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Il “codice rosso” che ci porta dritti in Spagna

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persone_bonafhunzGiovedì scorso un raggiante Ministro Bonafede sedeva a fianco di una famosa esperta sociologa e giuresperita svizzera ormai trapiantata in Italia: Michelle Huntziker. Un po’ più a distanza l’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione, avvocato Giulia Bongiorno, sicuramente più esperta di leggi ma col difettuccio di qualche convinzione femminista estremista di troppo. Insieme le due signore hanno fondato un’associazione chiamata “Doppia Difesa”, che ha come mission la protezione delle persone dalla violenza. “Doppia” perché nelle intenzioni vorrebbero difendere sia uomini che donne. Una nota giornalista italiana ha avuto modo di dimostrare non molto tempo fa che è già tanto se l’associazione risponde al telefono o alle email, figuriamoci se si spende a dare una mano agli uomini: non conviene, né per l’immagine né per i finanziamenti.

Insomma erano questi soggettini a sedere ufficialmente in una sala del Ministero della Giustizia per illustrare un disegno di legge definito del “codice rosso”. Non c’entrano i pronto soccorso, anche se da lì è stata presa la definizione. C’entrano procure e tribunali. La premessa è sempre la stessa e la espongo come si dovrebbe: la violenza domestica è una realtà diffusa, che sovente trascende in atti gravissimi e non di rado coinvolge i minori (i figli delle coppie in conflitto). Il “codice rosso”, a rigore, servirebbe a segnalare a procure e tribunali i casi più gravi, appunto come si fa con il “triage” al pronto soccorso, in modo da garantire per quanto possibile una corsia preferenziale al caso, nell’ottica di una sua rapida risoluzione.

tweet_bonafedeSpiegato così potrebbe anche starci, sebbene la violenza domestica, l’ho dimostrato spesso, non sia quel fenomeno così urgente come lo si rappresenta. Ma vabbè, facciamocelo andar bene: d’altra parte, essendo una possibile futura legge dello Stato, deve avere carattere generale, quindi varrà per tutti e potrebbe davvero essere d’ausilio. Qui però si innesca uno dei problemi: nello spiegare l’articolato del DDL, l’insigne giurista Huntziker e la sua socia Bongiorno, in ciò seguite a ruota da tutti i media, declinano la questione solo al femminile. “La cronaca”, si dice, “ci ha raccontato di violenze, abusi e omicidi ai danni di donne che avevano denunciato mariti, fidanzati, familiari o semplici conoscenti, ma la risposta della giustizia era stata tardiva e in certi casi letali”. Sì, d’accordo, su numeri risibili per altro, ma in ogni caso… è una legge indirizzata a tutti, mica solo per le donne, sennò sarebbe incostituzionale!

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Sì. Ma anche no: “sappiamo che per ogni donna non è semplice venire allo scoperto e denunciare i soprusi che subisce, con questa legge lo Stato si fa avanti, tende una mano e si mette al suo fianco”. Ma aspetta un attimo, perché per ogni donna? E gli uomini? Non si può fare una legge solo per un genere! In effetti a leggere l’articolato si nota che la norma dovrebbe valere per tutti. Tuttavia già dalla sua presentazione è ovvio, come già per la legge anti-stalking e altre, che procure e tribunali la dovranno applicare solo per soggetti femminili. Se un soggetto di sesso maschile proverà a giovarsi di questa legge verrà accolto con un sorrisetto ironico e la sua pratica messa sotto la pila o direttamente archiviata. Ma questa è solo la più leggera delle anomalie di questa proposta.

arresto-manetteLeggere i contenuti del DDL Huntziker (e no, non siamo su “Paperissima”) fa venire i brividi. “La polizia giudiziaria dovrà comunicare immediatamente al Pubblico Ministero le notizie di reato, senza fare una valutazione sull’urgenza, quindi a prescindere, e anche per via orale“. Yes, avete letto bene: senza valutazioni sull’urgenza e anche semplicemente spifferando. Ce lo vedo l’ispettore di Polizia che va dal PM: “dotto’, c’è la Sig.ra Rossi che mi ha confessato che il marito scoreggia nel sonno e la cosa è molesta per lei”. E via, mandato d’arresto, poi si vedrà, starà all’uomo dimostrare che non è vero che scoreggia nel sonno. Ai più informati questa procedura ricorderà qualcosa: la legge contro la violenza di genere approvata in Spagna già ai tempi di Zapatero. Là, già da anni, se una donna denuncia un uomo, e può farlo anche senza prove, questo viene arrestato, messo in carcere per 48 ore, dopo di che appare davanti a un giudice e lì deve discolparsi. E non statelo a menare con l’innocenza fino a prova contraria.

La giurista svizzera Huntziker e l’avvocato Bongiorno, sulle ali della loro associazione e in barba a qualunque conflitto d’interessi, là ci stanno portando, dove il fronte femminazista ha sempre sognato di portare l’Italia: in Spagna. Riguardatevi il documentario che ho tradotto per farvi un’idea di cosa ciò significhi. Qualcuno si oppone, qualcuno critica? No, ci mancherebbe. Anche perché il “codice rosso” alla spagnola era previsto nel contratto di governo. E al governo, con il loro contratto, questi qui ce li avete mandati voi votandoli in massa il 4 marzo. Dunque ora tutti zitti e pronti sempre, se il DDL Gabibbo passerà, con la valigia per il carcere. Come dite? Li avete votati perché nel contratto di governo c’era anche la riforma delle separazioni e degli affidi, e ci poteva stare come compromesso. Vero. Giusto per sapervi regolare: il DDL Striscia la Notizia è stato pianificato in Consiglio dei Ministri già una settimana dopo la sua presentazione. Il DDL sulle separazioni e affidi è nelle sabbie mobili delle audizioni in Commissione Giustizia. Date retta, preparate quelle stramaledette valige per il carcere, vi conviene.


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13 thoughts on “Il “codice rosso” che ci porta dritti in Spagna

  1. C’è comunque un dettaglio non irrilevante rispetto alla situazione spagnola, che ha leggi di genere: è di genere neutro.
    Oggi non fa grossa differenza, ma, iniziando da lunedì 5 novembre 2018, le cose potrebbero lentamente iniziare a cambiare.

  2. Mi è sempre stata antipatica la Hunziker, oltretutto sapendo che è svizzera ..e’ un diavolo sotto vesti di angelo, come e’ gia’ stato ricordato, e non mi fiderei mai di una come lei .. merita solo di essere ignorata, e di vedersi boicottare qualunque iniziativa possa promuovere ..

  3. ogni volta che vedo in giro la Hunziker, con aria angelica ed animo tutt’altro che paradisiaco, mi chiedo:
    ma cosa cavolo gli ha fatto Eros Ramazzotti a questa qui ?
    Sapevo di vecchie o annose controversie sull’affido della figlia, ora grande, ma credo che chiunque sia passato in faccende
    di questo tipo senza trovare la necessità di diventare a quel livello di faziosità e cecità ideologica.

    quanto all’ingresso nel mondo delle sette (forse sataniche), questo mi farebbe propendere per una profonda
    debolezza di fondo della svizzera giureconsulta “fai da te”
    ????
    quanto alla Bongiorno, la crisi isterica alla notizia della assoluzione di Andreotti a Palermo
    dimostra la sua esatta natura: gli dareste voi un ministero o la presidenza di una riunione di condominio ?

  4. Riallacciandomi al mio post precedente, il DDL Huntziker
    “La polizia giudiziaria dovrà comunicare immediatamente al Pubblico Ministero le notizie di reato, senza fare una valutazione sull’urgenza, quindi a prescindere, e anche per via orale“
    Esplicitando il concetto secondo come funziona il cervello femminile, significa semplicemente questo:
    Ecco! C’è un uomo che contrasta la volontà di una donna e deve essere punito, non importa la gravità di quanto asserisce la donna, il caso deve essere preso comunque in considerazione, l’uomo va punito perchè non conforme alla sua volontà.
    “Tu non fai quello che dico io, mi invento la prima scemenza e le autorità sono obbligate a inizializzare un iter procedurale legislativo che ti mette in mezzo ai guai”
    L’uomo è sotto ricatto perenne, non è più il compagno della donna ma uno schiavo economico travestito da compagno, costretto a rigare in base alla volontà della padrona, se tenta di uscire fuori peggio per lui.
    A questo punto siamo arrivati e non è il punto terminale, la superbia della donna moderna non si accontenterà di quanto ha già raggiunto, vuole sempre più sottomissione e quindi ci saranno ancora altri decreti assurdi fatti passare con la scusa di violenza, maltrattamenti etc..
    Le autorità assecondano le richieste delle femministe, non si oppongono, non vogliono essere accusate di andare contro la corrente dominante.

  5. Tutte le volte che fanno queste leggi ha una doppia reazione.
    La prima istintiva, è un sorriso, mi dico: “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. I figli li ho già, non ne voglio altri, quindi…” 🙂
    Poi però penso ai miei figli e mi chiedo: “come cavolo faranno?” E il sorriso muore.
    E la risposta che mi viene sempre è: “bisogna rendere più facile per gli uomini il poter accedere alla paternità senza bisogno di vivere insieme a una donna: adozioni a uomini single, GPA, utero artificiale, qualsiasi cosa va bene purché sia possibile farlo senza metterti sotto la proverbiale spada di Damocle”.

    1. Il motivo che ti mobilita, Eric, è esattamente il mio. Io ho dato e proprio per questo non temo nulla. Se qualcosa faccio o provo a fare, è per mio figlio. E per i figli degli altri. Non ci sono altri motivi.

      1. E’ anche una questione di sensibilità: credo che vi siano molti genitori diversi da noi, dispostissimi a minimizzare e mandare il figlio in un possibile tritacarne pur di ottenere il loro scopo (cioè i nipotini). E ti faccio un esempio pratico: io di questi argomenti tendo a non parlare di persona con nessuno, evito, salvo che una persona non dimostri prima una certa sensibilità sull’argomento, e questo avviene da due anni. Due anni fa terminai una relazione di fronte ad una fortissima insistenza, la signora voleva assolutamente coabitare – niente scopi reconditi in apparenza: ha il suo lavoro full time e stabile, e pure casa di proprietà. Però essendo più grande si sarebbe trattato di convivere nella mia casa. DDL Cirinnà, probabilissima estensione futura dei “diritti delle conviventi”, probabile arrivo di leggi “colpevole sino a prova contraria” (e sto avendo conferma che avevo visto giusto)…insomma, proprio non me la sentivo di assumermi responsabilità e rischi per quella che in fondo era una banalità, non un progetto di vita (si trattava solo di vivere insieme, non di fare figli: la signora non può averne e aveva già 37 anni). Ebbene quasi TUTTI mi hanno detto che avevo sbagliato, di solito attaccandosi a trucchetti assurdi all’italiana tipo “basta non far risultare la medesima residenza” oppure con il classico “non devi avere paura, fai l’uomo”. Io non ho problemi ad assumermi rischi e responsabilità, ma ci deve essere una contropartita notevole, tipo appunto un progetto di vita con figli e non “viviamo insieme perché è una cosa carina da fare”, le cose “carine” le faccio solo se non comportano grossi rischi. Oltretutto non è neanche un rischio di quelli che ti danno una botta di adrenalina, quindi non c’è alcuna vera contropartita. E’ anche difficile da descrivere ma ti posso assicurare che le pressioni e il biasimo furono notevoli, e arrivarono un po’ da tutte le direzioni.
        Tutto questo per dire: se per una cosa banale come questa, per NIENTE, vi furono su un uomo adulto simili pressioni, che potrebbero fare su un ragazzo inesperto pur di forzarlo ad avere figli?

  6. Secondo me tutte queste leggi servono solo ad assecondare l’infantilismo delle donne moderne.
    Mi spiego meglio, se un matrimonio va secondo la volontà della donna, il matrimonio continua e tutti vissero felici e contenti, se invece la volontà dell’uomo contrasta con alcuni principi della donna, si accomodi quella è la porta, ha una marea di leggi pro.
    L’uomo esce dalla porta del matrimonio senza sapere perché, le conseguenze sono pesantissime solo per lui.
    Niente più famiglia, figli, casa, declassato dalla società, uno straccio di uomo che vaga senza più il senso della vita.
    La donna moderna vuole il completo controllo su come educare i figli, su come spendere i soldi, su come amministrare le faccende familiari, non vuole l’interferenza del marito neanche come consigliere, lo vuole succube, vuole un marito che sia sempre d’accordo con le sue scelte, che le condivida sempre, che pensi a lavorare e portare soldi.
    Se un marito con maggiore personalità prova a fargli capire che alcune sue scelte non sono corrette che possono portare a conseguenze negative, non accetta una simile interferenza, reagisce in modo non consono, non vuole critiche, pensa in modo superbo, che lei non sbaglia, e vede l’altra parte come un affronto e un insulto alla sua perfezione.
    Nessuno si deve permettere che il giudizio di una moglie è sbagliato, preferisce non dialogare contro chi non è d’accordo, preferisce continuare a fare a suo modo, preferisce allontanare chi non la pensa come lei, o fai lo zerbino o ci separiamo.
    Finché la donna vede la famiglia a modello ‘mulino bianco’ tutto bene ma se vede che c’è una persona che può dar fastidio al suo concetto di idealità, è meglio farla fuori.
    Ora a differenza di prima hanno tutti gli strumenti per poterlo fare con estrema facilità.
    La donna VUOLE fare quello che VUOLE e necessità di continue leggi a suo favore.
    In fondo anche i bambini si comportano così ma sono scusabili.

  7. Qualsiasi altro governo avrebbe fatto ugualmente, forse anche peggio. Basta ricordarsi dei predecessori. Visto l’andazzo personalmente eviterò le donne ancora di più, tanto per me non cambia assolutamente nulla: non avevo bisogno prima figuriamoci adesso.
    Una cosa è certa: non ho mai permesso a nessuno di mettermi le mani addosso senza difendermi, nè rinuncerò a difendermi ora con queste leggi del menga, nel malaugurato caso che una donna mi dovesse aggredire. La dignità prima di tutto.

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