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Grillini che si separano (sull’orlo di una crisi di nervi)

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defalcoTutti ricorderanno il Comandante della Guardia Costiera Gregorio De Falco. Sì, quello del “torni a bordo, cazzo!”. Alle ultime elezioni si è candidato con il Movimento 5 Stelle ed è approdato in Senato. Più passa il tempo più sembra che fatichi a “tenere la linea” del Movimento, e questo è emerso soprattutto per la legge sulla legittima difesa. E’ soprattutto su queste vicende che è stato intervistato dal Corriere della Sera, se non che il giornalista Alessandro Trocino a un certo punto gli fa una domanda a bruciapelo un po’ impertinente: “hanno messo in giro la voce che lei ha bisogno di soldi e che vuole uscire”. De Falco conferma così: “io ho soltanto parlato con Vito Crimi. Certo che ho bisogno di soldi. Ho parlato con lui perché mi sto separando, e so che anche lui è in questa situazione”. Qual è il nesso tra la separazione e il bisogno di soldi? In un paese civile, al di là delle spese legali, non ci dovrebbe essere alcun nesso. Invece c’è eccome, perché in Italia, in questi casi, la controparte esige fior di quattrini, per sé, sulla base del precedente tenore di vita, e per i figli, quando ci sono. Disposizioni medievali che qualcuno cerca di riportare a ragionevolezza agendo presso i massimi gradi della magistratura o proponendo riforme. Il tutto con scarso successo, data la strenua opposizione dei vari portatori d’interesse, e oggi ne abbiamo un chiaro esempio nelle piazze d’Italia. E allora mi viene da dire ai pentastellati De Falco e Crimi, che sudano sette camicie per venire a capo della loro separazione: la vostra condizione è uguale a milioni di altri uomini. Che però non guadagnano quanto voi. E soprattutto non hanno, come avete voi, il potere di fare qualcosa. Per esempio smettere di opporsi, e magari anzi farsi promotori di una legislazione su separazioni e affidi finalmente sensata e moderna. Forse ora che la cosa tocca le vostre tasche vi attiverete?


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5 thoughts on “Grillini che si separano (sull’orlo di una crisi di nervi)

  1. esilarante anche la grillina Lezzi, che ha appena inventato l’angolo giro di 370 gradi
    (=trecentosettantagradi)

    sono una comica questi 5stelle, la dimostrazione che qualsiasi persona può fare il ministro…
    che roba.
    Quanto all’ottimo comandante anti-Schettino, non può abbandonare la nave proprio ora:
    DE Falco, caxxo torni a bordo !!
    ????

    1. L’”ottimo” al massimo aveva uno stipendio mensile di 3mila euro. Fatta la tara sulla decurtazione dello stipendio da Parlamentare, ce n’è e avanza per garantire il “tenore di vita alla ex moglie”. No, attenzione, non sto dicendo che in linea di principio se oggi guadagna il triplo il livello del “tenore di vita” da garantire alla ex moglie automaticamente si eleva. Voglio solo far rilevare che questo personaggio non é credibile.

      1. il nostro povero compagno di sventure non sarà credibile nel futuro giudizio di separazione:
        1. era un militare e quindi con un dipendente pubblico; facilissima l’aggressione del suo giusto stipendio
        da parte della ex. Un vero gioco da ragazzi dimostrarne la capacità economica.
        2. capacità reddituale aumentata fino al triplo dalla indennità parlamentare: altro bottino per la ex moglie, che nel
        giudizio di separazione veleggerà al gran lasco con rotta fissa sul dio denaro.

        Povero De Falco (ottimo per avere denunciato Schettino): ora sei uno di noi.
        Assicurati con la ritenuta alla tua povera barchetta perchè rischi di cadere in mare:
        la tua tempesta ti renderà diverso da quell’uomo che ci è entrato.

        buon vento 🙂

  2. Il disegno di legge sull’affido condiviso, è «una iniziativa autonoma di Pillon», spiegano dal Carroccio. Soprattutto non ha il placet del ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana, che aveva già dato un parere piuttosto critico al ddl, al momento in discussione in Commissione Giustizia al Senato. «A mio modo di vedere ci sono sicuramente degli aggiustamenti e delle cose da correggere», aveva detto Fontana lasciando intendere che l’iter della legge non sarà breve e dunque ci sarà il tempo di «discutere ed eventualmente rivedere la legge». Fontana, insomma, aveva già indirettamente risposto alla critica dei Cinque Stelle e alla bocciatura senza appello del ddl Pillon da parte del vicepremier, Luigi Di Maio. Il ministro dello Sviluppo Economico, pur riconoscendo che il contratto giallo verde prevede la riforma dell’affido, è andato all’attacco. Così com’è il ddl Pillon non va, dice Di Maio, perché «ha effetti collaterali sulle donne. È come quando vuoi ottenere un buon risultato ma poi ti trovi con effetti imprevisti da correggere. Finché non tutelerà bambini e donne per noi non va bene. Ma avremo tutto il tempo per sistemarlo».
    Insomma, visto che al momento è stata congelata la grana rappresentata dalle opposte vedute sulla prescrizione la Lega non intende al momento puntare i piedi sul ddl Pillon. Certo che le acque del governo siano agitate è innegabile e qualche mal di pancia nel Carroccio in difesa di Pillon si registra. Ad esempio quello del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. «Noi abbiamo presentato il ddl Pillon su cui abbiamo chiesto il parere dei Cinque Stelle, loro hanno pure firmato, è stato calendarizzato, siamo disponibili all’ascolto, ma l’ossatura del disegno di legge deve essere quella, – insiste Romeo – perché se l’intento è quello di stravolgerlo allora no».
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/lega-scarica-pillon-e-si-allinea-ai-5-stelle-legge-1599898.html

    Si commenta tutto da sè.

  3. Se non fossi quella personcina perbene che sono, dovrei augurare separazioni coniugali a go-go a tutti i componenti del Parlamento e del Senato, ma sono un bravuomo e confido nella loro onestà…. ma forse sbaglio!

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