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Greta, femminismo e pianeta

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persone_thunbergdi Giuseppe Augello – Ci sono alcune cose che non tornano nella vicenda di Greta Thunberg. La svedese di 16 anni con la faccia sempre imbronciata, che è diventata il mito di tutto il mondo; quella che ha inventato i Fridays for Future, quella per cui i ragazzi fanno sciopero a scuola per andare a protestare in piazza per il clima. Greta ha scritto un libro, dove sono raccolti i suoi discorsi in vari consessi internazionali come l’ONU e dove i suoi genitori dalla loro parte raccontano la sua e la loro esperienza di genitori di lei. La storia della madre di Greta è anche toccante. Madre di due figlie ambedue affette dalla sindrome di  Asperger, ha scoperto lei stessa molto tardi di essere affetta da autismo e disturbo ossessivo compulsivo. La prima parte del libro racconta quindi della difficoltà di convivere con tale disturbo, anche a scuola, e dimostra una certa empatia. Si pensa che nella avanzata Svezia non debba essere complicata la vita scolastica e sociale per bambini e adolescenti autistici, ma non è così.

Il resto del libro è una raccolta di tutti i problemi ecologici che affliggono la terra.  E conclude affermando che tutti dovremmo smettere ad esempio di mangiare carne, di fare shopping, di prendere l’aereo. Una rivoluzione delle buone intenzioni contro il capitalismo. Quello che dà fastidio nel libro è invece che è intriso di tutta la retorica del politicamente corretto in chiave democratico progressista radical chic. C’è, intanto, nel modo di affrontare i problemi, un che di apocalittico che disturba e che risulta, a chi abbia un po’ di memoria, anche ripetitivo. Ricordando tutte le tante previsioni apocalittiche che nei decenni passati avevano fruttato solo notorietà a chi le pronunciava, come gli allarmi sull’esplosione demografica mondiale, e la fine del mondo di Nostradamus, E quindi troviamo la ripetizione del concetto che i paesi ricchi sono gli unici responsabili delle sventure dei paesi poveri, che noi europei dobbiamo vergognarci di quello che abbiamo, ecc. ecc. Ma, infine, come un pugno sul naso, ecco giungere il supporto ai Gay Pride, al femminismo mondiale e nientemeno che al #MeeToo come unica salvezza. Anzi la madre di Greta conclude  affermando che la battaglia ecologista è una battaglia all’ennesima potenza femminista, che intende scardinare le leggi sbagliate del patriarcato che ha portato al tipo di schiavitù economica dello sviluppo e della situazione attuale.


Ecco giungere il supporto ai Gay Pride, al femminismo mondiale e nientemeno che al #MeeToo come unica salvezza.


persone_madrethunbergQuesto a me fa pensare, non me ne vogliano i più, che il libro sia infine una operazione di puro marketing editoriale, che serve a qualcuno, anzi ad una certa area rappresentata da alcuni. Ed una ragazzina, dall’aspetto di una bambina, di 16 anni, simbolo dell’innocenza e della purezza e bontà delle intenzioni, probabilmente serve molto bene i biechi fini di qualche oscuro regista che su questa causa crea una narrazione tossica, di ben altri intenti. Al di là di queste valutazioni, viene da chiedersi se davvero sia possibile credere al fenomeno Greta come a qualcosa di spontaneo. Nell’epoca degli Spin Doctor, della comunicazione studiata a tavolino nei minimi dettagli, è possibile che una ragazzina di nemmeno 16 anni abbia davvero, da sola, messo il mondo intero a pensare? I sospetti nascono anche leggendo le biografie dei genitori, che appaiono, a qualcuno, essere loro i manovratori occulti.

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La madre è cantante ed attrice. Il padre è un attore, un produttore e un regista, e si occupa dell’immagine della moglie.  È così difficile sospettare, anche solo per un attimo, che il fenomeno Greta sia dovuto anche al mestiere dei genitori, al loro amore per una certa visibilità, alla loro capacità “cinematografica”? Ed al loro fiuto per i temi più avvincenti incluso la guerra di genere mondiale contro l’uomo che tanto fa cassa? È così assurdo pensare che una ragazzina sicuramente poco esperta di temi complicati e scientifici, difficilmente al corrente dell’accordo di Parigi e del suo significato, sia in fondo un simbolo mediaticamente efficace anche a causa della sua disabilità, nelle mani di qualcuno più scaltro, e molto attento, per mestiere, alla pubblica visibilità? È malizia notare che proprio in occasione del grande successo del famoso sciopero mondiale, sia uscito in varie lingue un libro di Greta? Greta sa scrivere un libro? Sa trovare editori così importanti? Sa programmare i tempi (sciopero mondiale e uscita libro, in contemporanea, in vari paesi), con tanta sapienza?

varie_nobelLa sindrome di Asperger, da cui è affetta la graziosa Greta, provoca ritardi cognitivi e difficoltà nell’acquisizione delle capacità linguistiche, oltre che generare comportamenti un po’ ossessivi e ripetitivi, ed “attività e interessi in alcuni casi ristretti”. Perché cercare di fare di una battaglia ecologica, una religione? E per giunta una ben determinata religione che sconfina nel politico ? Ma sopratutto perché mescolare così ecologia ed evidenti riferimenti politici di parte unendole nelle idee di una ragazzina? Perché affiancare alla battaglia per un minor inquinamento, considerazioni femministe di tipo radicale o elogi dei Gay Pride? Non appena la fama di Greta è decollata, è stata lanciata la sua candidatura all’ambito e ricco premio Nobel per la pace. Si ripeterebbe così quanto è accaduto con Al Gore, candidato democratico americano di cui si è detto; o con il presidente Obama, un altro democratico, insignito del Premio prima ancora di iniziare a governare. Che dopo Al Gore e Obama, qualcuno voglia inventare una nuova icona mondiale per il progressismo in crisi sotto attacco della destra sovranista nel mondo?


Perché affiancare alla battaglia per un minor inquinamento, considerazioni femministe di tipo radicale o elogi dei Gay Pride?


Sono tutte domande, credo, comprensibili, che vengono rafforzate leggendo i suoi tweet (troppo studiati, per essere di una ragazzina). In conclusione, domande di altro genere: mentre a Roma la ragazzina ci ha raccontato come schiatteremo tutti, dobbiamo pensare che Il Papa, il presidente Mattarella, l’eurodeputato Tajani, Pippo Civati, candidato in Europa Verde, e tutti quei politici che fanno  a gara per fare professione di gretismo convinto, si sono svegliati davvero a causa delle parole di una ragazza di 16 anni, mentre dormivano della grossa quando gli scienziati si scontravano sul tema, con questa o quella posizione? Li vedremo davvero, domani, scontrarsi contro i potentati economici che stanno dietro a tutto ciò che, a dire di Greta, andrebbe eliminato, dagli aeroplani, ai cellulari, alla plastica, alle auto ecc.?

varie_calesseDa domani vedremo costoro andare a Bruxelles in calesse invece che in aereo o in auto? Smetteranno di mangiare merendine confezionate e simili prodotti? Getteranno via i loro smartphone? Saremo davvero tutti seguaci del misticismo profetico che emana dalla ragazza dall’espressione magnetica e ci autoflaggeremo rinunciando a tutto ed abbattendo finalmente il maschilismo del patriarcato che sta alla base di quanto più nocivo abbiamo creato in questo mondo? Quel maschilismo che tra poco si scoprirà essere l’ottava piaga biblica dei profeti, mai rivelata prima? Oppure il fenomeno Greta somiglia sempre più ad una comparsa di un film di successo, capace di far penetrare meglio di chiunque altro un messaggio o alcuni messaggi subliminali ben specifici e caratterizzanti nelle menti delle folle già assiepate al botteghino? Staremo a vedere.

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2 thoughts on “Greta, femminismo e pianeta

  1. Ma il fatto che ci sia una così alta diffusione della sindrome di Asperger e di autismo non sarà dovuta per caso che la ditta svedese che vende le boccette di sperma ne diffonda qualcuna taroccata ?

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