbe notare già da prima di mettere su famiglia). La verità è complessa e servono analisi complesse e approfondite per avvicinarvisi. Video come quelli di Action Aid, che si aggiungono a una montagna di altri video, film, libri simili, sono quanto di più lontano ci sia dalla verità, e quanto di più vicino all’indottrinamento e alle falsità del marketing. Ossia quel sistema che ci ha convinto che l’acqua del rubinetto è velenosa e dunque dobbiamo bere quella nelle bottigliette di plastica. Una bugia grazie alla quale qualcuno ha fatto i miliardi mentre noi e l’ecosistema affoghiamo ora nella plastica. Similmente molti oggi guadagnano intossicando la cultura generale con questi contenuti, distruggendo nel contempo l’ecosistema delle relazioni uomo-donna, con accessi d’odio puro verso l’uomo, il maschio. Che oggi e ancora di più domani, rischia di essere il giudeo del nuovo millennio.


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20 thoughts on “Gli uomini sono i giudei per il nazismo del nuovo millennio

  1. in america la ministra Betsy Devos ha proposto una riforma sulla legge sulla violenza sessuale nei campus universitari finalizzata a ristabilire le norme per un regolare processo ma certa stampa tendenziosa si è messa ad accusarla di favorire gli accusati a dispetto degli accusanti. aspettiamoci fake news sulla vicenda anche dalle ribalte del femminismo nostrano quali donnedifatto o la24esima ora.

  2. Il problema è che non capisce che stai facendo una analisi più approfondita di cui lui, Ned, superficiale quale è, vede solo che stai incolpando la vittima finale (può essere l’una come può essere l’altro) di uno scontro che avviene tra due persone in relazione, più o meno matura, tra loro. E’ altro che dire che un po’ se l’è cercata…

  3. Mi viene da ridere per quello che ho letto, tale presunto “cambiamento” è esattamente quello che la mia ex mi attribuisce adesso, in fase di separazione, con un bimbo di due anni che mi ha sottratto e mi impedisce di vedere da tre mesi…
    Il problema è che a sbarellare non sono stato io ma lei, che ad essere geloso ed ossessivo è sempre stata lei e non io. Da quando è nato il bambino lei ha avuto la necessità di una “maggiore vicinanza ai suoi genitori” che si sono intromessi talmente tanto da arrivare ad offendermi senza alcun motivo che…io lavoravo per mantenere la famiglia e quindi la lasciavo da sola! (un pensiero alle nostre mamme e nonne…chissà come avranno fatto!). Adesso mi vogliono togliere i soldi e il bambino, perchè la legge glielo consente. Io sono “cambiato” avendo un figlio mi sono impegnato di più sul lavoro, per cercare di guadagnare di piu. Ha provato ad accusarmi di violenza ma essendo false non ha potuto trovare prove a sostegno…
    Roba da manicomio.
    E’ sconvolgente e anche illuminante notare che le sue motivazioni sono esattamente quelle della donna nella storia raccontata sopra: segno che questo bombardamento mediatico sta distruggendo famiglie intere, rovinando bambini, i nostri figli, con la complicità di una legge e di una magistratura assurda (causa civile fissata a 6 mesi durante i quali posso solo aspettare e impazzire mentre loro fanno il lavaggio del cervello su mio figlio e NESSUNO può intervenire…) ma questa della giustizia è un altra storia, o meglio un altro tassello, forse il peggiore e definitivo, nella distruzione della figura del padre di famiglia, dell’uomo, del maschio, ad opera di una sistema che mira a distruggere le famiglie, ultimo baluardo di coesione sociale che, chissà perchè, vogliono annientare.

    1. (quando c’è un figlio piccolo bisognerebbe poter lavorare di meno con lo stesso stipendio, sostenuti/e dallo Stato, per poter accudire il pupo, questa cosa del “ho un figlio quindi devo lavorare di più” è deleteria). Comunque se tua moglie ti ha accusato falsamente ha agito malissimo, e anchela gelosia ossessiva non è mai giustificabile

    2. Magari due anni fa di fronte alle storie di uomini nella tua stessa situazione avresti forse pensato che alla fine avesse ragione lei…
      La consapevolezza maschile va inculcata prima ancora del primo bacio da adolescenti.

  4. Solo un piccolo appunto: la degenerazione psichica di una persona può avvenire anche senza preavviso o con preavvisi molto limitati. Ciononostante, se il motivo fosse quello, la situazione sarebbe ancora più grave, in quanto, a mio avviso, omettere un tale fatto sarebbe una vera e propria menzogna ben più grave di un’altra qualsiasi omissione

    1. Quindi tutti questi uomini italiani che da un momento all’altro sbarellano senza alcun motivo esistono secondo te.

      1. No, assolutamente. Quelle persone che per un motivo o l’altro “sbarellano” esistono, ma ciò può accadere tanto ad una donna che ad un uomo e, per quanto siano una minoranza molto esigua, non possono essere in toto esclusi. Sia chiaro: io condivido molte delle tue posizioni, ma, se analizzando un video ne mettiamo in dubbio la veridicità (o parte di essa), dobbiamo vagliare tutte le ipotesi, per quanto queste siano improbabili. Quindi no, non esistono “tutti questi uomini italiani”, ma c’è la possibilità (ribadisco molto remota) che una parte esigua di uomini impazzisca, ma ciò vale anche per le donne

  5. c’è solo una cosa su cui sono d’accordo: nessuno cambia da un giorno all’altro, gli uomini violenti verso le donne qualche segnale di ossessione possessiva lo danno (quasi) sempre solo che viene scabiato per “amore” (“è molto geloso sì, mi controlla il cellulare, mi vieta di uscire senza di lui ma lo fa perchè è innamorato”) ma anche così la colpa non è mai della vittima che scambia per amore ciò che amore non è; la responsabilità è semore di chi sceglie di alzare le mani e picchiare chi diceva di amare (ma non amava perchè l’ossessione possessiva non è amore)

    1. Quindi in tutto questo le donne non c’entrano nulla secondo te. Sbagliano solo a “leggere” il compagno. La complessità di una relazione per te si riduce a quello.

      1. nei casi di violenza quasi sempre è quello il problema: ti rifiuti di vedere certi segnali, ti auto-inganni (vale anche nei casi più rari in cui è l’uomo a subire violenza), vuoi credere che quello è l’uomo/donna “giusto/a” e tutto andrà bene

        1. Certo, e questo ci sta, è molto umano. Ma non far finta di non capire la mia riflessione. PRIMA che si arrivi al peggio, è l’uomo da solo che inspiegabilmente si comporta come prima non ha mai fatto, o c’è qualcosa di relazionale dietro dove anche la donne è inclusa? Se sì, non manca qualcosina di importante nella messinscena?

          1. forse non mi sono spiegato: non c’è nulla di inspiegabili i segnali di squilibrio nel coniuge c’erano tutti ma il partner non li ha voluti vedere per i motivi che ho detto, sospetto che qualcosa di simile avvenga anche nei casi delle madri assassine (e ribadisco il colpevole è sempre chi uccide e chi picchia, uomo o donna che sia, non chi non legge i segnali)

            1. Ti sei spiegato benissimo. Continui a non affrontare la questione centrale per me. E’ una relazione, si è in due. Prima di arrivare alla violenza i due interagiscono in qualche modo. E’ lì che il seme viene gettato e germoglia. Nelle rappresentazioni come in Action Aid la donna è passiva, non fa nulla e l’uomo si trasforma così, da solo… Qualcosa non torna. Si rimuove il centro della questione, ossia la violenza reciproca, prima piccola, che poi si ammucchia e porta talvolta, poche volte per fortuna, ad atti di violenza.
              Rileggiti la mia indagine sulla violenza verso l’uomo. E smettila di svicolare, mi innervosisci.

              1. è sul termine “violenza reciproca” che non saremo mai d’accordo; tu insinui che ci sia una sorta di “corresponsabilità” da parte di chi prende le botte o in qualche caso finisce al cimitero per mano della persona che diceva di amarlo/a, io non sono di questo avviso

      2. per lo stesso motivo tante vittime di violenza domestica non se ne vanno via al primo schiaffo (per quello e la paura di reazioni peggiori)

        1. Tante vittime di violenza dovrebbero prima capire come mai si è arrivati al primo schiaffo. Perché si è in due. E i Dr. Jeckill e Mr. Hyde esistono solo in letteratura.

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