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Il divario di genere: una truffa premeditata

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Ripubblico di seguito un’interessante riflessione diffusa circa un mese fa da Eric Lauder su www.theindependentmanitaly.com relativa alla truffa premeditata a livello internazionale delle misurazioni del divario di genere.


Secondo Wikipedia: “Il Global Gender Gap Report, introdotto dal World Economic Forum nel 2006, fornisce un quadro che mostra l’ampiezza e la portata della divario di genere in tutto il mondo. Per ogni nazione l’indice fissa uno standard del divario di genere basandosi su criteri economici, politici, educazione e salute, e fornisce una classifica dei paesi, permettendo un confronto efficace sia tra regioni che gruppi di reddito nel tempo. Le classifiche sono state realizzate per creare maggiore consapevolezza a livello mondiale. La metodologia e l’analisi quantitativa sono destinate a servire come base per la progettazione di misure efficaci per la riduzione delle disparità di genere”. Wow, sembra proprio uno strumento efficace, studiato nei minimi dettagli dalle menti eccelse del World Economic Forum, per combattere la “disparità di genere”, non trovate? Mica tanto. Il global gender gap report considera perfetta parità le aree in cui le donne risultano avvantaggiate (esempio: educazione universitaria, l’indice è 1.00, parità, anche se di lauree ne prendono molte di più le donne). Inoltre richiede che gli uomini vivano almeno 5 anni in meno delle donne perché vi sia parità: se gli uomini vivono 4,5 anni in meno delle donne (Italia) allora abbiamo “donne discriminate” ma se le donne vivono 10 anni più degli uomini (Filippine) allora abbiamo “parità” – con tale meccanismo alla voce “durata della vita” se si sottoponessero ad eutanasia tutti gli uomini (ma non le femmine) al raggiungimento di 60 anni (così si risparmia sulle pensioni) avremmo sempre “perfetta parità” tra uomini e donne alla relativa voce. Perdipiù il global gender gap report ritiene che la proporzione naturale maschi:femmine alla nascita (106 nati maschi ogni 100 femmine) sia discriminazione verso le donne, e per raggiungere la parità dovrebbero pertanto nascere vivi un 6% in meno di maschi. Ovviamente se il calo delle nascite di maschi vivi fosse maggiore, riducendosi ad esempio a 90, 80 o persino 70 maschi nati vivi ogni 100 femmine, risulterebbe sempre “perfetta parità”, indice 1,00. Su tale base, partorita dagli scienziati sessisti del World Economic Forum, al termine di una gravidanza travagliata accompagnata da depressione post-partum che è degenerata in aborto retroattivo (conosciuto anche come infanticidio), è matematicamente impossibile raggiungere la parità tra uomini e donne sulla base di tale meccanismo: facciamo la prova scambiando i numeri donne-uomini, è facilissimo, si danno agli uomini tutti gli “svantaggi” dei valori femminili, ed alle donne tutti i “vantaggi” dei valori maschili, e…rullo di tamburi…le donne risultano ancora svantaggiate rispetto agli uomini! Non ci credete ancora, eh? Guardate qui. Se si scambiano tutti gli indici tra uomini e donne cosa accade? Accade che le donne risultano ora in perfetta parità in tutto, salvo in “Healthy Life Expectancy”, il cui nuovo valore è ora 0.97, e in “Enrolment in tertiary education”, il cui nuovo valore è ora 0.73. In altre parole, l’indice da’ ancora le donne in svantaggio, malgrado, scambiando i numeri, siano stati ad esse attribuiti tutti i “privilegi” maschili, e gli uomini abbiano invece preso tutti gli “svantaggi” femminili! Cosa ci dice questo? Che il global gender gap report è un meccanismo inaffidabile e truffaldino, congegnato per far sempre risultare le donne svantaggiate, pure se vi fosse una totale inversione della situazione attuale di uomini e donne.


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17 thoughts on “Il divario di genere: una truffa premeditata

  1. Andate sul seguente link:

    http://reports.weforum.org/global-gender-gap-report-2017/measuring-the-global-gender-gap/

    Andate al paragrafo 2 intitolato: “Truncate data at equality benchmark”. Leggerete:

    “As a second step, these ratios are truncated at the “equality benchmark”. For all indicators, except the two health indicators, this equality benchmark is considered to be 1, meaning equal numbers of women and men. In the case of sex ratio at birth, the equality benchmark is set at 0.9445, and in the case of healthy life expectancy the equality benchmark is set at 1.06.6 Truncating the data at the equality benchmarks for each assigns the same score to a country that has reached parity between women and men and one where women have surpassed men.”

    Nell’ultima frase, gli autori ammettono CANDIDAMENTE di ignorare la differenza tra PARITA’ e SORPASSO femminile. Mi chiedo: ma perché non sottopongono questo report (e anche altri documenti similari) alla revisione paritaria (“peer review”), come avviene per tutti i gli articoli pubblicati sulle riveste scientifiche? E soprattutto, come mai tanti giornalisti trattano questo report come se fosse oro colato?

  2. La pubblicazione mi ha fatto venire voglia di inaugurare la rubrica settimanale “Donne che Odiano le Donne”.

    Piccola anteprima:

    “Nascere femmine nella società matriarcale sarda è un po’ come essere figlie di un alto esponente del banditismo sardo: per beneficiare dell’attività criminale non serve commetterla in prima persona” – Michela Murgia, chiatta addetta alla pesca di spigole e anguille presso lo Stagno di Cabras.

    Ce ne sono altre due, qui
    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2018/12/13/donne-che-odiano-le-donne/

    Ogni settimana posto tre (o quattro) famose misogine.

      1. Sembra che i sardi siete maggioranza in questo blog, Sardegna terra di cultura e pensatori, amanti della donna, della femminilità, razionali disincantati, ma prigionieri del matriarcato. Il riscatto degli uomini non può prescindere dalla presa di coscienza degli uomini di quella terra meravigliosa nella quale le contraddizioni emergono, sono messe a nudo. Meno Eleonora d’Arborea e più Grazia Deledda.

        1. é vero, in alcune zone dell’Isola esiste il matriarcato o meglio esistono delle sacche di resistenza matriarcale.
          Nelle città, Sassari, Cagliari, Olbia, Oristano, non vi è traccia di questo obsoleto residuato sociale.
          Il matriarcato resiste in Barbagia: nelle zone interne ci sono ancora paesi con le vecchie ziedde con sos buttonese
          (con le balle), oppure mamme un po’ dominanti che fanno un po’ tutto, dal lavoro di casa fino alla cura delle figlie
          passando per la normale attività lavorativa, spesso alle dipendenze di enti pubblici variegati.
          Indubbiamente tra una cagliaritana, che è una donna normale, e queste Matrone vi è una differenza abissale
          (per fortuna nostra).
          Comunque queste factotum che decidono di ogni respiro della casa, dalla gestione dei soldi fino alla scelta dell
          ‘avvocato per difendere i loro figli delinquenti, probabilmente cucinano bene e per fortuna non passano le loro
          giornate in palestra oppure al centro massaggi, come avviene in Continente.
          O almeno spero che sia così, non ci vivrei in paese, manco morto.

          A fronte di questi soggetti, che noi ovviamente “vi regaliamo” in stile carbone dentro la calza della befana 🙂
          ci sono -per fortuna alcune- donne apprezzabili, svariate molto belle come Caterina Murino (almeno NON è
          femminista), che vi consigliamo di seguire a discapito della MM over size.
          Ho buone speranze per le giovani generazioni, queste nostre ragazze sono molto attive e meno piagnucolose
          di una volta, studiano parecchio e volano in Europa (per evolversi e migliorarsi).

          Un pensiero e una prece per noi isolani che sbattiamo sempre contro teste granitiche.
          🙂

          PS la Deledda è una palla pazzesca, solo la Murgia miss misandria poteva rappresentarla in scena.

          1. Possono non piacere le opere della Deledda, ma è un personaggio che più di migliaia di femministe rappresenta il simbolo dell’emancipazione della donna fuori da ogni clamore, questo volevo dire.

            1. Il problema é che le femministe, soprattutto quelle odierne, quel branco di scimmie urlatrici e di “abusologhe” (feat. Giannetto) si sono appropriate, anzi impadronite della sua figura. Sua “Grazia” sicuramente si sta rivoltando nella tomba per questo.

          2. Ne so qualcosa, non molto ma qualcosa, la mia prima relazione “seria” (lei pensava che fosse seria, io no) aveva 28 anni ed era originaria di Villacidro. Io ero minorenne, ma avevo comunque circa un anno più di Macron, lei circa 12 anni meno della moglie di Macron, e io mica me la sono sposata…

          3. Non sono d’accordo sulla “palla”, certo non é una lettura rilassante ma è Grazia di nome di fatto, al contrario sappiamo che Eleonora è un falso mito che si perpetua, un pò come quello del Catalano de l’Alguer. Eleonora fu soprattutto una donna di potere, usurpatrice.

            1. Eleonora d’Arborea è autrice della preziosa Carta de Logu, codice di diritto penale, civile e privato
              scritto in un latino del basso medioevo mischiato al sardo (un vero reperto storico).
              Ti faccio notare che una leggenda femminista si è appropriata anche di quell’antico manoscritto del regno,
              imparentato e infeudato con Genova (altro falso mito di libertà), dicendo che conterrebbe
              “la prima punizione [medioevale] del femminicidio”.

              su quel passo della CdL, che ti prometto spedirò in privato, si parla di vendetta privata
              mediante legge del taglione (siamo nel XIV secolo. Ma guarda un po’ …è tutto casuale).
              ????
              in realtà è un codice criminale del ‘300 con tutto ciò che ne consegue.

    1. la signora Murgia è in fervida attesa di un cadreghino in consiglio regionale 2019.
      Dopo la sonora trombatura di 5 anni fa, si attendono anime caritatevoli che possano candidare
      sa femina acabadora, ovviamente con una candidatura in “pompa” magna e tale da creare un proscenio
      interamente dedicato a costei.
      Non si può sempre vivere di libri ridicoli e di pagine facebook della MM

      #dateleuncadreghinoporfavor

  3. E quando si parla di un nuovo ordine mondiale c’è chi si mette a ridere, ma non mi riferisco ai complottisti delle scie chimiche e della terra piatta (quelli si mi fanno sbellicare) ma a un insieme di azioni tra le quali la manipolazione dei dati, delle statistiche effettuate con metodi strumentali, privi di fondamento scientifico che condizionano le politiche economiche e sociali.

    1. NWO ? Andiamoci piano, non credo che ci sia il “Grande Vecchio”, più semplicemente credo che la politica non conta un emerito BIP.
      Si, certo, la politica governa, ma le leve del comando le ha la finanza che non é un monolite, al suo interno esistono varie correnti, la logica è sempre e solo quella del profitto, ma è un mondo fluttuante, le alleanze cambiano da un giorno all’altro.
      A quelli come noi restano i Blog.
      E qualcosa ancora si trova su YouTube:

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